Gli sloveni hanno un nome poetico per le loro montagne più selvagge: il regno del camoscio dalle corna d’oro. E su quel regno hanno disegnato un anello ciclabile capace di racchiudere quasi tutto ciò che rende la Slovenia diversa da qualsiasi altra meta alpina. La Juliana Bike misura circa duecentonovanta chilometri, si divide in sette tappe più tre varianti di collegamento, e gira intorno e dentro il Parco Nazionale del Triglav, l’unico che il paese possa vantare.
Si parte da Bohinjska Bistrica, nella conca di Bohinj, e si sale attraverso Goreljek fino all’altopiano di Pokljuka, un tappeto di abeti rossi che sembra assorbire ogni suono estraneo. Da qui la strada scende verso Gorje, seguendo il fiume Radovna fino a Mojstrana, dove un museo racconta la storia alpinistica della regione a chi ha voglia di fermarsi. Chi vuole allungare può deviare verso Kranjska Gora, tappa quasi obbligata per gli amanti degli sport invernali.
Poi arriva il vero banco di prova dell’intero anello: il passo del Vršič. Milleseicentodieci metri conquistati attraverso venticinque tornanti che si arrampicano nel cuore delle Alpi Giulie, dove i boschi di pino lasciano progressivamente spazio a pareti di roccia nuda e infine a un altopiano che sembra appartenere a un altro pianeta. In cima, un rifugio gestito da alpinisti serve uno strudel caldo che, giurano quelli che l’hanno provato dopo la salita, vale ogni singolo tornante affrontato.
Scendendo verso la Valle dell’Isonzo si apre uno dei panorami più fotografati dell’intera Slovenia. Il fiume Soča scorre con un colore che sembra impossibile, sospeso tra turchese e verde smeraldo, merito dei minerali sciolti nelle rocce circostanti. Il tracciato tocca Bovec e Tolmin, sfiora il ponte di Napoleone sospeso su una gola che toglie il respiro vicino a Kobarid, e passa accanto al locale museo della Grande Guerra, tra i più curati d’Europa nel modo in cui racconta quella storia.
Chi chiude l’intero cerchio accumula, tappa dopo tappa, oltre ottomilacinquecento metri di dislivello, una cifra che colloca la Juliana Bike tra i percorsi più esigenti delle Alpi orientali. Non è un viaggio per chi muove i primi passi nel cicloturismo, ma per chi cerca l’anima più selvatica delle montagne slovene, chiusa dentro un anello che torna a respirare esattamente dove aveva cominciato, a Bohinjska Bistrica.











