-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 3 giorni fa
Giro della Questura 2026
Giro della Questura 2026: 70 km in Toscana, promo 25€ e prima griglia per i primi 100 iscritti Il Giro della Questura 2026 torna il 29 marzo 2026 con un format chiaro: percorso veloce, numero chiuso e vantaggi concreti per chi si iscrive subito. La manifestazione si svilupperà su 70 km con 300 metri di dislivello, un tracciato scorrevole e tecnico pensato per aprire la stagione con ritmo e qualità organizzativa. ⚠️ Massimo 500 partenti. Nessuna eccezione. 📍 Partenza e arrivo ufficiali Partenza: Campo Moreno Martini – Campo CONI (Lucca) Arrivo: Monte San Quirico, nella classica e consolidata sede di arrivo del Giro della Questura La partenza dal Campo CONI garantisce logistica efficiente, ampi spazi per la griglia e servizi dedicati agli atleti. L’arrivo a Monte San Quirico, ormai punto simbolico della manifestazione, rappresenta il momento decisivo: un finale che negli anni ha reso riconoscibile l’evento nel panorama delle mediofondo toscane. 🚴 Percorso: 70 km – 300 metri di dislivello Il tracciato del Giro della Questura 2026 è caratterizzato da: 70 km totali 300 m di dislivello Profilo ondulato e scorrevole Ideale per ritmo sostenuto Non si tratta di una prova estrema, ma di una mediofondo equilibrata che consente di: Testare la condizione di inizio stagione Lavorare su velocità e gestione del gruppo Vivere una gara competitiva ma accessibile La limitata altimetria favorisce una dinamica di gara veloce e tecnica, dove strategia e posizione in griglia fanno la differenza. 🔥 Promo lancio: 25€ e prima griglia per i primi 100 C’è un motivo concreto per iscriversi subito: ✅ Le prime 100 iscrizioni partiranno in prima griglia ✅ Quota promozionale attiva a 25€ Partire in prima griglia significa evitare rallentamenti iniziali e impostare subito il proprio ritmo. È un vantaggio competitivo reale. Raggiunte le prime 100 iscrizioni: L’accesso alla prima griglia sarà chiuso La quota promozionale potrà subire variazioni 🎯 Numero chiuso: massimo 500 iscritti Il Giro della Questura 2026 è a numero chiuso con 500 partenti totali. Questa scelta garantisce: Sicurezza lungo il percorso Migliore gestione dei flussi Maggiore qualità organizzativa Esperienza più fluida per tutti i partecipanti Una volta raggiunto il tetto massimo, le iscrizioni verranno chiuse. 📌 Come iscriversi 👉 Iscrizione diretta (promo 25€): 👉 Sito ufficiale dell’evento: 29 marzo 2026: apri la stagione nel modo giusto Il Giro della Questura è una mediofondo strategica per chi vuole iniziare l’anno con un evento organizzato, veloce e riconoscibile nel panorama toscano. 70 km – 300 m D+ – 500 posti totali – 25€ per i primi 100. La prima griglia non Continua a leggere
-
Crono Squadre Puccini Versilia
La Crono Squadre Puccini – Versilia – Viareggio si svolgerà il 11 Aprile a Torre del Lago (Viareggio) ed è valida come Campionato Italiano FCI, aperto a tutti gli enti riconosciuti. Un evento che celebra il ciclismo di squadra in uno dei contesti più suggestivi della Toscana, dove sport, natura e cultura si incontrano. La gara si svolgerà nella formula della crono a squadre, con formazioni composte da 6 atleti. Il tempo ufficiale di squadra sarà determinato dal passaggio al traguardo dei primi 4 atleti. Per le squadre miste, ai fini della classifica, tra i primi quattro atleti classificati dovrà essere obbligatoriamente presente almeno una donna; in caso contrario, il tempo ufficiale di squadra sarà rilevato sul passaggio al traguardo della prima atleta donna, che farà fede per la classifica. La manifestazione è aperta a squadre maschili, femminili e miste, oltre alle squadre di fantasia, che potranno essere create direttamente in fase di iscrizione, consentendo anche ad atleti senza una squadra di formare un team per l’occasione. Il percorso si sviluppa in una location unica, sospesa tra mare e lago, completamente immersa nella natura. Si pedala tra la pineta incontaminata di Torre del Lago, il mare della Versilia e le acque suggestive del Lago di Massaciuccoli, in un ambiente che invita alla concentrazione, al ritmo e al respiro. È in questi luoghi che ha vissuto e trovato ispirazione Giacomo Puccini, componendo alcune delle sue opere più celebri. Pedalare qui significa attraversare un paesaggio che parla di bellezza, silenzio e armonia, dove il tempo non è solo quello del cronometro. La Crono Squadre Puccini – Versilia – Viareggio non è soltanto una gara valida per il titolo tricolore, ma un’esperienza che unisce agonismo, spirito di squadra ed emozione, in Continua a leggere
