Liguria su due ruote: pedali tra mare, ulivi e borghi sospesi
24/05/2025 in Viaggi
La Liguria non è solo una striscia di terra stretta tra l’Appennino e il mare: è una promessa per chi ama scoprire lentamente, in sella a una bici, territori scolpiti dal tempo. Tra salite che profumano di rosmarino, discese vertiginose verso calette segrete e strade panoramiche sospese sul blu, il cicloturismo qui si fa emozione pura.
Dalla Riviera di Ponente alla magia del Levante
Si parte spesso da Ponente, dove il clima mite invita a pedalare anche in inverno. La ciclabile del Parco Costiero della Riviera dei Fiori, tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti, è un’icona: 24 km sul tracciato dell’ex ferrovia, affacciati sul mare, attraversando gallerie illuminate, vecchie stazioni trasformate in bistrot e scorci da cartolina. Ideale per famiglie, ma anche punto di partenza per chi vuole avventurarsi nell’entroterra imperiese, dove iniziano le vere sfide.
Il Levante, invece, è un’alternanza di saliscendi che incantano. La Via dei Santuari sopra le Cinque Terre è una delle esperienze più suggestive: richiede gambe allenate, ma ripaga con panorami unici su vigneti terrazzati e il blu infinito. Anche il Tigullio offre percorsi affascinanti, come l’ascesa al Passo del Bracco o l’anello del Monte di Portofino, dove è possibile alternare tratti asfaltati a single track per MTB.
Non solo mare: l’entroterra segreto
La vera sorpresa della Liguria per i cicloturisti è però l’entroterra. Basta allontanarsi di pochi chilometri dalla costa per ritrovarsi immersi in un altro mondo: borghi di pietra come Apricale, Triora, Verezzi, dove il tempo sembra fermarsi. Le valli — Argentina, Trebbia, Vara — sono percorse da strade secondarie poco trafficate, ideali per gravel e bici da strada.
Qui l’accoglienza è autentica: agriturismi che offrono ristori genuini, fontane dove rinfrescarsi, officine improvvisate da contadini curiosi. La cultura dell’ospitalità ciclistica si sta diffondendo anche grazie a progetti di bike hotel e tour organizzati, ma la vera anima del viaggio resta il contatto diretto con chi abita questi luoghi.
Consigli pratici e stagioni migliori
Primavera e autunno sono le stagioni d’oro: temperature miti, natura esplosiva e meno affollamento rispetto ai mesi estivi. D’estate, è consigliabile pedalare all’alba o spostarsi in quota, dove boschi e crinali offrono ombra e refrigerio.
Per chi viaggia con e-bike, la Liguria è perfetta: i dislivelli non mancano, e le colonnine di ricarica stanno aumentando. Attenzione solo alla logistica: la costa è ben servita da treni, ma le bici vanno prenotate con anticipo nelle tratte più richieste.
Una regione da scoprire con lentezza
Pedalare in Liguria non è solo fare sport: è un modo di vivere il territorio, di ascoltarlo. È il rumore delle onde tra un tornante e l’altro, il profumo della focaccia che esce da un forno di paese, la voce di un anziano che ti racconta dove finisce quella strada sterrata.
Tra Ville, Vigne e Canali: Un Viaggio in Bici lungo il Percorso del Sile in Veneto
23/05/2025 in Viaggi
Il Veneto è una regione che sa sorprendere chi la attraversa in bicicletta, coniugando natura, storia e gastronomia in un paesaggio sempre cangiante. Tra i tanti itinerari che offre, uno dei più affascinanti e accessibili è il percorso lungo il fiume Sile, una ciclovia che regala scorci incantati e una pedalata adatta a tutti, dagli appassionati ai cicloturisti della domenica.
Un fiume di storia e tranquillità
Il Sile è uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa. Nasce a Casacorba e sfocia nella laguna di Venezia, dopo aver attraversato campagne silenziose, antichi borghi e ville venete dimenticate dal tempo. Il suo lento scorrere accompagna chi pedala lungo il tratto della Greenway del Sile, una pista ciclabile ben tenuta che collega Treviso a Jesolo, per circa 50 km.
