Il Cammino della Regina Camilla: centottantacinque chilometri nel Lazio che raccontano la leggenda dei Volsci*

C’è un’antica regina guerriera che, da qualche anno, presta il proprio nome a uno degli anelli cicloturistici più affascinanti e meno conosciuti del Lazio. Il Cammino della Regina Camilla si sviluppa per circa centottantacinque chilometri nella Valle dell’Amaseno, tra le province di Latina e Frosinone, in un territorio che il grande turismo ha sempre sfiorato senza mai fermarsi davvero. Inaugurato nel maggio del duemilaventitré, il percorso si può affrontare a piedi, a cavallo o in bicicletta, con tracciati che si intrecciano quasi ovunque.

Il nome, prima ancora del percorso, racconta già una storia. Camilla era la leggendaria regina dei Volsci, guerriera indomita cantata da Virgilio nell’Eneide, e il cammino a lei dedicato ricalca antiche vie di transumanza, mulattiere e sentieri di pellegrinaggio rimasti vivi per secoli sui Monti Lepini e Ausoni. Il viaggio parte e si chiude alla stazione ferroviaria di Priverno Fossanova, un dettaglio prezioso per chi vuole organizzare tutto senza auto, e attraversa tredici borghi diversi, ciascuno con la propria voce.

Pedalando si incontra prima Priverno, con l’Abbazia di Fossanova che sembra uscita da un’illustrazione medievale. Poi Roccagorga e Maenza, borghi arroccati dove il tempo pare essersi fermato sul serio. Il tracciato prosegue toccando Prossedi, Giuliano di Roma, Villa Santo Stefano, Castro dei Volsci, Vallecorsa, Amaseno, Pisterzo, Roccasecca dei Volsci e Sonnino, in un susseguirsi di castelli, necropoli e antiche abbazie che raccontano un passato glorioso e, per troppo tempo, dimenticato.

Il fondo è quasi interamente sterrato, un dettaglio che rende il percorso ideale per mountain bike e gravel più che per una classica bici da strada. Il territorio, prevalentemente carsico, riserva poche fonti d’acqua lungo il tragitto, quindi conviene sempre fare rifornimento all’inizio di ogni tappa, nei tanti paesi che il cammino attraversa. Chi preferisce spezzare il viaggio in due tronconi più brevi può farlo comodamente, grazie a una seconda stazione ferroviaria intermedia a Castro Pofi Vallecorsa, che divide l’anello in due tappe da quattro e cinque giorni.

C’è infine un dettaglio che rende questo cammino speciale, e raro tra gli itinerari italiani. Il progetto è stato costruito fin dall’inizio insieme a un’associazione dedicata all’accessibilità, così da permettere anche a persone con esigenze speciali di percorrerne alcuni tratti. Un piccolo grande gesto, in un angolo di Lazio che merita finalmente di uscire dall’ombra.