Chiudi gli occhi e pensa a una vacanza in bicicletta. Difficile che ti venga in mente il Baltico. Eppure basta pedalare pochi chilometri sulla Velo Baltica per capire quanto ci si sbagliava: la costa settentrionale della Polonia, con la sua Pomerania Occidentale, è diventata una delle sorprese più belle del cicloturismo europeo.
Il tracciato segue l’EuroVelo 10, la grande arteria ciclabile che abbraccia l’intero Mar Baltico. Nel tratto polacco della regione si sviluppa per circa duecento chilometri, da Świnoujście fino a Ustka, con il mare quasi sempre a portata di sguardo. Negli ultimi anni la Pomerania Occidentale ha scommesso forte su questa infrastruttura, costruendo piste moderne, continue, e per gran parte lontane dal rumore delle auto.
Si parte spesso da Świnoujście, proprio sul confine con la Germania, dove è quasi un rito fermarsi a fotografarsi accanto alle bandiere dei due paesi. Da lì la strada corre verso est, dentro il Parco Nazionale di Wolin fino a Międzyzdroje, poi verso Dziwnów, tra pinete infinite, dune che sembrano respirare e piccoli centri balneari che conservano ancora un’aria d’altri tempi. A tratti il mare compare all’improvviso tra gli alberi, grigio, immenso, silenzioso, accompagnato solo dal vento.
A Kołobrzeg il viaggio rallenta il passo quasi da solo. Il celebre molo della città diventa il posto giusto per aspettare il tramonto, quando la luce dorata accende le onde, il faro e le barche che rientrano piano verso il porto. Da lì si continua verso Mielno, Darłowo e infine Ustka, con tappe giornaliere tra i trenta e i cinquanta chilometri, un ritmo che rende il percorso accessibile anche a famiglie e a chi non ha grande esperienza da cicloturista.
Poco prima del traguardo si apre uno scenario che vale da solo l’intero viaggio. Il Parco Nazionale Slovinziano custodisce dune di sabbia mobili, spinte dal vento fino a inghiottire lentamente tutto ciò che incontrano, alberi compresi. È uno spettacolo che pochi si aspettano di trovare in Europa, e uno dei motivi per cui la regione sta lentamente uscendo dall’ombra dei radar turistici internazionali.
A rendere tutto più semplice ci pensa anche la rete ferroviaria locale, che permette di spezzare il viaggio in più weekend durante l’anno, senza dover concentrare tutto in un’unica estate. E poi c’è la tavola, che qui racconta il Baltico meglio di qualsiasi guida: aringhe preparate in decine di modi diversi, salmone affumicato, zuppe di pesce fumanti. Pedalare in Pomerania significa scoprire un angolo d’Europa già maturo e organizzato, ma ancora capace di regalare quella sensazione, sempre più rara, di arrivare per primi da qualche parte.











