
Nel cuore vulcanico dell’Alvernia: pedalando nella Via Allier
23/02/2026 in Viaggi
Se la Loira racconta la Francia dei re, la Via Allier narra quella più selvaggia e autentica. Questo itinerario segue il corso del fiume Allier attraversando l’Alvernia, tra altopiani basaltici, villaggi medievali e paesaggi modellati da antichi vulcani.
Il punto di partenza ideale è Clermont-Ferrand, dominata dalla sagoma scura della cattedrale gotica e circondata dai rilievi della Chaîne des Puys. Da qui, la ciclovia scende dolcemente lungo il fiume, alternando tratti asfaltati a strade secondarie immerse nel verde. Il dislivello è più marcato rispetto alla Loira, ma mai proibitivo per chi ha un minimo di allenamento o una bici a pedalata assistita.
Lungo il percorso si incontrano borghi come Issoire, con la sua abbazia romanica, e Brioude, che custodisce una delle più grandi chiese romaniche dell’Alvernia. La campagna circostante è un mosaico di pascoli, campi coltivati e foreste, dove non è raro incrociare mucche al pascolo e cicloturisti provenienti da tutta Europa.
Il fiume Allier, uno dei più selvaggi di Francia, accompagna il viaggio con le sue anse sabbiose e le rive popolate da aironi. In alcuni tratti, la pista si allontana dall’acqua per salire leggermente di quota, regalando viste ampie sulle colline vulcaniche che caratterizzano questa regione del Massiccio Centrale.
Dal punto di vista logistico, la Via Allier è meno affollata rispetto alla Loira e conserva un’atmosfera più intima. Le strutture ricettive sono spesso a conduzione familiare, e l’accoglienza è calorosa, quasi rurale. La cucina alverniate, sostanziosa e autentica, offre piatti come la truffade e formaggi decisi che aiutano a recuperare le energie dopo una giornata in sella.
Qui il cicloturismo diventa esplorazione lenta di una Francia meno conosciuta, dove il silenzio è parte integrante dell’esperienza e ogni curva del fiume invita a fermarsi, respirare e ripartire.

Lungo la Loira in bicicletta: il fascino senza tempo de La Loire à Vélo
23/02/2026 in Viaggi
C’è un modo lento e privilegiato per scoprire il cuore della Francia: seguire il corso della Loira pedalando. La La Loire à Vélo è molto più di una pista ciclabile: è un viaggio dentro la storia, l’arte e il paesaggio, un itinerario che attraversa castelli rinascimentali, vigneti ordinati e villaggi di pietra chiara affacciati sul fiume.
Nel tratto centrale, tra Orléans e Tours, la ciclovia regala alcuni degli scorci più iconici della Valle della Loira. Il percorso è prevalentemente pianeggiante, ben segnalato e adatto anche a cicloturisti non esperti o a famiglie. L’asfalto si alterna a tratti su strade secondarie a bassissimo traffico, sempre con il fiume come bussola naturale.
Pedalando verso ovest, l’orizzonte è punteggiato da castelli che sembrano usciti da un libro illustrato. Il più celebre è senza dubbio il Château de Chambord, con la sua architettura monumentale e la scalinata attribuita a Leonardo da Vinci. Poco distante, il Château de Chenonceau attraversa il fiume Cher con le sue arcate eleganti, offrendo uno dei panorami più fotografati di Francia.
Ma la Loira non è solo storia nobiliare. È anche territorio agricolo, cantine e mercati locali. Soste golose tra formaggi caprini, rillettes e calici di Vouvray trasformano la pedalata in un’esperienza sensoriale completa. Le tappe sono brevi e modulabili: si può scegliere di coprire 40 chilometri al giorno o spingersi oltre, approfittando della perfetta integrazione con il trasporto ferroviario regionale.
Il periodo ideale va dalla primavera all’inizio dell’autunno, quando la luce accende le facciate in tufo e i filari di vite si colorano di verde intenso o oro. La Loira scorre lenta accanto alla ciclabile, e il tempo sembra adeguarsi al ritmo delle ruote.

