In bicicletta tra mare e storia: il Peloponneso su due ruote
19/12/2025 in Viaggi
Pedalare in Grecia significa attraversare millenni di storia con il vento che profuma di mare. Tra le destinazioni più affascinanti per il cicloturismo, il Peloponneso si conferma una meta ideale per chi cerca un percorso vario, panoramico e culturalmente ricchissimo. Un viaggio in bicicletta che unisce strade costiere, salite impegnative e siti archeologici senza tempo.
Il percorso: da Patrasso a Nauplia
L’itinerario prende avvio da Patrasso, porta d’ingresso occidentale del Peloponneso, facilmente raggiungibile via traghetto dall’Italia. Da qui si pedala verso est lungo il Golfo di Corinto, seguendo strade secondarie poco trafficate, con il mare sempre sulla sinistra e le montagne dell’entroterra a fare da cornice.
La prima tappa significativa è Egion, cittadina affacciata sull’acqua, ideale per una sosta rigenerante. Proseguendo, il tracciato alterna tratti pianeggianti a brevi saliscendi, fino a raggiungere Corinto, punto nevralgico del percorso. Imperdibile la deviazione al Canale di Corinto, dove l’ingegneria moderna incontra la geografia antica.
Da Corinto il percorso si fa più collinare. Si entra nell’Argolide, una delle regioni più suggestive della Grecia continentale, passando nei pressi di Micene, sito UNESCO e simbolo della civiltà micenea. L’arrivo a Nauplia, elegante città portuale e prima capitale della Grecia moderna, è una ricompensa meritata: strade acciottolate, fortezze veneziane e tramonti indimenticabili.
Chilometraggio e difficoltà
Il percorso copre circa 220 chilometri, suddivisibili in 4–5 tappe. È adatto a cicloturisti con un minimo di allenamento: le distanze non sono eccessive, ma il dislivello richiede una buona gestione dello sforzo, soprattutto nei tratti interni. Ideale una bici da gravel o da turismo, con rapporti agili.
Quando partire
Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando il clima è mite e il traffico turistico contenuto. In estate le temperature possono superare i 35 gradi, rendendo la pedalata più impegnativa, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Un viaggio lento, autentico
Questo itinerario nel Peloponneso non è solo un percorso ciclabile, ma un viaggio dentro l’anima della Grecia. Taverne a conduzione familiare, villaggi fuori dal tempo e l’ospitalità sincera degli abitanti accompagnano il ciclista chilometro dopo chilometro. Qui, la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento perfetto per cogliere l’essenza di un territorio che vive di luce, storia e silenzi.
Cicloturismo in crescita: nuove rotte, investimenti e un pubblico sempre più internazionale
18/12/2025 in News
Il cicloturismo continua a guadagnare terreno nel panorama turistico italiano ed europeo, confermandosi uno dei segmenti più dinamici del turismo sostenibile. Complice la crescente attenzione all’ambiente, al benessere e alla scoperta lenta dei territori, viaggiare in bicicletta non è più una nicchia per appassionati, ma una scelta sempre più diffusa tra famiglie, sportivi e viaggiatori stranieri.
Negli ultimi mesi si moltiplicano le iniziative dedicate a questo settore. Regioni e comuni stanno puntando con decisione sulla realizzazione e sul completamento di ciclovie a lunga percorrenza, spesso recuperando vecchie ferrovie dismesse o strade secondarie a basso traffico. L’obiettivo è duplice: offrire infrastrutture sicure e attrattive per i cicloturisti e, allo stesso tempo, valorizzare aree interne e borghi meno battuti dai flussi turistici tradizionali.
Un ruolo chiave è giocato dalle ciclovie tematiche, che uniscono il viaggio in bici alla scoperta del patrimonio culturale ed enogastronomico. Dai percorsi tra vigneti e cantine alle rotte costiere, fino agli itinerari che seguono fiumi e parchi naturali, l’offerta si fa sempre più articolata e adatta a diversi livelli di preparazione. Cresce anche l’attenzione all’accessibilità, con tracciati pensati per e-bike e servizi dedicati a chi viaggia con bambini.