Partenza da Treviso: tra arte e acque placide
Il nostro viaggio inizia a Treviso, città elegante e tranquilla, dove vale la pena concedersi una passeggiata tra canali e portici prima di salire in sella. Subito fuori dal centro, la pista ciclabile si immerge in una natura rigogliosa, costeggiando il fiume e offrendo numerosi punti di sosta. Le acque limpide riflettono il verde degli alberi, mentre aironi e garzette si alzano in volo al nostro passaggio.
Lungo la Restera: tra natura e memoria
Il tratto che da Treviso conduce a Casale sul Sile è forse il più suggestivo. Qui la ciclovia segue il tracciato della vecchia alzaia, la Restera, dove un tempo i buoi trainavano le barche cariche di merci. Oggi è un’oasi di pace, frequentata da ciclisti e camminatori. Ogni curva regala una sorpresa: una villa settecentesca, un vecchio mulino, un ponticello in legno.
Casale, Quarto e la Laguna: il finale in bellezza
Proseguendo verso sud-est, si incontrano Casale sul Sile e Quarto d’Altino, due paesi che conservano l’atmosfera della campagna veneta e offrono buone occasioni per una sosta gastronomica. Dai casoni di pesca ai vigneti del Piave, il paesaggio si fa più aperto e luminoso. L’itinerario culmina con l’arrivo a Jesolo, alle porte della laguna veneta, dove il fiume abbraccia il mare.
Consigli pratici
Difficoltà: facile, prevalentemente pianeggiante.
Lunghezza: circa 50 km.
Fondo: misto asfalto e sterrato compatto, adatto anche a bici da gravel e bici da corsa.
Segnaletica: presente e chiara lungo tutto il percorso.
Quando andare: primavera e inizio autunno sono ideali, ma è percorribile tutto l’anno.
Il percorso lungo il Sile è molto più di una semplice escursione in bicicletta: è un’immersione lenta e rispettosa in un Veneto autentico, dove ogni pedalata racconta una storia. Un viaggio adatto a tutti, che unisce la bellezza della natura alla scoperta di un territorio spesso dimenticato dalle rotte turistiche più battute. E alla fine del tragitto, c’è sempre un buon bicchiere di Prosecco ad aspettarvi.
Gallipoli pedala verso il futuro: approvata la prima pista ciclabile cittadina sul litorale nord
22/05/2025 in News
Un nuovo passo verso una mobilità più sostenibile e una valorizzazione del paesaggio costiero: il Comune di Gallipoli ha ufficialmente approvato il progetto definitivo per la realizzazione della prima pista ciclabile cittadina. L’infrastruttura sorgerà lungo il suggestivo litorale nord, tratto strategico per il turismo e il tempo libero, e rappresenta una svolta attesa da anni.
Il tracciato, che si snoderà parallelamente al litorale, è pensato per connettere alcune delle zone più frequentate della città, offrendo una valida alternativa al traffico automobilistico, soprattutto nei mesi estivi. Il progetto prevede la creazione di un percorso sicuro, delimitato e accessibile, che collegherà punti nevralgici come la litoranea di Rivabella, Lido San Giovanni e altre aree a forte vocazione turistica e balneare.
“Siamo molto soddisfatti di questo traguardo,” ha dichiarato il sindaco di Gallipoli. “La nuova pista ciclabile è il primo tassello di una più ampia visione di città green e attenta ai bisogni di residenti e visitatori. Puntiamo a incentivare gli spostamenti dolci e a restituire centralità alla fruizione lenta del nostro territorio.”
Il progetto ha ottenuto il via libera anche grazie a fondi regionali destinati alla mobilità sostenibile, con un investimento complessivo che si aggira intorno ai 600 mila euro. I lavori partiranno entro la fine dell’anno e si concluderanno, secondo il cronoprogramma, prima dell’estate 2026.