Alpe Adria Cycle Route: dalle Alpi al Mare Adriatico in bicicletta
22/02/2026 in Viaggi
C’è un momento, lungo l’Alpe Adria Cycle Route, in cui ti accorgi che stai vivendo uno dei viaggi più belli che si possano fare in sella: quando lasci alle spalle le cime alpine, respiri l’aria fresca del mattino e inizi una lunga, dolce discesa verso il mare. Questo itinerario cicloturistico internazionale collega il cuore delle Alpi austriache con la costa friulana, attraversando paesaggi che cambiano lentamente, quasi con rispetto, chilometro dopo chilometro.
Il percorso classico parte da Salisburgo, città barocca e musicale, e si conclude a Grado, elegante località affacciata sull’Adriatico. In mezzo, oltre 400 chilometri di ciclabili, strade secondarie e vecchie ferrovie riconvertite che rendono il viaggio accessibile anche a chi non è un atleta professionista. È un itinerario pensato per il cicloturismo: ben segnalato, ricco di servizi, con una logistica che facilita il trasporto bagagli e il rientro in treno.
Nei primi giorni si pedala immersi in scenari alpini spettacolari. Le montagne accompagnano il ciclista senza mai essere oppressive, grazie a pendenze generalmente dolci e a lunghi tratti in leggera discesa. Uno dei momenti più suggestivi è l’attraversamento del Passo di Tarvisio, dove il confine tra Austria e Italia si supera quasi senza accorgersene, seguendo il tracciato di una ferrovia dismessa trasformata in pista ciclabile panoramica.
Entrati in Italia, il paesaggio cambia volto. Le Alpi Giulie si aprono su vallate verdi, piccoli borghi e fiumi dalle acque turchesi. La ciclabile FVG Alpe Adria è uno dei tratti più apprezzati: gallerie illuminate, viadotti sospesi nel vuoto e curve dolci che regalano scorci continui. È una sezione spettacolare ma sicura, perfetta anche per chi viaggia con borse laterali o in e-bike.
Proseguendo verso sud, la montagna lascia spazio alla pianura friulana. Qui il ritmo si fa più lento, il caldo aumenta, i vigneti e i campi coltivati accompagnano la pedalata. Si attraversano cittadine eleganti e silenziose, fino a percepire nell’aria il profumo salmastro del mare. L’arrivo a Grado è emozionante: la laguna si apre davanti alla ruota anteriore e l’orizzonte si distende finalmente piatto, dopo giorni di discese, vallate e panorami alpini.
Dal punto di vista tecnico, l’Alpe Adria Cycle Route è considerata di difficoltà medio-facile se percorsa in direzione nord-sud. La scelta delle tappe dipende dal livello di allenamento, ma in genere si suddivide in 5-7 giorni. Il fondo è prevalentemente asfaltato o ben battuto, ideale per bici da trekking, gravel o e-bike. I mesi migliori sono tra maggio e settembre, quando i passi alpini sono aperti e le temperature permettono di pedalare con comfort.
Ciò che rende davvero speciale questo itinerario non è solo la qualità della ciclabile, ma l’esperienza culturale. In pochi giorni si attraversano due Paesi, due lingue, due tradizioni gastronomiche. Dallo strudel austriaco al prosciutto friulano, dalle birrerie alpine alle osterie sul mare, ogni tappa è un incontro con sapori e storie diverse.
L’Alpe Adria non è semplicemente una ciclovia: è un viaggio di trasformazione paesaggistica e personale. Si parte tra montagne imponenti e si arriva davanti al mare aperto. Si inizia con il silenzio delle valli alpine e si conclude con il suono delle onde. È questo contrasto armonioso, unito alla perfetta organizzazione del percorso, che la rende una delle esperienze di cicloturismo più affascinanti d’Europa.

