Treviglio pedala verso il futuro: ciclabile strategica e “strade verdi” al centro del rilancio urbano
29/04/2025 in News
Un doppio progetto, una visione chiara: trasformare Treviglio in una città più sostenibile, accessibile e pronta ad affrontare le sfide ambientali del presente. L’amministrazione comunale ha presentato una proposta ambiziosa al bando nazionale per la mobilità multimodale urbana, con l’obiettivo di intercettare 3 milioni di euro per ridisegnare uno dei nodi nevralgici della città: l’area intorno alla Stazione Centrale.
Il cuore dell’intervento è la creazione di un asse ciclabile continuo, che da piazzale Verdi si estenderebbe lungo via De Gasperi, piazza Insurrezione, viale Filagno, piazza del Popolo e viale del Partigiano, fino a raggiungere piazza Setti. Un tracciato pensato non solo per facilitare gli spostamenti quotidiani, ma anche per strutturare un primo segmento del “ring” ciclabile cittadino, un circuito ad anello destinato a rivoluzionare la mobilità interna.
“Questo progetto non è una semplice pista ciclabile: è un’infrastruttura urbana strategica, che connette luoghi, persone e modalità di trasporto diverse. È un investimento nella qualità della vita”, spiegano dagli uffici comunali. Oltre alla rete ciclabile, l’intervento prevede una profonda riqualificazione urbana attorno alla stazione, pensata come vero hub intermodale tra treno, bici e trasporto pubblico.
Accanto a questo, il Comune guarda con attenzione a un secondo bando di prossima apertura, denominato “Strade Verdi”. L’iniziativa, promossa a livello nazionale, sostiene interventi di depavimentazione urbana attraverso l’impiego di materiali drenanti alternativi all’asfalto, per favorire la permeabilità del suolo e ridurre il rischio idrogeologico. Treviglio punta a candidarsi con un progetto pilota da 500 mila euro, che potrebbe aprire la strada a un nuovo modo di concepire le superfici urbane.
La visione è chiara: ridurre l’impronta ambientale della città, promuovere la mobilità dolce e adattare il tessuto urbano al cambiamento climatico. In attesa dei finanziamenti, Treviglio ha già lanciato un messaggio forte: la transizione ecologica non si annuncia, si costruisce. Un metro di pista alla volta.
Grosseto: inaugurato il nuovo impianto di illuminazione intelligente sulla ciclabile verso Marina
28/04/2025 in News
Un passo avanti per la mobilità sostenibile e la valorizzazione del territorio: è stato inaugurato il nuovo sistema di illuminazione pubblica lungo la pista ciclabile che collega Grosseto a Marina di Grosseto. Si tratta di un impianto innovativo che combina tecnologia e rispetto per l’ambiente, pensato per migliorare la sicurezza dei ciclisti senza sprechi energetici.
Il sistema, definito “intelligente”, utilizza sensori in grado di rilevare il passaggio delle biciclette, attivando l’illuminazione per i 100 metri successivi. In questo modo, la pista rimane in gran parte spenta durante i periodi di inattività, riducendo drasticamente i consumi elettrici e l’inquinamento luminoso.
Secondo quanto comunicato, l’intervento rappresenta un esempio concreto di come sia possibile unire efficienza energetica, sostenibilità ambientale e valorizzazione del paesaggio. Oltre a offrire una maggiore sicurezza agli utenti della ciclabile, infatti, il nuovo impianto preserva l’atmosfera naturale del territorio, limitando l’impatto visivo sull’ambiente.
La pista Grosseto-Marina di Grosseto, molto frequentata da residenti e turisti, diventa così ancora più accessibile anche nelle ore serali, favorendo una mobilità dolce e rispettosa del contesto naturale della Maremma.
Un progetto che conferma l’impegno del territorio verso uno sviluppo sempre più attento alle esigenze della comunità e dell’ambiente.
Cervo investe nel futuro: sopralluogo sulla Ciclovia Tirrenica tra bellezza e responsabilità
28/04/2025 in News
Il Comune di Cervo guarda lontano e punta sulla valorizzazione del suo straordinario patrimonio paesaggistico. Questa mattina, una delegazione dell’amministrazione comunale ha effettuato un sopralluogo tecnico lungo il tratto cervese della Ciclovia Tirrenica, uno dei progetti infrastrutturali più strategici per il rilancio turistico del borgo.
