Per quasi tre secoli è stata una strada senza nome per chi ama pedalare fuori dall’asfalto, custodita gelosamente da un cancello militare invisibile. Da pochi giorni quel cancello si è aperto per sempre. La Strada dei Cannoni corre lungo il crinale che separa la Valle Maira dalla Valle Varaita, ed è stata inaugurata ufficialmente domenica cinque luglio duemilaventisei, proprio nel giorno delle Scalate Leggendarie nelle Terre del Monviso, con una cerimonia a Pian Pietro di Valmala.
Il suo nome promette guerra, ma la sua storia racconta il contrario. Fu costruita nella prima metà del Settecento per volontà di Carlo Emanuele III, pensata come arteria strategica per muovere truppe e rifornimenti. Le battaglie di quell’epoca, però, restarono sempre confinate intorno alle mura di Cuneo, e questa strada non vide mai il fumo di uno scontro. Per decenni è rimasta sotto la gestione del Demanio Militare, quasi dimenticata, finché dieci comuni delle due vallate non hanno deciso di riprendersela, investendo ottocentocinquantamila euro di fondi regionali per restituirle dignità e sicurezza.
Chi la percorre oggi trova un tracciato che non perdona la fretta. Il percorso completo misura circa quaranta chilometri, con un dislivello che supera i duemila metri, e parte dai seicento metri della Colletta di Rossana, nel comune di Busca, per arrivare fino ai duemiladuecentottantasei del Colle della Bicocca, sfiorando poco prima il celebre Colle di Sampeyre. I primi chilometri mescolano asfalto e sterrato, portando fino a Pian Pietro, sopra il Santuario di Valmala, unico angolo di tutto il tragitto dove trovare acqua fresca e una presa per ricaricare le e-bike.
È da qui che la strada smette di essere un semplice collegamento e diventa protagonista assoluta. Il fondo si trasforma in polvere compatta, quasi setosa sotto le ruote, mentre l’orizzonte si apre senza confini tra le Alpi Marittime e le Alpi Cozie. Il Monviso resta sempre lì, immobile, con i suoi tremilaottocentoquarantuno metri a fare da guardiano silenzioso su ogni pedalata. Superato il Colle della Ciabra, un lungo falsopiano accompagna a quota millesettecentocinquanta fino al Colle del Birrone, dove chi ha già dato tutto può scegliere di scendere verso San Damiano Macra, in Valle Maira.
Nessuno è obbligato a divorarla tutta in un giorno solo. Il tracciato offre diverse vie di fuga e tappe intermedie, pensate apposta per chi preferisce assaggiarla a piccoli morsi piuttosto che ingoiarla intera. La Strada dei Cannoni resta aperta gratuitamente ogni giorno dalle sei del mattino alle nove di sera, riservata a pedoni e ciclisti per cinque giorni su sette, mentre il martedì e il giovedì concede il passaggio anche ad auto e mezzi a motore, dietro l’acquisto di un ticket online. Per quasi tutta la settimana, insomma, questo lembo di Piemonte resta un rifugio silenzioso, dove il rumore di un motore è l’eccezione, e il fiato corto di chi pedala è la regola.











