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Matteo ha scritto un nuovo articolo 4 ore, 1 minuto fa
Il cicloturismo spinge il turismo lento: in Italia quasi 90 milioni di presenze
Il turismo in bicicletta continua a guadagnare spazio nel panorama dei viaggi sostenibili. Negli ultimi anni il cicloturismo è passato da esperienza di nicchia a fenomeno capace di generare numeri importanti, attirando un pubblico sempre più ampio e diversificato, tra appassionati di outdoor, famiglie e viaggiatori alla ricerca di itinerari lenti. Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici 2025”, realizzato da Legambiente e ISNART, nel 2024 il cicloturismo in Italia ha registrato circa 89 milioni di presenze, pari a oltre il 10% del movimento turistico nazionale. L’impatto economico stimato sfiora i 9,8 miliardi di euro, confermando il ruolo crescente della bicicletta come leva per lo sviluppo dei territori. La crescita è stata particolarmente significativa rispetto all’anno precedente: le presenze legate ai viaggi in bici sono aumentate di oltre il 50%, un dato che fotografa un cambiamento nelle abitudini di viaggio. Sempre più turisti scelgono itinerari che permettono di muoversi lentamente, attraversare paesaggi naturali e scoprire borghi e prodotti locali lungo il percorso. Una parte importante di questo sviluppo è legata alla rete di ciclovie che negli ultimi anni sta ampliandosi in tutta la penisola. Progetti nazionali e investimenti pubblici stanno portando alla realizzazione di nuovi percorsi ciclabili e al miglioramento delle infrastrutture esistenti, rendendo più accessibili viaggi di più giorni su due ruote. In questo scenario l’Italia si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale nel cicloturismo europeo. Itinerari lungo fiumi, coste e grandi vie storiche attirano ogni anno ciclisti provenienti da diversi Paesi, contribuendo a destagionalizzare i flussi turistici e a portare economia anche nelle aree interne. La tendenza appare destinata a consolidarsi anche nei prossimi anni. L’interesse per il turismo sostenibile, la diffusione delle e-bike e una crescente rete di servizi dedicati ai ciclisti stanno trasformando la bicicletta in uno dei simboli del nuovo modo di viagg Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 giorno, 4 ore fa
Le Fiandre in bicicletta: la Ciclovia delle Fiandre Occidentali
Le Fiandre sono un vero paradiso per i cicloturisti. Tra i percorsi più suggestivi spicca l’itinerario che collega Bruges a Ostenda, attraversando campagne ordinate, canali tranquilli e dune costiere affacciate sul Mare del Nord. Si parte da Bruges, la “Venezia del Nord”, con i suoi canali e le case medievali perfettamente conservate. Pedalare al mattino presto tra le vie acciottolate regala un’atmosfera unica, prima di dirigersi verso la campagna fiamminga. Il tracciato è completamente pianeggiante e ben organizzato grazie alla rete ciclabile fiamminga, famosa per la sua efficienza e segnaletica intuitiva. Lungo il percorso si costeggiano polder, mulini a vento e piccoli villaggi dove fermarsi per assaggiare waffle e birre locali. Avvicinandosi alla costa, il paesaggio cambia: l’aria si fa più salmastra e le dune annunciano l’arrivo a Ostenda, vivace città marittima. Qui il mare del Nord offre uno scenario completamente diverso rispetto all’entroterra, con ampie spiagge sabbiose e una lunga promenade perfetta per una pedalata al tramonto. Questo itinerario è ideale per chi cerca una vacanza attiva ma rilassante, tra cultura fiamminga, natura e panorami costieri. Le distanze contenute permettono di godersi ogni chilometro senza fretta, con la certezza di trovar Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 giorno, 4 ore fa
Lungo la Mosa: da Dinant a Namur tra natura e storia
Pedalare lungo la Mosa in Belgio è un’esperienza che unisce paesaggi fluviali spettacolari, borghi pittoreschi e un patrimonio storico sorprendente. Il tratto tra Dinant e Namur è uno dei percorsi ciclabili più affascinanti della Belgio, perfetto per chi ama pedalare senza fretta immerso nella natura. Si parte da Dinant, cittadina incastonata tra alte falesie rocciose e dominata dalla sua imponente Cittadella di Dinant. Prima di salire in sella vale la pena concedersi una passeggiata sul lungofiume e una foto alla collegiata di Notre-Dame, simbolo della città. Il percorso segue il corso della Mosa su piste ciclabili ben segnalate e per lo più pianeggianti. È ideale anche per famiglie o per chi preferisce una pedalata rilassata. Lungo il tragitto si attraversano piccoli villaggi valloni, campi coltivati e tratti boschivi che regalano scorci suggestivi in ogni stagione. Arrivati a Namur, la vista della maestosa Cittadella di Namur che domina la confluenza tra la Mosa e la Sambre è il perfetto coronamento della tappa. Qui puoi fermarti per una pausa gastronomica nel centro storico, tra birre artigianali e specialità locali. Questo itinerario è perfetto per un weekend lento, tra cultura e natura, con la possibilità di suddividere il percorso in più tappe grazie alle Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 giorni, 4 ore fa
