Tra le grandi dorsali cicloturistiche italiane, la Ciclovia del Sole occupa un posto speciale, quasi sacro, per la sua storia e per l’ambizione che porta con sé. Il percorso, parte del tracciato italiano dell’Eurovelo 7 che unisce Capo Nord a Malta, collega Verona a Firenze per circa 392 chilometri, attraversando quattro regioni tra Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Il tratto settentrionale, quello che risale la Valle dell’Adige dal Brennero fino a Verona, esiste già da anni e resta parte integrante di questo lungo racconto a due ruote.
Si parte da Piazza Bra a Verona, città patrimonio dell’Unesco, dove la ciclovia muove i primi passi verso il territorio del Custoza prima di raggiungere il Lago di Garda a Peschiera. Da lì si segue fedelmente il corso del fiume Mincio fino a Mantova, anch’essa custodita nella lista Unesco, come se il percorso stesso si fosse scelto una compagnia all’altezza. Il tracciato prosegue poi lungo l’argine del fiume Secchia, entrando in Emilia-Romagna e attraversando la pianura modenese e bolognese con un ritmo quasi meditativo.
Uno dei tratti più suggestivi dell’intero itinerario corre proprio sul sedime dell’antica ferrovia Bologna-Verona, dismessa da un decennio, tra vecchie stazioni riportate in vita e imponenti ponti metallici che un tempo scandivano il passaggio dei treni e oggi accompagnano solo il rumore leggero delle ruote. Il tratto tra Mirandola e Sala Bolognese, 46 chilometri, ha aperto nell’aprile 2021 dopo due anni di lavori, mentre nel 2024 si è aggiunto il segmento mantovano di 88,6 chilometri, che sfiora Goito, Porto Mantovano e San Benedetto Po come tappe di un rosario laico fatto di argini e campagna.
Attraversata Bologna, la ciclovia risale la valle del fiume Reno verso l’Appennino tosco-emiliano, superando Casalecchio di Reno, Sasso Marconi e Marzabotto, prima di valicare il confine con la Toscana in direzione di Pistoia, Prato e infine Firenze, dove il viaggio si scioglie nel cuore rinascimentale del paese. Il progetto, avviato nel 2015 grazie alla collaborazione di quattro regioni e di innumerevoli enti locali, ha già trasformato un binario morto in un’infrastruttura viva, dotata di aree di sosta, colonnine per la ricarica delle e-bike e punti di riparazione lungo tutto il tragitto.
Restano ancora da chiudere alcuni brevi collegamenti tra Mirandola e Verona, percorribili nel frattempo su strade secondarie a basso traffico, quasi un invito a pazientare senza rinunciare al viaggio. Ma la continuità da Bolzano a Bologna è già oggi una realtà concreta, non una promessa. Una volta completata nella sua interezza, la Ciclovia del Sole diventerà una delle dorsali cicloturistiche più lunghe e coerenti d’Italia, capace di tenere per mano, per quasi quattrocento chilometri, le Alpi e il cuore pulsante della Toscana.