-
Alpe Cimbra in Bicicletta Natura, Sport e Turismo Attivo nel Cuore del Trentino
Alpe Cimbra in Bicicletta: Natura, Sport e Turismo Attivo nel Cuore del Trentino L’Alpe Cimbra rappresenta una delle aree alpine più interessanti del Trentino per chi sceglie una vacanza in bicicletta, sia essa all’insegna della mountain bike, del cicloturismo o della bici da strada. Un territorio ampio, vario e accessibile, ideale per chi desidera pedalare immerso nella natura senza rinunciare a servizi turistici di qualità. Tra altipiani, boschi e panorami aperti sulle Dolomiti, l’Alpe Cimbra si presta a essere esplorata lentamente, seguendo strade secondarie, sentieri forestali e percorsi dedicati alle due ruote. MTB e Outdoor: un Territorio Pensato per i Biker Chi pratica mountain bike trova sull’Alpe Cimbra un ambiente particolarmente favorevole: i percorsi si sviluppano su un’ampia rete di strade sterrate e trail naturali, con dislivelli modulabili e tracciati adatti sia a chi muove i primi passi sia ai biker più esperti. I sentieri attraversano ambienti diversi – boschi, pascoli, zone panoramiche – e permettono di costruire itinerari personalizzati, anche su più giorni, combinando sport, relax e scoperta del territorio. Cicloturismo per Tutti: Famiglie, E-Bike e Viaggi Lenti L’Alpe Cimbra è una destinazione ideale anche per il cicloturismo e per chi viaggia in e-bike. Le pendenze generalmente regolari, la presenza di percorsi protetti e la possibilità di collegare più località rendono l’area perfetta per un turismo attivo e sostenibile. Le famiglie possono scegliere itinerari brevi e sicuri, mentre i cicloturisti più allenati possono affrontare tour giornalieri più lunghi, con soste in borghi alpini, malghe e punti di interesse storico e naturalistico. Bici da Strada: Allenamento e Panorami di Montagna Per gli appassionati di bici da strada, l’Alpe Cimbra offre salite impegnative ma regolari, ideali per l’allenamento in quota. Le strade, generalmente poco trafficate, si sviluppano tra vallate e altipiani, regalando panorami aperti e un contesto ideale per chi cerca prestazioni e tranquillità. È una zona apprezzata sia da amatori sia da ciclisti più esperti che desiderano preparare gare o migliorare la propria resistenza in ambiente montano. Servizi Bike Friendly e Ospitalità Uno dei punti di forza dell’Alpe Cimbra è l’attenzione ai servizi dedicati ai ciclisti. Strutture ricettive orientate al turismo outdoor, noleggi bici, assistenza tecnica e proposte guidate rendono semplice organizzare una vacanza su misura. L’offerta turistica è pensata per accogliere il ciclista in tutte le fasi del viaggio: dalla pianificazione dei percorsi al recupero post-uscita, fino alla scoperta dell’enogastronomia locale. Pedalare per Scoprire il Territorio La bicicletta diventa sull’Alpe Cimbra uno strumento per conoscere il territorio in modo autentico. Lungo i percorsi si incontrano tracce della storia alpina, architetture rurali, pascoli d’alta quota e testimonianze legate alla cultura locale. Pedalare qui significa unire sport, natura e identità territoriale, vivendo un’esperi Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 3 mesi, 3 settimane fa
Parkpre KL85
