Ciclovia del Garda, tra cantieri e polemiche la corsa contro il tempo per l’anello più atteso d’Italia

Il progetto della Ciclovia del Garda, ribattezzata da molti la pista ciclabile più bella d’Italia, continua ad avanzare tra inaugurazioni parziali e polemiche crescenti sui costi. Il 30 giugno sono stati inaugurati a Torbole, alla presenza del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti e dei sindaci di Nago-Torbole Gianni Morandi e di Riva del Garda Alessio Zanoni, due nuovi tratti per complessivi 2,3 chilometri, costati oltre 4,8 milioni di euro, in gran parte finanziati con fondi del Pnrr. Fugatti ha sottolineato come l’opera sia stata completata nei tempi previsti dal cronoprogramma, mentre il sindaco Morandi ha definito l’intervento non un semplice tratto ciclabile ma un vero progetto di riqualificazione urbana, che ha visto il Comune investire circa 400mila euro in opere di sistemazione e arredo.

Poco prima era stato completato anche un segmento di 2,3 chilometri nel territorio di Torri del Benaco, in provincia di Verona, che affianca la Gardesana Orientale separando il flusso ciclabile da quello veicolare.
L’opera, una volta terminata, dovrebbe formare un anello continuo di circa 140 chilometri attorno al lago più grande d’Italia, attraversando le tre province di Brescia, Verona e Trento e collegandosi ad altre grandi ciclovie nazionali come la Ciclovia del Sole e la Ciclovia Vento, oltre alle rotte europee Eurovelo 7 e 8. L’investimento complessivo previsto per l’intero progetto supera i 345 milioni di euro. Lo stesso sindaco Zanoni, alla cerimonia di inaugurazione, ha però ricordato che l’opera va considerata nel suo insieme, indicando come priorità ancora aperta il completamento dei collegamenti cittadini lungo via Monte Oro e tra il porto San Nicolò e Torbole, per offrire una reale alternativa alla viabilità ordinaria.

Alcuni tratti sono già percorribili, come i due chilometri e mezzo tra Limone sul Garda e il confine con il Trentino, realizzati interamente a strapiombo sulla roccia e ancorati con cavi d’acciaio, oltre al collegamento tra Peschiera del Garda e Lazise sul lato veronese. Non mancano però le criticità. Il tratto più complesso, quello lungo le falesie del Trentino occidentale, ha visto lievitare i costi fino a superare i 17mila euro al metro lineare, contro una media di circa 350 euro al metro per la realizzazione di piste ciclabili ordinarie.
Il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, insieme a diverse sezioni di Italia Nostra, ha chiesto la sospensione dei lavori in quest’area, proponendo di sostituire il tratto più impattante con un collegamento tramite battelli elettrici, sul modello già adottato su altri grandi laghi europei. Critiche sono arrivate anche dal lato lombardo, dove per i tratti di falesia più delicati si è scelto di non proseguire con la ciclovia in continuità, ma di integrare il percorso con un collegamento in traghetto tra Limone sul Garda e Gardone Riviera.

Gli amministratori locali, dal canto loro, continuano a sottolineare il valore strategico dell’opera per la mobilità sostenibile e per l’offerta turistica dell’area, sempre più orientata verso i cicloturisti provenienti dal Nord Europa, come ribadito anche dal presidente di Garda Dolomiti Silvio Rigatti durante la cerimonia di Torbole. Contrariamente a quanto talvolta annunciato nelle fasi di presentazione pubblica, però, il completamento dell’intero anello non ha oggi una data unica e certa. I documenti tecnici più recenti indicano scadenze scaglionate tra la metà del 2026 e la fine del 2027 per i diversi lotti, con alcuni tratti trentini più delicati, come quello tra la Galleria dei Titani e la Foce del Ponale, ancora in fase di progettazione esecutiva, e un cantiere lombardo a Desenzano il cui termine è fissato addirittura a dicembre 2027 per lavori collegati a un viadotto ferroviario. Resta quindi da capire non tanto se il 2026 sarà l’anno del completamento, quanto quando l’anello riuscirà davvero a chiudersi nella sua interezza, in un dibattito pubblico che coinvolge tempi, costi e impatto ambientale ancora tutti da sciogliere.