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by Matteo

La Quindicesima Tappa: Fiume Veneto-Asiago, Alta Montagna e Selezione per gli Scalatori

25/05/2025 in News

Domenica 25 maggio, il Giro d’Italia vivrà una delle tappe più dure e selettive dell’intera edizione. La quindicesima tappa partirà da Fiume Veneto per arrivare ad Asiago, con un percorso lungo 214 km e un dislivello totale di circa 3.900 metri. Si tratta di una frazione di alta montagna, che metterà a dura prova le gambe dei corridori, con salite impegnative e stretti passaggi attraverso le Prealpi Venete, zone che non vedono spesso il passaggio della Corsa Rosa.

Un Percorso Durissimo per gli Scalatori

La tappa si presenta come una vera e propria sfida per gli scalatori puri. Dopo una partenza da Piazza Marconi a Fiume Veneto, i corridori affronteranno un percorso che non concede tregua. Le salite saranno diverse, alcune delle quali poco frequentate nelle edizioni recenti del Giro, rendendo il percorso ancora più selettivo. La lunghezza e il dislivello della tappa fanno di questa frazione una delle più dure, con una serie di ascese che potrebbero ridisegnare la classifica generale.

Le Salite Più Impegnative

Il percorso è ricco di salite di alta montagna, ognuna delle quali presenta pendenze significative e tratti che potrebbero favorire i corridori con maggiore attitudine alla scalata. Sebbene i dettagli esatti delle singole salite non siano ancora completamente definiti, è certo che i passaggi nelle Prealpi richiederanno un grande dispendio di energia e una gestione ottimale delle forze da parte dei ciclisti. La difficoltà altimetrica e il terreno accidentato potrebbero causare distacchi importanti tra i concorrenti di vertice e quelli meno in forma per affrontare i grandi sforzi.

Un Finale Ristretto per la Classifica

Il traguardo finale a Asiago segnerà una tappa fondamentale per la classifica generale. Con un percorso di montagna che separa la partenza dall’arrivo, sarà un’occasione per i cappoclassifica di mettere a segno un attacco decisivo o per i specialisti della salita di guadagnare secondi preziosi. I corridori dovranno affrontare una serie di salite consecutive che, a meno di colpi di scena, porteranno i più forti a consolidare la loro posizione.Con 3.900 metri di dislivello su un percorso di 214 km, la quindicesima tappa del Giro d’Italia si preannuncia come una vera e propria prova di resistenza. Il lungo e tortuoso percorso nelle Prealpi Venete potrebbe rimescolare nuovamente le carte della classifica generale, dando spazio agli attaccanti o a chi ha nelle gambe la capacità di resistere a una giornata di sforzo continuo. In un contesto del genere, ogni secondo guadagnato o perso potrebbe fare la differenza nelle fasi finali della corsa.

by Matteo

La Quattordicesima Tappa: Treviso-Nova Gorica/Gorizia, Tra Pianura e Collio.

24/05/2025 in News

Il 24 maggio, il Giro d’Italia affronterà una tappa che si sviluppa lungo un percorso di 186 km con partenza da Treviso e arrivo a Nova Gorica/Gorizia. Sebbene il tracciato sia prevalentemente pianeggiante, il finale presenta alcune difficoltà che potrebbero mettere alla prova i ciclisti, specialmente i velocisti. Si attraverseranno la pianura veneta e friulana, per poi entrare in Slovenia, con un percorso che alterna tratti facili a salite brevi ma insidiose.

Un Percorso Dalla Pianura al Collio

La tappa inizia su strade ampie e rettilinee, attraversando la bassa pianura veneta e friulana. Questo tratto pianeggiante favorirà una corsa controllata, dove i team di velocisti tenteranno di mantenere il passo regolare per gestire il ritmo. Dopo circa 110 km senza particolari difficoltà, il percorso si avvicina al Collio (Brda), una regione collinare che segna la transizione verso la Slovenia.