Parkpre KL85 – L’essenza della performance prende forma La Parkpre KL85 nasce per chi pretende il massimo: un telaio monoscocca in carbonio T800, progettato per trasformare ogni watt in pura accelerazione. La struttura compatta e la disposizione ottimizzata delle fibre garantiscono una rigidità torsionale impeccabile, mentre il peso di soli 850 grammi offre quella sensazione di leggerezza che si percepisce già alla prima spinta sui pedali. Ogni dettaglio della KL85 è pensato per creare un legame diretto tra ciclista e strada: la reattività in rilancio, la precisione nelle traiettorie, la capacità di mantenere velocità elevate senza dispersioni. È un telaio che non solo risponde, anticipa. Ma la performance è anche personalità. Per questo la KL85 è completamente personalizzabile negli allestimenti e nel colore grazie al nostro configuratore MYPARKPRE, il primo configuratore 3D AR brevettato del settore. Attraverso la realtà aumentata puoi vedere la tua bici prendere forma davanti ai tuoi occhi, scegliere combinazioni cromatiche uniche e creare un’estetica che rispecchi il tuo stile di guida e la tua identità. La KL85 non è semplicemente un telaio top di gamma: è la sintesi di tecnologia, passion Continua a leggere -
Pedalando sulla Via Vandelli: la scoperta delle mummie di Roccapelago con Paolo BoschiniAlla scoperta del Museo delle Mummie e delle Chiesa di Roccapelago Tra storia, fede e vita di montagna lungo la Via Vandelli Roccapelago, piccolo borgo montano incastonato tra Emilia e Toscana lungo la storica Via Vandelli, custodisce testimonianze affascinanti che raccontano secoli di vita, spiritualità e cultura. A guidarci in questo viaggio nel tempo è Paolo Boschini, parroco di Roccapelago e di altre cinque comunità della zona, oltre che docente di filosofia all’Università di Bologna. Paolo Boschini: una guida rara, un uomo di montagna, un ciclista Raccontare Roccapelago senza raccontare Paolo Boschini sarebbe impossibile.La sua calma profonda, la sua gentilezza e quella saggezza semplice che solo le persone autentiche sanno trasmettere, accompagnano chi lo incontra in un viaggio unico. Paolo non è solo un parroco e un docente universitario: è anche un ciclista, abituato a vivere e attraversare questi luoghi con il ritmo lento della pedalata e del cammino. Ed è proprio questo che rende speciale pubblicare questa storia su un blog come Cicloturismo: raggiungere Roccapelago a piedi o in bicicletta amplia lo sguardo, libera la mente e permette di entrare in sintonia con il territorio.Incontrare un uomo così — un parroco, un professore, un viaggiatore della montagna — è una fortuna rara che arricchisce l’esperienza e lascia un segno profondo. La Chiesa dedicata alla Conversione di San Paolo: un luogo dove la storia affiora dal sottosuolo La chiesa parrocchiale, risalente alla metà del Cinquecento, fu edificata sui resti dell’antico castello di Omolo di Montegarullo. Durante recenti lavori di ristrutturazione è emersa una scoperta eccezionale: circa 400 corpi di abitanti del paese, sepolti sotto il pavimento tra il 1580 e il 1780. Alcuni di questi corpi, per un raro processo di naturale essiccazione, si sono conservati nel tempo diventando ciò che comunemente — ma impropriamente — si definisce “mummie”. Attraverso approfondite analisi, questi resti hanno raccontato molto: abitudini quotidiane, usi e costumi della popolazione montana, alimentazione e salute, condizioni di vita tra Cinquecento e Settecento. Un patrimonio inestimabile, oggi custodito e valorizzato nel Museo delle Mummie di Roccapelago. Il Museo delle Mummie: un viaggio nella vita della montagna tra 1500 e 1800 Il museo è facilmente raggiungibile in auto, ma ancor più suggestivo è arrivarci a piedi o in bicicletta, seguendo i sentieri che attraversano i boschi dell’Appennino. Un percorso che unisce natura, storia e cultura. Il parroco invita i visitatori a scoprire di persona le rivelazioni più sorprendenti emerse dagli studi sui corpi ritrovati.“Preferisco non anticipare troppo — afferma Boschini — perché vale davv Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 6 mesi, 2 settimane fa
ANIMA De Rosa, il titanio che respira con me