Presenti all’ispezione il sindaco Lina Cha, il vicesindaco Massimiliano Gaglianone – con deleghe ai Lavori Pubblici e alla Pista Ciclabile – l’assessore Ettorre Chiappori, il consigliere Maurizio Guglielmone, insieme ai tecnici incaricati, l’architetta Raffaella Semeria e il geometra Danny Tirico.
Il tratto attualmente in fase di realizzazione si presenta come una delle gemme della futura Ciclovia: un percorso sospeso tra cielo e mare, caratterizzato da scorci spettacolari su scogliere a strapiombo e paesaggi incontaminati. Un valore aggiunto che, come sottolineato dal sindaco Cha, non ha eguali: «Paesaggisticamente, siamo di fronte a una delle sezioni più straordinarie dell’intero tracciato», ha dichiarato durante il sopralluogo.
Accanto all’indubbio fascino naturalistico, emergono però anche sfide complesse: garantire la sicurezza del versante marino e preservare la stabilità dei terreni richiede interventi tecnici delicati e investimenti consistenti. L’amministrazione è consapevole che senza il supporto degli enti sovracomunali sarà difficile sostenere nel tempo la gestione di un’opera così preziosa quanto fragile.
«Abbiamo toccato con mano l’impegno necessario non solo per completare il percorso, ma anche per mantenerlo in sicurezza nel futuro», ha aggiunto Cha. «Cervo è pronto a fare la sua parte, ma è essenziale che Regione, Stato ed enti competenti riconoscano il valore di questo tratto e contribuiscano attivamente alla sua tutela».
La Ciclovia Tirrenica, una volta ultimata, sarà una delle grandi arterie del turismo lento in Italia, capace di attrarre appassionati di cicloturismo, amanti della natura e visitatori da ogni parte del mondo. Il tratto cervese promette di essere uno dei simboli più rappresentativi di questa nuova mobilità verde, dove la promozione del territorio si coniuga con la sostenibilità ambientale e l’innovazione infrastrutturale.
Il futuro di Cervo passa anche da qui: dalla capacità di custodire la bellezza e trasformarla in opportunità di sviluppo responsabile.
In bici da Calizzano a Garessio 2000: pedalando tra boschi e panorami alpini
27/04/2025 in Territorio
Chiaro! Ti riscrivo l’articolo in modo più professionale, adatto a un blog di cicloturismo: tono fluido, tecnico quanto basta, descrittivo ed elegante, come ci si aspetta da un sito dedicato ai viaggiatori su due ruote.
Ecco la versione:
Tra Liguria e Piemonte, il percorso cicloturistico che collega Calizzano alla località montana di Garessio 2000 offre una splendida combinazione di natura selvaggia, storia locale e sfida sportiva. Un itinerario adatto a ciclisti allenati, amanti della salita e dei paesaggi incontaminati.
Il punto di partenza: Calizzano
Immerso tra i boschi dell’alta Val Bormida, Calizzano (647 m s.l.m.) è una perla verde della Liguria interna. Il borgo, famoso per le sue acque sorgive, rappresenta il punto di partenza ideale grazie ai suoi servizi per i viaggiatori: parcheggi comodi, bar, fontane pubbliche e negozi.
Prima di partire, è consigliabile approfittare delle fontane del paese per riempire le borracce: l’acqua qui è di qualità eccellente.
La prima salita: verso il Colle del Quazzo
Lasciando il centro di Calizzano, si imbocca la SP213 in direzione nord, avviandosi subito in salita verso il Colle del Quazzo.
Questa prima parte dell’itinerario si sviluppa su una strada secondaria a basso traffico, perfetta per il cicloturismo.
Lunghezza della salita: circa 10 km
Dislivello: +450 m
Pendenza media: 4,5% con punte fino al 10-12%
Il tracciato si snoda immerso in fitte faggete e conifere, offrendo ombra e frescura per gran parte della scalata. I tornanti dolci e il fondo stradale in buone condizioni rendono questa salita piacevole, sebbene impegnativa nella parte finale.
