Sei miliardi di euro e quasi cinquanta milioni di presenze: il cicloturismo italiano non è più un fenomeno di nicchia

La bicicletta non è più un passatempo per pochi appassionati. È diventata un pezzo importante e misurabile dell’economia italiana. Il sesto rapporto sul cicloturismo, firmato Isnart e Legambiente, lo racconta con numeri che lasciano poco spazio ai dubbi.

Nel 2025 l’Italia ha registrato quasi quarantanove milioni di presenze cicloturistiche.Il giro d’affari generato sui territori ha sfiorato i sei miliardi e quattrocento milioni di euro. Il rapporto è stato presentato a fine marzo alla Fiera del Cicloturismo di Padova, un evento che negli ultimi anni è cresciuto fino a occupare tre padiglioni e superare i ventisettemila visitatori in due giorni.

Il volto di chi pedala sta cambiando rapidamente, e i dati lo confermano tappa dopo tappa. Una donna su due sceglie oggi la bicicletta per viaggiare, spesso in coppia, spesso in cerca di un equilibrio tra cultura, natura e buona tavola. Anche i più giovani si stanno affacciando in massa: quasi un cicloturista su cinque appartiene ormai alla Generazione Z, un ribaltamento rispetto all’immagine tradizionale del ciclista maturo e solitario.

Cambia anche il modo in cui questi viaggiatori organizzano e vivono la vacanza. Sei su dieci decidono la meta cercando informazioni online, e uno su due condivide poi l’esperienza sui social, diventando senza saperlo un piccolo ambasciatore del territorio visitato. In media si spendono sessantanove euro al giorno per dormire e novantuno per il resto, tra ristoranti, prodotti tipici ed esperienze locali, con un forte interesse per l’arte e la cultura da parte di metà dei viaggiatori.

Resta invece un divario netto tra i generi quando si parla di biciclette di fascia alta. Gli uomini scelgono modelli tra i quattromila e gli ottomila euro tre volte più spesso delle donne. Un segnale che, secondo chi ha curato il rapporto, apre spazio a nuove opportunità di imprenditoria femminile nel settore, sul modello di progetti europei già attivi come quelli dedicati all’inclusione delle donne nel ciclismo.

C’è poi una geografia sorprendente dietro questi numeri, fatta di regioni che corrono a velocità diverse. L’Umbria guida la classifica delle regioni più dinamiche sul fronte imprenditoriale, con un indice di crescita quasi tre volte superiore a quello delle Marche, seconde in classifica, e della Campania, terza. Tra i turisti stranieri, invece, le mete italiane più desiderate restano Trentino Alto Adige, Sardegna e Liguria.

Un ultimo dato merita attenzione, perché tocca la sicurezza di chi pedala ogni giorno su strada. Più della metà dei cicloturisti chiede innanzitutto percorsi protetti dal traffico. Non a caso, tra il 2019 e il 2025 i punti di noleggio bici sono cresciuti del quarantasette per cento in tutta Italia, un’espansione capillare che segue la crescita della domanda quasi passo dopo passo.