Qui si incontrano le prime salite brevi ma impegnative, tra cui i passaggi su Plessiva, Medana, Castel Dobra, San Martino, Quisca e Hum. Sebbene non siano salite lunghe, la loro frequenza ravvicinata potrebbe rallentare il ritmo della corsa e favorire i corridori in grado di gestire le accelerazioni. Le pendenze non estreme ma ripetute potrebbero creare distacchi tra i gruppi di testa, portando alla selezione dei favoriti per la vittoria di tappa.

Il Circuito Finale: Tattiche e Velocisti Sotto Pressione

Dopo il passaggio attraverso Nova Gorica, il percorso entrerà in Italia per un breve tratto prima di ritornare in Slovenia per affrontare gli ultimi due giri del circuito finale che si concluderanno a Nova Gorica/Gorizia. Questo circuito finale è caratterizzato da una salita breve ma intensa a Saver, che si sviluppa su 900 metri al 7,4%, con punte che raggiungono il 12%. Sebbene la salita non sia lunga, la sua posizione nel finale di tappa potrebbe rappresentare una sfida per i ciclisti meno preparati per le ascese brevi ma intense.

Una volta superato Saver, i corridori si troveranno a percorrere un tratto pianeggiante, ma caratterizzato da numerose curve e rotatorie, che potrebbero complicare il ritmo dei velocisti. Le curve strette e i cambi di direzione potrebbero ridurre le possibilità di una volata di gruppo compatto, facendo emergere la necessità di strategie più raffinate da parte dei velocisti più esperti.

Il rettilineo finale di 900 metri, con una larghezza di 8 metri, offre però una possibilità per il lancio dello sprint, dove i velocisti più puri avranno una chance di emergere se sono riusciti a mantenere il gruppo compatto fino agli ultimi metri.

Un Finale Da Gestire con Attenzione

Nonostante il profilo prevalentemente pianeggiante, la quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2025 presenta alcune difficoltà che potrebbero fare la differenza, soprattutto negli ultimi chilometri. La successione di salite nel Collio e il circuito finale, con l’insidiosa salita di Saver e il tratto tortuoso prima del rettilineo finale, potrebbero sorprendere i velocisti che puntano alla vittoria di tappa. La strategia di corsa sarà fondamentale, con i ciclisti chiamati a mantenere il controllo nelle fasi cruciali e a sfruttare ogni opportunità per lanciare l’attacco finale.

by Matteo

La Tredicesima Tappa: Rovigo-Vicenza, Una Sfida tra Pianura e Colline

23/05/2025 in News

Venerdì 23 maggio, il Giro d’Italia vivrà una tappa che promette di essere tanto interessante quanto impegnativa. La tredicesima tappa partirà da Rovigo e si concluderà a Vicenza, un percorso di 180 km che saprà mettere alla prova i ciclisti su un terreno variegato, che alterna tratti pianeggianti e salite selettive.

Il Percorso: Pianura e Colline in Alternanza

Il tracciato si apre con una fase iniziale che lambisce i Colli Euganei e introduce la prima difficoltà significativa: la salita al Passo Roverello. Questa ascesa di 4 km al 6,1%, con punte che arrivano al 12%, rappresenta un primo test di resistenza, soprattutto per i corridori che puntano a mantenere una posizione di rilievo nella classifica generale. La salita non è lunga, ma la pendenza, soprattutto nelle sue parti più ripide, potrebbe creare i primi distacchi tra i protagonisti della corsa.

Una volta superato il Passo Roverello, il percorso si fa decisamente più facile, con un lungo tratto di circa 80 km di terreno pianeggiante che attraversa la pianura veneta, dando una tregua ai ciclisti. Questo tratto offre l’opportunità per i team di controllare la corsa e consentire ai velocisti di recuperare energie prima di entrare nella fase decisiva della tappa.

