C’è un componente della bicicletta che quasi tutti trascurano, e che invece decide più di ogni altro il piacere di una pedalata. È la gomma, o meglio, l’aria che c’è dentro. Eppure la maggior parte dei cicloturisti la regola a sensazione, gonfiando finché “sembra dura abbastanza”, senza sapere che quel dettaglio cambia tutto: comfort, sicurezza, persino la velocità.
Il primo principio da tenere a mente è quasi controintuitivo per chi arriva dalla strada. Più lo pneumatico è largo, più la pressione deve scendere, non salire. Su una gravel con copertoni tra i trentacinque e i cinquanta millimetri il range utile oscilla tra i due e i quattro bar e mezzo, mentre una bici da strada con gomme sottili può arrivare tranquillamente a sei o otto bar. Il primo indizio affidabile, comunque, resta sempre stampato sul fianco del copertone: il produttore indica lì un intervallo minimo e massimo che vale la pena rispettare.
Il peso in gioco cambia tutto, e non parliamo solo del corpo del ciclista. Chi viaggia con borse e materiale da bikepacking deve alzare la pressione rispetto a un’uscita leggera, perché il carico extra comprime la gomma più del previsto. Chi invece pesa poco può permettersi valori più bassi, guadagnando comfort senza il rischio tipico delle pizzicature contro il cerchio.
Poi c’è il terreno del giorno, ed è qui che si sbaglia più spesso. Su asfalto o sterrato compatto conviene restare nella fascia alta, per scorrere meglio e risparmiare energie preziose. Su sentieri sconnessi, fango o sabbia, basta scendere di mezzo bar, a volte anche di un bar intero, per ritrovare trazione soprattutto in salita, dove perdere aderenza significa perdere anche l’equilibrio.
Chi ha montato pneumatici tubeless gode di un margine più ampio rispetto a chi usa ancora la camera d’aria classica. Senza camera si può scendere verso i valori più bassi del range, ottenendo più grip senza il classico rischio da pizzicatura. Con la camera, meglio restare nella parte alta, per evitare che un sasso tagliente rovini la tappa proprio quando il meccanico più vicino è a chilometri di distanza.
L’ultimo consiglio è più un’abitudine che una tecnica. Controllare la pressione prima di ogni uscita lunga, non solo quando la gomma sembra visibilmente sgonfia: nei sistemi tubeless la perdita naturale è più veloce di quanto si creda. Un manometro digitale, leggero ed economico, dovrebbe stare nella borsa di ogni cicloturista tanto quanto una camera d’aria di scorta.











