C’è una pista ciclabile in Irlanda che il New York Times ha inserito tra le tre più belle al mondo, un riconoscimento che a Westport si prendono molto sul serio. Si chiama Great Western Greenway, corre nella contea di Mayo lungo la Wild Atlantic Way, e ricalca fedelmente il tracciato dell’antica ferrovia Westport-Achill. Costruita alla fine dell’Ottocento e chiusa nel 1937, quella linea morta da decenni è oggi rinata come una delle esperienze cicloturistiche più amate di tutta l’Irlanda, quasi a voler dimostrare che nulla, in fondo, si perde davvero.
Il percorso misura circa 44 chilometri, diventati quasi 49 grazie a un’estensione recente verso il paese di Cashel, come se non volesse smettere di crescere. Collega Westport ad Achill Island, toccando lungo il tragitto Newport e Mulranny. L’eredità ferroviaria si sente a ogni pedalata: il fondo resta quasi interamente pianeggiante, un’eredità silenziosa dei vecchi binari, e la ciclabile si lascia percorrere anche da chi non ha grande allenamento alle spalle e cerca solo un po’ di vento in faccia.
Partendo da Westport, i primi dodici chilometri conducono a Newport, dove un viadotto a sette arcate scavalca ancora il fiume Black Oak con la stessa eleganza sfoggiata un secolo fa. Poco fuori dal centro sorge la casa d’origine della famiglia di Grace Kelly, principessa di Monaco, un dettaglio che coglie sempre di sorpresa chi non se lo aspetta, quasi un cameo hollywoodiano in mezzo alla campagna irlandese. Da qui la strada verso Mulranny si apre su alcuni dei panorami più spettacolari dell’intero viaggio, con la baia di Clew Bay, la sagoma di Clare Island e le montagne del Nephin Beg a fare da quinta scenografica.
A Mulranny un caratteristico ponte pedonale collega il villaggio alla sua spiaggia, un invito quasi irresistibile a scendere di sella e restare lì un po’. Proseguendo verso Achill Sound, primo abitato dell’isola di Achill, il paesaggio cambia pelle all’improvviso e si fa torbiera e brughiera atlantica, selvaggia e sospesa fuori dal tempo. Ogni giorno circa 300 persone scelgono di percorrerla, per un totale che supera i 170mila viaggiatori l’anno, numeri importanti per una striscia di terra così remota.
Il costo di realizzazione, 5,7 milioni di euro, è stato ripagato in appena sei anni grazie all’indotto turistico generato lungo il percorso, un investimento che si è ripagato da solo più in fretta di quanto chiunque osasse sperare. Nel 2011 la Greenway ha conquistato il premio europeo EDEN per il turismo sostenibile, un riconoscimento che ne ha consacrato la fama ben oltre i confini irlandesi. Oggi resta uno degli esempi più riusciti al mondo di come una vecchia ferrovia dimenticata possa rinascere, binario dopo binario, come infrastruttura per la mobilità dolce.