Consiglio cicloturistico: affronta la salita a ritmo regolare e goditi il profumo dei boschi, una caratteristica unica di questo tratto.
Discesa tecnica verso Garessio
Dal Colle del Quazzo (1.090 m), si apre una rapida e panoramica discesa lungo la stessa SP213 verso Garessio.
Il manto stradale richiede attenzione, specialmente nei tratti più esposti o dopo recenti piogge.
Lunghezza della discesa: circa 8 km
Particolarità: curve strette e tratti ombreggiati
Durante la discesa si ammirano scorci spettacolari sulla Valle Tanaro e sulle cime circostanti: uno scenario che invita a fermarsi per qualche fotografia.
La sfida finale: salita a Garessio 2000
Giunti a Garessio, si attraversa brevemente il centro storico per imboccare la strada che conduce a Garessio 2000, la storica stazione sciistica situata sulle pendici del Monte Berlino.
Questa seconda salita è decisamente più impegnativa:
Lunghezza della salita: circa 10 km
Dislivello: +800 m
Pendenza media: 7-8%, con tratti sopra il 10%
La strada si arrampica con decisione attraverso boschi di faggi e radure alpine. Man mano che si guadagna quota, il panorama si apre sulla pianura piemontese e, nelle giornate più limpide, è possibile scorgere perfino il profilo del Monviso in lontananza.
Nota importante: la salita non offre punti di ristoro, pertanto è fondamentale partire ben idratati e con riserve energetiche sufficienti.
Suggerimenti pratici
Equipaggiamento: è consigliato l’uso di una bici in ottimo stato, con rapporti adeguati alle salite lunghe e impegnative (es. compatta o tripla).
Sicurezza: casco obbligatorio, luci anteriori e posteriori consigliate in caso di attraversamento di zone d’ombra fitte.
Logistica: Calizzano dispone di strutture ricettive per chi desidera pernottare prima o dopo la pedalata.
Il percorso da Calizzano a Garessio 2000 è un piccolo gioiello per gli appassionati di cicloturismo che amano combinare sport e natura.Una pedalata che ripaga ogni sforzo con panorami straordinari, strade silenziose e l’emozione di toccare quasi il cielo, tra Liguria e Piemonte.
Venezia punta sulla mobilità dolce: nuova segnaletica innovativa per i cicloturisti
26/04/2025 in News
Un altro passo importante per una Venezia sempre più a misura di cicloturista: la Giunta Comunale ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica per la realizzazione di una nuova segnaletica dedicata ai ciclisti locali e internazionali. L’iniziativa, parte integrante del programma “Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turistici”, rappresenta un investimento ambizioso, pari a 1.216.000 euro.
Il progetto prevede l’installazione di oltre 1800 nuovi cartelli, collocati in circa 630 punti strategici della rete ciclabile comunale, che abbraccia sia la terraferma sia le isole accessibili ai mezzi a ruote. Solo sulla terraferma saranno interessate ben 118 intersezioni tra piste ciclabili, un segnale forte della volontà di rendere il territorio sempre più fruibile su due ruote.
A caratterizzare la nuova segnaletica sarà il colore arancione, già familiare ai frequentatori delle ciclabili veneziane, insieme all’introduzione di QR-code integrati. Attraverso una semplice scansione, ciclisti e turisti potranno accedere immediatamente alla sezione “Venezia in Bici” del sito comunale, dove troveranno mappe aggiornate, informazioni su percorsi consigliati, punti di interesse e servizi utili.
Questa innovazione si inserisce in un contesto di sviluppo continuo: la rete ciclabile veneziana, infatti, supera già i 190 km e continua a crescere. L’obiettivo del progetto è rendere l’esperienza ciclistica più semplice e piacevole anche per chi conosce meno il territorio, guidando gli utenti verso biblioteche, quartieri, stazioni ferroviarie, parcheggi per bici, sedi universitarie, ospedali, parchi, musei e molte altre destinazioni di rilievo. Non mancheranno indicazioni per aree dove è necessario proseguire a piedi, lasciando la bici negli appositi stalli, migliaia dei quali sono stati installati negli ultimi anni.
