La manutenzione intelligente: la tecnica del cicloturista moderno
22/10/2025 in Tecnica
Ogni cicloturista, prima o poi, affronta la stessa domanda: quanto devo saper fare da solo?
La risposta è semplice: abbastanza da non dipendere da nessuno, ma non così tanto da portarsi dietro un’officina.
Il concetto chiave è manutenzione preventiva. La bici è un sistema complesso, ma estremamente onesto: segnala in anticipo quando qualcosa non va. Il cicloturista esperto impara a riconoscere quei segnali, e a intervenire prima che diventino un problema.
La regola delle cinque ispezioni
Prima di ogni viaggio — o almeno una volta a settimana durante un lungo tour — conviene eseguire un check rapido in cinque punti:
1. Trasmissione – catena pulita, lubrificata, senza “salti” tra i pignoni.
2. Freni – pastiglie integre e cavi (o tubi) in buono stato.
3. Ruote – nessun gioco nei mozzi, centratura visiva corretta.
4. Copertoni – pressione adeguata e nessun taglio o rigonfiamento.
5. Bulloneria – controllare a vista eventuali viti lente su portapacchi o manubrio.
Questi pochi minuti valgono ore di tranquillità su strada.
L’attrezzatura minima
Il cicloturista moderno non viaggia più con la borsa piena di chiavi a brugola. Oggi esistono multitool compatti, pompe con manometro integrato e kit di riparazione tubeless o camere d’aria in pochi grammi.
L’essenziale è:
multitool con smagliacatena,
due leve copertone,
camera o toppa,
mini-pompa o CO₂,
un paio di fascette e un pezzetto di nastro telato (i veri salvavita del viaggiatore).
Ma il vero strumento resta la conoscenza. Saper cambiare una camera, regolare un cambio o stringere un bullone non è solo una competenza tecnica: è una forma di libertà.
Tecnologia e sensibilità
Molti cicloturisti oggi viaggiano con bici dotate di cambi elettronici, freni a disco idraulici e mozzi dinamici. È il segno dei tempi. Ma la tecnologia non sostituisce la sensibilità: un rumore diverso, una vibrazione insolita, un clic anomalo restano i migliori indicatori di qualcosa che non va.
La manutenzione intelligente non è mania: è rispetto. Per la bici, ma anche per il viaggio. Ogni chilometro senza intoppi è frutto di un gesto tecnico fatto prima di partire.
Come dicono i meccanici dei team professionistici: “La bici non si rompe mai per caso. Si rompe per disattenzione.”
Pedalare tra i borghi fantasma d’Italia: il fascino del silenzio”
21/10/2025 in News
C’è un’Italia che non compare sulle mappe turistiche, fatta di paesi abbandonati, sentieri dimenticati e strade che si perdono tra boschi e calanchi. Per i cicloturisti, è un invito irresistibile: la possibilità di pedalare nella storia, tra rovine e paesaggi sospesi nel tempo.
Uno degli itinerari più suggestivi parte da Fabbriche di Careggine, in Garfagnana, il borgo sommerso dal lago artificiale di Vagli. Quando l’acqua viene prosciugata per manutenzione, il villaggio riemerge come un miraggio medievale. Da lì si può proseguire verso Campocatino, un antico alpeggio incastonato tra le rocce, con una vista che spazia fino al mare Tirreno.
Anche nel Sud, il silenzio ha il suo fascino. In Basilicata, la Strada dei Borghi Abbandonati collega Craco, Pisticci Vecchio e Aliano, il paese di “Cristo si è fermato a Eboli”. Sterrati polverosi, discese vertiginose e paesaggi quasi lunari: un percorso che è al tempo stesso avventura e riflessione.
Pedalare tra i borghi fantasma non è solo un viaggio nel passato, ma una scoperta del presente: la lentezza, il contatto con la natura e la capacità di ascoltare ciò che resta quando tutto il resto è sparito.