I Colli Berici: Il Cuore della Selezione

Il percorso cambia drasticamente all’approccio dei Colli Berici, una zona che presenta un mix di salite brevi ma intense. La prima difficoltà è Pozzolo, una salita di 1,2 km all’8%, con punte che arrivano fino al 13%, seguita da Garzola, un altro tratto difficile di 600 m al 9%. Queste salite potrebbero favorire gli scalatori più forti, ma sono solo un antipasto rispetto alla salita di San Giovanni in Monte, il Gran Premio della Montagna (GPM) di giornata.

La salita di San Giovanni in Monte è lunga 5 km, con una pendenza media del 6,6%, ma con un tratto iniziale che tocca punte vicine al 14%. La sezione più dura, con quasi 3 km al 8,5%, rappresenta un momento decisivo nella tappa, dove i corridori che vorranno essere protagonisti devono essere pronti a rispondere a qualsiasi attacco.

La Fase Finale: Il Montaggio verso Vicenza

Dopo la discesa da San Giovanni in Monte, mancheranno ancora 38,4 km all’arrivo a Vicenza. Tuttavia, i ciclisti non saranno ancora fuori pericolo, poiché incontreranno un ulteriore tratto di salita con il Monte Berico, una salita breve ma intensa di 1,1 km al 7,5%, con punte fino al 12%, che metterà alla prova le gambe dei corridori. Il vero banco di prova arriverà con lo strappo di Arcugnano, una salita di 1,6 km al 7,7%, con punte al 13% a 10,4 km dall’arrivo. Questa parte del percorso è fondamentale, non solo per l’asprezza della salita, ma anche per la presenza degli abbuoni, che potrebbero essere decisivi per gli uomini di classifica.

Un Finale Piuttosto Impegnativo

Il finale della tappa di Vicenza è caratterizzato da un percorso che non favorisce un arrivo in volata di gruppo compatto. Le salite impegnative degli ultimi chilometri potrebbero favorire attacchi isolati o un arrivo di gruppo ristretto. I velocisti più puri dovranno affrontare questo finale con molta attenzione, perché il percorso ondulato e le salite negli ultimi 30 km potrebbero spezzare ogni possibilità di una volata di gruppo.

by Matteo

La Dodicesima Tappa: Dalle Colline Matildiche alla Pianura del Po

22/05/2025 in News

Il 22 maggio, il Giro d’Italia proseguirà con una tappa che metterà alla prova i ciclisti prima sui colli e poi sulle strade piane della Bassa Pianura Padana. Con partenza da Modena e arrivo a Viadana (Oglio-Po), il percorso di 172 km sarà caratterizzato da una prima parte impegnativa sulle colline, seguita da un tratto pianeggiante che terminerà in un finale che si preannuncia spettacolare, ideale per i velocisti.

La Prima Parte: Le Colline Matildiche

La tappa si apre con oltre 70 km di salite sulle colline matildiche, una delle zone più affascinanti e impegnative della regione. Qui, i corridori dovranno affrontare un dislivello di oltre 1.500 metri, con due Gran Premi della Montagna (GPM) che decideranno il passo da mantenere nella parte iniziale della tappa.

Il primo GPM si trova a Baiso, una salita di 5 km al 6% con punte che arrivano fino al 11%, un test non indifferente per chi spera di restare a contatto con i primi. Il secondo GPM si trova a Borsea, una salita di 4 km al 5,2%, con pendenze che raggiungono il 12%. Queste salite metteranno sicuramente sotto pressione i corridori, con i più forti scalatori che cercheranno di staccare il gruppo principale e fare la differenza.

La Pianura Padana: Terreno per i Velocisti

Una volta superate le colline, la strada si farà decisamente più semplice. I ciclisti affronteranno circa 70 km di terreno pianeggiante che li porteranno nella bassa pianura. Questo tratto offre un respiro di sollievo, ma allo stesso tempo è un’occasione per gli altri corridori di recuperare energie prima dell’entrata nella fase finale della tappa.

