
Sempre più treni attrezzati per il trasporto delle biciclette
16/04/2026 in News
Il cicloturismo e il trasporto ferroviario diventano sempre più complementari. Negli ultimi mesi diverse compagnie ferroviarie europee hanno annunciato nuovi interventi per migliorare il trasporto delle biciclette sui treni, un servizio sempre più richiesto da chi viaggia su due ruote.
Tra i protagonisti di questo sviluppo c’è la compagnia italiana Trenitalia, che sta ampliando il numero di convogli regionali dotati di spazi dedicati alle biciclette. L’obiettivo è facilitare gli spostamenti dei ciclisti e favorire l’intermodalità tra treno e bicicletta, soprattutto lungo le principali ciclovie turistiche.
Il trasporto della bici in treno rappresenta infatti una soluzione ideale per molti cicloturisti. Permette di raggiungere il punto di partenza di un itinerario senza utilizzare l’auto oppure di rientrare facilmente dopo aver percorso lunghe distanze.
Negli ultimi anni la domanda di questo servizio è cresciuta rapidamente, soprattutto con la diffusione delle biciclette elettriche e dei viaggi cicloturistici di più giorni. Molti viaggiatori scelgono infatti di combinare treno e bici per esplorare territori diversi senza dover affrontare lunghi trasferimenti su strada.
In parallelo, anche altri operatori europei stanno investendo in nuovi vagoni con posti bici dedicati e sistemi di prenotazione più semplici. Alcuni treni sono stati progettati fin dall’inizio con spazi multifunzionali che permettono di trasportare biciclette, bagagli ingombranti e attrezzature sportive.
Per il cicloturismo si tratta di un passo importante. Migliorare il collegamento tra trasporto pubblico e mobilità dolce significa rendere i viaggi in bicicletta più accessibili e sostenibili, aprendo nuove possibilità di esplorazione per chi ama scoprire il territorio pedalando.

Nuova ciclovia europea: cresce la rete della EuroVelo
15/04/2026 in News
La rete cicloturistica europea continua ad espandersi e punta sempre di più a diventare una vera infrastruttura continentale per chi viaggia in bicicletta. Nei giorni scorsi sono stati annunciati nuovi investimenti e aggiornamenti nella rete della EuroVelo, il sistema di ciclovie che collega decine di Paesi europei attraverso itinerari a lunga percorrenza.
Il progetto prevede lo sviluppo di oltre 90.000 chilometri di percorsi ciclabili distribuiti lungo 17 grandi rotte internazionali. Molti tratti esistono già, ma diversi Paesi stanno accelerando i lavori per completare i collegamenti mancanti e migliorare la qualità delle infrastrutture dedicate ai ciclisti.
Tra gli interventi più recenti figurano nuovi segmenti di percorso, segnaletica migliorata e servizi pensati per i cicloturisti, come punti di assistenza, aree di sosta e collegamenti più semplici con treni e trasporti pubblici. L’obiettivo è rendere i grandi itinerari europei sempre più accessibili anche a chi affronta viaggi di più giorni o settimane.
Per il cicloturismo si tratta di un passo importante. Le grandi ciclovie internazionali permettono infatti di attraversare intere regioni e Paesi seguendo percorsi sicuri e ben organizzati, spesso lontani dal traffico e immersi in paesaggi naturali.
Anche l’Italia è coinvolta nello sviluppo della rete: diverse rotte attraversano la penisola, collegando Alpi, pianura padana e coste mediterranee. Il completamento dei tratti mancanti potrebbe rendere il Paese uno snodo strategico per i viaggiatori in bicicletta che attraversano l’Europa.
La crescita della rete europea conferma una tendenza ormai chiara: il cicloturismo non è più solo una forma di vacanza alternativa, ma una modalità di viaggio sempre più diffusa, capace di unire mobilità sostenibile, turismo lento e scoperta dei territori.

Italia e Slovenia puntano sul cicloturismo transfrontaliero
15/04/2026 in News
Il cicloturismo diventa sempre più uno strumento di collaborazione tra territori. In questi giorni amministrazioni locali, operatori turistici e associazioni di settore si sono incontrati a Gorizia per discutere nuove strategie dedicate allo sviluppo del turismo in bicicletta tra Italia e Slovenia.