Con questa iniziativa, Venezia conferma la sua attenzione verso una mobilità sostenibile e inclusiva, capace di valorizzare il territorio, tutelare l’ambiente e offrire ai visitatori un’esperienza ancora più autentica e consapevole.
Viaggiare Lenti: il Fascino del Cicloturismo tra Natura, Libertà e Avventura
25/04/2025 in News
Negli ultimi anni, il cicloturismo ha conquistato un posto speciale nel cuore di chi ama viaggiare in modo sostenibile, autentico e libero. Non si tratta solo di pedalare, ma di abbracciare un ritmo diverso, rallentato, che permette di assaporare ogni chilometro, ogni panorama, ogni incontro.
Perché scegliere il cicloturismo?
Il bello del cicloturismo è che non serve essere atleti professionisti. Bastano una bicicletta in buone condizioni, un pizzico di spirito d’avventura e la voglia di scoprire il mondo da una prospettiva nuova. Che si tratti di una fuga di un weekend tra le colline, o di un lungo viaggio attraverso paesi e culture diverse, ogni esperienza in sella è unica.Pedalare significa anche prendersi del tempo per sé. Lontano dal rumore e dalla frenesia della vita quotidiana, si entra in sintonia con la natura e con il proprio ritmo interiore. Ogni salita diventa una sfida, ogni discesa una piccola ricompensa. E ogni sosta è un’occasione per conoscere luoghi, persone e sapori locali.
Consigli per iniziare
Pianifica ma resta flessibile: avere un itinerario aiuta, ma i migliori momenti arrivano spesso dagli imprevisti.
Viaggia leggero: porta con te solo l’essenziale, meglio se in borse impermeabili.
Cura la bici e il corpo: una manutenzione minima giornaliera e qualche esercizio di stretching fanno la differenza.
Scegli la tua avventura: ciclabili, sentieri, strade secondarie… l’importante è che rispecchi il tuo stile.
Dove andare?
L’Italia è un paradiso per il cicloturismo: dalle Dolomiti alla costa siciliana, passando per la Via Francigena, la Ciclovia Adriatica o la meravigliosa Maremma toscana. Ogni regione ha qualcosa da offrire, tra natura, storia e cucina.
Il cicloturismo non è solo un modo per muoversi, ma una filosofia di viaggio. Un invito a rallentare, osservare e vivere davvero. Se non l’hai ancora provato, forse è il momento di salire in sella e scoprire il mondo… un colpo di pedale alla volta.
Pedalando tra i silenzi della Val d’Agri: un viaggio in bicicletta nel cuore della Basilicata
24/04/2025 in Viaggi
La Val d’Agri non si attraversa, si scopre. E farlo in bicicletta significa entrare in sintonia profonda con un paesaggio che cambia lentamente, che ti parla con la voce del vento, degli alberi e dei borghi che spuntano come per magia dietro una curva. Questo viaggio in sella si snoda nel cuore della Basilicata, tra montagne placide, colline verdi e testimonianze di una storia antica quanto la terra che si calpesta.
Partenza: Villa d’Agri, tra modernità e memoria
Il nostro percorso parte da Villa d’Agri, vivace frazione di Marsicovetere. Il centro abitato è una sintesi perfetta della valle: moderno ma con uno sguardo rivolto al passato. Da qui si può imboccare la strada secondaria che sale verso Marsicovetere paese, antico borgo arroccato da cui si gode una vista spettacolare su tutta la valle. La salita è impegnativa ma generosa di panorami, ideale per chi ama le sfide e la ricompensa di uno sguardo che si apre sull’infinito.
Verso Viggiano: la musica della montagna
Da Marsicovetere si pedala in direzione di Viggiano, la “città della musica”. Qui il ciclismo incontra la cultura: patria dell’arpa popolare e della Madonna Nera, Viggiano è un luogo spirituale e suggestivo. Se capitate in estate, troverete concerti all’aperto, piccoli festival e un’aria quasi mistica tra le stradine del centro storico. Da non perdere una deviazione verso il Sacro Monte, dove si trova il santuario: salita tosta, ma la discesa vi farà volare.
