Sentiero Valtellina, 114 km in bicicletta tra vigneti, meleti e montagne

Il Sentiero Valtellina è una delle piste ciclabili più amate del nord Italia, e basta percorrerla una volta per capire perché. Collega Colico, sul Lago di Como, a Bormio, in Alta Valtellina, per 114 chilometri che seguono quasi sempre il corso fedele del fiume Adda. Il tracciato resta per la maggior parte pianeggiante, come se la valle stessa avesse deciso di essere generosa con chi la attraversa, ed è per questo che diventa perfetto anche per le famiglie con bambini al seguito.

Il viaggio parte da Colico, sull’estrema punta nord del Lago di Como, e da subito la pista si infila nel Pian di Spagna, riserva naturale dove gli uccelli migratori sembrano avere più diritto di cittadinanza degli umani. Poco dopo arriva Morbegno, cittadina che profuma di formaggio Bitto, capace di stagionare qui anche per oltre dieci anni in un lento lavoro di pazienza. Superata Morbegno, il percorso tocca Cedrasco, uno dei tratti più curati dell’intera pista, punteggiato di aree giochi che sembrano pensate apposta per far dimenticare la fatica ai più piccoli. Poi arriva il Santuario della Madonna di Sassella, sentinella silenziosa che annuncia l’ingresso a Sondrio.

Sondrio è il capoluogo di provincia più piccolo d’Italia, ma non per questo meno fiero. La città è dominata dal Castello Masegra e attraversata dalla storica via Scarpatetti, un buon pretesto per scendere di sella e concedersi una pausa. Da qui si riparte verso Chiuro, avvolto da vigneti terrazzati che segnano l’inizio della zona vinicola più famosa della valle, culla del Valtellina Superiore Docg. Il percorso sfiora poi Teglio, il borgo che ha prestato il proprio nome all’intera Valtellina, prima di scivolare verso Tirano.

Tirano è presidiata dal santuario rinascimentale della Madonna, a pochi metri dal confine con la Svizzera, quasi a fare da guardia silenziosa al passaggio tra due mondi. Da qui parte anche il celebre trenino rosso del Bernina, che sale fino a Sankt Moritz come un cugino più lento e curioso della bicicletta. Dopo Tirano il percorso cambia carattere e si fa più esigente: la pista sale verso Sondalo, affrontando il primo vero tratto ripido dell’intero tragitto. Ma i panorami, in cambio, si fanno sempre più alpini e spettacolari, come se la fatica venisse ripagata all’istante.

Il tratto finale attraversa Sant’Antonio Morignone, teatro della grande frana del 1987 che sconvolse la valle e che oggi si attraversa in un silenzio quasi rispettoso. Da qui il percorso prosegue promiscuo su strada per una decina di chilometri, prima di regalare il traguardo finale a Bormio, dentro i confini del Parco Nazionale dello Stelvio. Qui il ciclista può concedersi il riposo che si merita nelle famose terme, prima di spingersi fino al vicino Parco delle incisioni rupestri di Grosio, dove la Rupe Magna custodisce segni lasciati da mani ben più antiche di qualsiasi bicicletta.

Lungo tutto il tragitto non mancano punti di noleggio bici, con la comodità di poterle riconsegnare in una tappa diversa da quella di partenza. La linea ferroviaria che accompagna il percorso permette inoltre di dividerlo con calma in due o tre giornate, senza l’ansia di dover arrivare a tutti i costi. Agriturismi, punti ristoro e aree picnic attrezzate completano il quadro, pronti a far assaggiare i sapori autentici della valle a chi si ferma. Non stupisce che il Sentiero Valtellina resti una delle ciclabili più accessibili d’Italia, capace di parlare tanto agli esperti quanto a chi pedala solo per il gusto di lasciarsi sorprendere dal paesaggio.