A poche ore di traghetto dall’Italia si nasconde una costa che il cicloturismo internazionale ha appena iniziato a scoprire. È la Riviera albanese, quella striscia di terra che da Valona scende fino a Saranda inseguendo il Mar Ionio. Le montagne qui precipitano dritte nell’acqua, in un paesaggio che ricorda vagamente la Calabria, ma con un carattere che appartiene solo a questo angolo dei Balcani.
Si parte spesso da Valona, città in piena trasformazione dove il lungomare cambia volto ogni anno che passa. Da lì la strada segue la costa fino a Orikum, per poi affrontare la salita più famosa e più temuta di tutto il viaggio. Il Passo di Llogara supera i mille metri di quota dentro l’omonimo parco nazionale, e ripaga la fatica con uno dei panorami più fotografati dei Balcani: il mare che si apre all’improvviso dopo tornanti immersi in boschi secolari di pino nero.
Dopo il passo, la discesa conduce verso alcuni dei villaggi costieri più autentici della zona. Dhermi e Himara conservano un’atmosfera rilassata e ancora poco battuta dal turismo di massa, con spiagge di ghiaia bagnate da un mare sorprendentemente trasparente. Poco più a sud, a Porto Palermo, un castello fatto costruire dal celebre Ali Pasha domina l’insenatura, avvolto da una leggenda tanto cupa quanto affascinante sulla sua costruzione.
Proseguendo verso sud si arriva a Saranda, città più turistica ma perfetta base per una delle tappe imperdibili dell’intero viaggio. A pochi chilometri sorge Butrinto, città fondata dai greci e poi sviluppata sotto romani, bizantini e veneziani, oggi patrimonio dell’umanità Unesco. Il parco archeologico conserva un teatro antico e un battistero dal pavimento maiolicato, immersi in una laguna dove la natura sembra aver fatto pace con la storia.
Chi vuole cambiare completamente registro può risalire verso le Alpi Albanesi, un’esperienza lontana anni luce da quella costiera. Il tratto tra Shkodër e Theth, attraverso il Passo di Qafë e Thores, mette alla prova anche i ciclisti più allenati con tornanti mozzafiato, ma restituisce una vista sulla valle di Theth che poche altre strade in Europa sanno regalare. Primavera e inizio autunno restano i momenti migliori per affrontare l’Albania in bicicletta, quando le temperature si fanno più gentili e il traffico turistico non ha ancora preso il sopravvento.