Il mio primo contatto con la famiglia De Rosa è stato con Francesco.Oggi, invece, ad accogliermi ho trovato Cristiano: il numero uno, la storia vivente di questa azienda che ha fatto grande il ciclismo italiano. Cristiano non si è posto come un dirigente distante, ma come un uomo capace di ascoltare.Si è messo a mia disposizione con umiltà e passione: mi ha spiegato le tecniche di saldatura TIG del titanio, mi ha mostrato modelli, ha preso le mie misure confrontandole con quelle del mio biomeccanico.E da questo incontro è nato un progetto. Perché De Rosa non è solo un marchio: è un’azienda a misura d’uomo, fatta di persone vere, che sanno ascoltare, accogliere, trasformare un’idea in realtà.È stato un onore incontrarli. È stato un onore parlare con loro. È stato un onore scambiare pensieri semplici che, come scintille, hanno acceso la fiamma di qualcosa di unico. Il suo nome sarà ANIMA.Non una bicicletta qualsiasi, ma il prolungamento del mio corpo.Un legame viscerale, quasi carnale, con il titanio: metallo che vibra, che respira con me, che diventa esperienza pura.Con ANIMA lascerò il carbonio alle spalle e porterò con me un compagno di vita, un’opera unica che mi accompagnerà lontano. E chissà… forse un giorno potrà nascere una collaborazione.Sarebbe meraviglioso portare queste biciclette, questi esempi di artigianalità e passione, ai miei eventi: far toccare con mano un materiale caldo, vivo, che non ti abbandona e che sa portarti lontano, nel tempo e nello spazio. ANIMA: la bicicletta che nasce dall’as Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 8 mesi, 3 settimane fa
Fortezza delle Verrucole: pedalare nella storia, scoprire la GarfagnanaFortezza delle Verrucole: pedalare nella storia, scoprire la Garfagnana C’è un momento, durante una granfondo, in cui il silenzio della montagna prende il sopravvento sul rumore delle ruote. Un attimo in cui il paesaggio si fa racconto, e il ciclismo diventa un viaggio nel tempo. Succede in Garfagnana, e succede esattamente ai piedi della Fortezza delle Verrucole, una delle tappe più suggestive della Granfondo dei Laghi della Garfagnana, in programma il prossimo 13 luglio. Una fortezza sospesa nel tempo Situata nel comune di San Romano in Garfagnana, la Fortezza delle Verrucole domina la valle da oltre mille anni. Restaurata e restituita al pubblico in tutto il suo fascino medievale e rinascimentale, oggi è sede di un Archeopark dove la storia si tocca con mano: camminamenti, torri, laboratori didattici, guide in abiti storici. Ma prima ancora di tutto questo, è un simbolo: una sentinella di pietra che veglia sul paesaggio e incanta chi passa, a piedi o in bicicletta. Una granfondo tra bellezza e memoria Durante la Granfondo dei Laghi, questo luogo non è solo uno sfondo da cartolina: è parte integrante dell’esperienza. I partecipanti attraverseranno un tratto immerso nella natura incontaminata, sfiorando i pendii su cui si erge la fortezza. La salita che porta verso queste zone è uno dei momenti più emozionanti del percorso, in un’alternanza di fatica e stupore che rende il ciclismo Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 8 mesi, 3 settimane fa
Un grazie speciale al Comune di Fabbriche di VergemoliUn grazie speciale al Comune di Fabbriche di Vergemoli Per il loro supporto instancabile alla III edizione della Granfondo del Vento e alla V della Tuscany Extreme Quest’anno, la Granfondo del Vento ha celebrato la sua terza edizione, affiancata dalla quinta edizione della Tuscany Extreme. Due eventi distinti, ma complementari, che si sono uniti in una sola, grande manifestazione ciclistica. Una scelta coraggiosa e lungimirante: unire due anime del ciclismo per portare ancora più persone a pedalare e a scoprire le meraviglie dei nostri territori. In questo cammino, il Comune di Fabbriche di Vergemoli, con la sua Amministrazione Comunale, il Sindaco Michele Giannini e la sempre disponibile Camilla Baccelli, si è dimostrato – come ogni anno – un partner esemplare. È il terzo anno consecutivo che partecipano attivamente, con entusiasmo e passione, offrendo un ristoro