La Great Ocean Road in bicicletta: vento, oceano e libertà australiana
C’è una strada in Australia dove l’oceano sembra voler competere con il cielo per intensità di colore. La Great Ocean Road, nello Stato di Victoria, è una delle rotte panoramiche più spettacolari al mondo. Percorrerla in bicicletta significa esporsi al vento, alla luce, agli spazi immensi che definiscono il paesaggio australiano. Il percorso si snoda per oltre 240 chilometri lungo la costa sud-orientale del Paese. Curve sinuose si affacciano su scogliere drammatiche, spiagge selvagge e foreste di eucalipti. I Dodici Apostoli emergono dall’oceano come giganti di pietra, mentre le onde dell’Antartico si infrangono con forza contro la costa calcarea. Non è un itinerario da sottovalutare. I saliscendi sono frequenti, il vento può essere impegnativo e le distanze tra un centro abitato e l’altro richiedono pianificazione. Ma è proprio questa dimensione più selvaggia a rendere l’esperienza intensa e memorabile. Qui il cicloturismo assume una sfumatura quasi epica: ogni salita è una conquista, ogni panorama una ricompensa. Lungo la strada si incontrano piccoli villaggi costieri, surfisti che aspettano l’onda giusta, koala appollaiati tra i rami. La natura domina la scena, e il ciclista ne diventa parte integrante, piccolo ma libero, immerso in un orizzonte che sembra non finire mai. Arrivare a fine tappa, con il rumore dell’oceano nelle orecchie e le gambe stanche, significa comprendere l’essenza di questo viaggio: non si tratta soltanto di pedalare lungo una delle strade più belle del mondo, ma di lasciarsi attraversare dal paesaggio. Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 giorni, 4 ore fa
Lungo il Danubio: l’Europa che scorre sotto le ruote
Il fiume è una presenza costante, quasi un compagno di viaggio silenzioso. Pedalare lungo il Danubio significa attraversare l’Europa seguendo il ritmo dell’acqua, senza fretta, lasciando che siano i chilometri a raccontare la storia. È uno degli itinerari cicloturistici più amati del continente, un tracciato che unisce natura, città monumentali e campagne ordinate. La ciclabile del Danubio, parte dell’EuroVelo 6, attraversa Germania, Austria, Slovacchia e Ungheria, ma è nel tratto tra Passau e Vienna che raggiunge la sua espressione più celebre. Qui il percorso è quasi interamente pianeggiante, ben segnalato, perfetto per chi si avvicina al cicloturismo ma anche per chi desidera un viaggio rilassante e ricco di suggestioni culturali. Le giornate scorrono tra monasteri barocchi, vigneti terrazzati e piccoli villaggi affacciati sull’acqua. Melk appare come una visione dorata sopra il fiume; Vienna accoglie il ciclista con i suoi boulevard eleganti e i caffè storici. Lungo il tragitto, le soste diventano parte integrante dell’esperienza: una fetta di torta alle albicocche nella Wachau, una birra fresca in una Gasthaus di campagna, una chiacchierata con altri viaggiatori che arrivano da ogni parte del mondo. Il bello del Danubio è la sua accessibilità. Le infrastrutture sono pensate per chi viaggia su due ruote: traghetti che attraversano il fiume, stazioni ferroviarie facilmente raggiungibili, alloggi bike-friendly. Si può scegliere di percorrerne solo un tratto o di trasformarlo in un’avventura di più settimane. Alla fine, ciò che resta non è soltanto la soddisfazione dei chilometri macinati, ma la sensazione di aver attraversato confini senza quasi accorgersene. Il Danubio unisce, e la bici Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 giorni, 3 ore fa
Novità globali nel cicloturismo: dall’Asia alla rete EuroVelo
Il cicloturismo continua a crescere a livello globale, con nuovi progetti e investimenti che confermano il ruolo centrale della bicicletta nel turismo sostenibile. Dall’Asia all’Europa, le iniziative si moltiplicano e aprono nuove prospettive per chi ama viaggiare su due ruote. Nelle Filippine, l’isola di Marinduque ha lanciato il suo primo programma ufficiale dedicato al bike tourism. Il progetto punta a valorizzare il territorio attraverso tour organizzati, percorsi panoramici e pacchetti che combinano ciclismo, cultura locale e ospitalità. Un segnale forte di come il Sud-Est asiatico stia investendo nel turismo attivo come leva di sviluppo economico e promozione territoriale. In Europa, la rete EuroVelo continua ad ampliarsi e a rafforzare il proprio ruolo di riferimento per il cicloturismo internazionale. La prossima EuroVelo & Cycling Tourism Conference rappresenterà un momento chiave di confronto tra operatori, istituzioni e professionisti del settore, con l’obiettivo di migliorare infrastrutture, servizi e strategie di promozione. Il quadro globale mostra una tendenza chiara: il cicloturismo non è più una nicchia, ma un segmento maturo e in espansione. Le destinazioni investono in percorsi sicuri, esperienze autentiche e modelli di turismo lento, rispondendo Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 giorni, 3 ore fa