Grande attenzione è stata riservata anche all’aspetto paesaggistico: materiali ecocompatibili, illuminazione a basso impatto energetico e una segnaletica moderna accompagneranno il percorso, senza alterare l’equilibrio naturale della costa.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a ridisegnare la mobilità urbana, riducendo l’impronta ambientale e promuovendo uno stile di vita attivo. Una scelta che guarda al futuro, in armonia con l’identità turistica e ambientale di Gallipoli.
Una nuova pista ciclabile collegherà Mappano a Torino: inaugurazione il 24 maggio
20/05/2025 in News
Una nuova arteria verde per la mobilità sostenibile è pronta a collegare Mappano a Torino. Verrà inaugurata ufficialmente venerdì 24 maggio la pista ciclabile che rappresenta un tassello strategico per incentivare gli spostamenti su due ruote tra il comune mappanese e il capoluogo piemontese.
Il tracciato, lungo 1.420 metri, è stato completato in sei mesi di lavori e consentirà a ciclisti e pedoni di muoversi in sicurezza lungo un percorso moderno e integrato. L’opera nasce dalla collaborazione tra il Comune di Mappano, la Città Metropolitana di Torino e la Regione Piemonte, che hanno lavorato fianco a fianco per trasformare un progetto atteso da anni in realtà.
Con un investimento complessivo di 446.000 euro, la realizzazione è stata resa possibile grazie a un finanziamento di 300.000 euro a fondo perduto messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, tramite la Regione Piemonte. A questi si aggiungono 146.000 euro provenienti dalla Città Metropolitana e da fondi propri del Comune.
“È un’infrastruttura fondamentale non solo per la mobilità alternativa, ma anche per la qualità della vita dei cittadini”, ha dichiarato il sindaco di Mappano, sottolineando l’importanza di collegamenti ciclabili sicuri e ben progettati in un’ottica di sviluppo sostenibile.
La nuova pista si inserisce in un piano più ampio di valorizzazione della mobilità dolce nell’area metropolitana torinese, con l’obiettivo di ridurre il traffico veicolare e promuovere stili di vita più sani e rispettosi dell’ambiente. L’inaugurazione sarà anche un’occasione per festeggiare un passo concreto verso una città più verde e accessibile.
La Costa Azzurra in bicicletta.
19/05/2025 in Viaggi
La Costa Azzurra, con la sua combinazione di panorami mozzafiato e un clima piacevole tutto l’anno, è il luogo ideale per esplorare in bicicletta. Questo angolo di paradiso nel sud della Francia offre una varietà di percorsi adatti a tutti i livelli di ciclisti, dalle tranquille passeggiate lungomare alle impegnative salite di montagna.
Uno dei percorsi più affascinanti è il tratto che va da Nizza a Monaco. Pedalando lungo la Promenade des Anglais, i ciclisti possono godere della vista del mare cristallino a sinistra e delle eleganti facciate degli hotel a destra. Proseguendo verso est, si attraversano villaggi pittoreschi come Villefranche-sur-Mer e Beaulieu-sur-Mer, dove una sosta è d’obbligo per assaporare un caffè o un gelato artigianale.
Per gli amanti delle sfide, la salita al Col de la Madone offre un’esperienza indimenticabile. Questo percorso, reso famoso da ciclisti professionisti, offre panorami spettacolari sulla costa e un senso di realizzazione una volta raggiunta la vetta. Da lì, la discesa verso Mentone è pura adrenalina, con tornanti che richiedono abilità e concentrazione.
Oltre ai paesaggi costieri, la Costa Azzurra offre anche percorsi tra le colline e le montagne dell’entroterra. Il Parco Nazionale del Mercantour, ad esempio, è un paradiso per i ciclisti più esperti, con sentieri che attraversano foreste ombrose e prati alpini, e offrono incontri ravvicinati con la fauna locale, come camosci e aquile.
Indipendentemente dal percorso scelto, la Costa Azzurra in bicicletta promette un’avventura ricca di emozioni, bellezza naturale e cultura locale. Che tu sia un ciclista esperto o un principiante, questo angolo di Francia ti offrirà ricordi indimenticabili e una voglia irrefrenabile di tornare per esplorare ancora di più.
