
Novità globali nel cicloturismo: dall’Asia alla rete EuroVelo
02/03/2026 in News
Il cicloturismo continua a crescere a livello globale, con nuovi progetti e investimenti che confermano il ruolo centrale della bicicletta nel turismo sostenibile. Dall’Asia all’Europa, le iniziative si moltiplicano e aprono nuove prospettive per chi ama viaggiare su due ruote.
Nelle Filippine, l’isola di Marinduque ha lanciato il suo primo programma ufficiale dedicato al bike tourism. Il progetto punta a valorizzare il territorio attraverso tour organizzati, percorsi panoramici e pacchetti che combinano ciclismo, cultura locale e ospitalità. Un segnale forte di come il Sud-Est asiatico stia investendo nel turismo attivo come leva di sviluppo economico e promozione territoriale.
In Europa, la rete EuroVelo continua ad ampliarsi e a rafforzare il proprio ruolo di riferimento per il cicloturismo internazionale. La prossima EuroVelo & Cycling Tourism Conference rappresenterà un momento chiave di confronto tra operatori, istituzioni e professionisti del settore, con l’obiettivo di migliorare infrastrutture, servizi e strategie di promozione.
Il quadro globale mostra una tendenza chiara: il cicloturismo non è più una nicchia, ma un segmento maturo e in espansione. Le destinazioni investono in percorsi sicuri, esperienze autentiche e modelli di turismo lento, rispondendo alla crescente domanda di viaggi sostenibili e attivi.

La Voie Bleue: una delle grandi rotte da non perdere nel 2026
02/03/2026 in News
Tra le mete cicloturistiche più interessanti del 2026 spicca senza dubbio la La Voie Bleue – Moselle-Saône à Vélo, un itinerario di circa 700 chilometri che collega il Lussemburgo a Lione seguendo il corso dei fiumi Mosella e Saona. Un percorso che unisce natura, cultura e gastronomia in un viaggio lento attraverso alcune delle regioni più affascinanti d’Europa.
La rotta attraversa territori ricchi di storia e paesaggi fluviali suggestivi, passando per città d’arte, vigneti, piccoli borghi e aree naturali protette. È un itinerario adatto a un pubblico ampio: dalle famiglie ai cicloturisti esperti, grazie a tratti pianeggianti e infrastrutture sempre più curate.
Nel 2026 La Voie Bleue è stata indicata dalla stampa internazionale come una delle grandi rotte europee da scoprire. Il suo punto di forza è la varietà: si pedala tra le atmosfere eleganti della Lorena, lungo le strade del vino della Borgogna, fino ad arrivare alla vivace Lione, capitale gastronomica francese.
Per chi cerca un viaggio completo, tra enogastronomia, patrimonio culturale e natura fluviale, questa ciclovia rappresenta una scelta ideale. Un percorso che incarna perfettamente lo spirito del cicloturismo contemporaneo: sostenibile, immersivo e accessibile.

Tragedia sul Canto Alto: ciclista muore dopo l’impatto con un capriolo
01/03/2026 in News
Una tranquilla mattinata di sport all’aria aperta si è trasformata in tragedia sui sentieri del Canto Alto, dove un uomo ha perso la vita dopo un violento scontro con un capriolo. L’incidente è avvenuto oggi, 1° marzo, intorno alle 9.30.
La vittima stava percorrendo in mountain bike uno dei tracciati della zona quando, secondo le prime informazioni, l’animale sarebbe sbucato all’improvviso dalla vegetazione. In pochi istanti il capriolo avrebbe caricato l’uomo, colpendolo con forza al torace. L’urto sarebbe stato devastante.
Alcuni presenti hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari della Croce Rossa Italiana, comitato di Bonate Sotto, che hanno tentato a lungo di rianimarlo. Nonostante la rapidità dell’intervento, ogni tentativo si è rivelato vano: le ferite riportate erano troppo gravi.
La zona del Canto Alto è molto frequentata da escursionisti e ciclisti ed è caratterizzata da un habitat naturale ricco di fauna selvatica. Gli incontri con animali non sono rari, ma episodi con conseguenze così estreme rappresentano un evento eccezionale.
Le autorità competenti stanno ora effettuando gli accertamenti necessari per chiarire con precisione la dinamica dei fatti. L’accaduto riporta l’attenzione sui rischi, seppur rari, legati alla presenza di animali selvatici nei percorsi montani.

