La Provenza è una delle mete più amate dai cicloturisti di tutta Europa. Il territorio offre strade secondarie poco trafficate, clima mite quasi tutto l’anno e un paesaggio che cambia continuamente: vigneti, campi di lavanda, gole scavate nella roccia. Un buon itinerario può partire da Sault, grazioso villaggio della Vaucluse dove ogni mercoledì, da circa cinque secoli, si tiene un mercato nelle stradine del centro storico.
Da Sault si pedala sulla Route de la Lavande, tra campi che da giugno ai primi giorni di luglio si tingono di viola. Il Mont Ventoux resta sempre visibile in lontananza, con la sua cima bianca e spoglia che sfiora i 1.912 metri. La montagna è apparsa quindici volte nella storia del Tour de France dal 1951, guadagnandosi il soprannome di Gigante della Provenza tra i corridori professionisti.
Chi non affronta la salita del Ventoux può scegliere un percorso alternativo attraverso le Gorges de la Nesque. La strada si arrampica tra pareti rocciose e gallerie scavate nella pietra, regalando panorami vertiginosi sulla valle sottostante. Poco distante si trova anche il cosiddetto Colorado Provenzale, un tratto di circa 60 chilometri dove rocce di colore ocra ricordano i paesaggi dell’Arizona.
Proseguendo verso sud si entra nel massiccio del Luberon, un territorio dal carattere più dolce rispetto al Ventoux. L’anello classico parte da Cavaillon o da Apt, con pendenze mai eccessive che permettono di godersi il paesaggio senza fretta. Gordes appare all’improvviso, spettacolare, con le case di pietra incastonate nella roccia, mentre Roussillon sorprende con le sfumature ocra delle sue falesie.
Una tappa quasi obbligata è Fontaine-de-Vaucluse, dove sgorga la più grande sorgente carsica di Francia. Il villaggio di L’Isle-sur-la-Sorgue, diviso in due dal fiume Sorgue, viene chiamato la piccola Venezia della Provenza per i suoi canali e le sue ruote di mulino. Il viaggio si può concludere a Lourmarin, borgo che invita a rallentare tra una piazza, una fontana e un caffè all’ombra degli platani.