La Ciclovia della Mosella
19/05/2025 in Territorio
La Ciclovia della Mosella (Moselradweg) è uno dei percorsi cicloturistici più affascinanti della Germania, che invita i viaggiatori a pedalare lungo uno dei fiumi più suggestivi d’Europa. Tra vigneti che si arrampicano sulle colline, borghi medievali e paesaggi naturali mozzafiato, questo percorso offre un’esperienza unica, perfetta per chi ama unire sport, natura e cultura.
Il percorso: da Perl a Coblenza lungo il fiume Mosella
La Ciclovia della Mosella si estende per circa 248 km, partendo da Perl, al confine con la Francia e il Lussemburgo, fino a Coblenza, dove la Mosella confluisce nel Reno. Questo itinerario segue il corso del fiume attraverso la Renania-Palatinato, una delle regioni vinicole più rinomate della Germania. Il percorso è prevalentemente pianeggiante e ben segnalato, rendendolo adatto a ciclisti di ogni livello, comprese famiglie con bambini.
Un viaggio attraverso borghi medievali e vigneti
Pedalare lungo la Ciclovia della Mosella significa attraversare un paesaggio unico, dove storia e natura si fondono armoniosamente. Lungo il percorso si incontrano incantevoli cittadine medievali come Trier (Treviri), considerata la città più antica della Germania, con i suoi monumenti romani come la Porta Nigra e l’anfiteatro. Da qui, la strada si snoda lungo il fiume, regalando panorami da cartolina.
Altra tappa imperdibile è Bernkastel-Kues, famosa per le sue case a graticcio e per la sua lunga tradizione vinicola. È il luogo perfetto per una pausa, magari sorseggiando un bicchiere di vino locale, come il celebre Riesling, prodotto proprio in queste terre.
Cultura del vino e tradizioni locali
La Mosella è conosciuta non solo per i suoi paesaggi pittoreschi, ma anche per la sua antica tradizione vinicola. Lungo il percorso, si può fare tappa presso numerose cantine che offrono degustazioni di vini pregiati, principalmente a base di Riesling. Pedalare tra i filari di vigneti che si arrampicano sui pendii scoscesi delle colline è una delle esperienze più gratificanti del percorso.
In molte delle cittadine attraversate dalla ciclovia, soprattutto nei mesi estivi e autunnali, si tengono festival del vino che celebrano la cultura locale, dando ai cicloturisti l’opportunità di immergersi nella vita del posto e di scoprire i sapori tipici della regione.
Un percorso adatto a tutti
Uno dei principali punti di forza della Ciclovia della Mosella è la sua accessibilità. Il tracciato, infatti, è ben mantenuto e perlopiù pianeggiante, rendendolo perfetto anche per i ciclisti meno esperti. È possibile dividere il percorso in tappe giornaliere, grazie alla presenza di numerosi punti di sosta e alloggi, che spaziano da campeggi a pensioni tradizionali, fino ad agriturismi immersi nei vigneti.
Per chi desidera un’esperienza più tranquilla, è possibile noleggiare biciclette elettriche, molto diffuse lungo il percorso, per affrontare il tragitto senza fatica e godersi appieno i paesaggi circostanti.
Coblenza: la conclusione perfetta del viaggio
Il viaggio lungo la Ciclovia della Mosella si conclude a Coblenza, una delle città più antiche della Germania, situata alla confluenza dei fiumi Reno e Mosella. Qui, nel suggestivo angolo detto Deutsches Eck (angolo tedesco), i due fiumi si incontrano, creando uno spettacolo naturale di grande bellezza. Coblenza è una città vivace, ricca di storia e monumenti, come la Fortezza di Ehrenbreitstein, che domina la città dall’alto di una collina, e le sue eleganti piazze storiche.
Roma pedala verso il futuro: inaugurata la ciclabile Monte Ciocci – San Pietro
18/05/2025 in News
Un nuovo tratto ciclabile di 1,5 chilometri apre una via verde tra Monte Mario e San Pietro, ridisegnando la mobilità urbana nel quadrante nord-ovest della Capitale. È stata ufficialmente inaugurata la pista ciclabile Monte Ciocci – San Pietro, un’opera strategica che rafforza l’impegno della città per una mobilità sostenibile e integrata, capace di connettere quartieri, trasporti pubblici e storia.
