Granfondo dei Laghi della Garfagnana: quando il ciclismo fa crescere un territorio
Ci sono luoghi che si attraversano.
E poi ci sono luoghi che si vivono.
La Garfagnana appartiene a questa seconda categoria. Una terra autentica, dove le montagne sembrano proteggere piccoli borghi senza tempo, dove i laghi riflettono il cielo e dove ogni strada racconta una storia fatta di natura, tradizioni e persone.
È proprio qui che domenica 28 giugno è andata in scena la terza edizione della Granfondo dei Laghi della Garfagnana, manifestazione che quest’anno ha ospitato anche il prestigioso Campionato Italiano Mediofondo FCI Amatoriale, trasformando il cuore dell’Appennino Toscano in uno dei palcoscenici più importanti del ciclismo nazionale.
Quasi 600 ciclisti, provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei, hanno raggiunto la Garfagnana per vivere una giornata che è andata ben oltre la semplice competizione sportiva.
Perché questa non è soltanto una gara.
È un progetto.
Un’idea.
Una visione.
È la dimostrazione concreta che il ciclismo può diventare uno straordinario strumento di promozione turistica, capace di raccontare un territorio molto meglio di qualsiasi brochure.
Pedalare nella Garfagnana significa entrare in un’altra dimensione
Il percorso ha accompagnato gli atleti attraverso alcuni dei luoghi più spettacolari dell’Appennino Toscano.
Da Castelnuovo di Garfagnana a Careggine, da Vagli Sotto a Minucciano, passando per Piazza al Serchio, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano e Pieve Fosciana.
Ma soprattutto ha permesso di scoprire quei gioielli naturali che hanno dato il nome alla manifestazione.
Il Lago di Isola Santa, il Lago di Vagli, il Lago di Gramolazzo e il Lago di Vicaglia non sono stati semplicemente punti di passaggio.
Sono diventati i protagonisti di un viaggio fatto di emozioni, salite impegnative, panorami che si aprono all’improvviso e silenzi che soltanto la montagna sa regalare.
In Garfagnana ogni curva cambia il paesaggio.
Ogni salita regala una prospettiva diversa.
Ogni chilometro racconta qualcosa.
Ed è proprio questa autenticità che rende questo territorio una delle destinazioni più affascinanti per chi ama pedalare.
Due gare, una sola grande giornata di ciclismo
L’edizione 2026 ha rappresentato una svolta importante.
Per la prima volta la manifestazione ha ospitato il Campionato Italiano Mediofondo FCI Amatoriale, dando vita a due eventi distinti ma perfettamente integrati.
Da una parte la Mediofondo FCI, completamente agonistica dal chilometro zero fino al traguardo finale.
Dall’altra la Granfondo dei Laghi della Garfagnana, caratterizzata da un format innovativo con tratti neutralizzati alternati a tre cronoscalate cronometrate.
Una formula che ha permesso agli atleti di vivere la competizione senza perdere il piacere di osservare e respirare il territorio che stavano attraversando.
Otto mesi di lavoro per costruire qualcosa di unico
Dietro una giornata così perfetta non c’è l’improvvisazione.
Ci sono oltre otto mesi di lavoro, centinaia di telefonate, decine di riunioni, sopralluoghi, confronti continui e un coinvolgimento totale del territorio.
L’organizzatore Paolo Pagni ha inseguito questo progetto con la determinazione che lo contraddistingue.
Con quella testardaggine che spesso viene considerata un difetto ma che, quando è accompagnata da una visione chiara, diventa la forza capace di trasformare un sogno in realtà.
La convinzione era semplice quanto ambiziosa.
Far capire che la Garfagnana possiede tutte le caratteristiche per diventare una delle grandi destinazioni del cicloturismo italiano.
Per riuscirci non bastava organizzare una gara.
Era necessario coinvolgere un intero territorio.
Quando un territorio decide di fare squadra
Fin dal primo giorno l’Unione Comuni Garfagnana ha creduto in questo progetto, assumendo un ruolo centrale nel coordinamento dell’intera manifestazione.