Il ciclismo come leva di sviluppo
28/02/2026 in News
Il ciclismo non è più soltanto uno sport o un’attività ricreativa: oggi rappresenta una concreta leva di sviluppo economico, sociale e ambientale. Il cicloturismo, in particolare, si sta affermando come uno dei segmenti più dinamici del settore turistico, capace di generare valore per territori urbani e aree interne, spesso fuori dai grandi circuiti del turismo di massa.
Negli ultimi anni, sempre più viaggiatori scelgono la bicicletta per esplorare paesaggi, borghi storici e itinerari naturalistici. Questa modalità di viaggio lento consente una fruizione più autentica dei territori e produce ricadute economiche diffuse: pernottamenti in strutture bike-friendly, ristorazione locale, servizi di noleggio e manutenzione, guide cicloturistiche e acquisto di prodotti tipici.
Le grandi ciclovie nazionali rappresentano un esempio concreto di questa trasformazione. La Ciclovia del Sole, che attraversa l’Italia da nord a sud, e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, che valorizza il paesaggio rurale della Puglia, dimostrano come un’infrastruttura ciclabile possa diventare un vero corridoio di sviluppo territoriale, collegando città d’arte, aree agricole e piccoli centri.
Regioni come l’Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige hanno investito con decisione sulla mobilità ciclabile, integrando percorsi sicuri, segnaletica dedicata e servizi specializzati. Il risultato è un’offerta turistica più sostenibile e destagionalizzata, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno.
Il ciclismo, inoltre, contribuisce alla tutela ambientale e alla qualità della vita. Riduce le emissioni legate agli spostamenti, promuove uno stile di vita attivo e favorisce una pianificazione urbana più attenta agli spazi pubblici e alla sicurezza. Non si tratta soltanto di turismo, ma di un modello di sviluppo che mette al centro benessere, ambiente ed economia locale.
In un contesto in cui il turismo è chiamato a reinventarsi in chiave sostenibile, le due ruote si confermano protagoniste di una nuova visione di crescita: più lenta, più consapevole, più diffusa. Il cicloturismo non è una tendenza passeggera, ma una strategia concreta per costruire il futuro dei territori.

Le Filippine puntano sulle due ruote: a Marinduque nasce il primo programma ufficiale di cyclo tourism
27/02/2026 in News
Nelle Filippine la rivoluzione del turismo passa dalla bicicletta. Sull’isola di Marinduque è stato presentato il primo programma ufficiale di cyclo tourism, un progetto che punta a trasformare il modo di esplorare il territorio, mettendo al centro mobilità dolce, comunità locali e sostenibilità ambientale.
L’iniziativa, denominata Marinduque Cycling Experience, segna un cambio di passo nella strategia turistica nazionale. Non un semplice evento sportivo, ma un format strutturato che invita viaggiatori e appassionati a pedalare tra coste frastagliate, villaggi tradizionali e strade panoramiche lontane dai circuiti più battuti. L’obiettivo è chiaro: rallentare il ritmo del viaggio per renderlo più autentico e consapevole.
Il progetto è stato lanciato con il sostegno del Department of Tourism, che vede nel cicloturismo uno strumento concreto per diversificare l’offerta e distribuire i flussi turistici in modo più equilibrato. In un Paese noto soprattutto per il turismo balneare, la bicicletta diventa così il mezzo per raccontare un’altra narrazione: quella dell’entroterra, delle tradizioni locali, della vita quotidiana delle comunità.
La prima edizione dell’esperienza ha coinvolto decine di partecipanti, tra ciclisti, operatori turistici e content creator. Lungo il percorso, oltre ai panorami tropicali, spazio a soste culturali e momenti di incontro con le realtà locali. Un modello che punta a generare ricadute economiche diffuse: dalle piccole strutture ricettive ai ristoranti di quartiere, fino ai servizi di noleggio e assistenza tecnica.
Il lancio di Marinduque rappresenta anche un segnale forte sul piano internazionale. Il cicloturismo è in crescita costante in Europa e in molte parti dell’Asia, e le Filippine intendono inserirsi in questo trend globale intercettando una domanda sempre più attenta alla sostenibilità e al benessere fisico. La bicicletta, in questo contesto, non è solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di turismo responsabile.
Se l’esperimento darà i risultati attesi, il modello potrebbe essere replicato in altre province dell’arcipelago, aprendo nuovi scenari per il turismo lento nel Sud-Est asiatico. Per i cicloturisti di tutto il mondo, Marinduque potrebbe presto diventare una destinazione da segnare in agenda: un’isola da scoprire a ritmo di pedalata, dove ogni salita racconta una storia e ogni discesa apre a un nuovo orizzonte.