La Voie Bleue: una delle grandi rotte da non perdere nel 2026
Tra le mete cicloturistiche più interessanti del 2026 spicca senza dubbio la La Voie Bleue – Moselle-Saône à Vélo, un itinerario di circa 700 chilometri che collega il Lussemburgo a Lione seguendo il corso dei fiumi Mosella e Saona. Un percorso che unisce natura, cultura e gastronomia in un viaggio lento attraverso alcune delle regioni più affascinanti d’Europa. La rotta attraversa territori ricchi di storia e paesaggi fluviali suggestivi, passando per città d’arte, vigneti, piccoli borghi e aree naturali protette. È un itinerario adatto a un pubblico ampio: dalle famiglie ai cicloturisti esperti, grazie a tratti pianeggianti e infrastrutture sempre più curate. Nel 2026 La Voie Bleue è stata indicata dalla stampa internazionale come una delle grandi rotte europee da scoprire. Il suo punto di forza è la varietà: si pedala tra le atmosfere eleganti della Lorena, lungo le strade del vino della Borgogna, fino ad arrivare alla vivace Lione, capitale gastronomica francese. Per chi cerca un viaggio completo, tra enogastronomia, patrimonio culturale e natura fluviale, questa ciclovia rappresenta una scelta ideale. Un percorso che incarna perfettamente lo spirito del cicl Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 4 giorni, 4 ore fa
Tragedia sul Canto Alto: ciclista muore dopo l’impatto con un capriolo
Una tranquilla mattinata di sport all’aria aperta si è trasformata in tragedia sui sentieri del Canto Alto, dove un uomo ha perso la vita dopo un violento scontro con un capriolo. L’incidente è avvenuto oggi, 1° marzo, intorno alle 9.30. La vittima stava percorrendo in mountain bike uno dei tracciati della zona quando, secondo le prime informazioni, l’animale sarebbe sbucato all’improvviso dalla vegetazione. In pochi istanti il capriolo avrebbe caricato l’uomo, colpendolo con forza al torace. L’urto sarebbe stato devastante. Alcuni presenti hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari della Croce Rossa Italiana, comitato di Bonate Sotto, che hanno tentato a lungo di rianimarlo. Nonostante la rapidità dell’intervento, ogni tentativo si è rivelato vano: le ferite riportate erano troppo gravi. La zona del Canto Alto è molto frequentata da escursionisti e ciclisti ed è caratterizzata da un habitat naturale ricco di fauna selvatica. Gli incontri con animali non sono rari, ma episodi con conseguenze così estreme rappresentano un evento eccezionale. Le autorità competenti stanno ora effettuando gli accertamenti necessari per chiarire con precisione la dinamica dei fatti. L’accaduto riporta l’attenzione sui rischi, seppur rari, legat Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 5 giorni, 4 ore fa
Il ciclismo come leva di sviluppo
Il ciclismo non è più soltanto uno sport o un’attività ricreativa: oggi rappresenta una concreta leva di sviluppo economico, sociale e ambientale. Il cicloturismo, in particolare, si sta affermando come uno dei segmenti più dinamici del settore turistico, capace di generare valore per territori urbani e aree interne, spesso fuori dai grandi circuiti del turismo di massa. Negli ultimi anni, sempre più viaggiatori scelgono la bicicletta per esplorare paesaggi, borghi storici e itinerari naturalistici. Questa modalità di viaggio lento consente una fruizione più autentica dei territori e produce ricadute economiche diffuse: pernottamenti in strutture bike-friendly, ristorazione locale, servizi di noleggio e manutenzione, guide cicloturistiche e acquisto di prodotti tipici. Le grandi ciclovie nazionali rappresentano un esempio concreto di questa trasformazione. La Ciclovia del Sole, che attraversa l’Italia da nord a sud, e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, che valorizza il paesaggio rurale della Puglia, dimostrano come un’infrastruttura ciclabile possa diventare un vero corridoio di sviluppo territoriale, collegando città d’arte, aree agricole e piccoli centri. Regioni come l’Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige hanno investito con decisione sulla mobilità ciclabile, integrando percorsi sicuri, segnaletica dedicata e servizi specializzati. Il risultato è un’offerta turistica più sostenibile e destagionalizzata, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno. Il ciclismo, inoltre, contribuisce alla tutela ambientale e alla qualità della vita. Riduce le emissioni legate agli spostamenti, promuove uno stile di vita attivo e favorisce una pianificazione urbana più attenta agli spazi pubblici e alla sicurezza. Non si tratta soltanto di turismo, ma di un modello di sviluppo che mette al centro benessere, ambiente ed economia locale. In un contesto in cui il turismo è chiamato a reinventarsi in chiave sostenibile, le due ruote si confermano protagoniste di una nuova visione di crescita: più lenta, più consapevole, più diffusa. Il cicloturismo non è una tendenza passeggera, ma una str Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 6 giorni, 4 ore fa