Cicloturismo 2026: 19 nuovi tour europei e il boom dei viaggi slow su due ruote
21/02/2026 in News
Il cicloturismo europeo guarda al 2026 con un’offerta sempre più strutturata e internazionale. L’operatore specializzato Cycling for Softies ha annunciato il lancio di 19 nuovi tour cicloturistici in Europa, ampliando il proprio catalogo con itinerari pensati per chi desidera viaggiare in bicicletta senza fretta, privilegiando comfort, paesaggio ed esperienze autentiche.
Il ritorno del viaggio lento
La novità non riguarda soltanto il numero dei percorsi, ma soprattutto il concept. I nuovi tour si inseriscono pienamente nel trend del turismo slow, che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante in tutta Europa. L’idea è semplice: pedalare a ritmo moderato, su tracciati accessibili, con servizi organizzati e logistica curata nei dettagli.I percorsi sono studiati per un pubblico ampio: coppie, gruppi di amici e cicloturisti non necessariamente agonisti, ma interessati a vivere il territorio con un approccio sostenibile e immersivo.
Bike-and-boat: la formula ibrida conquista l’Europa
Tra le proposte più interessanti per il 2026 spiccano gli itinerari bike-and-boat, una formula che combina navigazione fluviale o costiera e tappe in bicicletta. Durante il giorno si pedala lungo piste ciclabili panoramiche o strade secondarie, mentre la sera si rientra a bordo dell’imbarcazione, che diventa hotel galleggiante.Un modello che sta conquistando sempre più appassionati perché unisce comfort, varietà paesaggistica e riduzione dello stress organizzativo.
Italia, Spagna e Portogallo tra le mete protagoniste
I nuovi tour coinvolgono alcune delle destinazioni più amate dai cicloturisti europei, tra cui Italia, Spagna e Portogallo.In Italia, i percorsi valorizzano ciclovie panoramiche tra colline, vigneti e borghi storici, intercettando il crescente interesse per le infrastrutture dedicate e per l’offerta bike-friendly sempre più diffusa.
In Spagna e Portogallo, invece, il focus è su itinerari costieri e grandi fiumi, con un clima favorevole per buona parte dell’anno e una rete ciclabile in continua espansione. L’Europa mediterranea si conferma così uno dei poli più dinamici del cicloturismo internazionale.
Un segnale forte per il mercato europeo
L’annuncio di 19 nuovi tour rappresenta un indicatore chiaro: il cicloturismo non è più un segmento di nicchia, ma una componente strutturale dell’industria turistica europea. Gli operatori stanno investendo in pacchetti sempre più accessibili, modulabili e attenti alla sostenibilità ambientale.Il 2026 si preannuncia quindi come un anno chiave per il settore, con un’offerta internazionale capace di intercettare sia il pubblico esperto sia chi si avvicina per la prima volta al viaggio su due ruote.Per i cicloturisti italiani, la notizia è doppia: nuove opportunità di viaggio all’estero e, allo stesso tempo, la conferma che il nostro Paese resta una delle destinazioni di riferimento nel panorama europeo.La direzione è chiara: meno fretta, più esperienza. E sempre più chilometri da pedalare.

Umbria, nasce la Green Route: 80 chilometri tra borghi e paesaggi dell’Orvietano
18/02/2026 in News
Un tracciato di 80 chilometri che unisce natura, storia e mobilità lenta. È stata presentata alla Borsa Internazionale del Turismo la nuova “Umbria Green Route”, progetto che collega i comuni di Montecchio, Baschi e Orvieto con l’obiettivo di rafforzare l’offerta cicloturistica dell’area.
L’iniziativa punta su un modello di turismo lento capace di mettere in rete paesaggio, patrimonio culturale e ospitalità diffusa. Il percorso attraversa colline, strade secondarie e centri storici, proponendo un’esperienza che va oltre l’aspetto sportivo e si trasforma in viaggio immersivo.
La presentazione ufficiale è avvenuta durante la BIT di Milano, vetrina internazionale che ogni anno riunisce operatori e destinazioni. Per l’Umbria si tratta di un segnale chiaro: il cicloturismo è considerato un asset strategico, in grado di generare flussi costanti e qualificati, con un impatto positivo sulle economie locali.
Secondo i promotori, la Green Route è pensata per intercettare sia il pubblico italiano sia quello straniero, particolarmente sensibile ai percorsi che combinano attività outdoor e cultura. L’obiettivo è allungare la stagione turistica e distribuire i visitatori anche nei mesi tradizionalmente meno affollati.
In un momento in cui molte destinazioni cercano alternative al turismo mordi-e-fuggi, l’Umbria sceglie la strada delle due ruote: un modello che valorizza i territori senza snaturarli e che potrebbe diventare un riferimento per altre aree interne del Paese.

Il cicloturismo accelera: mercato globale verso nuovi record
18/02/2026 in News
Il cicloturismo non è più una nicchia per appassionati, ma un segmento strutturale dell’industria turistica internazionale. Secondo l’ultimo report diffuso da GlobeNewswire, il mercato globale del turismo in bicicletta è proiettato verso quota 190 miliardi di dollari nei prossimi anni, sostenuto da una crescita costante della domanda e da un’evoluzione dell’offerta sempre più organizzata e professionale.
A trainare il settore sono diversi fattori convergenti. In primo luogo, l’esplosione delle e-bike, che ha ampliato la platea di utenti rendendo accessibili itinerari un tempo riservati ai ciclisti più allenati. In secondo luogo, la crescente attenzione alla sostenibilità ambientale: viaggiare su due ruote risponde alle nuove sensibilità dei turisti europei e nordamericani, sempre più orientati verso esperienze a basso impatto.
Non si tratta soltanto di un cambiamento nei comportamenti individuali. Molti governi regionali e amministrazioni locali stanno investendo in infrastrutture ciclabili, reti interconnesse e servizi dedicati. In Europa, in particolare, il cicloturismo viene considerato una leva strategica per la valorizzazione delle aree rurali e per la destagionalizzazione dei flussi turistici.
Gli operatori del settore parlano ormai di “economia della mobilità dolce”: tour organizzati, formule self-guided, trasporto bagagli, strutture bike-friendly e piattaforme digitali dedicate stanno creando un ecosistema che genera occupazione e indotto locale. La stagione 2026 si preannuncia come una delle più dinamiche degli ultimi anni, con prenotazioni in crescita già nei primi mesi.Il messaggio che arriva dal mercato è chiaro: il cicloturismo non è una moda passeggera, ma una componente stabile del turismo globale.