L’incontro ha avuto l’obiettivo di rafforzare l’offerta cicloturistica nell’area di confine e creare itinerari sempre più integrati tra i due Paesi. L’area che unisce il Friuli Venezia Giulia alla vicina Slovenia è già molto frequentata da ciclisti grazie alla varietà dei paesaggi, che spaziano dalle montagne alle colline fino alla costa adriatica.
Uno dei temi principali emersi durante il confronto riguarda il miglioramento dei collegamenti tra le ciclovie esistenti. L’idea è quella di creare percorsi continui e ben segnalati che permettano ai cicloturisti di attraversare il confine in modo semplice, trasformando l’area in una destinazione unica dal punto di vista turistico.
Grande attenzione è stata dedicata anche ai servizi per i viaggiatori in bicicletta. Strutture ricettive bike-friendly, officine, punti di ricarica per e-bike e collegamenti con i trasporti pubblici sono elementi sempre più importanti per chi organizza viaggi su due ruote di più giorni.
Il cicloturismo rappresenta infatti una grande opportunità per i territori di confine. Gli itinerari in bicicletta permettono di valorizzare piccoli borghi, parchi naturali e percorsi enogastronomici, distribuendo i flussi turistici anche nelle aree meno conosciute.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare questa zona in uno dei corridoi cicloturistici più interessanti dell’Europa centrale, capace di attirare viaggiatori internazionali alla ricerca di esperienze lente e sostenibili.

Tra foreste e villaggi medievali: pedalando sulla Fulda-Radweg
14/04/2026 in Viaggi
Nel panorama delle ciclabili tedesche, la Fulda-Radweg (R1) rimane una gemma relativamente poco conosciuta fuori dai confini nazionali. Questo itinerario segue il corso del fiume Fulda attraverso paesaggi collinari, foreste e città storiche nel cuore della Hesse, offrendo un viaggio ricco di varietà e storia.
Il percorso inizia nei pressi della città di Fulda, famosa per la sua imponente cattedrale barocca e per il centro storico ben conservato. Da qui la ciclovia segue il fiume verso nord, attraversando una campagna verde e ordinata dove prati, boschi e campi coltivati si alternano con naturalezza.
Una delle caratteristiche più affascinanti di questo itinerario è la varietà del paesaggio. In alcuni tratti la ciclabile scorre accanto all’acqua, mentre in altri si allontana leggermente dal fiume per attraversare foreste o piccoli altopiani. Il percorso rimane comunque accessibile e ben segnalato, con salite moderate che regalano viste ampie sulla valle.
Tra le tappe più suggestive si trova la città di Kassel, importante centro culturale e artistico. Qui il fiume Fulda attraversa parchi monumentali e quartieri storici, offrendo un contrasto interessante tra natura e architettura urbana. Poco distante si trova anche il celebre parco di Bergpark Wilhelmshöhe, uno dei giardini paesaggistici più spettacolari d’Europa.
La Fulda-Radweg è un percorso che unisce natura, cultura e storia senza le folle dei grandi itinerari ciclabili internazionali. È ideale per chi desidera scoprire la Germania centrale con calma, pedalando tra città eleganti, villaggi tranquilli e paesaggi verdi che cambiano lentamente con il corso del fiume.

Il fascino nascosto della Havel: cicloturismo lento nel cuore del Brandeburgo
14/04/2026 in Viaggi
Tra i percorsi cicloturistici meno conosciuti della Germania, la Havel-Radweg rappresenta una scoperta sorprendente per chi cerca tranquillità, natura e strade poco trafficate. Questo itinerario segue il corso del fiume Havel attraversando paesaggi d’acqua, foreste e piccoli centri storici, lontano dalle rotte più battute del cicloturismo europeo.
Il percorso prende forma nella regione del Mecklenburg-Vorpommern, non lontano dalla città di Neustrelitz, e accompagna il cicloturista lungo un susseguirsi di laghi e canali che caratterizzano questa parte della Germania settentrionale. L’ambiente è dominato dall’acqua: specchi lacustri, rive tranquille e passerelle ciclabili che sembrano galleggiare tra canneti e boschi.
Pedalare lungo la Havel significa immergersi in un ritmo lento. Il traffico è quasi assente e spesso si percorrono strade secondarie o piste ciclabili che costeggiano il fiume. Il paesaggio è aperto e luminoso, punteggiato da villaggi dove il tempo sembra scorrere con calma. Piccoli porti turistici e barche a vela ricordano che qui l’acqua è sempre stata parte fondamentale della vita quotidiana.
