Al confine tra Romania e Ucraina, dove il secondo fiume più lungo d’Europa chiude il proprio viaggio di duemilaottocentocinquanta chilometri, si apre uno degli ultimi grandi paradisi selvaggi rimasti sul continente. Il Delta del Danubio, patrimonio Unesco e secondo delta più esteso e meglio conservato d’Europa, si scopre davvero solo unendo pedalate su strade bianche a lunghe navigazioni tra canali, isole di canne galleggianti e lagune che sembrano non finire mai.
Il punto di partenza classico è Tulcea, città portuale da cui muove anche l’escursione fluviale verso il cuore del delta. Da Nufaru a Sfantu Gheorge, circa trentuno chilometri, il tracciato attraversa la Riserva Naturale delle colline di Beştepe, regalando panorami capaci di far dimenticare in fretta qualche salita di troppo. A Murighiol la bicicletta si ferma e il viaggio cambia pelle: si sale su una barca per addentrarsi in un labirinto di canali, tra foreste dense e isole che galleggiano davvero sull’acqua.
Il tratto verso Sulina, circa venticinque chilometri su un fondo ghiaioso, mette a destra la distesa infinita del Mar Nero e a sinistra il verde fitto delle zone paludose. È qui che il Danubio tocca il proprio chilometro zero, mescolando finalmente le sue acque dolci con quelle salate del mare, un momento che chiude simbolicamente un viaggio lungo un intero continente. Cormorani, aironi bianchi e pellicani dalmati accompagnano ogni tappa in silenzio, dentro un ecosistema che custodisce oltre cinquemila specie diverse tra animali e piante.
Proseguendo verso il Golfo di Musura si arriva a Letea, villaggio dove il tempo sembra essersi davvero fermato, immerso in quella che i naturalisti chiamano la baia del paradiso degli uccelli. Un intero viaggio bici e barca attraverso il delta si sviluppa in genere su circa centocinquanta chilometri complessivi, distribuiti su più giorni tra pedalate diurne e notti trascorse a bordo, in una delle aree più selvagge e meno raccontate di tutta Europa.