Le Filippine puntano sulle due ruote: a Marinduque nasce il primo programma ufficiale di cyclo tourism
Nelle Filippine la rivoluzione del turismo passa dalla bicicletta. Sull’isola di Marinduque è stato presentato il primo programma ufficiale di cyclo tourism, un progetto che punta a trasformare il modo di esplorare il territorio, mettendo al centro mobilità dolce, comunità locali e sostenibilità ambientale. L’iniziativa, denominata Marinduque Cycling Experience, segna un cambio di passo nella strategia turistica nazionale. Non un semplice evento sportivo, ma un format strutturato che invita viaggiatori e appassionati a pedalare tra coste frastagliate, villaggi tradizionali e strade panoramiche lontane dai circuiti più battuti. L’obiettivo è chiaro: rallentare il ritmo del viaggio per renderlo più autentico e consapevole. Il progetto è stato lanciato con il sostegno del Department of Tourism, che vede nel cicloturismo uno strumento concreto per diversificare l’offerta e distribuire i flussi turistici in modo più equilibrato. In un Paese noto soprattutto per il turismo balneare, la bicicletta diventa così il mezzo per raccontare un’altra narrazione: quella dell’entroterra, delle tradizioni locali, della vita quotidiana delle comunità. La prima edizione dell’esperienza ha coinvolto decine di partecipanti, tra ciclisti, operatori turistici e content creator. Lungo il percorso, oltre ai panorami tropicali, spazio a soste culturali e momenti di incontro con le realtà locali. Un modello che punta a generare ricadute economiche diffuse: dalle piccole strutture ricettive ai ristoranti di quartiere, fino ai servizi di noleggio e assistenza tecnica. Il lancio di Marinduque rappresenta anche un segnale forte sul piano internazionale. Il cicloturismo è in crescita costante in Europa e in molte parti dell’Asia, e le Filippine intendono inserirsi in questo trend globale intercettando una domanda sempre più attenta alla sostenibilità e al benessere fisico. La bicicletta, in questo contesto, non è solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di turismo responsabile. Se l’esperimento darà i risultati attesi, il modello potrebbe essere replicato in altre province dell’arcipelago, aprendo nuovi scenari per il turismo lento nel Sud-Est asiatico. Per i cicloturisti di tutto il mondo, Marinduque potrebbe presto diventare una destinazione da segnare in agenda: un’isola da scoprire a ritmo di pedalata, dove ogni salita ra Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana fa
Pedalando tra lago e tufo: l’anello di Bolsena, perla cicloturistica del Lazio
C’è un angolo del Lazio dove l’acqua incontra il tufo e le strade secondarie sembrano disegnate apposta per chi ama viaggiare in bicicletta. È l’anello del Lago di Bolsena, un percorso di circa 45 chilometri che unisce natura, storia e silenzi rurali in un equilibrio raro, lontano dal traffico delle grandi arterie. Il tracciato si sviluppa quasi interamente su strade provinciali a bassa percorrenza e tratti ciclabili, con un dislivello contenuto che lo rende adatto anche a chi non ha un allenamento agonistico. Si parte idealmente da uno dei borghi rivieraschi, come Capodimonte o Marta, dove il profilo del lago domina l’orizzonte e le barche dei pescatori ricordano una tradizione ancora viva. La pedalata è fluida, accompagnata dal vento leggero che increspa l’acqua e dal profumo dei campi coltivati. Il lago, di origine vulcanica, è il più grande d’Europa nel suo genere. Pedalando lungo le sue rive si percepisce la dimensione antica di questo territorio: uliveti ordinati, vigneti che seguono le curve dolci delle colline, casali in pietra che raccontano una ruralità autentica. Le due isole al centro dello specchio d’acqua, visibili in diversi punti del percorso, aggiungono profondità al paesaggio e invitano a soste fotografiche. Ma l’anello non è solo natura. Con una deviazione di qualche chilometro si può raggiungere Civita di Bagnoregio, il celebre borgo sospeso nel vuoto, raggiungibile solo a piedi attraverso un lungo ponte panoramico. Lasciare la bici e salire fin lassù significa cambiare ritmo: dai pedali alle pietre antiche, dai panorami lacustri ai calanchi scolpiti dal tempo. Proseguendo verso l’entroterra si incontra anche Viterbo, con il suo quartiere medievale tra i meglio conservati d’Italia. Per il cicloturista è l’occasione di coniugare sport e cultura, concedendosi una pausa tra palazzi papali e fontane secolari prima di rientrare verso il lago. Dal punto di vista tecnico, il fondo stradale è generalmente buono, con qualche tratto più ruvido nelle sezioni meno battute. Una bici gravel o una trekking bike sono l’ideale, ma anche una bici da corsa può affrontare l’anello senza particolari difficoltà. Le pendenze sono moderate, con brevi saliscendi che spezzano il ritmo senza mai diventare proibitivi. L’anello del Lago di Bolsena è un itinerario che incarna perfettamente lo spirito del cicloturismo: non la ricerca della performance, ma quella dell’esperienza. Qui si pedala per scoprire, per rallentare, per assaporare un territorio che alterna acqua e roccia, silenzio e storia. Un percorso che, chilometro dopo chilometro, res Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 1 giorno fa