Sul fronte economico, il cicloturismo si conferma una leva importante per lo sviluppo locale. Secondo gli operatori del settore, il turista in bicicletta tende a fermarsi più a lungo rispetto al visitatore mordi e fuggi, privilegiando strutture ricettive locali, ristoranti tipici e prodotti del territorio. Non a caso, aumentano le strutture “bike friendly”, dotate di depositi sicuri, officine di base e servizi di assistenza, così come le agenzie specializzate in viaggi organizzati su due ruote.
Anche il pubblico internazionale guarda con interesse all’Italia come meta cicloturistica. Paesaggi, clima, cultura e gastronomia rappresentano un mix vincente, soprattutto per i viaggiatori del Nord Europa e del Nord America, già abituati a muoversi in bicicletta. Le amministrazioni locali, consapevoli di questo potenziale, stanno investendo sempre più nella promozione all’estero e nella segnaletica multilingue.
Non mancano, tuttavia, le criticità. La continuità dei percorsi, la manutenzione delle infrastrutture e la convivenza con il traffico automobilistico restano temi centrali. Le associazioni di categoria chiedono una maggiore omogeneità nella qualità delle ciclovie e un coordinamento più efficace tra enti locali, per evitare tratti incompleti o poco sicuri.
In prospettiva, il cicloturismo sembra destinato a crescere ancora. L’integrazione con il trasporto pubblico, lo sviluppo delle e-bike e l’uso delle tecnologie digitali per la pianificazione dei viaggi stanno cambiando il modo di vivere la vacanza in bicicletta. Una trasformazione che, se accompagnata da investimenti mirati e da una visione di lungo periodo, potrebbe rendere il cicloturismo uno dei pilastri del turismo del futuro.
L’isola che non ti aspetti: giro ciclabile di Hvar tra lavanda e Adriatico
17/12/2025 in Viaggi
Hvar è conosciuta soprattutto per la movida estiva e i mega yacht, ma basta allontanarsi di pochi chilometri dal porto per scoprire un’isola sorprendentemente selvaggia e perfetta da esplorare in bicicletta. Il giro ciclabile dell’isola di Hvar è un itinerario impegnativo ma spettacolare, riservato a ciclisti allenati o e-bike, capace di restituire un volto inedito della Dalmazia.
Il percorso classico parte dalla città di Hvar e si snoda verso l’interno, attraversando campi di lavanda, muretti a secco e strade panoramiche che si affacciano su un Adriatico quasi irreale. Le salite non mancano, soprattutto nei tratti centrali dell’isola, ma sono ampiamente ripagate da discese mozzafiato e viste aperte sulle isole Pakleni.
L’asfalto è generalmente in buone condizioni, con traffico ridotto fuori dall’alta stagione. La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi migliori per pedalare: temperature miti, profumi intensi e un silenzio rotto solo dal vento e dalle cicale.
Il ciclismo a Hvar è anche un’esperienza culturale. I piccoli villaggi dell’interno, come Velo Grablje, raccontano una storia agricola fatta di lavanda, vino e olio d’oliva, in netto contrasto con l’immagine mondana della costa. Fermarsi, parlare con i residenti, bere un caffè all’ombra: sono momenti che danno senso al viaggio.
Hvar in bici è una sfida fisica, ma soprattutto un invito a guardare oltre la superficie, scoprendo una Croazia più ruvida, autentica e sorprendentemente ciclabile.
Tra mare e pietra: la Parenzana, la ciclabile storica dell’Istria
17/12/2025 in Viaggi
Pedalare lungo la Parenzana significa attraversare la storia con il ritmo lento della bicicletta. Questo ex tracciato ferroviario austro-ungarico, trasformato in uno dei percorsi cicloturistici più affascinanti della Croazia, collega l’Istria interna alla costa adriatica, offrendo un viaggio che è al tempo stesso sportivo, culturale e paesaggistico.
La Parenzana croata si sviluppa per circa 80 chilometri, da Buje a Poreč, seguendo un tracciato dolce e accessibile, ideale anche per ciclisti non esperti. Il fondo è in gran parte sterrato compatto, perfetto per gravel e trekking bike, mentre il dislivello resta contenuto grazie alla natura ferroviaria del percorso.
