A volte basta un pezzo di carta per cambiare lo sguardo su un intero territorio. Giovedì, nella Sala Mostre del Palazzo della Provincia di Cuneo, ha preso vita la nuova cartina Pedala in Valle Stura e dintorni, il primo strumento pensato apposta per chi vuole scoprire in bicicletta una valle piemontese rimasta a lungo fuori dai riflettori. All’incontro erano presenti il presidente della Provincia Luca Robaldo, il presidente dell’Unione Montana Valle Stura, sindaco di Moiola, e l’amministratore della società che ha curato il progetto.
I numeri, qui, parlano da soli. La cartina, disponibile sia su carta sia in digitale tramite QR code, racchiude oltre milleci chilometri di percorsi, un intreccio di asfalto e sterrato che sale e scende per complessivi ventiseimila metri di dislivello. Non una lista di strade buttate lì, ma una vera rete pensata per essere consumata a piccoli morsi, un anello alla volta, weekend dopo weekend.
Il disegno della rete segue la geografia stessa della valle. Gli anelli toccano i tredici comuni della Valle Stura, cucendoli insieme come le tappe di un racconto che si può leggere per intero o a capitoli separati. Chi ha solo un pomeriggio può scegliere l’anello più vicino a casa; chi vuole viversi la valle davvero può invece incatenare più giri in un itinerario di giorni, spostandosi da un paese all’altro senza mai perdere il filo.
Oltre ai tracciati, lo strumento raccoglie informazioni su punti di interesse naturalistici e culturali, strutture ricettive, servizi dedicati a chi viaggia in sella e produzioni locali che meritano una sosta. L’obiettivo non è solo mostrare la strada, ma convincere chi arriva a restare più a lungo, trasformando una gita mordi e fuggi in un soggiorno vero.
Il progetto nasce dentro RilanciAMO l’Italia, promosso dall’Unione Montana Valle Stura insieme alla società Onirica, e si innesta nel lavoro che la Provincia di Cuneo porta avanti attraverso il Distretto cicloturistico provinciale, lo strumento pensato per mettere ordine e dare voce comune al patrimonio di percorsi già esistenti sul territorio.
Per un entroterra che nell’immaginario collettivo vive spesso all’ombra delle Langhe più celebri, una cartina come questa è un modo concreto per farsi notare da un pubblico diverso: quello che non cerca la meta più fotografata, ma una valle silenziosa, autentica, e ancora tutta da scoprire.