Una delle tappe più interessanti è Brandenburg an der Havel, città storica attraversata da numerosi rami del fiume. Il centro medievale, con ponti e chiese gotiche, offre una pausa ideale durante il viaggio. Proseguendo verso sud, il percorso conduce infine nei dintorni di Potsdam, dove il paesaggio si arricchisce di parchi e palazzi storici legati alla tradizione prussiana.
La Havel-Radweg è un itinerario perfetto per chi cerca un cicloturismo contemplativo, fatto di silenzi, natura e lunghe pedalate accanto all’acqua. Non ha la fama delle grandi ciclabili europee, ma proprio per questo conserva un’atmosfera autentica e rilassata, ideale per scoprire una Germania più discreta e sorprendente.

Slovenia in bicicletta: tra Alpi, foreste e strade silenziose
13/04/2026 in Viaggi
La Slovenia è una destinazione ancora poco conosciuta dal grande pubblico del cicloturismo, ma negli ultimi anni sta diventando sempre più apprezzata da chi viaggia su due ruote. Piccola, verde e sorprendentemente varia, offre paesaggi che cambiano nel giro di pochi chilometri: dalle Alpi alle foreste profonde, fino alle dolci colline e al breve ma suggestivo tratto di costa sull’Adriatico.
Uno dei percorsi più interessanti è la Drava Cycling Route, un itinerario ciclabile che segue il corso del fiume Drava attraversando paesaggi naturali e piccoli centri storici. Il tracciato entra in Slovenia dopo aver attraversato l’Austria e prosegue lungo piste ciclabili e strade secondarie, offrendo un percorso scorrevole e adatto anche ai cicloturisti meno esperti.
Il viaggio spesso inizia nei pressi di Maribor, la seconda città del Paese, famosa anche per ospitare una delle viti più antiche del mondo ancora produttive. Da qui la ciclovia segue il fiume tra vigneti, villaggi tranquilli e colline verdi. La pedalata è rilassante e il paesaggio cambia lentamente, regalando scorci sempre nuovi sull’acqua e sulle montagne in lontananza.
Un’altra tappa iconica per chi pedala in Slovenia è la zona del Lake Bled. Il lago, con la sua piccola isola al centro e il castello arroccato sulla roccia, è uno dei luoghi più fotografati del Paese. Arrivare qui in bicicletta, dopo aver attraversato strade immerse nei boschi alpini, rende l’esperienza ancora più intensa. Il percorso intorno al lago è breve ma suggestivo e permette di godersi il panorama da prospettive diverse.
La Slovenia sorprende anche per la tranquillità delle sue strade secondarie. Fuori dalle città il traffico è limitato e pedalare diventa un’esperienza immersiva nella natura. Le foreste coprono gran parte del territorio e spesso il ciclista si ritrova a pedalare tra alberi altissimi, con il rumore del vento e dei corsi d’acqua come unica colonna sonora.
Un altro aspetto che rende speciale il cicloturismo in Slovenia è l’ospitalità. Agriturismi, piccole pensioni e rifugi sono abituati ad accogliere chi viaggia in bicicletta. Dopo una giornata di pedalata non è raro concludere la tappa con un piatto della cucina locale e un bicchiere di vino delle colline vicine, in un’atmosfera semplice e autentica.
Pedalare in Slovenia significa scoprire un Paese compatto ma incredibilmente vario. In poche tappe si passa dalle montagne alle vallate fluviali, dai laghi alpini ai vigneti. È proprio questa varietà, unita alla natura ancora molto presente, che rende la Slovenia una meta perfetta per chi cerca un viaggio in bicicletta intenso ma lontano dalle rotte più affollate.

Danimarca in bicicletta: viaggio lento tra mare, vento e ciclabili perfette
13/04/2026 in News
La Danimarca è uno dei Paesi europei dove il cicloturismo trova la sua espressione più naturale. Qui la bicicletta non è solo uno strumento per il tempo libero, ma parte integrante della vita quotidiana. Piste ciclabili diffuse, segnaletica chiara e un territorio quasi completamente pianeggiante rendono il Paese nordico una destinazione ideale per chi vuole viaggiare lentamente, scoprendo il paesaggio chilometro dopo chilometro.