Ciclovia del Danubio: il grande fiume d’Europa a ritmo lento
17/02/2026 in Viaggi
Seguire il Danubio in bicicletta significa attraversare il cuore dell’Europa senza quasi accorgersi delle frontiere. La Ciclovia del Danubio è uno degli itinerari più amati dai cicloturisti, grazie a un tracciato prevalentemente pianeggiante e a un sistema di accoglienza rodato da decenni.
Uno dei punti di partenza più frequentati è Passau, la “città dei tre fiumi”, dove il Danubio incontra Inn e Ilz. Qui si respira già un’atmosfera internazionale: gruppi organizzati, famiglie e viaggiatori solitari condividono lo stesso obiettivo, seguire il corso del grande fiume verso est.
La pedalata lungo l’ansa dello Schlögener Schlinge, in territorio austriaco, è tra le più scenografiche dell’intero percorso. Si arriva poi a Vienna, dove il viaggio assume un tono imperiale. Palazzi asburgici, caffè storici e musei di livello mondiale offrono una pausa culturale prima di rimettersi in sella.
Proseguendo verso la Slovacchia si raggiunge Bratislava, raccolta e sorprendentemente vivace, con il suo centro storico compatto dominato dal castello bianco. Le distanze tra una capitale e l’altra sono contenute, e questo rende il percorso perfetto anche per chi desidera alternare tappe naturalistiche a soste urbane.
Il gran finale è Budapest, dove il Danubio divide Buda e Pest in un abbraccio monumentale. Attraversare uno dei ponti storici al tramonto, dopo centinaia di chilometri percorsi lungo l’acqua, è un’esperienza che sintetizza lo spirito della ciclovia: un viaggio accessibile, internazionale e profondamente europeo.
La Ciclovia del Danubio è il simbolo del cicloturismo moderno: sicura, ben organizzata e capace di unire culture diverse lungo un unico, maestoso filo d’acqua.

Via Claudia Augusta: dalle Alpi all’Adriatico sulle tracce di Roma
17/02/2026 in Viaggi
C’è un filo antico che unisce la Baviera alla Pianura Padana, ed è lo stesso che oggi percorrono migliaia di cicloturisti ogni anno. La Via Claudia Augusta ricalca l’asse dell’antica strada romana voluta dall’imperatore Claudio nel I secolo d.C., trasformando un itinerario militare in una delle più affascinanti ciclovie europee.
Il viaggio può iniziare ad Augsburg, elegante città bavarese attraversata dal fiume Lech. Da qui la ciclovia segue corsi d’acqua e vallate ordinate, con un tracciato ben segnalato e adatto anche a chi non ha grande esperienza. Le piste ciclabili tedesche sono un modello di efficienza: fondo regolare, aree di sosta curate e servizi pensati per chi viaggia con borse e bici al seguito.
Entrando in Austria, si affronta il passaggio alpino più suggestivo: il valico di Passo Resia, dominato dal celebre campanile che emerge dalle acque del lago artificiale. È il momento più iconico del percorso, quello che regala la sensazione concreta di attraversare le Alpi con la sola forza delle gambe.
La discesa verso l’Alto Adige è un premio meritato. I meleti ordinati, le architetture tirolesi e il bilinguismo accompagnano il ciclista fino a Bolzano, crocevia culturale tra mondo germanico e italiano. Da qui in poi la pista segue il corso dell’Adige, sempre in leggera discesa, rendendo la pedalata fluida e panoramica.
L’arrivo a Verona, tra ponti storici e piazze rinascimentali, chiude un itinerario che è insieme viaggio nella storia e immersione nella natura. La Via Claudia Augusta è ideale per chi cerca un percorso strutturato ma mai banale, dove ogni tappa racconta un frammento d’Europa.