La rivoluzione delle e-bike nel cicloturismo: libertà per tutti”
21/10/2025 in News
Una volta il cicloturismo era riservato ai più allenati. Oggi, grazie alle bici elettriche, il viaggio su due ruote è diventato davvero per tutti. La rivoluzione delle e-bike ha cambiato il modo di vivere la strada, aprendo nuovi orizzonti anche a chi non si definisce sportivo.
Secondo i dati di Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), nel 2024 in Italia sono state vendute oltre 400 mila e-bike, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Ma il dato più interessante è un altro: cresce il numero di viaggiatori che scelgono la bici elettrica per esplorare territori rurali, borghi e parchi naturali.
Regioni come Trentino, Toscana e Puglia stanno investendo in percorsi “bike friendly”, con colonnine di ricarica, noleggi integrati e segnaletica dedicata. Anche le strutture ricettive si sono adattate: hotel con deposito bici, officine mobili e mappe GPX pronte all’uso.
L’e-bike non toglie il gusto della fatica, ma lo rende accessibile. Permette di coprire distanze più lunghe, affrontare salite impegnative e condividere l’esperienza con chi, forse, non avrebbe mai pensato di poterlo fare.
Bikepacking in Italia: 5 consigli per la tua prima avventura su due ruote
20/10/2025 in Tecnica
Il bikepacking è la nuova frontiera del viaggio in bici: niente borse pesanti, solo l’essenziale legato al telaio e tanta voglia di libertà. Sempre più ciclisti scelgono questa formula per scoprire l’Italia fuori dalle rotte classiche, dormendo sotto le stelle o in piccoli rifugi di campagna.
Ecco cinque consigli pratici per chi vuole iniziare.
1. Scegli il percorso giusto.
Meglio partire con un itinerario medio-facile, con dislivelli contenuti e punti di rifornimento frequenti. Ottime opzioni sono la Via degli Dei (Bologna–Firenze) o la Ciclovia Aida (da Susa a Trieste).
2. Alleggerisci la mente, e la bici.
Porta solo ciò che serve davvero: un cambio tecnico, una giacca impermeabile, kit di riparazione, caricabatterie e una tenda ultraleggera. Ricorda: ogni grammo in più si sente sulle salite.
3. Allenati prima di partire.
Non serve essere atleti, ma un minimo di preparazione è fondamentale. Prova un paio di weekend con zaino e sacco a pelo per abituarti al peso e al ritmo.
4. Pianifica ma resta flessibile.
Il bello del bikepacking è proprio la libertà. Tieni una traccia GPS, ma concediti deviazioni e pause quando qualcosa cattura la tua attenzione.
5. Rispetta i luoghi che attraversi.
Lascia solo le tue orme (o meglio, le tue impronte di gomma). Il cicloturismo è anche un gesto ecologico e di cura verso il territorio.
Alla fine, ogni viaggio in bikepacking è una lezione di semplicità: basta una bici, un po’ di strada e la voglia di scoprire quanto lontano si può andare con il vento in faccia.
Sulla via delle acque: pedalando lungo il Po, dal Monviso all’Adriatico”
20/10/2025 in Viaggi
C’è un momento, lungo la ciclabile del Po, in cui la pianura si fa silenziosa e l’acqua scorre accanto come un compagno di viaggio. È lì che il tempo rallenta e la bicicletta diventa strumento di scoperta, non di arrivo.
Il Ciclovia del Po, uno dei progetti più affascinanti del cicloturismo italiano, unisce le sorgenti del grande fiume ai lidi dell’Adriatico per oltre 600 chilometri di percorsi ciclabili. Dal Piemonte al Veneto, passando per Emilia e Lombardia, è un viaggio nel cuore produttivo del Paese, ma anche nella sua anima più autentica.