Natura pura: il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano
Lasciata Viggiano, ci si addentra nel cuore verde della valle: il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese. Qui la bici diventa il mezzo perfetto per ascoltare la natura. I sentieri, talvolta sterrati, portano tra faggete secolari, pascoli silenziosi e corsi d’acqua freschissimi. Non è raro avvistare rapaci, volpi o persino cervi. Lungo il percorso si incontrano piccoli casali, pastori, campi coltivati a patate o cereali, segni di un’agricoltura ancora autentica.
Grumento Nova e le tracce di Roma
Una tappa obbligata è Grumento Nova, dove si trova uno dei siti archeologici romani più interessanti della regione: Grumentum. Le rovine dell’antica città, con l’anfiteatro e i resti del foro, raccontano di un passato importante e sorprendente. Da qui si può proseguire lungo strade panoramiche che costeggiano il lago del Pertusillo, altra meraviglia naturalistica. Una pedalata lungo la riva al tramonto è un’esperienza che lascia il segno.
Ultima tappa: Moliterno e i sapori della terra
Il viaggio si conclude a Moliterno, borgo conosciuto per il suo pecorino IGP. Qui la bici si ferma, ma il gusto continua: trattorie e caseifici aprono le porte a chi ha voglia di scoprire i sapori veri. Pane cotto a legna, salumi locali, olio d’oliva e vino rosso raccontano una terra che vive con lentezza, ma che sa accogliere con calore.
Un viaggio che resta dentro
Pedalare in Val d’Agri è un’esperienza totalizzante. È un viaggio nei luoghi, ma anche dentro se stessi. Le salite fanno battere il cuore, le discese regalano libertà. I silenzi sono profondi come le storie che si raccontano in ogni pietra. E quando si torna, si porta con sé qualcosa che va oltre le foto: il respiro lento della valle, il profumo dell’aria buona, il sorriso della gente.
Ala, scontro tra due biciclette sulla ciclabile: ferito un uomo di 75 anni
23/04/2025 in News
Nel pomeriggio di lunedì 21 aprile, un incidente tra due biciclette ha interrotto la quiete della ciclabile ad Ala, poco dopo il ponte della SP90 in direzione Avio, nei pressi del casello autostradale. A riportare le conseguenze più gravi è stato un uomo di 75 anni, che dopo la caduta è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato all’ospedale di Rovereto con traumi classificati in codice giallo.
Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro tra i due ciclisti è avvenuto in un tratto rettilineo, ma non si escludono manovre improvvise o una distrazione tra le possibili cause. L’altro ciclista coinvolto è rimasto illeso e non ha avuto bisogno di cure mediche.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari per prestare assistenza all’uomo ferito. Le sue condizioni, pur non essendo gravi, hanno richiesto accertamenti ospedalieri.
L’incidente riporta l’attenzione sull’importanza della prudenza anche lungo le piste ciclabili, spesso considerate sicure ma non esenti da rischi, specialmente con l’aumento della frequentazione nei mesi primaverili. Una corretta segnalazione, il rispetto delle distanze e l’attenzione reciproca restano fondamentali per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Grosseto-Marina: la ciclabile ora è illuminata anche di notte
23/04/2025 in News
Buone notizie per ciclisti e amanti della mobilità sostenibile: la pista ciclabile che collega Grosseto a Marina è ora percorribile anche nelle ore serali e notturne. Sono stati infatti completati i lavori per il nuovo impianto di illuminazione pubblica, un intervento tanto atteso che unisce funzionalità, sicurezza e attenzione all’ambiente.
Il tracciato, lungo circa 10 chilometri, è stato attrezzato con 372 punti luce, alimentati da un sistema moderno ed efficiente. L’intera rete è supportata da sei quadri elettrici e da un’infrastruttura di cavi pari alla lunghezza della pista, per una potenza complessiva di 12 kW. Un progetto pensato non solo per offrire maggiore sicurezza ai ciclisti, ma anche per incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, in un’ottica di sostenibilità e valorizzazione del territorio.
Con l’illuminazione notturna, la ciclabile Grosseto-Marina diventa una vera alternativa all’auto anche dopo il tramonto, promuovendo una mobilità dolce che risponde alle esigenze di cittadini e turisti. L’intervento rappresenta inoltre un passo avanti nella transizione energetica del territorio, grazie all’adozione di tecnologie a basso consumo e ad alto rendimento.