Uno dei percorsi più affascinanti è la Baltic Sea Cycle Route (EuroVelo 10), un grande itinerario ciclabile che segue le coste del Mar Baltico. Nel tratto danese il percorso offre un susseguirsi di spiagge luminose, porticcioli tranquilli e piccoli villaggi affacciati sull’acqua. È una ciclovia adatta anche a chi non ha grande esperienza: le tappe sono scorrevoli, le distanze gestibili e i servizi per ciclisti sono presenti praticamente ovunque.
Molti viaggiatori scelgono di iniziare da Copenaghen, città considerata un modello mondiale per la mobilità ciclistica. Qui la bicicletta domina il traffico urbano e muoversi sulle due ruote è semplice e intuitivo. Lasciare la capitale pedalando lungo la costa è quasi un passaggio simbolico: in pochi chilometri la città lascia spazio a campi coltivati, fattorie ordinate e strade secondarie immerse nella natura.
Proseguendo verso sud si raggiunge l’isola di Møn, una delle mete più suggestive per i cicloturisti. Il paesaggio cambia improvvisamente e la costa diventa più selvaggia. Qui si trovano le celebri scogliere di Møns Klint, pareti bianche di gesso che si affacciano sul Baltico con panorami spettacolari. Arrivare in bici fino a questo punto è una delle esperienze più memorabili del viaggio: dopo una salita dolce ma costante, lo sguardo si apre su un mare sorprendentemente turchese.
Pedalando in Danimarca si scopre anche una dimensione fatta di piccoli dettagli. I villaggi sono ordinati, spesso con case colorate e porti minuscoli dove le barche dei pescatori oscillano lentamente. Lungo i percorsi non mancano aree di sosta, fontane e campeggi pensati proprio per chi viaggia in bici. Fermarsi per una pausa, magari davanti a una fetta di smørrebrød, diventa parte integrante dell’esperienza.
Un elemento che accompagna spesso il viaggio è il vento. Non ci sono grandi montagne, ma il vento del Baltico può diventare il vero protagonista della giornata. A volte rallenta la pedalata, altre volte spinge la bici rendendo il percorso sorprendentemente veloce. È parte del carattere del viaggio e contribuisce a rendere ogni tappa diversa dalla precedente.
Viaggiare in bicicletta in Danimarca significa soprattutto entrare in sintonia con il paesaggio. Le distanze non sono mai eccessive, la luce del nord accompagna lunghe giornate di pedalata e il mare resta quasi sempre all’orizzonte. È un’esperienza di movimento lento e continuo, dove la strada diventa parte del viaggio e la bicicletta il modo più autentico per attraversare questo angolo di Europa.

Pedalando nella luce del Nord: un viaggio in bici tra coste e villaggi della Danimarca
12/04/2026 in Viaggi
La Danimarca è uno di quei Paesi che sembrano progettati per la bicicletta. Terreno quasi sempre pianeggiante, infrastrutture ciclabili impeccabili e un rapporto quotidiano con le due ruote rendono il viaggio lento non solo possibile, ma naturale. Pedalare qui significa entrare in un ritmo diverso: quello delle maree, del vento del Baltico e delle piccole comunità affacciate sull’acqua.
Uno degli itinerari più affascinanti per il cicloturista è il tratto della Baltic Sea Cycle Route (EuroVelo 10) che attraversa la Danimarca orientale. Questo grande anello ciclabile europeo segue le coste del Mar Baltico e, nel tratto danese, collega città vivaci, spiagge sabbiose e campagne ordinate. È un percorso accessibile, perfetto per chi cerca una prima esperienza nordica su lunga distanza ma senza difficoltà tecniche.
Il viaggio può iniziare dalla capitale, Copenaghen, considerata una delle capitali mondiali della mobilità ciclistica. Qui la bicicletta è parte integrante della vita urbana: piste larghe, semafori dedicati e parcheggi ovunque. Lasciare la città pedalando lungo il lungomare è quasi simbolico, come attraversare una porta tra metropoli e natura. Dopo pochi chilometri il traffico si dirada e la costa prende il sopravvento.