Il passaggio sopra il fiume Po segnerà una transizione importante, portando i ciclisti verso un circuito finale di 26,6 km, da percorrere una sola volta. Questa sezione si snoda su strade larghe e diritte, perfette per i velocisti. La mancanza di curve strette o tratti insidiosi favorisce una volata finale, ma attenzione alla curva a sinistra a 500 metri dal traguardo, che potrebbe rendere la volata decisiva per chi cerca di lanciarsi al meglio nella corsa al traguardo.

Il Finale: Una Volata per i Velocisti

Con una sezione finale che favorisce i velocisti, la tappa si concluderà probabilmente con una volata di gruppo o un gruppo ristretto. Il percorso rettilineo e privo di curve impegnative dà l’opportunità ai velocisti di prepararsi per lo sprint finale, ma l’ultima curva potrebbe cambiare le dinamiche della corsa, con qualche attaccante che cercherà di anticipare il gruppo prima dell’ultimo rettilineo.

by Matteo

L’UNDICESIMA Tappa: La Montagna in Toscana e Emilia Romagna

21/05/2025 in News

Il 21 maggio, il Giro d’Italia affronterà una delle sue tappe più impegnative e spettacolari, con un percorso che va da Viareggio a Castelnovo ne’ Monti, in Emilia Romagna. Con i suoi 186 km e un dislivello di 3.850 metri, questa frazione rappresenta un banco di prova fondamentale per i contendenti della classifica generale, che dovranno affrontare un tracciato che mescola pianura, salite ripide e discese tecniche.

Un Percorso Difficile e Selettivo

La tappa si divide in due parti nettamente distinte: la prima fase è relativamente più tranquilla, con un percorso in leggera ascesa fino a Castelnuovo Garfagnana, che consente ai corridori di guadagnare terreno prima delle difficoltà vere e proprie. Fino a quel punto, le salite non sono particolarmente ripide e i corridori potranno mantenere un ritmo regolare, senza troppe difficoltà.

Tuttavia, la seconda parte del percorso è tutt’altro che semplice. Dopo il passaggio a Castelnuovo Garfagnana, il tracciato inizia a farsi più impegnativo, con salite dure e discese tecniche che metteranno alla prova anche i ciclisti più esperti. Le strade di montagna, con curves strette e saliscendi, sono pronte a trasformarsi in un terreno di battaglia, dove ogni mossa può risultare determinante. La salita più temuta è quella di San Pellegrino in Alpe, un’ascesa che presenta pendenze che toccano il 20%, destinata a spezzare la resistenza dei corridori più deboli. A seguire, le salite di Toano e della Pietra di Bismantova contribuiranno a incrementare la difficoltà, fino all’arrivo a Castelnovo ne’ Monti, ultima tappa di questa selettiva frazione.

Gli Ultimi Kilometri: Un Colpo di Scena

Mentre i corridori si avvicinano a Castelnovo ne’ Monti, l’ultimo chilometro diventa un autentico test di resistenza mentale e fisica. Dopo una breve discesa, la strada riprende a salire con una rampa che preannuncia la difficoltà finale. L’ultimo chilometro, interamente in salita, è particolarmente insidioso, con una retta finale di 100 metri su asfalto, stretta e ripida. Sarà proprio qui che alcuni dei favoriti potrebbero cercare l’attacco decisivo, mentre altri cercheranno di mantenere il loro passo per arrivare al traguardo.

Una Tappa Cruciale per la Classifica Generale

La undicesima tappa del Giro si preannuncia come una delle più decisive nella lotta per la maglia rosa. Il percorso, che attraversa le colline toscane e le montagne emiliane, rappresenta un’opportunità per gli scalatori di fare la differenza, mentre i contendenti per la classifica generale dovranno restare concentrati per non perdere terreno. La selettività del tracciato potrebbe portare a scossoni significativi nella graduatoria, con i distacchi che potrebbero aumentare sensibilmente nelle fasi finali della corsa.Questa tappa segnerà, inoltre, la fine del Giro in Toscana, un passaggio simbolico per una corsa che sta per entrare nella sua fase più difficile. Con un dislivello importante e salite al limite, la frazione è destinata a rappresentare un crocevia per chi sogna di indossare la maglia rosa al termine della corsa.