Dal 13 al 15 marzo 2026 a Gallipoli torna la Salento De Finibus Terrae
Si svolgerà dal 13 al 15 marzo 2026 la nuova edizione della manifestazione cicloturistica dedicata alle biciclette d’epoca che ogni anno richiama centinaia di appassionati nel Salento. Quartier generale dell’evento sarà il centro storico di Gallipoli, con partenza ufficiale prevista sabato 14 marzo alle ore 9.00 dal lungomare Galilei. Il programma prevede due percorsi principali. Il primo, di circa 45 chilometri, collegherà Gallipoli a Santa Maria di Leuca lungo la litoranea ionica, con passaggi panoramici tra Torre San Giovanni e le marine di Ugento. Il secondo, più impegnativo, si estenderà per 60 chilometri fino a Monteroni di Lecce, con arrivo presso il Velodromo degli Ulivi, storico impianto sportivo del territorio. La manifestazione, non competitiva, è riservata a biciclette costruite entro il 1987 e prevede ristori con prodotti tipici salentini lungo i tracciati. Domenica 15 marzo sarà invece dedicata a incontri pubblici e momenti celebrativi con la partecipazione di Francesco Moser, che interverrà in un talk sulla tradizione del ciclismo italiano. Coniugando memoria sportiva e promozione territoriale, l’evento si conferma uno degli appuntamenti di apertura della stagione cicloturistica primaverile nel Sud Italia, attir Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 1 giorno fa
Dal 15 aprile al 30 ottobre 2026 il Minho inaugura la nuova stagione del cicloturismo nel Nord del Portogallo
Prenderà ufficialmente il via il 15 aprile 2026 la prima stagione completa del nuovo itinerario cicloturistico permanente nella regione del Minho, nel Nord del Paese, con calendario attivo fino al 30 ottobre 2026. Il progetto, sostenuto da operatori turistici locali e amministrazioni territoriali, mira a posizionare l’area come uno dei poli emergenti del cicloturismo europeo. Il percorso principale si sviluppa per circa 220 chilometri lungo un anello che collega Viana do Castelo, Ponte de Lima, Arcos de Valdevez e Monção, attraversando vallate fluviali, vigneti di vinho verde e tratti panoramici lungo il fiume Minho, al confine con la Spagna. Le tappe giornaliere variano dai 35 ai 65 chilometri, con dislivelli moderati e varianti gravel per i ciclisti più esperti. Il tracciato è interamente segnalato e supportato da una rete di strutture bike-friendly attive da aprile a ottobre. Gli organizzatori hanno annunciato anche due settimane evento dal 1° al 7 giugno e dal 14 al 20 settembre 2026 durante le quali saranno previsti tour guidati, degustazioni nelle quintas locali e incontri dedicati alla mobilità sostenibile. L’iniziativa rientra in un piano più ampio di sviluppo del turismo lento nel Nord del Portogallo, con investimenti mirati su sicurezza stradale, digitalizza Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 2 giorni fa
La Vélomaritime in Bretagna: scogliere e fari sulla Manica
Se la costa atlantica francese ha un volto selvaggio e autentico, lo si scopre pedalando lungo la Vélomaritime, l’itinerario che corre per oltre 1.500 chilometri da Roscoff a Dunkerque, seguendo il litorale della Manica. In Bretagna, questa ciclovia regala alcune delle tappe più spettacolari dell’intero percorso. Si parte spesso da Roscoff, piccolo porto dal fascino britannico, con case in granito e profumo di salsedine nell’aria. Da qui la strada si snoda tra promontori rocciosi e calette nascoste, alternando tratti su piste ciclabili a strade secondarie a basso traffico. Il continuo saliscendi rende il percorso più impegnativo rispetto alla Vélodyssée, ma ogni salita è ripagata da panorami mozzafiato. Uno dei tratti più iconici è la Côte de Granit Rose, nei pressi di Perros-Guirec. Le rocce color rosa scolpite dal vento creano uno scenario quasi lunare, mentre il faro di Ploumanac’h si staglia contro il blu profondo della Manica. Qui la bicicletta diventa il mezzo ideale per fermarsi, fotografare e assaporare la forza primordiale del paesaggio. La Vélomaritime è perfetta per chi cerca un’esperienza più dinamica e avventurosa. Il clima può essere mutevole, il vento spesso protagonista, ma l’organizzazione è all’altezza: segnaletica chiara, strutture ricettive accoglienti e numerosi punti di ristoro dove gustare crêpes, sidro bretone e frutti di mare freschissimi. Questo itinerario non è solo un viaggio lungo la costa: è un’immersione nella cultura marinara francese, tra porti, fari e leggende celtiche. Pedalare qui significa accettare la sfida del vento e lasciarsi sorprendere, curva dop Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 2 giorni fa
Pedalando lungo la Vélodyssée: l’Atlantico francese in bicicletta