Realizzata con un investimento di 6,7 milioni di euro, finanziato tramite i fondi giubilari, l’infrastruttura rappresenta più di un semplice prolungamento: è un tassello fondamentale nel puzzle della Roma ciclabile. Il nuovo tratto si innesta infatti sui cinque chilometri già esistenti che collegano Monte Mario a Monte Ciocci, creando un unico percorso che consente ai ciclisti di attraversare aree verdi, quartieri residenziali e perfino un antico tunnel ferroviario, fino ad arrivare a Valle Aurelia, snodo strategico con accesso diretto alla Linea A della metropolitana e ai treni regionali.
La nuova ciclabile si sviluppa lungo un itinerario ricco di riferimenti urbanistici e culturali: parte dall’ospedale San Filippo Neri, costeggia la stazione Monte Mario, prosegue accanto al Policlinico Gemelli e attraversa la zona della stazione Balduina, per poi sfociare nel Parco di Monte Ciocci, un balcone verde con vista privilegiata sulla Cupola di San Pietro. Da lì, il percorso scende verso Via Anastasio II e si collega con la rete di trasporto di Valle Aurelia.
Non solo mobilità quotidiana: il tracciato appena inaugurato si intreccia anche con la Via Francigena, l’antico cammino dei pellegrini che giunge fino al cuore di Roma. Una connessione simbolica che unisce passato e futuro, spiritualità e sostenibilità, in un unico filo d’asfalto percorribile a pedali.
L’opera è stata accolta con favore da cittadini, associazioni e istituzioni. L’infrastruttura ciclabile rappresenta un passo importante per decongestionare il traffico urbano, promuovere stili di vita più sani e offrire un’alternativa concreta al trasporto motorizzato.
Con l’estensione Monte Ciocci – San Pietro, Roma dimostra che la bicicletta non è solo un mezzo di svago, ma può diventare una vera protagonista della mobilità quotidiana. E, soprattutto, che anche nella città eterna si può guardare avanti… pedalando.
LA RINASCITA DELLE FERROVIE DISMESSE: QUANDO LA BICICLETTA RIPORTA IN VITA IL PASSATO
17/05/2025 in News
Una volta correvano i treni. Ora scorrono biciclette, lentamente, silenziosamente, con un rispetto quasi religioso per quei binari ormai coperti d’erba. Le ferrovie dismesse, simboli di un’Italia industriale che non c’è più, stanno vivendo una seconda giovinezza grazie al cicloturismo.
Negli ultimi dieci anni, in tutta Europa e anche nel nostro Paese, le “greenways” – percorsi ciclabili ricavati da tracciati ferroviari abbandonati – sono diventate il cuore pulsante di una nuova idea di viaggio. Lento, sostenibile, immersivo.
Binari che univano, ruote che raccontano
La bellezza delle ex ferrovie sta tutta lì: non sono solo strade. Sono narrazioni. Hanno collegato paesi, trasportato operai, separato famiglie durante le guerre, unito innamorati in tempo di pace. Oggi, pedalare lungo quei tracciati è come sfogliare un libro di storia con il vento tra i capelli.
In Piemonte, la Via del Riso e del Vino collega Vercelli ad Asti lungo un vecchio percorso ferroviario. In Toscana, la Ciclopista del Trammino ricalca i binari che un tempo portavano i bagnanti da Pisa al mare. E poi ci sono la Ciclovia della Val di Fiemme e Fassa, la Ferrovia Spoleto-Norcia, o il percorso che da Palazzolo Acreide scende verso la costa siracusana.
Un turismo che porta ossigeno
Oltre al fascino romantico, queste ciclabili rappresentano un’opportunità economica concreta per le aree interne. Agriturismi, bed & breakfast, piccoli bar: quando passano i cicloturisti, si fermano, spendono, raccontano. È un turismo che non consuma, ma genera valore. Senza rumore, senza fretta, senza cemento.