Procedendo verso sud si raggiunge l’isola di Møn, uno dei gioielli naturali del Paese. Qui il paesaggio cambia improvvisamente: boschi fitti, campi coltivati e soprattutto le spettacolari scogliere bianche di Møns Klint. Arrivare in bici fino al bordo della scogliera, dopo una salita dolce ma continua, regala una vista luminosa sul Baltico. Nei giorni limpidi il mare assume sfumature quasi mediterranee, in netto contrasto con la roccia calcarea candida.
Il percorso continua tra villaggi minuscoli, porticcioli e fattorie. In Danimarca il concetto di “distanza” è diverso: ogni 20 o 30 chilometri si trova un piccolo centro con un forno, un bar o una locanda dove fermarsi. È qui che il cicloturismo rivela il suo lato più umano. Gli abitanti sono abituati ai viaggiatori su due ruote e non è raro scambiare qualche parola mentre si riempie la borraccia o si consulta una mappa.
Un’altra caratteristica del pedalare in Danimarca è il rapporto con il vento. Non ci sono grandi montagne, ma il vento del Baltico può diventare il vero compagno di viaggio. Quando soffia contrario, ogni chilometro sembra più lungo; quando spinge alle spalle, invece, la bicicletta scivola sull’asfalto con una facilità quasi sorprendente. È una lezione di adattamento: qui più che altimetrie si leggono le bandiere.
Le infrastrutture ciclabili sono tra le migliori d’Europa. Segnaletica chiara, tracciati ben mantenuti e numerose aree di sosta pensate proprio per i ciclisti. Non mancano i campeggi bike-friendly, spesso affacciati direttamente sul mare, dove montare la tenda dopo una giornata di pedalata mentre il sole nordico tramonta lentamente sull’orizzonte.
Viaggiare in bici in Danimarca non significa soltanto macinare chilometri, ma entrare in un paesaggio fatto di luce, acqua e silenzio. È un Paese che invita alla lentezza e alla contemplazione. E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo qualche giorno di pedalata tra le sue coste, ci si accorge che la bicicletta non è più soltanto un mezzo di trasporto, ma il modo più naturale di attraversare questo angolo di Nord Europa.

Pedalando tra storia e oceano: la magia della Via Verde de Ojos Negros
11/04/2026 in Viaggi

La Spagna è una delle destinazioni europee più affascinanti per il cicloturismo, grazie a una rete sempre più estesa di piste ciclabili e alle celebri Vías Verdes, antiche linee ferroviarie riconvertite in percorsi lenti. Tra queste, la più lunga e spettacolare è senza dubbio la Via Verde de Ojos Negros, un itinerario che attraversa paesaggi sorprendenti dalle montagne dell’entroterra aragonese fino alle spiagge del Mediterraneo.
Il viaggio inizia idealmente nei pressi di Ojos Negros, piccolo centro minerario nella provincia di Teruel. Qui, a oltre mille metri di altitudine, prende forma una pista ciclabile che segue il tracciato della vecchia ferrovia utilizzata per trasportare il minerale di ferro fino al mare. Oggi al posto dei convogli industriali scorrono biciclette cariche di borse da viaggio e ciclisti curiosi di esplorare una Spagna meno turistica.
Fin dai primi chilometri si percepisce la particolarità del percorso: lunghi tratti in leggera discesa, gallerie scavate nella roccia e ponti metallici sospesi sopra vallate silenziose. Il fondo è generalmente compatto e scorrevole, ideale anche per chi viaggia con bici da trekking o gravel. Pedalando verso sud-est si attraversano altipiani selvaggi e piccoli borghi rurali, dove il ritmo della vita sembra rimasto immutato.
Uno dei momenti più suggestivi dell’itinerario è il passaggio nella regione della Comunidad Valenciana. Qui il paesaggio cambia progressivamente: le montagne aride lasciano spazio a campi coltivati, agrumeti e profumi mediterranei. Le vecchie stazioni ferroviarie sono state trasformate in aree di sosta, bar o ostelli per cicloturisti, rendendo il viaggio non solo panoramico ma anche logisticamente semplice.
Il percorso culmina sulle rive del Mediterraneo, nei pressi di Sagunto, cittadina ricca di storia dominata da un imponente castello romano. Dopo circa 160 chilometri di pedalata quasi sempre in discesa, arrivare al mare ha qualcosa di simbolico: un lungo viaggio che unisce montagna e costa, memoria industriale e turismo lento.
