C’è un momento, pedalando lungo la vecchia ferrovia delle Dolomiti, in cui il respiro si confonde con l’aria fresca di montagna e lo sguardo si perde tra le vette che hanno fatto la storia dell’alpinismo. È la magia della Ciclabile delle Dolomiti, uno dei percorsi più spettacolari d’Italia, capace di unire natura, storia e silenzio in un itinerario di circa 60 chilometri tra Dobbiaco e Calalzo di Cadore.
Lungo il tracciato dell’antica linea ferroviaria che collegava le valli del Cadore alla Val Pusteria, oggi i binari hanno lasciato spazio a un nastro d’asfalto e sterrato che serpeggia tra boschi di larici, piccoli borghi e stazioni riconvertite. Le vecchie fermate, come quelle di Cortina d’Ampezzo o San Vito di Cadore, accolgono i ciclisti con caffè, noleggi e punti ristoro, creando una rete di accoglienza perfettamente integrata nel territorio.
Il percorso non è del tutto pianeggiante: da Dobbiaco si sale gradualmente fino al Passo Cimabanche, a circa 1.530 metri di quota, con alcuni tratti più impegnativi soprattutto sullo sterrato. Superato il passo, però, la strada si apre in una lunga e piacevole discesa verso Cortina e poi verso Calalzo, che rende l’itinerario accessibile anche ai meno allenati. Ogni curva regala scorci da cartolina: le Tre Cime di Lavaredo sullo sfondo, le Tofane che si stagliano come guardiani di pietra e, più in basso, i prati punteggiati di malghe e pascoli.
Non è solo un itinerario sportivo, ma anche un viaggio nella memoria alpina. Lungo la ciclabile si incontrano ancora i ponti in ferro e le gallerie scavate nella roccia durante la Grande Guerra, quando la ferrovia fu costruita per rifornire le truppe al fronte, testimonianze di un passato in cui queste montagne erano frontiera e teatro di battaglie. Oggi, invece, la frontiera è quella della sostenibilità: la Ciclabile delle Dolomiti è un modello di mobilità dolce che attira ogni anno migliaia di turisti da tutta Europa.
Il periodo migliore per affrontare il percorso va da giugno a settembre, quando le giornate sono lunghe e i rifugi aperti. Chi vuole evitare la fatica del ritorno può approfittare del servizio TrenoBus delle Dolomiti, un collegamento con bus attrezzati per il trasporto delle biciclette tra Calalzo e Dobbiaco, che rende possibile percorrere la ciclabile in un solo senso senza preoccupazioni logistiche.
E per chi cerca qualcosa in più, le connessioni non mancano: da Dobbiaco parte la Drava Radweg, che porta fino a Lienz, in Austria, attraversando vallate verdi e villaggi tirolesi. Un invito a proseguire, a scoprire, a respirare ancora.
Pedalare lungo la Ciclabile delle Dolomiti significa riscoprire il piacere del viaggio lento, quello che lascia il tempo di fermarsi a guardare, a sentire, a fotografare. Non serve essere ciclisti esperti: basta un po’ di curiosità e la voglia di lasciarsi sorprendere. Perché, tra queste montagne, anche una pedalata diventa poesia.