C’è un filo d’asfalto e sabbia che unisce l’oceano, le pinete e i villaggi bianchi della costa occidentale francese. Si chiama Vélodyssée, ed è uno degli itinerari cicloturistici più affascinanti d’Europa. Oltre 1.200 chilometri che collegano la Bretagna ai Paesi Baschi, seguendo il respiro dell’Atlantico tra fari, dune e porti di pescatori. Nel tratto che attraversa la Loira Atlantica e la Vandea, la pista ciclabile diventa un invito alla lentezza. Si pedala su percorsi perfettamente segnalati, spesso separati dal traffico, tra saline scintillanti e lunghe spiagge battute dal vento. Le tappe si susseguono con naturalezza: Saint-Nazaire, con il suo imponente ponte sull’estuario della Loira, e Les Sables-d’Olonne, elegante località balneare e patria della celebre regata Vendée Globe. Più a sud, nella Nuova Aquitania, la pista attraversa la foresta delle Landes, uno dei più grandi boschi artificiali d’Europa. Qui il paesaggio cambia: lunghi rettilinei immersi nel profumo dei pini marittimi, laghi interni dove fare una sosta rinfrescante e piccoli mercati dove assaggiare ostriche e vino bianco locale. La Vélodyssée è un percorso adatto a tutti. Le pendenze sono modeste, il fondo è generalmente asfaltato o stabilizzato, e l’accoglienza cicloturistica è impeccabile. Campeggi vista oceano, chambres d’hôtes bike-friendly e aree di sosta attrezzate rendono l’esperienza accessibile anche a chi affronta il suo primo viaggio in bicicletta. Pedalare lungo questa rotta significa entrare in sintonia con l’Atlantico: ascoltare il vento, osservare le maree che cambiano il paesaggio, fermarsi a contemplare un tramonto rosso fuoco sull’oceano. È un viaggio che non si misura solo in c Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 3 giorni fa
Nel cuore vulcanico dell’Alvernia: pedalando nella Via Allier
Se la Loira racconta la Francia dei re, la Via Allier narra quella più selvaggia e autentica. Questo itinerario segue il corso del fiume Allier attraversando l’Alvernia, tra altopiani basaltici, villaggi medievali e paesaggi modellati da antichi vulcani. Il punto di partenza ideale è Clermont-Ferrand, dominata dalla sagoma scura della cattedrale gotica e circondata dai rilievi della Chaîne des Puys. Da qui, la ciclovia scende dolcemente lungo il fiume, alternando tratti asfaltati a strade secondarie immerse nel verde. Il dislivello è più marcato rispetto alla Loira, ma mai proibitivo per chi ha un minimo di allenamento o una bici a pedalata assistita. Lungo il percorso si incontrano borghi come Issoire, con la sua abbazia romanica, e Brioude, che custodisce una delle più grandi chiese romaniche dell’Alvernia. La campagna circostante è un mosaico di pascoli, campi coltivati e foreste, dove non è raro incrociare mucche al pascolo e cicloturisti provenienti da tutta Europa. Il fiume Allier, uno dei più selvaggi di Francia, accompagna il viaggio con le sue anse sabbiose e le rive popolate da aironi. In alcuni tratti, la pista si allontana dall’acqua per salire leggermente di quota, regalando viste ampie sulle colline vulcaniche che caratterizzano questa regione del Massiccio Centrale. Dal punto di vista logistico, la Via Allier è meno affollata rispetto alla Loira e conserva un’atmosfera più intima. Le strutture ricettive sono spesso a conduzione familiare, e l’accoglienza è calorosa, quasi rurale. La cucina alverniate, sostanziosa e autentica, offre piatti come la truffade e formaggi decisi che aiutano a recuperare le energie dopo una giornata in sella. Qui il cicloturismo diventa esplorazione lenta di una Francia meno conosciuta, dove il silenzio è parte integrante dell’esperienza e ogni Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 3 giorni fa
Lungo la Loira in bicicletta: il fascino senza tempo de La Loire à Vélo
C’è un modo lento e privilegiato per scoprire il cuore della Francia: seguire il corso della Loira pedalando. La La Loire à Vélo è molto più di una pista ciclabile: è un viaggio dentro la storia, l’arte e il paesaggio, un itinerario che attraversa castelli rinascimentali, vigneti ordinati e villaggi di pietra chiara affacciati sul fiume. Nel tratto centrale, tra Orléans e Tours, la ciclovia regala alcuni degli scorci più iconici della Valle della Loira. Il percorso è prevalentemente pianeggiante, ben segnalato e adatto anche a cicloturisti non esperti o a famiglie. L’asfalto si alterna a tratti su strade secondarie a bassissimo traffico, sempre con il fiume come bussola naturale. Pedalando verso ovest, l’orizzonte è punteggiato da castelli che sembrano usciti da un libro illustrato. Il più celebre è senza dubbio il Château de Chambord, con la sua architettura monumentale e la scalinata attribuita a Leonardo da Vinci. Poco distante, il Château de Chenonceau attraversa il fiume Cher con le sue arcate eleganti, offrendo uno dei panorami più fotografati di Francia. Ma la Loira non è solo storia nobiliare. È anche territorio agricolo, cantine e mercati locali. Soste golose tra formaggi caprini, rillettes e calici di Vouvray trasformano la pedalata in un’esperienza sensoriale completa. Le tappe sono brevi e modulabili: si può scegliere di coprire 40 chilometri al giorno o spingersi oltre, approfittando della perfetta integrazione con il trasporto ferroviario regionale. Il periodo ideale va dalla primavera all’inizio dell’autunno, quando la luce accende le facciate in tufo e i filari di vite si colorano di verde intenso o oro. La Loira scorre lenta accanto alla cicla Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 4 giorni fa
