Mentre le ciclabili del Reno e del Danubio attirano ogni anno migliaia di cicloturisti stranieri, la Baviera nasconde un itinerario altrettanto suggestivo ma molto meno noto fuori dai confini tedeschi. È l’Altmühltal-Radweg, che segue il corso lento del fiume Altmühl per 166 chilometri, da Gunzenhausen a Kelheim, attraversando il Naturpark Altmühltal, la più vasta riserva naturale della Germania.
Il punto di partenza si trova nel distretto dei laghi della Franconia, zona balneare poco conosciuta anche dagli stessi turisti tedeschi. Il percorso segue quasi sempre il corso del fiume, con un dislivello complessivo minimo che lo rende adatto anche alle famiglie con bambini. Superata Treuchtlingen, la valle si restringe progressivamente e il paesaggio cambia carattere, tra pareti di roccia calcarea e brughiere di ginepro.
Uno dei tratti più spettacolari attraversa la formazione rocciosa dei Dodici Apostoli, imponenti guglie dolomitiche scolpite dagli agenti atmosferici nel corso di milioni di anni. Poco distante, a Solnhofen, fu ritrovato l’Archaeopteryx, uno dei fossili più importanti mai scoperti al mondo, capace di dimostrare per la prima volta il legame evolutivo tra rettili e uccelli. La cittadina di Eichstätt, con la sua residenza vescovile e il centro storico barocco, ospita ancora oggi il museo dedicato a questo straordinario ritrovamento.
Proseguendo verso Kelheim si incontra Essing, dove si trova uno dei ponti di legno più lunghi d’Europa, e poco più avanti Riedenburg, cittadina che vanta ben tre castelli storici. Il percorso costeggia anche il castello di Prunn, letteralmente incollato a uno sperone di roccia sopra la valle, uno degli scorci più fotografati dell’intero itinerario.Il viaggio si conclude a Kelheim, dove l’Altmühl confluisce nel Danubio.
Da qui vale la pena una deviazione in barca fino all’abbazia di Weltenburg, che ospita il birrificio monastico più antico del mondo ancora in attività. Chi vuole allungare il viaggio può proseguire lungo la Ciclovia del Danubio fino a Ratisbona, città patrimonio dell’Unesco che unisce perfettamente l’anima medievale a quella contemporanea della Baviera.