Pedalando tra lago e tufo: l’anello di Bolsena, perla cicloturistica del Lazio
26/02/2026 in Viaggi
C’è un angolo del Lazio dove l’acqua incontra il tufo e le strade secondarie sembrano disegnate apposta per chi ama viaggiare in bicicletta. È l’anello del Lago di Bolsena, un percorso di circa 45 chilometri che unisce natura, storia e silenzi rurali in un equilibrio raro, lontano dal traffico delle grandi arterie.
Il tracciato si sviluppa quasi interamente su strade provinciali a bassa percorrenza e tratti ciclabili, con un dislivello contenuto che lo rende adatto anche a chi non ha un allenamento agonistico. Si parte idealmente da uno dei borghi rivieraschi, come Capodimonte o Marta, dove il profilo del lago domina l’orizzonte e le barche dei pescatori ricordano una tradizione ancora viva. La pedalata è fluida, accompagnata dal vento leggero che increspa l’acqua e dal profumo dei campi coltivati.
Il lago, di origine vulcanica, è il più grande d’Europa nel suo genere. Pedalando lungo le sue rive si percepisce la dimensione antica di questo territorio: uliveti ordinati, vigneti che seguono le curve dolci delle colline, casali in pietra che raccontano una ruralità autentica. Le due isole al centro dello specchio d’acqua, visibili in diversi punti del percorso, aggiungono profondità al paesaggio e invitano a soste fotografiche.
Ma l’anello non è solo natura. Con una deviazione di qualche chilometro si può raggiungere Civita di Bagnoregio, il celebre borgo sospeso nel vuoto, raggiungibile solo a piedi attraverso un lungo ponte panoramico. Lasciare la bici e salire fin lassù significa cambiare ritmo: dai pedali alle pietre antiche, dai panorami lacustri ai calanchi scolpiti dal tempo.
Proseguendo verso l’entroterra si incontra anche Viterbo, con il suo quartiere medievale tra i meglio conservati d’Italia. Per il cicloturista è l’occasione di coniugare sport e cultura, concedendosi una pausa tra palazzi papali e fontane secolari prima di rientrare verso il lago.
Dal punto di vista tecnico, il fondo stradale è generalmente buono, con qualche tratto più ruvido nelle sezioni meno battute. Una bici gravel o una trekking bike sono l’ideale, ma anche una bici da corsa può affrontare l’anello senza particolari difficoltà. Le pendenze sono moderate, con brevi saliscendi che spezzano il ritmo senza mai diventare proibitivi.
L’anello del Lago di Bolsena è un itinerario che incarna perfettamente lo spirito del cicloturismo: non la ricerca della performance, ma quella dell’esperienza. Qui si pedala per scoprire, per rallentare, per assaporare un territorio che alterna acqua e roccia, silenzio e storia. Un percorso che, chilometro dopo chilometro, restituisce il senso più autentico del viaggio su due ruote.

Dal 13 al 15 marzo 2026 a Gallipoli torna la Salento De Finibus Terrae
25/02/2026 in News
Si svolgerà dal 13 al 15 marzo 2026 la nuova edizione della manifestazione cicloturistica dedicata alle biciclette d’epoca che ogni anno richiama centinaia di appassionati nel Salento. Quartier generale dell’evento sarà il centro storico di Gallipoli, con partenza ufficiale prevista sabato 14 marzo alle ore 9.00 dal lungomare Galilei.
Il programma prevede due percorsi principali. Il primo, di circa 45 chilometri, collegherà Gallipoli a Santa Maria di Leuca lungo la litoranea ionica, con passaggi panoramici tra Torre San Giovanni e le marine di Ugento. Il secondo, più impegnativo, si estenderà per 60 chilometri fino a Monteroni di Lecce, con arrivo presso il Velodromo degli Ulivi, storico impianto sportivo del territorio.
La manifestazione, non competitiva, è riservata a biciclette costruite entro il 1987 e prevede ristori con prodotti tipici salentini lungo i tracciati. Domenica 15 marzo sarà invece dedicata a incontri pubblici e momenti celebrativi con la partecipazione di Francesco Moser, che interverrà in un talk sulla tradizione del ciclismo italiano.
Coniugando memoria sportiva e promozione territoriale, l’evento si conferma uno degli appuntamenti di apertura della stagione cicloturistica primaverile nel Sud Italia, attirando visitatori anche da Germania, Francia e Svizzera.

Dal 15 aprile al 30 ottobre 2026 il Minho inaugura la nuova stagione del cicloturismo nel Nord del Portogallo
25/02/2026 in News
Prenderà ufficialmente il via il 15 aprile 2026 la prima stagione completa del nuovo itinerario cicloturistico permanente nella regione del Minho, nel Nord del Paese, con calendario attivo fino al 30 ottobre 2026. Il progetto, sostenuto da operatori turistici locali e amministrazioni territoriali, mira a posizionare l’area come uno dei poli emergenti del cicloturismo europeo.
Il percorso principale si sviluppa per circa 220 chilometri lungo un anello che collega Viana do Castelo, Ponte de Lima, Arcos de Valdevez e Monção, attraversando vallate fluviali, vigneti di vinho verde e tratti panoramici lungo il fiume Minho, al confine con la Spagna. Le tappe giornaliere variano dai 35 ai 65 chilometri, con dislivelli moderati e varianti gravel per i ciclisti più esperti.
Il tracciato è interamente segnalato e supportato da una rete di strutture bike-friendly attive da aprile a ottobre. Gli organizzatori hanno annunciato anche due settimane evento dal 1° al 7 giugno e dal 14 al 20 settembre 2026 durante le quali saranno previsti tour guidati, degustazioni nelle quintas locali e incontri dedicati alla mobilità sostenibile.
L’iniziativa rientra in un piano più ampio di sviluppo del turismo lento nel Nord del Portogallo, con investimenti mirati su sicurezza stradale, digitalizzazione delle mappe e servizi di assistenza tecnica lungo il percorso.

