Il Rallarvegen, ottantadue chilometri sulla strada dei ferrovieri che attraversa il tetto della Norvegia

C’è una strada in Norvegia che non è mai stata pensata per i turisti. Nacque per gli operai che dovevano raggiungere il cantiere della ferrovia più alta del paese, arrampicata tra rocce e ghiacci dove nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Oggi quella vecchia strada di servizio, il Rallarvegen, è diventata uno dei percorsi cicloturistici più amati di tutta la Scandinavia, capace di richiamare ogni estate circa venticinquemila persone lungo i suoi ottantadue chilometri, da Haugastøl fino a Flåm, nel cuore dei fiordi norvegesi.

Si parte da Haugastøl, dove un ufficio turistico fornisce mappe e consigli a chi arriva impreparato, oltre alla possibilità di noleggiare biciclette sul posto. I primi ventisette chilometri conducono a Finse, l’unico paese lungo il tragitto dotato di stazione ferroviaria, attraversando un altopiano roccioso che anticipa il paesaggio sempre più selvaggio dei chilometri successivi. Qui si affianca anche l’Hardangerjøkulen, il sesto ghiacciaio più esteso della Norvegia, visibile per gran parte della salita, come una presenza silenziosa che accompagna ogni pedalata.

Da Finse la strada prosegue verso Myrdal, tagliando l’Hardangervidda, il più vasto altopiano della Norvegia, dove pietraie infinite si estendono fino a strapiombare sui fiordi della regione dell’Hordaland. È il tratto più remoto e crudo dell’intero itinerario, dove il paesaggio conserva ancora la caratteristica forma a U scavata dai ghiacciai millenni fa, e dove il traffico motorizzato è semplicemente assente, sostituito solo dal vento.

Da Myrdal si apre una scelta che pochi altri percorsi al mondo offrono davvero. Si può continuare in bicicletta lungo la discesa finale verso Flåm, oppure salire a bordo della leggendaria Flåmsbana, una delle ferrovie panoramiche più spettacolari d’Europa, che scende la stessa valle su un tracciato mozzafiato. Chi resta in sella affronta gli ultimi sedici chilometri quasi interamente in discesa, ma con tratti così ripidi da consigliare di scendere e spingere la bicicletta a mano, per non rischiare una caduta su un fondo non sempre perfetto.

L’arrivo nella valle di Flåmsdalen chiude il viaggio in uno scenario che sembra costruito apposta per il gran finale: montagne aguzze, cascate che precipitano verticali, fiumi color argento che scorrono silenziosi. Il periodo migliore per affrontare il Rallarvegen resta l’inizio di agosto, quando il sole scandinavo e le piogge più contenute regalano le condizioni ideali per godersi, pedalata dopo pedalata, quello che i norvegesi considerano a pieno titolo uno dei loro tesori nazionali su due ruote.