L’Istria batte tutti: dove pedala davvero l’Europa nel 2026, secondo chi guarda i dati e non le brochure

Le classifiche turistiche più interessanti, spesso, non sono quelle scritte a tavolino dagli uffici marketing. Il nuovo Cycle Tourism Index 2026, firmato dal centro di ricerca italiano Bikenomist insieme alla piattaforma Komoot, ha scelto una strada diversa: guardare dove pedalano davvero le persone, non dove i cartelloni pubblicitari vorrebbero mandarle.

I ricercatori hanno incrociato i dati di attività reale raccolti nel 2025 in quattordici paesi europei. Il risultato racconta un continente che si muove in modo sorprendente. Al primo posto assoluto svetta l’Istria, la penisola croata affacciata sull’Adriatico, davanti alle Isole Baleari e alla vicina regione croata del Primorje Gorski Kotar, terza classificata.

Il successo istriano non nasce da un singolo percorso da cartolina. Nasce dalla somma di tante piccole cose che, messe insieme, fanno la differenza: strade costiere che si affacciano sul mare, un entroterra collinare rimasto quasi fuori dal tempo, e una rete di servizi cresciuta in fretta negli ultimi anni per intercettare i cicloturisti internazionali. Le Isole Canarie, quinte, restano invece il rifugio invernale per eccellenza, quando conta più la temperatura costante che il panorama.

Maiorca continua a difendere il proprio status di leggenda tra i ciclisti più allenati. Strade lisce, logistica semplice, e salite che sono ormai entrate nel mito come quella verso Sa Calobra, capace di richiamare pellegrini in bicicletta da ogni angolo d’Europa. Chi conosce l’isola consiglia di evitarla in piena estate e di preferire l’autunno o la primavera, quando il resto del continente è ancora troppo freddo per pedalare comodamente.

La parte più affascinante dello studio, però, è proprio la sua natura stagionale. La mappa del cicloturismo europeo non è statica: cambia forma con le stagioni, come un organismo vivo. D’inverno domina il caldo delle isole atlantiche e mediterranee, d’estate la scena passa alla costa adriatica croata, un segnale che il pubblico del cicloturismo è ormai maturo abbastanza da scegliere la meta in base al calendario, non solo al nome più famoso.