Val Venosta in bicicletta, da Malles a Merano tutto in discesa tra castelli e meleti

In Alto Adige esiste un itinerario che sembra fatto apposta per chi ama pedalare senza soffrire troppo la fatica. La Ciclabile della Val Venosta, parte della storica Via Claudia Augusta di epoca romana, collega Malles a Merano per circa 60 chilometri, con un dislivello negativo che supera i 700 metri.

Il segreto sta proprio qui: si scende quasi sempre, accompagnati dal corso del fiume Adige e dalle vette del gruppo dell’Ortles sullo sfondo.

Il punto di partenza ideale è la stazione ferroviaria di Malles, raggiungibile comodamente con il trenino della Val Venosta, che trasporta anche le biciclette e permette di spezzare il percorso in più tappe. Dopo pochi minuti di pedalata si incontra Glorenza, la città più piccola dell’Alto Adige, che conserva intatta la sua cinta muraria medievale e un centro storico rimasto quasi immutato nei secoli.

Proseguendo lungo il fiume si attraversa il biotopo del Prader Sand, rifugio di specie rare di uccelli e pesci, prima di raggiungere Sluderno e Prato allo Stelvio, ai margini settentrionali del Parco Nazionale dello Stelvio.

La pista prosegue poi verso Silandro, considerata il cuore della valle, e Laces, all’imbocco della Val Martello, dove chi vuole può concedersi una deviazione verso i pascoli dominati dal Monte Cevedale.

A Castelbello il clima si fa più mite e compaiono i primi vigneti, mentre il castello che domina il paese offre uno scorcio suggestivo dalla pista ciclabile. Poco distante si trova anche Castel Juval, la residenza estiva dell’alpinista Reinhold Messner, che ospita uno dei suoi musei dedicati al mito della montagna.

Gli ultimi chilometri attraversano Naturno e Parcines, tra meleti che in primavera si tingono di bianco, fino a raggiungere Lagundo e infine Merano, con le sue passeggiate liberty e il clima mite che ha reso celebre la città come meta di villeggiatura.

Lungo tutto il tragitto sono presenti numerosi punti di noleggio biciclette, con la possibilità di restituirle in stazioni diverse da quella di partenza, una soluzione che rende l’itinerario adatto anche alle famiglie con bambini. Un viaggio che, tra un frutteto e un maniero, racconta la storia di una delle valli più affascinanti dell’intero arco alpino.