Il vero valore aggiunto sta nel panorama: vigneti, uliveti, colline punteggiate di borghi medievali come Grožnjan e Motovun, fino al blu intenso del mare che accompagna l’arrivo a Poreč. Lungo il percorso si attraversano gallerie, viadotti in pietra e vecchie stazioni riconvertite in punti di ristoro, testimoni silenziosi di un passato industriale oggi restituito alla lentezza.
La Parenzana non è solo una pista ciclabile, ma un progetto culturale transfrontaliero che unisce Italia, Slovenia e Croazia. In Istria, in particolare, diventa un modo sostenibile per scoprire l’anima più autentica della regione, lontano dal turismo balneare e vicino ai sapori locali: vino Malvasia, tartufi e cucina istriana completano l’esperienza.
Un percorso che racconta come la bicicletta possa essere strumento di memoria e di futuro.
Tra Alpi e laghi smeraldo: la ciclovia della Valle della Soča
16/12/2025 in Viaggi
La Slovenia è un paese che sorprende per compattezza e varietà. In poche decine di chilometri si passa dalle vette alpine all’Adriatico, dai boschi fitti ai fiumi color smeraldo. La Valle della Soča, nel nord-ovest del Paese, rappresenta forse la sintesi più riuscita di questa ricchezza naturale ed è oggi una delle mete più ambite dal cicloturismo europeo.
Il percorso segue il corso del fiume Soča – Isonzo per gli italiani – dalla sorgente nei pressi del Passo della Moistrocca fino alla cittadina di Tolmino, attraversando un territorio che è al tempo stesso selvaggio e profondamente segnato dalla storia. Si pedala immersi nel Parco Nazionale del Triglav, lungo strade secondarie ben asfaltate, con traffico ridotto e panorami che cambiano a ogni curva.
La prima parte del tracciato è la più impegnativa: salite regolari, gallerie scavate nella roccia e discese tecniche che richiedono attenzione, ma regalano emozioni forti. Il colore irreale del fiume accompagna il ciclista come una linea guida naturale, mentre ponti sospesi e forre profonde ricordano quanto questo territorio sia stato modellato dall’acqua.
Oltre alla dimensione paesaggistica, la valle è anche un museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale. Fortificazioni, trincee e piccoli musei raccontano le battaglie dell’Isonzo, aggiungendo profondità culturale a un itinerario già straordinario dal punto di vista sportivo.
Dal punto di vista cicloturistico, la valle offre un’ottima accoglienza: strutture bike-friendly, campeggi, agriturismi e una cucina locale semplice ma sostanziosa, ideale per recuperare energie. È un percorso adatto a ciclisti allenati, ma affrontabile anche in più tappe, trasformandolo in un viaggio lento e contemplativo.
La Valle della Soča non è solo una destinazione: è un’esperienza sensoriale completa, dove ogni pedalata è un dialogo continuo con la natura.
Dalle miniere ai vigneti: pedalando sulla Parenzana slovena
16/12/2025 in Viaggi
C’è un filo invisibile che unisce Trieste a Parenzo, ed è fatto di ghiaia compatta, gallerie ombrose e viadotti sospesi. È la Parenzana, l’ex ferrovia austro-ungarica trasformata in una delle ciclovie più affascinanti d’Europa. Il tratto sloveno, breve ma intenso, rappresenta un concentrato perfetto di cicloturismo slow.
Il percorso entra in Slovenia da Sečovlje, vicino alle storiche saline, e si snoda verso l’interno passando per Portorož, Isola e Capodistria, alternando tratti costieri a dolci colline. Qui il ritmo cambia: non servono grandi prestazioni, ma la voglia di osservare, fermarsi, respirare.
Il fondo è in gran parte sterrato, ben battuto e adatto a gravel e trekking bike. Le pendenze sono moderate, grazie all’eredità ferroviaria del tracciato, e permettono una pedalata fluida, accessibile anche ai meno esperti. Le gallerie scavate nella roccia offrono riparo dal sole estivo e raccontano, silenziosamente, un passato industriale ormai scomparso.