Determinante è stato il sostegno del sindaco di Castelnuovo di Garfagnana e assessore dell’Unione Comuni, Andrea Tagliasacchi, che ha intuito immediatamente quanto un evento di questo livello potesse rappresentare una straordinaria opportunità di crescita turistica, economica e d’immagine per tutta la valle.
Da quel momento è nata una collaborazione che ha coinvolto amministrazioni comunali, associazioni, volontari, Protezione Civile, Polizie Locali, Forze dell’Ordine, personale sanitario, scorte tecniche e decine di realtà locali.
È questa la vera forza della Garfagnana.
Qui non esiste il successo del singolo.
Esiste una comunità che lavora insieme.
Una terra dove le persone credono profondamente nelle proprie montagne, nei propri laghi, nei propri borghi e nelle proprie tradizioni.
Una comunità che ha deciso di raccontare al mondo la propria identità attraverso il linguaggio universale della bicicletta.
Il valore delle persone
Ogni incrocio presidiato.
Ogni ristoro.
Ogni volontario.
Ogni sorriso.
Ogni gesto di disponibilità.
Dietro il successo della manifestazione ci sono centinaia di persone che hanno scelto di mettere il proprio tempo al servizio di un progetto collettivo.
Un ringraziamento speciale merita il Gruppo Autieri d’Italia – Sezione Garfagnana, che sotto un sole implacabile ha lavorato senza sosta garantendo un’assistenza impeccabile ai partecipanti, dimostrando uno straordinario spirito di servizio e una disponibilità che è andata ben oltre quanto richiesto.
Sono questi i dettagli che fanno la differenza.
Sono queste le persone che trasformano una gara in un’esperienza.
Il traguardo più bello del mondo
Se esiste un luogo capace di rappresentare lo spirito della Garfagnana, quello è senza dubbio la Fortezza di Mont’Alfonso.
Qui gli atleti hanno tagliato il traguardo.
Qui si sono svolte le premiazioni.
Qui si sono ritrovati per condividere il pasta party finale.
Una fortezza rinascimentale tra le più imponenti d’Italia, seconda per estensione soltanto alle Mura di Lucca, capace di regalare una cornice semplicemente straordinaria.
Paolo Pagni la definisce spesso “il posto più bello del mondo”.
Dopo averla vista riempirsi di biciclette, sorrisi e applausi, è difficile dargli torto.
Un territorio che guarda già al futuro
Mentre il sipario cala sull’edizione 2026, l’organizzazione ha già iniziato a guardare avanti.
Il lavoro per il 2027 è già cominciato.
L’obiettivo non è ripetere quanto fatto.
L’obiettivo è migliorarlo.
Analizzare ogni dettaglio, ascoltare ogni suggerimento, perfezionare ogni aspetto dell’organizzazione e continuare a lasciare i partecipanti a bocca aperta, offrendo un’esperienza ancora più coinvolgente e memorabile.
Gli organizzatori sono certi di poter contare ancora una volta sul sostegno dell’Unione Comuni Garfagnana, dei Comuni coinvolti, delle associazioni, dei volontari e di tutte le persone che hanno creduto fin dal primo giorno in questo progetto.
Perché è proprio questa straordinaria capacità di fare squadra il patrimonio più prezioso della manifestazione.
L’ambizione è importante.
Fare della Granfondo dei Laghi della Garfagnana non soltanto uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama nazionale, ma un vero punto di riferimento internazionale per il cicloturismo, capace di richiamare migliaia di appassionati da tutta Europa.
Le basi ci sono tutte.
Un territorio unico.
Persone straordinarie.
Una comunità che ha dimostrato di saper lavorare insieme.
E una convinzione che accompagna ogni edizione della manifestazione: la Garfagnana non è semplicemente un luogo dove organizzare una gara in bicicletta.
È un luogo da vivere.
Da respirare.
Da ricordare.
E, una volta scoperto, da desiderare di ritrovare ancora.

