La Vélomaritime in Bretagna: scogliere e fari sulla Manica
24/02/2026 in Viaggi
Se la costa atlantica francese ha un volto selvaggio e autentico, lo si scopre pedalando lungo la Vélomaritime, l’itinerario che corre per oltre 1.500 chilometri da Roscoff a Dunkerque, seguendo il litorale della Manica. In Bretagna, questa ciclovia regala alcune delle tappe più spettacolari dell’intero percorso.
Si parte spesso da Roscoff, piccolo porto dal fascino britannico, con case in granito e profumo di salsedine nell’aria. Da qui la strada si snoda tra promontori rocciosi e calette nascoste, alternando tratti su piste ciclabili a strade secondarie a basso traffico. Il continuo saliscendi rende il percorso più impegnativo rispetto alla Vélodyssée, ma ogni salita è ripagata da panorami mozzafiato.
Uno dei tratti più iconici è la Côte de Granit Rose, nei pressi di Perros-Guirec. Le rocce color rosa scolpite dal vento creano uno scenario quasi lunare, mentre il faro di Ploumanac’h si staglia contro il blu profondo della Manica. Qui la bicicletta diventa il mezzo ideale per fermarsi, fotografare e assaporare la forza primordiale del paesaggio.
La Vélomaritime è perfetta per chi cerca un’esperienza più dinamica e avventurosa. Il clima può essere mutevole, il vento spesso protagonista, ma l’organizzazione è all’altezza: segnaletica chiara, strutture ricettive accoglienti e numerosi punti di ristoro dove gustare crêpes, sidro bretone e frutti di mare freschissimi.
Questo itinerario non è solo un viaggio lungo la costa: è un’immersione nella cultura marinara francese, tra porti, fari e leggende celtiche. Pedalare qui significa accettare la sfida del vento e lasciarsi sorprendere, curva dopo curva, da un paesaggio che non smette mai di stupire.

Pedalando lungo la Vélodyssée: l’Atlantico francese in bicicletta
24/02/2026 in Viaggi
C’è un filo d’asfalto e sabbia che unisce l’oceano, le pinete e i villaggi bianchi della costa occidentale francese. Si chiama Vélodyssée, ed è uno degli itinerari cicloturistici più affascinanti d’Europa. Oltre 1.200 chilometri che collegano la Bretagna ai Paesi Baschi, seguendo il respiro dell’Atlantico tra fari, dune e porti di pescatori.
Nel tratto che attraversa la Loira Atlantica e la Vandea, la pista ciclabile diventa un invito alla lentezza. Si pedala su percorsi perfettamente segnalati, spesso separati dal traffico, tra saline scintillanti e lunghe spiagge battute dal vento. Le tappe si susseguono con naturalezza: Saint-Nazaire, con il suo imponente ponte sull’estuario della Loira, e Les Sables-d’Olonne, elegante località balneare e patria della celebre regata Vendée Globe.
Più a sud, nella Nuova Aquitania, la pista attraversa la foresta delle Landes, uno dei più grandi boschi artificiali d’Europa. Qui il paesaggio cambia: lunghi rettilinei immersi nel profumo dei pini marittimi, laghi interni dove fare una sosta rinfrescante e piccoli mercati dove assaggiare ostriche e vino bianco locale.
La Vélodyssée è un percorso adatto a tutti. Le pendenze sono modeste, il fondo è generalmente asfaltato o stabilizzato, e l’accoglienza cicloturistica è impeccabile. Campeggi vista oceano, chambres d’hôtes bike-friendly e aree di sosta attrezzate rendono l’esperienza accessibile anche a chi affronta il suo primo viaggio in bicicletta.
Pedalare lungo questa rotta significa entrare in sintonia con l’Atlantico: ascoltare il vento, osservare le maree che cambiano il paesaggio, fermarsi a contemplare un tramonto rosso fuoco sull’oceano. È un viaggio che non si misura solo in chilometri, ma in respiri profondi e orizzonti infiniti.