Uno dei punti di forza della Parenzana slovena è il rapporto diretto con il territorio umano. Si attraversano piccoli borghi, vigneti terrazzati e uliveti, con frequenti occasioni per una sosta gastronomica. Vini locali, olio d’oliva e piatti della tradizione istriana diventano parte integrante del viaggio.
Capodistria segna simbolicamente la fine del tratto sloveno, ma anche l’inizio di una riflessione più ampia: la Parenzana non è solo una ciclovia, è un progetto culturale che ha restituito vita a un’infrastruttura dimenticata, trasformandola in un ponte tra nazioni, storie e viaggiatori.
Per chi cerca un’esperienza cicloturistica autentica, lontana dal traffico e vicina alle persone, la Parenzana in Slovenia è una scelta naturale. Un percorso che non chiede velocità, ma attenzione.
Cappadocia in bicicletta: pedalare tra i camini delle fate
15/12/2025 in Viaggi
La Cappadocia è uno di quei luoghi che sembrano progettati per essere attraversati lentamente. In bicicletta, tra altipiani vulcanici e valli scolpite dal vento, il viaggio assume una dimensione quasi meditativa. Questo itinerario ad anello, con partenza e arrivo a Göreme, è ideale per chi cerca un’esperienza cicloturistica intensa ma accessibile, dove il paesaggio è il vero protagonista.
Il percorso si sviluppa su strade secondarie e sterrati battuti, attraversando le valli di Uçhisar, Avanos, Çavuşin e Mustafapaşa. Le salite non mancano, ma sono quasi sempre ripagate da discese panoramiche e da viste surreali: i celebri camini delle fate, le chiese rupestri affrescate, i villaggi scavati nella roccia. Pedalare all’alba, mentre le mongolfiere colorano il cielo, è un’esperienza che da sola vale il viaggio.
Dal punto di vista ciclistico, la Cappadocia richiede una bici gravel o MTB, soprattutto se si vuole esplorare le valli meno battute come la Red Valley o la Love Valley. Le distanze giornaliere sono contenute (40–70 km), ma il fondo stradale e il dislivello suggeriscono di non sottovalutare l’impegno.
L’ospitalità turca è un altro punto di forza: pensioni a gestione familiare, piccoli ristoranti locali e la possibilità di dormire in hotel scavati nella roccia rendono il viaggio confortevole anche per chi viaggia in autonomia. La Cappadocia, in bici, non è solo una destinazione: è un racconto che si scrive curva dopo curva.
La Costa Licia: cicloviaggio tra mare e rovine antiche
15/12/2025 in Viaggi
Se la Cappadocia affascina per i suoi paesaggi lunari, la Costa Licia, nel sud-ovest della Turchia, conquista con il contrasto continuo tra il blu del Mediterraneo e le montagne che si tuffano nel mare. Questo itinerario lineare segue in parte il tracciato dell’antica Via Licia, collegando Fethiye ad Antalya lungo uno dei tratti costieri più spettacolari del Paese.
È un percorso più impegnativo dal punto di vista fisico: le salite sono frequenti e spesso lunghe, ma il traffico è generalmente limitato, soprattutto scegliendo le strade interne. In cambio, il cicloturista viene premiato con panorami aperti sul mare, calette selvagge e siti archeologici che emergono all’improvviso lungo la strada, come Xanthos, Patara, Olympos e Phaselis.
La Costa Licia è perfetta per un viaggio a tappe, con giornate da 70–100 km, adattabili in base al livello di allenamento. L’asfalto è generalmente buono, ma una bici da turismo robusta o una gravel permettono maggiore libertà di esplorazione. Il clima mediterraneo consente di pedalare quasi tutto l’anno, anche se primavera e autunno restano le stagioni ideali.
Culturalmente, questo itinerario è un continuo incontro: piccoli villaggi di pescatori, mercati locali, rovine greco-romane immerse nella vegetazione. La sera, dopo una giornata in sella, nulla è più gratificante di una cena a base di pesce fresco e meze, con il rumore del mare in sottofondo.
La Costa Licia rappresenta la Turchia più aperta e solare, dove il cicloturismo diventa un modo privilegiato per leggere il territorio, unendo sport, storia e paesaggio in un unico, lungo viaggio verso est.