Dal punto di vista cicloturistico, la Via Verde de Ojos Negros è perfetta per essere percorsa in due o tre giorni, con tappe rilassate e numerose opportunità per fermarsi nei villaggi lungo il tragitto. Il dislivello favorevole la rende adatta anche a ciclisti meno esperti o a chi viaggia con bici carica. Nei mesi primaverili e autunnali, quando le temperature sono miti e il traffico turistico più contenuto, il percorso regala il meglio di sé.
Pedalare lungo questa antica ferrovia significa attraversare una Spagna autentica, fatta di silenzi, paesaggi vasti e piccoli incontri lungo la strada. È il tipo di viaggio che ricorda perché la bicicletta rimane uno dei modi più intensi e sostenibili per esplorare un territorio: lentamente, chilometro dopo chilometro, con lo sguardo sempre aperto sulla strada che arriva.

Pedalare lungo i grandi fiumi europei: il fascino del cicloturismo fluviale
10/04/2026 in News
Il cicloturismo è uno dei modi più autentici per scoprire un territorio. Tra tutte le tipologie di itinerario, quelli che seguono il corso dei grandi fiumi europei hanno un fascino particolare: percorsi generalmente pianeggianti, paesaggi che cambiano lentamente e la possibilità di attraversare città storiche e campagne silenziose. Pedalare lungo un fiume significa lasciarsi guidare dall’acqua, seguendo un filo naturale che collega culture, tradizioni e panorami.
Perché scegliere un itinerario lungo fiume
I percorsi ciclabili fluviali sono spesso tra i più accessibili anche per chi non ha grande esperienza di viaggi in bici. La pendenza è quasi sempre moderata, le piste ciclabili sono ben segnalate e la presenza di centri abitati lungo il tragitto rende facile trovare alloggi, ristoranti e servizi. Inoltre, il fiume diventa un punto di riferimento costante: non serve controllare continuamente la mappa, basta seguire il suo corso.
Questa semplicità rende gli itinerari fluviali perfetti sia per chi affronta il primo viaggio in bicicletta sia per chi desidera una vacanza rilassante senza rinunciare all’avventura.
Il ritmo lento del paesaggio
Pedalando lungo un fiume si entra in sintonia con un ritmo diverso. Le città arrivano gradualmente, spesso annunciate da torri o ponti che compaiono all’orizzonte. Tra un centro abitato e l’altro si attraversano vigneti, campi coltivati, piccoli borghi e tratti di natura dove il silenzio è rotto solo dal vento o dall’acqua.
Questo tipo di viaggio invita a fermarsi spesso: per fotografare un panorama, per assaggiare un prodotto locale o semplicemente per sedersi sull’argine e osservare il fiume scorrere.
L’incontro con la storia
I grandi fiumi europei sono stati per secoli vie di commercio e di comunicazione. Per questo motivo, lungo le loro rive si trovano castelli, monasteri, città medievali e antichi porti fluviali. Pedalare lungo questi percorsi significa attraversare secoli di storia in pochi giorni.
Molti itinerari permettono di visitare musei, siti archeologici e centri storici perfettamente conservati. La bicicletta rende facile fermarsi, esplorare e poi riprendere il viaggio senza fretta.
Organizzare un viaggio fluviale in bici
Per affrontare un itinerario lungo fiume non serve un equipaggiamento particolarmente complesso. Una bici da trekking o gravel, borse da viaggio ben bilanciate e una buona pianificazione delle tappe sono più che sufficienti. È utile informarsi sulla presenza di piste ciclabili, traghetti o ponti lungo il percorso, soprattutto nei tratti più naturali.
Molti cicloturisti preferiscono seguire il corso del fiume verso valle, approfittando di un leggero dislivello favorevole. In alternativa, è possibile utilizzare treni regionali o trasporti locali per raggiungere il punto di partenza e rientrare alla fine del viaggio.
Un modo diverso di viaggiare
Il cicloturismo lungo i fiumi non è solo una vacanza sportiva, ma un modo di viaggiare più consapevole. La velocità della bicicletta permette di osservare i dettagli, parlare con le persone del luogo e vivere il territorio con maggiore intensità.
Alla fine del viaggio resta la sensazione di aver seguito una storia naturale che scorre da secoli. E spesso, una volta tornati a casa, nasce subito la voglia di scegliere un altro fiume e rimettersi in sella.