by Matteo

Sulla Ciclovia del Sole: Viaggio in Bici tra Storia, Campi e Silenzi

11/05/2025 in Territorio

C’è un’Italia che si scopre solo pedalando. Non quella delle cartoline, ma quella fatta di strade secondarie, borghi silenziosi e campi di grano che si muovono al ritmo del vento. È questa l’anima della Ciclovia del Sole, un itinerario che da Verona scende verso Bologna e oltre, seguendo il tracciato dell’ex ferrovia Bologna-Verona, oggi trasformato in una dorsale cicloturistica europea che promette emozioni lente e genuine.

Partenza: Verona, città d’arte e d’amore. Ma appena si esce dal centro, la città lascia spazio a campagne aperte, argini e canali. Il paesaggio cambia, si distende. E con lui, anche il respiro. La pista ciclabile è ampia, sicura, ben segnalata. Perfetta anche per chi affronta il viaggio con borse cariche e poca fretta.

Il bello della Ciclovia del Sole non è solo la bellezza dei luoghi attraversati, ma la sensazione costante di essere fuori dal tempo. Si passa per piccoli paesi come Osteria Nuova, Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, dove ogni bar ha il suo gruppo di pensionati che osserva incuriosito i cicloturisti. Un sorriso, una battuta, a volte un consiglio su dove trovare la fontanella più vicina.

Il tratto tra Mirandola e Bologna è tra i più suggestivi: vecchie stazioni riconvertite in punti di sosta, gallerie rivestite da street art, e lunghi rettilinei tra i campi. Qui il silenzio è rotto solo dal fruscio delle ruote sull’asfalto e dal canto degli uccelli. La fatica diventa meditazione.

Arrivati a Bologna, il viaggio cambia ritmo. Ma anche qui, la città accoglie il cicloturista con infrastrutture adeguate, percorsi urbani dedicati e l’immancabile offerta gastronomica. Per molti, Bologna è la tappa finale. Per altri, solo una pausa prima di proseguire verso sud, seguendo il sogno della EuroVelo 7, la grande via ciclabile europea che unisce Capo Nord a Malta.La Ciclovia del Sole non è un’impresa sportiva: è una celebrazione del viaggio lento, accessibile a tutti. Bastano una bici, una borraccia e voglia di lasciarsi sorprendere.E proprio lì, tra una pedalata e l’altra, si riscopre un’Italia vera, che spesso sfugge agli occhi di chi viaggia troppo in fretta.

by Matteo

L’amministrazione comunale di Sassuolo punta sulla bicicletta.

10/05/2025 in News


La città di Sassuolo ha avviato un’importante iniziativa per promuovere la mobilità sostenibile e incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. La scorsa settimana sono infatti iniziati i lavori del progetto “Bike to Work”, che prevede interventi di manutenzione straordinaria e realizzazione di nuovi tratti di piste ciclabili, destinati a migliorare l’infrastruttura urbana dedicata ai ciclisti. Questi lavori, che dureranno complessivamente 90 giorni, si concentreranno su due aree principali della città.

Il primo intervento riguarda via San Francesco, nel tratto compreso tra via Matteotti e via Divisione Acqui. Qui, il progetto prevede la messa a norma del percorso ciclopedonale già esistente. Questo tratto, molto frequentato sia dai ciclisti che dai pedoni, necessitava da tempo di un aggiornamento per garantire maggiore sicurezza e accessibilità. I lavori in quest’area sono iniziati nella zona adiacente alla Chiesa di Sant’Antonio ‘ai fratini’, un punto di riferimento importante per la comunità locale. Una volta completato questo intervento, i lavori si sposteranno sulla seconda area di interesse.