Si parte dalle Alpi, dove il fiume nasce sotto lo sguardo austero del Monviso, e si segue il suo corso tra risaie, cascine e ponti di ferro. Ogni tappa racconta una storia: Cremona con le sue liuterie, Ferrara con le mura rinascimentali, Delta del Po con le sue oasi di aironi e canneti.
L’esperienza è dolce, mai frenetica. Gli incontri con i produttori locali, le notti in agriturismo, le chiacchiere con chi vive il fiume ogni giorno: tutto contribuisce a rendere questo itinerario un racconto di lentezza e meraviglia.Perché il cicloturismo, in fondo, è questo: un modo per misurare il tempo non in chilometri, ma in sguardi.
Al via i lavori per la nuova pista ciclabile tra Roncalceci e Ghibullo
19/10/2025 in News
Partiranno lunedì i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclabile lungo la strada provinciale 5 “Roncalceci”, un intervento atteso da tempo che collegherà in sicurezza i centri abitati di Roncalceci e Ghibullo. Il tracciato, lungo circa 750 metri, rappresenta un tassello importante nella rete ciclabile del territorio ravennate, pensato per favorire la mobilità sostenibile e ridurre i rischi per chi si sposta su due ruote.
La nuova infrastruttura sarà bidirezionale e avrà una larghezza di 2,5 metri, sufficiente a garantire un passaggio agevole per ciclisti in entrambi i sensi di marcia. Ma l’aspetto più significativo riguarda la sicurezza: la pista sarà costruita in sede propria, completamente separata dalla carreggiata della provinciale e dal traffico automobilistico.
A dividere bici e auto sarà un cordolo insormontabile largo 50 centimetri, posizionato a mezzo metro dalla linea bianca che delimita l’attuale corsia stradale. Una soluzione che consentirà di mantenere la continuità del percorso ciclabile senza compromettere la viabilità esistente.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della mobilità lenta nella zona, promossa per incoraggiare gli spostamenti quotidiani in bicicletta e, al tempo stesso, offrire nuove opportunità per il cicloturismo locale. Il collegamento tra Roncalceci e Ghibullo, infatti, si trova in un’area ricca di percorsi secondari e strade di campagna ideali per chi ama pedalare immerso nella tranquillità della pianura romagnola.
Una volta completata, la pista ciclabile diventerà non solo una via più sicura per i residenti, ma anche un nuovo itinerario da scoprire per chi viaggia alla scoperta del territorio in sella a una bici.
L’Italia a pedali: la nuova frontiera del turismo lento
18/10/2025 in News
Negli ultimi anni l’Italia ha riscoperto il piacere di viaggiare piano. Dopo decenni di vacanze mordi e fuggi, il cicloturismo si è imposto come una delle tendenze più autentiche e sostenibili del nuovo turismo. Oggi non è più solo una nicchia per sportivi o appassionati, ma un modo di vivere il viaggio: muoversi con lentezza, osservare, ascoltare, incontrare.
Dal Veneto alla Puglia, dalla Toscana alla Sardegna, ogni regione ha riscoperto antiche strade e vie secondarie, adattandole ai ritmi delle due ruote. Gli itinerari si moltiplicano, le ciclovie diventano dorsali turistiche e le strutture ricettive imparano a parlare la lingua del viaggiatore in bici: colazioni energetiche, ricoveri sicuri per le biciclette, mappe aggiornate e assistenza tecnica.
Un Paese fatto per la bici
L’Italia è un museo a cielo aperto e la bicicletta ne è la chiave ideale. Ogni pedalata attraversa un paesaggio diverso: le risaie del Pavese, i borghi collinari della Val d’Orcia, i trulli della Valle d’Itria, le scogliere del Salento. Ma soprattutto, il cicloturismo unisce territori lontani e riporta vita nei piccoli paesi dimenticati.