La Val Colla in bicicletta: salite silenziose e panorami sul Ceresio
16/02/2026 in Viaggi
Chi cerca il silenzio deve solo salire. Basta lasciare il lungolago di Lugano e puntare verso nord, in direzione della Val Colla, per entrare in un’altra dimensione. Qui il cicloturismo diventa più intimo, più fisico, più montano.
La salita verso Tesserete è progressiva, regolare, adatta anche a chi non è uno scalatore puro ma vuole mettersi alla prova. I tornanti si susseguono tra boschi di castagni e piccoli nuclei rurali. Il traffico diminuisce man mano che si guadagna quota e la vista sul Lago di Lugano si apre alle spalle, sempre più ampia.
Tesserete è una pausa naturale. Una piazza raccolta, un caffè all’aperto, fontane dove riempire la borraccia. Da qui si può scegliere: proseguire verso i paesi più alti della valle, come Cimadera e Certara, oppure spingersi fino ai piedi del Monte Bar per chi ha ancora energie.
La Val Colla è una meta perfetta per le e-bike, ma anche per i ciclisti tradizionali che amano le salite costanti e mai estreme. I dislivelli si fanno sentire il giro completo può superare facilmente i 1.000 metri di salita ma la ricompensa è un paesaggio autentico, lontano dal turismo più affollato del lungolago.
Qui il ritmo cambia. Non ci sono piste ciclabili perfettamente asfaltate, ma strade di montagna ben tenute, curve ampie e tratti immersi nel verde. In autunno, il foliage accende i boschi di tonalità rosse e dorate; in estate, l’ombra degli alberi protegge dal caldo.
Il rientro verso Lugano è un regalo: una lunga discesa panoramica che riporta gradualmente al lago, con la sensazione di aver attraversato un piccolo mondo sospeso tra acqua e montagna.
Per chi ama il cicloturismo che alterna contemplazione e fatica, la Val Colla è un itinerario da segnare in agenda. Non è solo un giro in bici: è un cambio di prospettiva, a pochi chilometri dal lago ma lontanissimo dal rumore.

Tra acqua e dogane: la ciclabile del Lago di Lugano tra Porlezza e Gandria
16/02/2026 in Viaggi
C’è un momento preciso, pedalando lungo il Lago di Lugano, in cui il rumore delle auto scompare e resta solo il suono regolare delle ruote sull’asfalto. È il tratto che unisce Porlezza a Gandria, un itinerario transfrontaliero che mescola Italia e Svizzera, acqua e montagna, natura e piccoli borghi affacciati sul lago.
Si parte da Porlezza, all’estremità italiana del Ceresio. Il paese, raccolto e tranquillo al mattino, offre subito una pista ciclabile pianeggiante che costeggia il fiume Cuccio e conduce verso il lago. I primi chilometri sono ideali per scaldare le gambe: fondo regolare, traffico limitato, panorami che si aprono gradualmente sulle acque del Lago di Lugano.
La rotta segue in parte il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, oggi riconvertita in percorso ciclopedonale. Si attraversano gallerie fresche e illuminate, si costeggiano pareti rocciose e si alternano tratti ombreggiati a scorci luminosi sul lago. È un itinerario adatto a tutti: famiglie con bambini, cicloturisti con borse laterali, e-bike in cerca di un giro panoramico senza eccessive pendenze.
Superato il confine, l’atmosfera cambia senza cambiare davvero. Le case si fanno più ordinate, le piste più segnalate, ma il paesaggio resta lo stesso: acqua blu intensa e montagne che sembrano tuffarsi direttamente nel lago. L’arrivo a Lugano è spettacolare. La città accoglie il ciclista con un lungolago elegante, giardini curati e la vista sul Monte Brè e sul San Salvatore.
Per chi desidera proseguire, l’ultimo tratto verso Gandria è un piccolo gioiello. Il villaggio, un tempo borgo di pescatori e contrabbandieri, appare come un grappolo di case color pastello aggrappate alla montagna. Qui la bici si parcheggia e si continua a piedi tra vicoli stretti e scalinate che raccontano storie di confine.
Il percorso complessivo, a seconda delle varianti, varia tra i 25 e i 35 chilometri. Il dislivello è contenuto, ma non mancano brevi strappi che rendono il giro dinamico. Ideale in primavera e in autunno, quando il lago riflette colori più morbidi e il traffico turistico è ridotto.
È un itinerario che unisce due Paesi senza mai perdere il filo del paesaggio. Un viaggio breve, ma capace di restare addosso come certe giornate limpide di vento leggero.