Il secondo intervento avverrà in via Regina Pacis, nel tratto compreso tra via Vittime 11 Settembre e la fermata dell’autobus. Qui verrà realizzato un nuovo tratto di percorso ciclopedonale, colmando una lacuna nell’infrastruttura attuale e migliorando la connessione tra diverse aree della città. Questa nuova pista ciclabile non solo offrirà un percorso sicuro per chi si sposta in bicicletta, ma contribuirà anche a ridurre il traffico automobilistico, incentivando l’uso di mezzi di trasporto ecologici.

Il progetto “Bike to Work” si inserisce in una più ampia strategia di Sassuolo volta a promuovere uno stile di vita più sano e sostenibile, riducendo l’impatto ambientale dei trasporti e migliorando la qualità della vita urbana. L’amministrazione comunale ha espresso grande soddisfazione per l’avvio di questi lavori, sottolineando l’importanza di investire in infrastrutture moderne e sicure per favorire la mobilità dolce.

by Matteo

La decima tappa: la cronometro di Lucca-Pisa accende la sfida tra i big

20/05/2025 in News

Martedì 20 maggio, il Giro d’Italia propone la sua seconda e ultima cronometro individuale: 28,6 km tra Lucca e Pisa che, pur non presentando particolari difficoltà altimetriche, possono incidere pesantemente sugli equilibri della classifica generale. Un appuntamento chiave per i pretendenti alla maglia rosa, soprattutto per chi sa guadagnare sul passo.

La partenza avviene da un luogo iconico: le storiche Mura di Lucca. Da lì, i corridori si dirigono verso il Foro di San Giuliano, attraversano San Giuliano Terme e costeggiano l’acquedotto Mediceo, in un percorso prevalentemente pianeggiante ma con una breve ascesa intermedia che potrebbe spezzare il ritmo. L’arrivo, suggestivo e turistico, è fissato in Piazza dei Miracoli a Pisa, proprio accanto alla celebre Torre Pendente, offrendo un colpo d’occhio unico nel panorama ciclistico mondiale.

Cronometro tecnica, tra velocità e gestione dello sforzo

La tappa richiede capacità di gestione dello sforzo, una posizione aerodinamica perfetta e abilità nel leggere le traiettorie sulle larghe strade urbane e extraurbane. Il percorso è disegnato per esaltare i cronomen puri, ma anche i corridori completi con buone doti di fondo e regolarità potranno limitare i danni.

Con la prima settimana alle spalle e due tappe di montagna impegnative appena archiviate, questa cronometro arriva in un momento cruciale: gambe affaticate, concentrazione necessaria, e ogni secondo che pesa come oro. Per alcuni sarà l’occasione per balzare in testa alla classifica; per altri, una giornata di resistenza in attesa delle Alpi.

Una cartolina del Giro tra arte, storia e ciclismo

Il connubio tra sport e cultura trova una delle sue espressioni più forti in questa tappa. La Toscana fa da cornice a una prova ad alto contenuto tecnico ma anche estetico: due città d’arte, un paesaggio iconico e l’arrivo in uno dei luoghi più fotografati d’Italia.

La decima tappa del Giro 2025 è più di una semplice cronometro: è una tappa da specialisti, ma anche una finestra aperta sulla bellezza del nostro Paese e sull’anima moderna del ciclismo. Da Lucca a Pisa, sarà il cronometro a parlare. E potrebbe parlare forte.

by Matteo

La nona tappa: da Gubbio a Siena tra salite, polvere e spettacolo

18/05/2025 in News

Domenica 18 maggio il Giro d’Italia propone agli appassionati una frazione che promette scintille: la nona tappa, da Gubbio a Siena, misura 181 chilometri e presenta un dislivello complessivo di circa 2.500 metri. Non sarà forse decisiva per la classifica generale, ma sarà senz’altro un banco di prova tecnico e spettacolare, che potrebbe lasciare il segno su gambe e ambizioni.

Il tracciato si snoda tra le colline dell’Umbria e della Toscana, con continui saliscendi e un’insidia che da sola potrebbe bastare a stravolgere le carte: quasi 30 chilometri di strade bianche, suddivisi in quattro settori iconici. Si parte con gli 8 km di Salti, per poi affrontare i 9,3 km di Serravalle e i 9,4 km di San Martino in Grania, fino al breve ma insidioso tratto di Monteaperti (600 metri), a pochi chilometri dall’arrivo.