memorabile, diventato ormai uno dei momenti più attesi dai partecipanti. E lo hanno fatto ogni volta, con qualsiasi condizione atmosferica: Il primo anno, sotto una pioggia battente; Il secondo, tra freddo intenso e persino grandine; E quest’anno, finalmente, sotto un meraviglioso sole. Questa determinazione e questa visione d’insieme li portano a sostenere l’evento anche davanti alle difficoltà, alle incomprensioni, ai dubbi. Non si scoraggiano nemmeno quando qualcuno telefona per lamentarsi di una chiusura temporanea delle strade. Loro vanno avanti, guardano oltre. Perché sanno che stiamo costruendo qualcosa di prezioso: un progetto che genera valore reale per il territorio, per il turismo sostenibile e per una forma di turismo tematico che può dare nuova linfa ai borghi, alle persone, alle economie locali. E, come sempre, hanno avuto ragione. Perché il passaggio tra Vergemoli e Calomini, la vista incantevole sull’Eremo di Calomini, il tratto che conduce alle Grotte del Vento: tutto questo ha regalato ai partecipanti un’esperienza indimenticabile, unica, profonda. Un percorso che molti continuano a lodare, scrivendoci che non dovrebbe mai essere cambiato. Perché è perfetto così com’è. Il Sindaco Michele Giannini è una persona speciale. Come tanti altri sindaci che ho incontrato negli anni nei miei eventi, rappresenta un’Italia che crede ancora nei territori, che non ha paura di mettersi in gioco. La sua umanità, la sua disponibilità, la sua attenzione colpiscono ogni volta. E io, ogni volta, sento il dovere e il piacere di ringraziarlo. Ringraziare tutti loro, uno a uno, perché davvero fanno la differenza. Sono estremamente orgoglioso di questa collaborazione.E chissà: forse insieme, riusciremo a creare qualcosa di ancora più grande, un nuovo evento “a casa loro”, progettato appositamente per raccontare e valorizzare ogni dettaglio di questo angolo straordinario di Toscana. Perché sono i piccoli borghi a fare la differenza.Luoghi dove il tessuto sociale è ancora vivo, autentico, fatto di sorrisi sinceri, abbracci veri, strette di mano che contano. Dove ci si incontra, ci si guarda negli occhi, e si parla già del prossimo anno. Non abbiamo paura delle difficoltà, delle critiche, dei piccoli ostacoli.Abbiamo imparato a guardare avanti, sempre.E crediamo, con convinzione, che il turismo tematico – e in particolare il cicloturismo – possa diventare un motore solido e strategico per il futuro dei piccoli Comuni d Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 1 mese fa
Il Golfo di Baratti: Storia, Natura e Avventura su Due Ruote
Un tesoro della costa toscana Il Golfo di Baratti, situato sulla costa tirrenica della Toscana, è una gemma naturale e storica, incastonata tra le acque cristalline del Mar Ligure e le dolci colline della Val di Cornia. Famoso per la sua sabbia dorata con riflessi ferrosi, eredità della civiltà etrusca che qui lavorava il ferro estratto dall’Isola d’Elba, il golfo rappresenta una meta ideale per gli amanti della storia, della natura e del cicloturismo. Un viaggio nella storia: la necropoli etrusca di Baratti e Populonia Oltre alla bellezza paesaggistica, il Golfo di Baratti è uno scrigno di storia. Qui si trova la necropoli etrusca di Baratti e Populonia, unica città etrusca costruita direttamente sul mare. Pedalare tra i resti archeologici offre un’esperienza immersiva nel passato, permettendo di attraversare i sentieri che collegano il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, dove è possibile ammirare antiche tombe a tumulo e ipogei scavati nella roccia. Un paradiso per il cicloturismo Grazie alla varietà di percorsi, il Golfo di Baratti è un vero paradiso per gli appassionati di gravel e mountain bike. I sentieri si snodano tra macchia mediterranea, pinete e viste mozzafiato sul mare, offrendo itinerari per tutti i livelli di esperienza. Percorso Baratti – Buca delle Fate Un must per chi ama l’avventura. Partendo dalla spiaggia di Baratti, si imbocca un sentiero sterrato che attraversa il bosco fino