Cycling Around Torino, il maxi anello di quattrocentosessanta chilometri che racconta il Piemonte più autentico

Immagina un anello di oltre quattrocentosessanta chilometri che abbraccia Torino da ogni lato. Non una semplice pista ciclabile, ma un viaggio che cambia volto a ogni tappa, tra laghi glaciali, castelli e sapori antichi. Si chiama Cycling Around Torino, conosciuto anche con la sigla CAT, ed è promosso da Turismo Torino e Provincia con un obiettivo preciso: far scoprire il Piemonte a chi pensa già di conoscerlo bene.

Il tracciato mescola asfalto secondario e strade sterrate, una combinazione perfetta per bici gravel ed e-bike. Il percorso è diviso idealmente in dieci tappe, con un dislivello complessivo di circa duemilasettecento metri, ma ognuno può costruirsi il proprio viaggio scegliendo tra la traccia completa e anelli più brevi. Le tracce GPX sono scaricabili online, pensate sia per chi vuole affrontare l’intero giro in circa dieci giorni, sia per chi preferisce assaggiarne solo un pezzo in un weekend.

A nord si respira aria di ghiacciaio fin dalle prime pedalate. Dopo circa settanta chilometri il percorso lambisce il lago di Viverone, dove l’antico monastero di Cella Grande custodisce una curiosità che sorprende chiunque: un vino affinato in anfore sommerse a otto metri di profondità nelle acque del lago. Da qui si segue per un tratto la storica Via Francigena fino al borgo medievale di Piverone, immerso tra i vigneti, prima di arrivare a Ivrea.

Ivrea regala uno dei contrasti più belli dell’intero itinerario. Il Castello dalle Rosse Torri, eretto nel milletrecentocinquantotto, si affaccia su una delle sculture glaciali più grandi del pianeta, l’Anfiteatro Morenico. Pochi chilometri più in là, i quartieri progettati sotto la visione industriale di Adriano Olivetti sono oggi patrimonio Unesco, mentre il Castello di Masino, quello di Agliè e la tradizione ceramica di Castellamonte completano un mosaico di storia che sembra non finire mai.

A sud di Torino, il paesaggio cambia completamente identità. Da Pinerolo si scivola per circa ventisei chilometri in pianura fino a Pancalieri, capitale italiana della menta fin dal milleottocentosessantacinque, dove una storica azienda familiare coltiva ancora oggi la varietà piperita più pregiata al mondo. Poco dopo, l’Abbazia di Casanova, costruita nel millecentotrenta, apre le porte a un territorio dove l’asparago di Santena e il peperone di Carmagnola sono ingredienti di culto, prima di entrare nella natura protetta del Bosco del Gerbasso e della Lanca di San Michele, un paradiso per chi ama il birdwatching.

Il finale è probabilmente il momento che resta più impresso nella memoria. Dopo aver sfiorato le Residenze Reali Sabaude, patrimonio Unesco, tra cui la Reggia di Venaria e il Castello di Rivoli, l’anello si chiude idealmente a Moncalieri, cuore di un progetto di mobilità dolce che punta a collegare in futuro le rive del Po fino al centro città. Da lì la salita verso la Basilica di Superga, lungo la Strada Panoramica della Collina Torinese, apre uno sguardo che vale da solo l’intero viaggio: Torino sotto i piedi, e le Alpi a fare da cornice fino all’orizzonte.

Chi preferisce viaggiare senza il peso delle bisacce può contare su realtà locali specializzate in turismo lento, che offrono noleggio bici e trasporto bagagli tra una tappa e l’altra. È un dettaglio che fa la differenza per chi vuole godersi ogni pedalata senza pensieri, lasciando che sia il territorio a guidare il ritmo del viaggio.