Alpe Adria Cycle Route: dalle Alpi al Mare Adriatico in bicicletta
C’è un momento, lungo l’Alpe Adria Cycle Route, in cui ti accorgi che stai vivendo uno dei viaggi più belli che si possano fare in sella: quando lasci alle spalle le cime alpine, respiri l’aria fresca del mattino e inizi una lunga, dolce discesa verso il mare. Questo itinerario cicloturistico internazionale collega il cuore delle Alpi austriache con la costa friulana, attraversando paesaggi che cambiano lentamente, quasi con rispetto, chilometro dopo chilometro. Il percorso classico parte da Salisburgo, città barocca e musicale, e si conclude a Grado, elegante località affacciata sull’Adriatico. In mezzo, oltre 400 chilometri di ciclabili, strade secondarie e vecchie ferrovie riconvertite che rendono il viaggio accessibile anche a chi non è un atleta professionista. È un itinerario pensato per il cicloturismo: ben segnalato, ricco di servizi, con una logistica che facilita il trasporto bagagli e il rientro in treno. Nei primi giorni si pedala immersi in scenari alpini spettacolari. Le montagne accompagnano il ciclista senza mai essere oppressive, grazie a pendenze generalmente dolci e a lunghi tratti in leggera discesa. Uno dei momenti più suggestivi è l’attraversamento del Passo di Tarvisio, dove il confine tra Austria e Italia si supera quasi senza accorgersene, seguendo il tracciato di una ferrovia dismessa trasformata in pista ciclabile panoramica. Entrati in Italia, il paesaggio cambia volto. Le Alpi Giulie si aprono su vallate verdi, piccoli borghi e fiumi dalle acque turchesi. La ciclabile FVG Alpe Adria è uno dei tratti più apprezzati: gallerie illuminate, viadotti sospesi nel vuoto e curve dolci che regalano scorci continui. È una sezione spettacolare ma sicura, perfetta anche per chi viaggia con borse laterali o in e-bike. Proseguendo verso sud, la montagna lascia spazio alla pianura friulana. Qui il ritmo si fa più lento, il caldo aumenta, i vigneti e i campi coltivati accompagnano la pedalata. Si attraversano cittadine eleganti e silenziose, fino a percepire nell’aria il profumo salmastro del mare. L’arrivo a Grado è emozionante: la laguna si apre davanti alla ruota anteriore e l’orizzonte si distende finalmente piatto, dopo giorni di discese, vallate e panorami alpini. Dal punto di vista tecnico, l’Alpe Adria Cycle Route è considerata di difficoltà medio-facile se percorsa in direzione nord-sud. La scelta delle tappe dipende dal livello di allenamento, ma in genere si suddivide in 5-7 giorni. Il fondo è prevalentemente asfaltato o ben battuto, ideale per bici da trekking, gravel o e-bike. I mesi migliori sono tra maggio e settembre, quando i passi alpini sono aperti e le temperature permettono di pedalare con comfort. Ciò che rende davvero speciale questo itinerario non è solo la qualità della ciclabile, ma l’esperienza culturale. In pochi giorni si attraversano due Paesi, due lingue, due tradizioni gastronomiche. Dallo strudel austriaco al prosciutto friulano, dalle birrerie alpine alle osterie sul mare, ogni tappa è un incontro con sapori e storie diverse. L’Alpe Adria non è semplicemente una ciclovia: è un viaggio di trasformazione paesaggistica e personale. Si parte tra montagne imponenti e si arriva davanti al mare aperto. Si inizia con il silenzio delle valli alpine e si conclude con il suono delle onde. È questo contrasto armonioso, unito alla perfetta organizzazione del percorso, che la rende un Continua a leggere
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Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 4 giorni fa
Giro della Questura 2026
Giro della Questura 2026: 70 km in Toscana, promo 25€ e prima griglia per i primi 100 iscritti Il Giro della Questura 2026 torna il 29 marzo 2026 con un format chiaro: percorso veloce, numero chiuso e vantaggi concreti per chi si iscrive subito. La manifestazione si svilupperà su 70 km con 300 metri di dislivello, un tracciato scorrevole e tecnico pensato per aprire la stagione con ritmo e qualità organizzativa. ⚠️ Massimo 500 partenti. Nessuna eccezione. 📍 Partenza e arrivo ufficiali Partenza: Campo Moreno Martini – Campo CONI (Lucca) Arrivo: Monte San Quirico, nella classica e consolidata sede di arrivo del Giro della Questura La partenza dal Campo CONI garantisce logistica efficiente, ampi spazi per la griglia e servizi dedicati agli atleti. L’arrivo a Monte San Quirico, ormai punto simbolico della manifestazione, rappresenta il momento decisivo: un finale che negli anni ha reso riconoscibile l’evento nel panorama delle mediofondo toscane. 