La Loira in bicicletta: tra castelli e vigneti
02/09/2025 in Viaggi
Pedalare lungo la Loira è come sfogliare un libro illustrato della storia di Francia. La ciclovia La Loire à Vélo, che si snoda per oltre 900 chilometri da Cuffy (vicino a Nevers) fino all’estuario dell’Atlantico a Saint-Nazaire, è una delle rotte cicloturistiche più amate d’Europa.
Il fascino del percorso sta nell’alternanza continua di paesaggi e atmosfere: una curva della strada regala la vista di un castello rinascimentale, quella successiva porta dentro un villaggio di pietra bianca, silenzioso e fiorito. È una ciclovia pensata per tutti: le pendenze sono dolci, i tratti asfaltati e ben segnalati.
Uno degli itinerari più suggestivi è il tratto tra Tours e Saumur, circa 100 chilometri che si percorrono in due o tre giorni. Qui la Loira scorre lenta accanto a vigneti di Cabernet Franc e trogloditi scavati nella roccia, mentre le torri dei castelli di Villandry, Ussé e Chinon emergono all’orizzonte.
I cicloturisti possono contare su una rete di strutture bike-friendly, con hotel, B&B e ristoranti che accolgono volentieri chi viaggia a pedali. Per chi vuole unire il piacere del viaggio lento a quello della tavola, sono imperdibili una degustazione di vini nella regione di Saumur e una sosta nei mercati di Tours.
Non è un caso se questa ciclovia è spesso definita il “corridoio verde della Francia”: un’esperienza che unisce storia, natura e gastronomia in un percorso da vivere al ritmo delle proprie ruote.
La Via Verde del Canale du Midi: dal Mediterraneo alla storia
02/09/2025 in Viaggi
Se la Loira è regale, il Canal du Midi è poetico. Costruito nel XVII secolo per collegare l’Atlantico al Mediterraneo, oggi è patrimonio UNESCO e una delle mete cicloturistiche più affascinanti della Francia del sud. La ciclabile che lo costeggia si estende per oltre 240 chilometri, da Toulouse a Sète, ed è un invito a scoprire una Francia rurale, solare e conviviale.
Il percorso segue le rive del canale tra platani secolari, chiuse pittoresche e ponti antichi. Le tappe attraversano villaggi dal ritmo lento, come Castelnaudary – patria del cassoulet – e Carcassonne, con le sue mura medievali che sembrano uscite da un romanzo storico.
Pedalare lungo il Canal du Midi significa anche assaporare il Sud: i mercati all’aperto offrono olive, formaggi e vini locali, mentre le osterie propongono piatti robusti da condividere dopo una giornata in sella. La difficoltà è contenuta: i tratti pianeggianti e ombreggiati lo rendono accessibile anche alle famiglie, anche se alcune sezioni sterrate richiedono un po’ di attenzione.
Chi sceglie la tratta finale fino a Sète viene ricompensato con l’arrivo in riva al mare. Dopo giorni trascorsi tra campagne e chiuse, la vista del Mediterraneo è un premio emozionante, quasi un abbraccio salato che chiude il viaggio.
La Via Verde del Canal du Midi non è soltanto un itinerario: è un’immersione nella dolcezza di vivere del Midi francese, dove ogni chilometro racconta un pezzo di storia e di umanità.
Scontro tra ciclisti sulla ciclabile di Borghetto: grave un 87enne di Ala
01/09/2025 in News
AVIO – Momenti di paura nel pomeriggio di domenica 31 agosto lungo la pista ciclabile a Borghetto, frazione di Avio, dove due ciclisti si sono scontrati violentemente.
A rimanere coinvolti sono stati un turista tedesco di 41 anni e un uomo di 87 anni residente ad Ala. Ad avere la peggio è stato quest’ultimo, che dopo l’impatto ha riportato gravi traumi. Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi: viste le condizioni dell’anziano, si è reso necessario il trasferimento in elicottero. L’elisoccorso di Verona, operativo più vicino al luogo dell’incidente, ha trasportato l’uomo d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento.
