C’è un motto che per vent’anni ha accompagnato un piccolo gruppo di sognatori bellunesi: vogliamo Belluno Feltre ciclabile. Oggi quel sogno ha una forma precisa, un nome e una traccia GPS: l’Anello della Val Belluna, ottanta chilometri che uniscono le due città d’arte lungo le sponde del Piave. Pochi, fuori dalla provincia, sanno che esiste davvero.
Si parte dalla stazione di Belluno, comoda per chi arriva in treno con la bici al seguito. Bastano pochi chilometri per raggiungere Salce, con la sua piccola piazza, l’antico lavatoio e Villa Giamosa che risale al Seicento. Poi la strada sale dolcemente fino alla dorsale di Villiago, e lì succede qualcosa che vale da solo l’intera gita: uno sguardo a trecentosessanta gradi che abbraccia la valle, le Dolomiti Bellunesi, i monti dell’Alpago e le Prealpi, tutto insieme, tutto in un colpo d’occhio.
Da Villiago si scende verso la pianura di Sedico e Santa Giustina, tra campi coltivati che sembrano usciti da un dipinto ottocentesco. Qui si incontra l’antico Mulino di Santa Libera, costruito nel Cinquecento e ancora perfettamente funzionante, insieme a ville venete che punteggiano il paesaggio con la loro eleganza discreta. Attraversato il torrente Salmenega su una passerella ciclabile, una breve salita conduce ai piedi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Feltre arriva come una piccola sorpresa, con il suo centro storico murato che sembra essersi fermato nel tempo e la scenografica Piazza Maggiore che accoglie i ciclisti come vecchi conoscenti. Il ritorno segue la sponda opposta del fiume, passando accanto al Santuario dei Santi Vittore e Corona, affrescato da una scuola vicina a Giotto quasi mille anni fa, e sfiorando il Vincheto di Celarda, una zona umida che l’Europa considera di interesse internazionale.
Gli ultimi chilometri regalano il congedo più intenso. Si attraversa Mel, uno dei borghi più belli d’Italia, e si passa accanto alla chiesetta vicina alla casa natale di Dino Buzzati, quasi un omaggio silenzioso allo scrittore bellunese. L’arrivo avviene sullo storico Ponte della Vittoria, costruito nel millenovecentoventisei, fino alla scenografica Piazza del Duomo, dove la Cattedrale di San Martino e il quattrocentesco Palazzo dei Rettori chiudono un viaggio che sa di arte, di acqua e di una campagna rimasta sorprendentemente intatta.