Tragedia sulle strade di Ghedi: ciclista perde la vita dopo un incidente con un mezzo pesante
14/12/2025 in News
Un grave incidente stradale si è verificato nelle scorse ore a Ghedi, nel Bresciano, dove una donna di 62 anni ha perso la vita mentre stava percorrendo la strada in bicicletta. L’episodio ha scosso la comunità locale e riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei ciclisti sulle strade.
Secondo le prime ricostruzioni, la donna stava viaggiando in sella alla propria bici quando, per cause ancora in fase di accertamento, è stata coinvolta in un impatto con un camion. L’urto si è rivelato purtroppo fatale. Sul luogo dell’incidente sono giunti rapidamente i mezzi di soccorso dell’AREU, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile: i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
La strada interessata dall’incidente è stata temporaneamente chiusa o regolata per consentire i rilievi e garantire la sicurezza durante le operazioni di soccorso. La Polizia Stradale ha avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, raccogliendo testimonianze e analizzando eventuali immagini utili a ricostruire quanto successo nei momenti precedenti all’impatto.
L’ennesima vittima della strada riaccende il dibattito sulla convivenza tra mezzi pesanti e utenti più vulnerabili, come ciclisti e pedoni. La bicicletta è sempre più utilizzata sia per gli spostamenti quotidiani sia per il tempo libero, ma resta fondamentale garantire condizioni di maggiore sicurezza, attraverso infrastrutture adeguate, attenzione alla guida e rispetto reciproco.
La comunità di Ghedi si stringe ora nel cordoglio per la perdita di una vita, in attesa che gli accertamenti facciano piena luce sull’accaduto e sulle eventuali responsabilità. Una tragedia che lascia dolore e che richiama tutti a una maggiore prudenza sulle strade.
Il cicloturismo non è più una nicchia: cresce in Italia la domanda di viaggi lenti su due ruote
13/12/2025 in News
Il cicloturismo in Italia ha superato definitivamente la fase sperimentale. Non è più un fenomeno per appassionati né una tendenza passeggera: oggi rappresenta uno dei segmenti più dinamici del turismo outdoor, con ricadute economiche, sociali e territoriali sempre più evidenti.
Negli ultimi anni, complice la ricerca di viaggi sostenibili e di esperienze autentiche, la bicicletta è diventata un mezzo centrale per esplorare il territorio. Dalle grandi ciclovie nazionali ai percorsi minori lungo fiumi, ferrovie dismesse e aree rurali, l’offerta si è ampliata e diversificata, intercettando un pubblico eterogeneo: famiglie, viaggiatori stranieri, over 60, ma anche ciclisti sportivi che scelgono la lentezza come valore.
A cambiare non è solo il numero dei viaggiatori, ma il modo di viaggiare. Il cicloturista medio resta più a lungo, spende sul territorio e privilegia strutture ricettive locali, ristorazione tipica e servizi legati alla bici. Un modello che interessa sempre più amministrazioni, soprattutto nei piccoli comuni, dove le ciclovie stanno diventando uno strumento concreto di rigenerazione turistica.
Negli ultimi mesi si moltiplicano infatti gli interventi pubblici su infrastrutture ciclabili, segnaletica dedicata e servizi bike-friendly. Non solo nuove piste, ma collegamenti tra reti esistenti, messa in sicurezza di tratti critici e recupero di percorsi storici. L’obiettivo è chiaro: trasformare la bicicletta da attività ricreativa a chiave di accesso al territorio.
Anche il mercato risponde. Crescono i tour operator specializzati, le strutture certificate per l’accoglienza dei ciclisti e le proposte di viaggio “chiavi in mano”, soprattutto per il pubblico internazionale, da sempre attratto dal mix italiano di paesaggio, cultura ed enogastronomia.
Il cicloturismo si conferma così un indicatore di cambiamento più ampio. Racconta un turismo che rallenta, che sceglie strade secondarie e che redistribuisce i flussi lontano dalle mete sovraffollate. Una trasformazione silenziosa, ma ormai strutturale, che mette la bicicletta al centro di una nuova idea di viaggio.Per chi pedala, e per chi vive i territori attraversati, non è solo una tendenza: è una direzione.









