Vennbahn, la ferrovia dimenticata che attraversa tre paesi nel cuore d’Europa

C’è una ciclabile in Europa capace di far cambiare lingua ai cartelli stradali più volte nell’arco di una sola giornata di pedalata. È la Vennbahn, l’antica linea ferroviaria costruita dalla Prussia tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, che collegava la città tedesca di Aquisgrana fino al Lussemburgo settentrionale, oggi trasformata in un percorso ciclabile di 125 chilometri, ufficialmente aperto nel 2013 come se i binari avessero solo cambiato mestiere. Il tracciato attraversa Germania, Belgio e Lussemburgo, con qualche breve incursione nei Paesi Bassi per chi decide di allungare ancora un po’ il viaggio.

La particolarità della Vennbahn nasce da una storia territoriale complicata quanto affascinante. Dopo il Trattato di Versailles, il sedime ferroviario e le sue stazioni furono assegnati al Belgio nel 1919, creando sei piccole enclavi tedesche lungo il lato occidentale della linea, di cui cinque resistono ancora oggi come schegge di geografia impazzita. Pedalare lungo questo tracciato significa quindi attraversare confini nazionali più volte nel giro di poche ore, in un continuo mutare di lingue, insegne e stili architettonici, senza che il ritmo della pedalata venga mai davvero interrotto.

Il viaggio parte tipicamente da Aquisgrana, città che porta ancora addosso l’eredità di Carlo Magno, e lascia in fretta il traffico urbano per addentrarsi nei boschi e negli altopiani battuti dal vento dell’Eifel. Poco distante dal percorso si trova Monschau, borgo medievale fatto di case a graticcio e vicoli stretti affacciati sul fiume, una tappa che sembra fatta apposta per fermarsi a guardare. Entrando in territorio belga il paesaggio cambia pelle, con le Alte Fagne, riserva naturale di torbiere e passerelle di legno, ad accompagnare la strada fino a Sankt Vith.

Proseguendo verso sud si incontrano le rovine del castello di Reuland e il villaggio di Hemmeres, che fino al 1958 fu esso stesso un’enclave tedesca circondata da territorio belga, un’anomalia geografica ormai sanata ma non dimenticata, prima di attraversare il confine con il Lussemburgo a Troisvierges. Il pregio tecnico della Vennbahn, ereditato direttamente dalla sua vita da ferrovia, è la pendenza media che non supera mai il due per cento, un dato che la rende percorribile anche da famiglie con bambini o da chi viaggia con le borse cariche e senza un allenamento specifico alle spalle. Nel 2014 è stata premiata come miglior percorso ciclabile dell’anno alla fiera del cicloturismo di Amsterdam, un riconoscimento che ancora oggi racconta bene il suo fascino silenzioso e sospeso fuori dal tempo.