Il Montenegro in bicicletta: dalle Bocche di Cattaro al lago di Scutari, tra tornanti e Balcani autentici

C’è un tratto di costa in Montenegro capace di far dimenticare, in poche pedalate, quanto piccolo sia questo paese sulla carta geografica. Le Bocche di Cattaro, patrimonio Unesco, si percorrono seguendo l’EuroVelo 8, la lunga rotta che collega la Spagna a Cipro attraverso l’intero Mediterraneo, in un viaggio che qui riesce a unire mare, montagna e uno dei laghi più grandi dei Balcani in appena pochi giorni di sella.

Si parte spesso da Cetinje, antica capitale reale del Montenegro, dove il monastero storico e la fortezza di Biljarda, oggi sede del Museo di Njegoš, custodiscono l’identità profonda del paese. Da qui la strada scende verso il lago di Scutari, il più esteso della penisola balcanica, seguendo la vecchia via che collega Cetinje a Rijeka Crnojevića, dove fu stampato il primo libro dei Balcani occidentali, un dettaglio che pochi si aspettano di trovare lungo un semplice giro in bicicletta.

Il momento che tutti ricordano arriva con l’attraversamento del Parco Nazionale del Lovćen, la montagna nera che ha dato il nome al paese intero. La celebre serpentina austro-ungarica, conosciuta anche come la strada dei cento tornanti, collega le montagne al mare attraverso circa trentadue curve strettissime, regalando sulle Bocche di Cattaro una vista capace di ripagare da sola ogni metro di dislivello affrontato.

Chi vuole spingersi oltre può salire gli ultimi duecento metri fino al Mausoleo di Petar Petrović Njegoš, una delle figure storiche più importanti del Montenegro, da cui lo sguardo abbraccia quasi l’intero paese in un colpo solo. Chi preferisce risparmiare le gambe può invece lasciarsi scivolare per oltre trenta chilometri in discesa, tra punti panoramici perfetti per fermarsi e scattare una foto.

Il tratto costiero lungo le Bocche di Cattaro corre per circa cinquanta chilometri tra montagne, paesini e calette nascoste, prima di scendere verso Kotor. Un itinerario che, nella sua brevità geografica, riesce a condensare quasi ogni paesaggio balcanico possibile: mare cristallino, montagne severe, un lago silenzioso e una storia che si respira letteralmente a ogni chilometro.