L’87enne è stato ricoverato nel reparto di rianimazione, dove si trova in prognosi riservata. Il ciclista tedesco, invece, non avrebbe riportato conseguenze gravi.
Le dinamiche dello scontro sono ancora al vaglio delle forze dell’ordine, intervenute per i rilievi e per regolare la viabilità sulla ciclabile.
Nuove rastrelliere in centro a Trento: più sicurezza per bici e monopattini
01/09/2025 in News
La prossima settimana il centro storico di Trento cambierà volto per chi si muove su due ruote. Sono infatti in arrivo cinquanta nuove rastrelliere che offriranno complessivamente duecentocinquanta posti per biciclette e monopattini. Un investimento mirato non solo ad aumentare gli spazi disponibili, ma anche a migliorare la sicurezza dei mezzi parcheggiati.
Il nuovo modello sostituirà le strutture attuali e consentirà di agganciare il telaio, invece della sola ruota, riducendo così il rischio di furti. Una scelta che risponde alle richieste di ciclisti e utenti della micromobilità, sempre più numerosi in città.
Durante i lavori, però, saranno necessarie alcune restrizioni. Le biciclette attualmente collocate in via Roma e davanti a Torre Mirana dovranno essere rimosse entro martedì 2 settembre, mentre quelle parcheggiate in via Manci dovranno lasciare spazio entro giovedì 4 settembre. La segnaletica di divieto di sosta è già stata posizionata per avvisare i cittadini.
L’iniziativa rientra nel Piano urbano per la mobilità, che punta a rendere Trento una città più accessibile e sostenibile. Dopo un primo intervento avviato lo scorso anno, questo rappresenta un nuovo passo verso la creazione di una rete capillare di stalli per la sosta breve delle biciclette, destinata a estendersi progressivamente in tutto il territorio comunale.
Con queste nuove installazioni, l’amministrazione comunale conferma la volontà di favorire gli spostamenti ecologici, offrendo agli utenti soluzioni pratiche e sicure per lasciare la propria bici o il monopattino in centro.
Monza, in arrivo una nuova rotonda su viale Sicilia: previsti anche pista ciclabile e marciapiedi
31/08/2025 in News
La giunta comunale ha approvato il Documento d’indirizzo alla progettazione per la riqualificazione di viale Sicilia. Il piano prevede la realizzazione di una rotatoria all’incrocio con via Pompei, destinata a sostituire l’attuale intersezione semaforica.
L’opera non riguarderà solo la circolazione automobilistica: accanto all’ampliamento della carreggiata, che porterà due corsie per senso di marcia in prossimità della rotonda, sono previsti anche un nuovo marciapiede e la prima tratta di pista ciclabile sul lato nord della strada.
Il progetto, dal valore complessivo superiore ai tre milioni di euro, è collegato allo sviluppo urbanistico dell’area ex Fiera e punta a migliorare la viabilità in un quadrante della città sempre più trafficato. Per consentire l’intervento, saranno necessari alcuni espropri di terreni agricoli e industriali, ma non verranno toccate aree residenziali.Con la nuova rotatoria, Monza compie dunque un passo avanti verso una mobilità più moderna e sostenibile, cercando di conciliare le esigenze del traffico veicolare con quelle di ciclisti e pedoni.
Trento, oltre 30 km di nuove corsie ciclabili: sicurezza e rispetto al centro del progetto
30/08/2025 in News
La Provincia Autonoma di Trento punta sulla sicurezza dei ciclisti e sulla convivenza con il traffico motorizzato. Nel mese di luglio sono stati realizzati oltre 30 chilometri di nuove Bike Lane su due arterie molto frequentate dagli amanti della bicicletta: 12 chilometri lungo la SP 64 e la SS 43, da Mezzolombardo a Fai della Paganella, e 18,9 chilometri sulla SS 612 in Val di Cembra, tra Valda e Stramentizzo.
