Le isole dell’Estonia in bicicletta: Saaremaa, Hiiumaa e Muhu, dove il tempo ha smesso di correre

Nel Mar Baltico esiste un arcipelago che l’Estonia custodisce quasi con gelosia, fatto di strade piatte, fari solitari e una natura che il turismo di massa non ha ancora messo piede a scoprire. Le isole di Saaremaa, Hiiumaa e Muhu fanno parte del grande tracciato dell’EuroVelo 10, quasi mille chilometri lungo l’intera costa baltica estone, ma è proprio la deviazione verso queste isole a regalare l’assaggio più autentico dell’intero paese.

Saaremaa, la più grande del gruppo, conserva intatto il meglio della vecchia Estonia rurale. Un anello che parte da Mändjala küla e sfiora il faro della penisola di Sõrve misura circa ottantacinque chilometri e mezzo, un percorso moderato che attraversa villaggi silenziosi e panorami costieri quasi disabitati. Poco distante, ad Angla, i celebri mulini a vento raccontano una tradizione agricola che qui non ha mai davvero smesso di lavorare.

Hiiumaa, la più selvaggia del gruppo, spinge questa sensazione ancora oltre. Le strade restano nel complesso buone, con qualche breve tratto sterrato solo a nord di Saaremaa, e vale sempre la pena deviare verso gli angoli più isolati delle penisole, seguendo i percorsi numerati 301 e 302, terre un tempo abitate da comunità di origine svedese. Muhu, la più piccola delle tre, funge da ponte naturale verso la terraferma, collegata da traghetti frequenti che rendono tutto sorprendentemente semplice.

Tra le curiosità geologiche spicca il cratere meteoritico di Kaali, su Saaremaa, uno dei crateri più grandi conosciuti al mondo, raggiungibile pedalando senza troppa fatica. Il periodo migliore resta tra maggio e ottobre, quando le lunghissime ore di luce estiva permettono di spremere ogni giornata fino all’ultimo chilometro, in un paese che non stordisce con l’effetto sorpresa, ma che si fa amare piano, un’isola alla volta.