Il futuro? Pedala su rotaie
Secondo Legambiente, in Italia ci sono ancora oltre 7.000 km di ferrovie dismesse. Una miniera d’oro per chi crede in un futuro fatto di due ruote, silenzi e scoperte. Servono investimenti, certo. Ma anche una visione.Perché dove un tempo passava un treno, oggi può nascere una nuova forma di libertà. E ogni pedalata, su quei vecchi tracciati, è un omaggio al passato e una promessa al domani.
Nuova spinta alla mobilità sostenibile: proseguono i lavori sulla pista ciclo-pedonale “Ciclo Ovest”
16/05/2025 in News
Rimini– Dopo la conclusione delle opere strutturali del primo tratto della pista ciclo-pedonale “Ciclo Ovest 1”, che attraversa la nuova rotatoria tra la statale 16 e la statale 72 in direzione San Marino, i cantieri si spostano ora più a monte, tra via Arno e via Bidente, per completare una nuova porzione dell’infrastruttura verde.
Il progetto rientra in una più ampia strategia di potenziamento della rete ciclopedonale urbana e metropolitana, con l’obiettivo di incentivare forme di mobilità dolce e sostenibile. La nuova tratta, ancora in fase di completamento, collegherà il quartiere Villaggio Primo Maggio al Parco della Cava, offrendo un collegamento sicuro e accessibile a ciclisti e pedoni.
Attualmente, gli interventi si concentrano sulla posa dei cordoli di delimitazione, l’installazione delle recinzioni di confine e l’impianto dell’illuminazione pubblica, pensata per garantire visibilità e sicurezza anche nelle ore serali. Una volta terminata questa fase, si procederà con l’installazione di una staccionata lungo il torrente Ausa, un accorgimento utile sia dal punto di vista estetico che funzionale.
L’ultima fase prevede l’asfaltatura del percorso, cui seguirà la pigmentazione del manto stradale. Questa scelta, oltre a una questione estetica, punta a mantenere la coerenza cromatica con le altre piste ciclabili già esistenti sul territorio, rendendo più omogeneo e riconoscibile il sistema della mobilità dolce cittadina.
L’intervento si inserisce in un contesto di crescente attenzione per l’ambiente urbano, con l’obiettivo dichiarato di favorire la mobilità attiva, ridurre il traffico veicolare e migliorare la qualità dell’aria. Un passo avanti importante per una Rimini sempre più verde, sostenibile e a misura di cittadino.
Scontro frontale tra ciclisti a Spini di Gardolo: 79enne in gravi condizioni
15/05/2025 in News
Un tratto di pista ciclabile tranquillo, immerso nella routine del giovedì mattina, si è trasformato in pochi istanti in teatro di un drammatico incidente. Due ciclisti, diretti in senso opposto, si sono scontrati violentemente poco prima delle 11, in località Spini di Gardolo, nei pressi del ponte dell’autostrada, non lontano dalla casa circondariale.L’impatto è stato tanto improvviso quanto violento: entrambi sono finiti sull’asfalto, uno di loro – un uomo di 79 anni – ha riportato traumi seri ed è in condizioni gravi. L’altro, anch’egli ferito, è stato immediatamente soccorso. Al momento non sono state rese note le generalità dei coinvolti.A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti, sorpresi dalla scena in una zona solitamente pacifica. In pochi minuti sono arrivati sul posto un’auto sanitaria, due ambulanze e le pattuglie della Polizia Locale Trento Monte Bondone, che ha avviato i rilievi per ricostruire la dinamica del sinistro.Un episodio che solleva interrogativi sulla sicurezza della mobilità dolce, in un momento in cui l’uso delle due ruote è in costante aumento. Restano da chiarire le cause dello scontro: velocità, distrazione o magari un punto cieco lungo il tracciato? Le indagini chiariranno.Intanto, l’area dell’incidente è rimasta parzialmente presidiata per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi tecnici. La speranza è che le condizioni del ciclista anziano migliorino nelle prossime ore. Sullo sfondo, il silenzio insolito di una pista ciclabile che oggi ha perso, per un attimo, la sua consueta serenità.