Lungo la Ciclovia del Sole, che collega Bolzano a Bologna e poi fino al Sud, migliaia di cicloturisti percorrono ogni anno la storica linea ferroviaria dismessa, oggi trasformata in un nastro d’asfalto immerso nella natura. Sulle vie d’acqua del Po si pedala seguendo il ritmo dei fiumi, mentre in Sardegna la neonata Ciclovia della Nurra accompagna il mare e i silenzi di un’isola ancora selvaggia.
Numeri in crescita
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo Outdoor, il cicloturismo in Italia genera oltre 7 milioni di presenze l’anno, con una spesa media di circa 90 euro al giorno per persona. È un turismo che lascia valore sul territorio, perché preferisce le strutture locali, le osterie, i prodotti a chilometro zero.
A trainare la crescita sono soprattutto i trentenni e quarantenni, ma anche molte famiglie che scelgono vacanze attive, percorsi facili e la libertà di spostarsi senza stress.
Il futuro è a due ruote
Le nuove generazioni non cercano solo destinazioni, ma esperienze. E il cicloturismo, in questo senso, è un linguaggio universale: coniuga movimento, scoperta e sostenibilità. Il boom delle e-bike ha reso accessibili percorsi un tempo riservati ai più allenati, aprendo la strada a un pubblico sempre più ampio.
Oggi molte regioni italiane stanno investendo in infrastrutture ciclabili integrate, con progetti che collegano le grandi città ai borghi minori. L’obiettivo è chiaro: fare dell’Italia una delle mete cicloturistiche più importanti d’Europa, insieme a Germania e Olanda.
Un modo diverso di guardare il mondo
Viaggiare in bici è una forma di libertà che non ha età. È il vento sul viso, la fatica che si trasforma in gioia, l’incontro improvviso con un contadino o un artigiano che racconta la sua storia. È la possibilità di attraversare il Paese non solo da nord a sud, ma da dentro.
Il cicloturismo non è una moda, ma una cultura che cresce. Una rivoluzione silenziosa, fatta di pedali e di orizzonti aperti.
La Via Silente: il Cilento da scoprire a colpi di pedale
17/10/2025 in Viaggi
Ci sono viaggi che si fanno per arrivare e altri che si fanno per capire. La Via Silente, un itinerario cicloturistico di circa 600 chilometri nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, appartiene decisamente alla seconda categoria. È una rotta che invita a rallentare, ad ascoltare il respiro dei luoghi e a ritrovare il piacere della lentezza.
Un anello di silenzi e meraviglie
La Via Silente nasce nel 2014 da un’idea visionaria: valorizzare il Cilento attraverso il ritmo della bicicletta. L’anello parte da Castelnuovo Cilento e si snoda tra montagne e mare, boschi e borghi medievali, fino a lambire le acque cristalline di Palinuro, Marina di Camerota e Acciaroli, il borgo amato da Hemingway.
Il tracciato attraversa oltre 70 comuni, collegando luoghi che il turismo di massa ha dimenticato ma che conservano un fascino autentico. Pedalando, si passa accanto a uliveti secolari, antiche mulattiere e silenzi che sanno di passato. È un viaggio in cui ogni curva regala un panorama, e ogni incontro diventa una storia.
Pedalare lento, vivere intensamente
Affrontare la Via Silente significa entrare in un’altra dimensione del viaggio: quella in cui la fatica è parte del piacere. Con i suoi 10.000 metri di dislivello, il percorso mette alla prova gambe e testa, ma ogni salita è ricompensata da un panorama che toglie il fiato o da un sorriso incontrato lungo la strada.
Gli “Albergabici” sono strutture convenzionate pensate per i ciclisti che offrono un ristoro, informazioni e accoglienza genuina. C’è chi affronta l’anello completo in dieci giorni, chi si concede solo qualche tappa: l’importante è lasciarsi guidare dal ritmo della strada, non dal cronometro.
Quando partire e cosa portare
Primavera e autunno sono i momenti ideali per vivere l’esperienza: il clima è mite, la natura esplode di colori e le strade restano tranquille. Una gravel o una mountain bike equipaggiata per il bikepacking è perfetta per affrontare il fondo misto del percorso; le e-bike permettono di godersi anche le salite più impegnative senza rinunciare al gusto dell’avventura.