Il tratto finale è da classica del Nord: a 15 km dal traguardo si staglia il Colle Pinzuto, salita di 2,4 km con punte del 15%, spesso decisiva nelle Strade Bianche. Ma è l’ultimo chilometro a fare davvero la differenza: la rampa della Porta di Fontebranda (16% di pendenza massima) può far esplodere la corsa proprio sul filo di lana, prima del suggestivo ingresso in Piazza del Campo, cuore pulsante di Siena e cornice ideale per un arrivo dal forte impatto emotivo.

La tappa richiama volutamente la celebre classica toscana, unendo tratti sterrati e pendenze esigenti, che esaltano le doti tecniche e di guida oltre alla pura potenza. È il terreno ideale per cacciatori di tappe, finisseurs di classe, e magari anche per qualche big della generale in cerca di gloria e secondi preziosi.

Un test tecnico, fisico e mentale

Gli uomini di classifica dovranno tenere alta la guardia: le strade bianche non perdonano distrazioni, una foratura o una caduta possono costare caro. Ma questa è anche la giornata giusta per gli specialisti delle corse di un giorno, pronti a sfruttare l’occasione e l’incertezza del fondo per anticipare il gruppo.

Difficile fare pronostici, facile immaginare spettacolo. Le previsioni parlano di meteo asciutto, ma la polvere e le pendenze potrebbero essere sufficienti a creare selezione e a regalare al pubblico uno degli arrivi più emozionanti di questo Giro.Chi saprà domare la polvere e spingere forte sulle rampe senesi? La risposta arriverà solo sul pavé di Piazza del Campo, dove ogni secondo conquistato sarà il frutto di talento, coraggio e visione.

by Matteo

L’ottava tappa: da Giulianova a Castelraimondo, un tappone appenninico da brividi

17/05/2025 in News

Il Giro d’Italia entra nel vivo e lo fa con una delle frazioni più impegnative della prima metà della corsa: sabato 17 maggio si disputa l’ottava tappa, 197 km da Giulianova a Castelraimondo, lungo le irte dorsali dell’Appennino centrale. Una giornata di pura montagna, senza respiro, con un dislivello che sfiora i 3.800 metri e nessun tratto pianeggiante. Un profilo altimetrico che è un’autentica sega dentata, ideale per gli scalatori e per chi punta alla maglia rosa.

Si parte dal litorale abruzzese, ma è solo un breve assaggio di pianura: dopo pochi chilometri si inizia a salire e non si smette più. Il tracciato si snoda tra le montagne dell’Abruzzo e delle Marche, in una sequenza ininterrotta di salite, discese tecniche e falsopiani spezzagambe. Le vallate appenniniche offrono paesaggi spettacolari, ma ai corridori lasciano solo fatica.

La tappa attraversa borghi storici e aree interne spesso trascurate dal grande ciclismo, regalando al pubblico anche un racconto del territorio. Ma sarà sul piano sportivo che il palcoscenico si accenderà: è questa una delle prime vere giornate da classifica, in cui i big dovranno uscire allo scoperto o almeno evitare di perdere terreno.

Il finale in salita a Castelraimondo – già teatro in passato di arrivi spettacolari – promette un’ultima selezione decisiva. Chi avrà speso troppo nelle salite precedenti potrebbe pagare dazio. Le pendenze non sono estreme, ma il logorio dei chilometri precedenti potrebbe fare la differenza.

Una tappa da grandi firme

Le caratteristiche di questa frazione la rendono ideale per chi cerca il colpo da lontano, ma anche per gli uomini di classifica che vogliono iniziare a mettere in riga gli avversari. Le squadre dovranno dosare bene le forze, gestire le energie e soprattutto proteggere i propri leader nel caos delle salite e delle discese.