Un’infrastruttura che va oltre il semplice collegamento tra città e mare, diventando simbolo di un cambiamento concreto, accessibile e condiviso.
Corsica in bicicletta: viaggio tra montagne, mare e libertà
22/04/2025 in Viaggi
Pedalare in Corsica è un’esperienza che resta nel cuore. L’isola, spesso definita “la montagna nel mare”, offre uno dei paesaggi più affascinanti e vari dell’intero Mediterraneo. Strade panoramiche che si arrampicano su colline profumate di macchia mediterranea, calette dal mare cristallino, borghi antichi che sembrano sospesi nel tempo: un viaggio in bici qui è molto più di una vacanza, è un’avventura per i sensi.
Perché scegliere la Corsica in bici
La Corsica ha tutto quello che un cicloturista può desiderare: salite impegnative per gli amanti delle sfide, tratti costieri mozzafiato per chi cerca il piacere del panorama, e una rete stradale spesso poco trafficata che permette di pedalare in sicurezza. Inoltre, il clima mite da aprile a ottobre rende l’isola perfetta per chi viaggia su due ruote.
Itinerario consigliato: da Bastia a Bonifacio
Giorno 1 – Bastia:
Si parte dalla vivace Bastia, città portuale dal fascino autentico. Prima di salire in sella, vale la pena fare una passeggiata nel quartiere Terra Vecchia e sorseggiare un caffè nella piazza Saint-Nicolas, cuore pulsante della città. Da qui si imbocca la D80, che segue la costa del Cap Corse.
Giorno 2 – Il Cap Corse:
Questa è una delle tratte più spettacolari del viaggio. Strade che si snodano tra il mare e le montagne, piccoli villaggi di pescatori come Erbalunga e Centuri, viste sul blu intenso che tolgono il fiato. Le salite non mancano, ma ogni curva regala un’emozione.
Giorno 3 – Da Saint-Florent a Calvi:
Attraversato l’entroterra, si arriva a Saint-Florent, elegante località balneare. Da qui si prosegue verso l’interno, dove il paesaggio cambia: vigne, boschi e silenzio. Calvi, con la sua cittadella genovese e la spiaggia infinita, accoglie i viaggiatori con il profumo del mare e il ritmo lento della vita corsa.
Giorno 4 – La Balagne e la Strada dei Villaggi:
Una tappa imperdibile: da Calvi si sale verso i villaggi in pietra della Balagne, come Sant’Antonino e Pigna. Qui il tempo sembra essersi fermato, e ogni angolo racconta una storia. L’ascesa è dura, ma il panorama è una ricompensa continua.
Giorni 5-6 – Verso Ajaccio:
La costa occidentale è più selvaggia, con salite impegnative e scorci suggestivi. Dopo una sosta a Porto, con le spettacolari Calanche di Piana, si raggiunge Ajaccio, città natale di Napoleone. Il suo centro storico è perfetto per una serata rilassante.
Giorno 7 – Bonifacio e le scogliere bianche:
Ultima tappa: si attraversa il sud dell’isola fino alla magnifica Bonifacio. Arroccata su falesie bianche che si tuffano nel mare, questa città è uno spettacolo naturale e architettonico. Una pedalata al tramonto lungo le scogliere è il modo perfetto per concludere il viaggio.
Consigli pratici
Livello di difficoltà: medio-alto. Le salite sono frequenti, ma i panorami ripagano ogni fatica. Consigliata una bici da turismo o una gravel.
Periodo migliore: primavera e inizio autunno, per evitare il caldo eccessivo e la folla estiva.
Alloggi: agriturismi, chambres d’hôtes e piccoli hotel. L’ospitalità corsa è calorosa e autentica.
Cibo: non perdere il formaggio di capra, il miele della macchia, i salumi corsi e, naturalmente, un bicchiere di Patrimonio.
Un’isola da vivere lentamente
La Corsica non è solo un luogo da attraversare: è un territorio da ascoltare, da respirare, da sentire sotto le ruote. Pedalare qui significa abbracciare il ritmo dell’isola, accettare le sue salite e lasciarsi sorprendere dalle sue bellezze nascoste. In ogni curva, un’emozione. In ogni salita, una conquista.