Corsie ciclabili visibili ma non riservate
Le Bike Lane sono corsie ciclabili tracciate sul margine destro della carreggiata. Hanno una larghezza compresa tra 80 e 100 centimetri e sono delimitate da linee bianche discontinue. Non si tratta di piste ciclabili riservate, ma di un segnale visivo costante che ricorda agli automobilisti la possibile presenza di biciclette sulla strada.
Obiettivo: maggiore attenzione reciproca
Con questo intervento la Provincia intende ridurre i rischi e favorire un clima di maggiore attenzione e rispetto reciproco tra chi pedala e chi guida. Le nuove corsie, pur non separando i flussi di traffico, offrono un riferimento chiaro per i ciclisti e invitano i conducenti a moderare la velocità e a mantenere una distanza di sicurezza adeguata.
Un valore anche turistico
L’iniziativa ha anche una ricaduta sul fronte del cicloturismo. La Val di Cembra, con i suoi terrazzamenti vitati, e la salita verso l’altopiano della Paganella, punto panoramico tra i più noti del Trentino, diventano percorsi ancora più attrattivi, unendo bellezza paesaggistica e migliori condizioni di sicurezza.
Genova, bici senza campanello: scatta la multa e si apre il dibattito
29/08/2025 in News
Una dimenticanza apparentemente banale è bastata per trasformarsi in una sanzione e, subito dopo, in un piccolo caso social. È successo a Genova, dove una ciclista è stata fermata dalla polizia locale mentre percorreva la corsia riservata di corso Sardegna. L’infrazione? La sua bicicletta era sprovvista di campanello.
Il controllo si è concluso con un verbale da 26 euro, cifra che corrisponde al minimo previsto dal Codice della Strada. La norma è precisa: i velocipedi devono essere equipaggiati con freni, luci e segnalatore acustico. In mancanza di uno solo di questi elementi, scatta la contravvenzione.
La donna, che indossava il casco e aveva le luci regolarmente funzionanti, ha scelto di pubblicare la multa sui social non per polemica, ma per avvisare altri ciclisti: «Così eviterete di trovarvi nella mia stessa situazione», ha spiegato. Nessuna contestazione agli agenti, solo l’ammissione di non essere in regola.
Il post, però, ha acceso la discussione. C’è chi ha considerato sproporzionata la sanzione, soprattutto se confrontata con comportamenti ben più rischiosi che restano spesso impuniti. Altri, invece, hanno difeso l’intervento della polizia locale ricordando che la legge non lascia margini: senza campanello non si può circolare.
Un episodio che solleva una questione più ampia: quanto conosciamo davvero le regole che disciplinano l’uso quotidiano della bicicletta? E quanto incidono questi dettagli, a volte trascurati, sulla sicurezza stradale?
Pedalando lungo il Reno: un viaggio lento nel cuore della Germania
28/08/2025 in Viaggi
Un fiume, una bicicletta e centinaia di chilometri di paesaggi che cambiano a ogni curva. Il Rheinradweg, il percorso ciclabile che costeggia il Reno, è uno dei tragitti più amati d’Europa da chi sceglie di viaggiare sulle due ruote. Con i suoi oltre 1.200 chilometri, il tracciato attraversa sei Paesi, ma è in Germania che regala alcune delle esperienze più suggestive.
Dalle sponde della Foresta Nera fino a Colonia e oltre, il percorso si snoda tra vigneti terrazzati, castelli medioevali arroccati e piccoli villaggi dal ritmo lento. L’infrastruttura ciclabile tedesca è un modello: segnaletica chiara, tratti asfaltati e servizi dedicati ai cicloturisti dalle stazioni per la manutenzione alle pensioni fahrradfreundlich, “amiche della bicicletta”.
Un tratto particolarmente apprezzato è quello tra Magonza e Coblenza. Qui il Reno si stringe, incorniciato da ripide colline ricoperte di vigne, patrimonio UNESCO. È la cosiddetta Valle del Reno romantico, dove ogni pochi chilometri si incontra un borgo pittoresco o una rocca che sembra uscita da un libro di fiabe.