🚴 Percorso: 70 km – 300 metri di dislivello Il tracciato del Giro della Questura 2026 è caratterizzato da: 70 km totali 300 m di dislivello Profilo ondulato e scorrevole Ideale per ritmo sostenuto Non si tratta di una prova estrema, ma di una mediofondo equilibrata che consente di: Testare la condizione di inizio stagione Lavorare su velocità e gestione del gruppo Vivere una gara competitiva ma accessibile La limitata altimetria favorisce una dinamica di gara veloce e tecnica, dove strategia e posizione in griglia fanno la differenza. 🔥 Promo lancio: 25€ e prima griglia per i primi 100 C’è un motivo concreto per iscriversi subito: ✅ Le prime 100 iscrizioni partiranno in prima griglia ✅ Quota promozionale attiva a 25€ Partire in prima griglia significa evitare rallentamenti iniziali e impostare subito il proprio ritmo. È un vantaggio competitivo reale. Raggiunte le prime 100 iscrizioni: L’accesso alla prima griglia sarà chiuso La quota promozionale potrà subire variazioni 🎯 Numero chiuso: massimo 500 iscritti Il Giro della Questura 2026 è a numero chiuso con 500 partenti totali. Questa scelta garantisce: Sicurezza lungo il percorso Migliore gestione dei flussi Maggiore qualità organizzativa Esperienza più fluida per tutti i partecipanti Una volta raggiunto il tetto massimo, le iscrizioni verranno chiuse. 📌 Come iscriversi 👉 Iscrizione diretta (promo 25€): 👉 Sito ufficiale dell’evento: 29 marzo 2026: apri la stagione nel modo giusto Il Giro della Questura è una mediofondo strategica per chi vuole iniziare l’anno con un evento organizzato, veloce e riconoscibile nel panorama toscano. 70 km – 300 m D+ – 500 posti totali – 25€ per i primi 100. La prima griglia non Continua a leggere
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Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 settimana, 4 giorni fa
Cicloturismo 2026: 19 nuovi tour europei e il boom dei viaggi slow su due ruote
Il cicloturismo europeo guarda al 2026 con un’offerta sempre più strutturata e internazionale. L’operatore specializzato Cycling for Softies ha annunciato il lancio di 19 nuovi tour cicloturistici in Europa, ampliando il proprio catalogo con itinerari pensati per chi desidera viaggiare in bicicletta senza fretta, privilegiando comfort, paesaggio ed esperienze autentiche. Il ritorno del viaggio lento La novità non riguarda soltanto il numero dei percorsi, ma soprattutto il concept. I nuovi tour si inseriscono pienamente nel trend del turismo slow, che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante in tutta Europa. L’idea è semplice: pedalare a ritmo moderato, su tracciati accessibili, con servizi organizzati e logistica curata nei dettagli.I percorsi sono studiati per un pubblico ampio: coppie, gruppi di amici e cicloturisti non necessariamente agonisti, ma interessati a vivere il territorio con un approccio sostenibile e immersivo. Bike-and-boat: la formula ibrida conquista l’Europa Tra le proposte più interessanti per il 2026 spiccano gli itinerari bike-and-boat, una formula che combina navigazione fluviale o costiera e tappe in bicicletta. Durante il giorno si pedala lungo piste ciclabili panoramiche o strade secondarie, mentre la sera si rientra a bordo dell’imbarcazione, che diventa hotel galleggiante.Un modello che sta conquistando sempre più appassionati perché unisce comfort, varietà paesaggistica e riduzione dello stress organizzativo. Italia, Spagna e Portogallo tra le mete protagoniste I nuovi tour coinvolgono alcune delle destinazioni più amate dai cicloturisti europei, tra cui Italia, Spagna e Portogallo.In Italia, i percorsi valorizzano ciclovie panoramiche tra colline, vigneti e borghi storici, intercettando il crescente interesse per le infrastrutture dedicate e per l’offerta bike-friendly sempre più diffusa. In Spagna e Portogallo, invece, il focus è su itinerari costieri e grandi fiumi, con un clima favorevole per buona parte dell’anno e una rete ciclabile in continua espansione. L’Europa mediterranea si conferma così uno dei poli più dinamici del cicloturismo internazionale. Un segnale forte per il mercato europeo L’annuncio di 19 nuovi tour rappresenta un indicatore chiaro: il cicloturismo non è più un segmento di nicchia, ma una componente strutturale dell’industria turistica europea. Gli operatori stanno investendo in pacchetti sempre più accessibili, modulabili e attenti alla sostenibilità ambientale.Il 2026 si preannuncia quindi come un anno chiave per il settore, con un’offerta internazionale capace di intercettare sia il pubblico esperto sia chi si avvicina per la prima volta al viaggio su due ruote.Per i cicloturisti italiani, la notizia è doppia: nuove opportunità di viaggio all’estero e, allo stesso tempo, la conferma che il nostro Paese resta una delle destinazioni Continua a leggere
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