Un viaggio che resta dentro
Più che un itinerario, la Via Silente è un incontro. Con la natura, con la gente del posto, ma soprattutto con sé stessi. È la scoperta di un Sud autentico, dove il tempo scorre lento e ogni pedalata diventa una forma di meditazione in movimento.
Bellinzago e Oleggio, in arrivo 2,4 milioni per ampliare la rete ciclabile dell’Ovest Ticino
16/10/2025 in News
Bellinzago e Oleggio si preparano a pedalare verso un futuro più sostenibile. Grazie ai fondi europei del programma Fesr 2021-2027, la Regione Piemonte ha assegnato 2,4 milioni di euro per il potenziamento della rete ciclabile nei due Comuni dell’Ovest Ticino, nell’ambito del cosiddetto “Ambito 5”. Si tratta di un intervento strategico che si aggiunge al contributo da 1,7 milioni già destinato al collegamento tra Cameri e Galliate lungo la provinciale 4, con l’obiettivo di creare una rete continua e sicura per la mobilità dolce.
Il progetto prevede la realizzazione o la messa in sicurezza di circa 25 chilometri di percorsi ciclabili, di cui una ventina ricavati lungo strade già esistenti e altri 5 chilometri di nuovi tratti da costruire ex novo a margine delle carreggiate. L’intento è quello di favorire l’interconnessione tra i centri abitati, le aree produttive e i luoghi di interesse turistico, promuovendo una mobilità alternativa all’auto privata.
L’intervento più rilevante sarà il nuovo collegamento ciclabile di oltre 3 chilometri tra via Po, a Bellinzago, e il lato sud della Badia di Dulzago, l’antico borgo rurale immerso nella campagna novarese. Lungo questo tracciato è prevista anche l’installazione di colonnine di ricarica per e-bike, a testimonianza di una crescente attenzione verso le nuove forme di mobilità elettrica e sostenibile.
Secondo le amministrazioni locali, il finanziamento rappresenta un passo decisivo per rendere il territorio più accessibile e attrattivo, sia per i residenti sia per i visitatori. “La ciclabile non sarà solo un’infrastruttura ambientale, ma anche un volano per il turismo e per la valorizzazione del nostro patrimonio rurale e naturalistico”, sottolineano i sindaci dei due Comuni.
Con questi nuovi interventi, l’Ovest Ticino punta a consolidare la propria identità come area modello di mobilità lenta e integrata, capace di coniugare sostenibilità, sicurezza e valorizzazione del territorio. Se i tempi di approvazione e gara verranno rispettati, i lavori potrebbero prendere il via già nel corso del prossimo anno.
Pedalare leggeri: il minimalismo entra nel cicloturismo”
15/10/2025 in News
C’è un nuovo modo di viaggiare in bicicletta, e non riguarda solo la destinazione. Si chiama minimalismo a pedali, e nasce dall’idea che la libertà si misuri in chilogrammi.
Niente più borse laterali stracolme o equipaggiamenti da spedizione: chi abbraccia il bikepacking punta all’essenziale una tenda ultraleggera, due cambi tecnici e tanta voglia di strada.
I vantaggi sono evidenti: si viaggia più veloci, si spende meno, ma soprattutto si riscopre il gusto dell’imprevisto. “Porto con me solo ciò che mi serve davvero, e ogni cosa ha un valore nuovo”, racconta Giulia, 32 anni, che ha attraversato la Sardegna dormendo sotto le stelle.
Il minimalismo su due ruote non è solo una moda: è una reazione al superfluo, un invito a rallentare. In un’epoca in cui si misura tutto in prestazioni, il cicloturismo leggero ricorda che la vera conquista è pedalare liberi, senza zavorre né sul portapacchi né nella testa.









