Il lago Kerkini in bicicletta, dove i pellicani hanno deciso di non andarsene mai

Al confine tra Grecia e Bulgaria, stretto tra le montagne del Belasitsa e della Kroussia, si trova un lago che sembra disegnato apposta per chi ama la bicicletta lenta e il silenzio della natura. Il lago Kerkini, dichiarato santuario naturale nel duemilasei, è considerato uno dei migliori posti d’Europa per osservare uccelli selvatici, e la sua superficie, che oscilla tra i cinquantacinque e gli ottantacinque chilometri quadrati a seconda della stagione, si può esplorare pedalando lungo un anello gravel che ne costeggia le sponde.

Il lago custodisce oltre trecento specie diverse di uccelli, un numero che pochi altri luoghi in Europa possono vantare senza arrossire. Aquile reali, upupe, svassi maggiori, cicogne bianche e nere si alternano lungo le rive come in un catalogo vivente, ma la vera star resta il pellicano riccio, il più grande tra le otto specie di pellicani al mondo, con un’apertura alare che sfiora i tre metri e un peso che arriva a tredici chili. A differenza di quanto accade altrove, qui i pellicani non migrano mai del tutto verso sud in inverno: gli abitanti del posto li nutrono stagionalmente, un gesto di cura quotidiana pensato per proteggere una specie che rischia seriamente l’estinzione.

Pedalare lungo la sponda settentrionale del lago regala uno spettacolo che cambia pelle con le stagioni. La natura ha disegnato qui un mosaico di ninfee che fiorisce in superficie come una tavolozza sparsa sull’acqua, mentre non è raro incrociare mandrie di bufali greci che si godono il sole a bordo lago, immersi fino al ventre. Il villaggio di Kerkini, che dà il nome allo specchio d’acqua, è conosciuto localmente come il villaggio delle cicogne: ogni palo della luce ospita un nido, e le stesse famiglie tornano a ricostruirlo, fedeli, anno dopo anno.

Chi vuole intensificare l’esperienza può abbinare la pedalata a un giro in barca, il modo più ravvicinato per osservare pellicani e aironi rossi senza disturbarli. La fauna del parco non si esaurisce nell’avifauna: tra i boschi che circondano il lago vivono volpi rosse, gatti selvatici, faine e, più raramente, lupi e cinghiali che scendono fino alla riva in cerca d’acqua, ricordando a chi pedala che qui la natura detta ancora le regole. Un ecosistema che rende questo angolo di Macedonia greca una delle mete meno battute, e più sorprendenti, per chi cerca un cicloturismo lento, silenzioso, e ancora capace di stupire davvero.