C’è un modo per attraversare tutta la Catalogna senza ripetersi mai. Si chiama Grand Tour Catalunya Gravel, un anello di circa duemilacinquecento chilometri diviso in quarantadue tappe, che parte e torna a Barcellona dopo aver attraversato montagne, coste, vigneti e pianure in un unico grande racconto circolare, pensato per gravel e bikepacking.
Il viaggio si divide in cinque capitoli, ciascuno con un carattere che non assomiglia al precedente. Da Barcellona a Tarragona corrono quattrocentottantuno chilometri e oltre ottomilaquattrocento metri di dislivello, in otto tappe che sfiorano la Tarragona romana. Da Tarragona a Lleida si contano quattrocentosessanta chilometri e seimilanovanta metri di dislivello, un preludio a quello che arriva subito dopo: da Lleida a La Seu d’Urgell, il tratto più duro dell’intero anello, quattrocentonovantuno chilometri e undicimilatrecentonovanta metri di dislivello, dritto nel cuore dei Pirenei catalani.
La quarta sezione, verso Figueres, misura quattrocentoquattro chilometri e attraversa La Garrotxa, tra paesaggi vulcanici e il borgo medievale di Besalú che sembra uscito da una cartolina d’altri tempi. L’ultimo capitolo, il rientro a Barcellona, è anche il più lungo: seicentocinquantadue chilometri in dieci tappe, che sfiorano il Montserrat e l’eredità surrealista di Salvador Dalí prima di richiudere il cerchio nella capitale catalana.
Lungo la strada il cibo diventa parte del viaggio quanto il paesaggio. Sulla costa arrivano riso e piatti di pesce, in montagna formaggi artigianali e salumi curati con pazienza, mentre i vini del Penedès, del Priorat e dell’Empordà accompagnano le tappe con la stessa varietà geografica che si respira in sella. Uliveti secolari, il Delta dell’Ebro e la Costa Brava completano un mosaico di paesaggi che raramente si trova concentrato in un unico paese, tanto meno percorribile su due ruote.
Ma il vero segreto del Grand Tour Catalunya Gravel è la libertà che lascia a chi lo affronta. Nessuno è obbligato a chiudere l’intero anello: si può scegliere una sola sezione, o anche poche tappe, modellando il viaggio sul proprio tempo e sulle proprie gambe. Un progetto pensato per durare nel tempo, capace di trasformare la Catalogna in un punto di riferimento per il gravel e il bikepacking europeo per molte stagioni ancora da venire.