Non è però solo un viaggio nella natura e nella storia. Fermarsi a degustare un Riesling lungo la strada, esplorare le città universitarie come Bonn, o semplicemente osservare il via vai dei battelli sul fiume, trasforma la pedalata in un’esperienza di scoperta culturale.
Senza grandi dislivelli e con numerose opzioni di trasporto integrato – come i treni regionali che accettano biciclette – il percorso è adatto anche a famiglie e ciclisti meno esperti. Per chi cerca una sfida più lunga, invece, il Rheinradweg può diventare parte di un’avventura internazionale fino ai Paesi Bassi.
In Germania, andare in bicicletta non è solo sport o turismo lento: è un invito a guardare il paesaggio con occhi diversi, al ritmo delle proprie pedalate.
Pedalando tra i fiordi delle Lofoten: la Norvegia vista dal sellino
27/08/2025 in Viaggi
Chiunque sogni un viaggio in bicicletta immerso nella natura più selvaggia e scenografica non può ignorare le isole Lofoten. Situate oltre il Circolo Polare Artico, a nord della Norvegia, queste lingue di roccia che emergono dal mare offrono una delle esperienze cicloturistiche più affascinanti al mondo.
La strada principale, la E10, corre come un filo sottile tra montagne appuntite e insenature color smeraldo. Pedalare qui significa convivere con panorami da cartolina: villaggi di pescatori con le tipiche “rorbu” rosse, spiagge bianche sorprendentemente caraibiche, e il sole di mezzanotte che, in estate, trasforma ogni uscita in un’avventura senza tempo.
Il percorso non è particolarmente lungo – circa 230 km da Å a Svolvær – ma il vento e i cambiamenti repentini del meteo lo rendono impegnativo. L’infrastruttura ciclabile è essenziale: non ci sono piste dedicate, ma il traffico ridotto e il rispetto degli automobilisti consentono di pedalare in sicurezza.
Per chi viaggia in autonomia, il campeggio libero è consentito e regala notti indimenticabili in riva al mare. Per i meno spartani, numerosi campeggi e guesthouse offrono ristoro.
Le Lofoten non sono solo un itinerario cicloturistico: sono un rito di passaggio per chi ama sentirsi piccolo di fronte alla potenza della natura. Un viaggio che resta addosso come la luce del nord, intensa e inafferrabile.
La Ciclovia dell’Elba: un classico del Nord Europa su due ruote
27/08/2025 in Viaggi
Se le Lofoten sono un’esperienza estrema, la Ciclovia dell’Elba (Elberadweg) rappresenta invece l’essenza del cicloturismo europeo: comfort, sicurezza e una ricca offerta culturale lungo oltre 1.200 km di percorso.
Il tracciato segue il corso del fiume Elba dalle sorgenti sui Monti dei Giganti in Repubblica Ceca fino al Mare del Nord, attraversando città ricche di storia come Dresda, Magdeburgo e Amburgo. La parte settentrionale, tra Amburgo e Cuxhaven, è particolarmente adatta a chi cerca un viaggio facile ma spettacolare: il paesaggio si apre sulla pianura, il fiume diventa largo come un mare, e il ritmo della pedalata si accorda al respiro lento delle chiatte che risalgono la corrente.
A differenza di molti percorsi nordici, qui le infrastrutture ciclabili sono impeccabili: piste asfaltate, segnaletica chiara, servizi di noleggio e trasporto bagagli che rendono l’esperienza accessibile a tutti, dalle famiglie con bambini agli appassionati di lunghe distanze.
Non mancano le soste di pregio: i castelli lungo l’Elba, le riserve naturali, i piccoli villaggi contadini dove il tempo sembra essersi fermato. E per i buongustai, birre locali e cucine regionali fanno da cornice a giornate di viaggio senza fretta.
Pedalare sull’Elberadweg significa riscoprire l’Europa del nord come un mosaico di natura e cultura, cucito insieme dal ritmo costante delle pedalate. Un percorso meno estremo delle Lofoten, ma altrettanto memorabile.