a raggiungere la suggestiva Buca delle Fate, una scogliera spettacolare con un panorama mozzafiato. Il percorso presenta tratti tecnici ma ripaga con la bellezza selvaggia del paesaggio. Sentiero panoramico per Piombino Per chi cerca un itinerario più lungo, il tragitto che collega Baratti a Piombino è perfetto. Si pedala tra saliscendi con viste sul mare, fino a raggiungere la storica città di Piombino, dove si può visitare il centro medievale e la maestosa Piazza Bovio, una terrazza naturale affacciata sul mare. L’anello di Populonia Alta Un percorso che unisce strade bianche e tratti asfaltati, perfetto per bici gravel. Partendo da Baratti, si sale verso Populonia Alta, borgo medievale che regala viste incredibili sulle isole dell’arcipelago toscano. La discesa offre un mix di sterrati scorrevoli e stradine immerse nella natura. Relax e sapori locali Dopo una pedalata tra mare e colline, il Golfo di Baratti offre la possibilità di rilassarsi sulla spiaggia o di concedersi un tuffo nelle acque limpide. Per chi vuole immergersi nei sapori locali, i ristoranti della zona propongono specialità di mare e piatti tipici della tradizione toscana, come la cecina, il cacciucco alla livornese e i vini della Val di Cornia DOC. Conclusione Il Golfo di Baratti è una destinazione perfetta per chi vuole combinare cicloturismo, cultura e natura, pedalando tra storia e panorami mozzafiato. Che si tratti di un’escursione sportiva o di un viaggio alla scoperta delle radici etru Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 1 mese fa
Giro della Questura un sogno che diventa realtà
Giro della Questura: L’evento che trasforma i sogni in realtà Giro della Questura: L’evento che trasforma i sogni in realtà 23 Marzo 2025 – Lucca Ci sono idee che sembrano impossibili. Progetti che tutti hanno immaginato, ma che pochi hanno avuto il coraggio di trasformare in realtà. Il Giro della Questura è questo: un sogno che prende forma, un’idea che diventa esperienza concreta, una sfida che cambierà il modo di vivere il ciclismo. Il 23 marzo 2025 non sarà solo una data sul calendario, ma un momento unico per essere parte di qualcosa di speciale. Un evento che non si limita a una semplice gara: il Giro della Questura è un percorso interamente competitivo, con chiusura totale del traffico per 15 minuti, che garantisce a ogni partecipante di correre in totale sicurezza, perché è proprio sulla sicurezza che basiamo il nostro lavoro e la nostra passione. Un tracciato per veri velocisti Il percorso è stato studiato per essere accessibile a tutti, con pochissimo dislivello e linee scorrevoli che lo rendono perfetto per i velocisti. Qui non contano solo le gambe, ma anche la strategia, la capacità di dare il massimo e l’ambizione di tagliare il traguardo a tutta velocità. Un sogno condiviso Partecipare al Giro della Questura significa molto più che competere: significa essere parte di una storia. È un’occasione per pedalare fianco a fianco con ex professionisti e campioni e per vivere emozioni che resteranno con te per sempre. Non si tratta solo di vincere o perdere, ma di esserci, di vivere il sogno. Guardare da casa non sarà mai come dire “Io c’ero”. Un evento per chi crede nelle idee Le idee sono il motore del cambiamento, e i sogni sono ciò che ci spinge ad andare oltre. Il Giro della Questura rappresenta tutto questo: un sogno che è diventato realtà grazie al coraggio e alla passione di chi ha deciso di crederci. Ora tocca a te: vuoi essere parte di questa visione? 📅 Non aspettare troppo! Il 31 gennaio ci sarà il primo cambio quota. I posti sono limitati, e il momento per agire è ora. 🎟️ Iscriviti subito e preparati per vivere un’esperienza che non dimenticherai mai. https://api.endu.net/r/i/95149 👉 Il 23 marzo ti aspettiamo. Sarai tra coloro che possono dire “Io l’ho vissuto” o tra quelli ch Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 2 mesi fa
Transfăgărășan avventura Ciclistica
Transfăgărășan: Un’Avventura Ciclistica tra Le Vette dei Carpazi Ci sono strade che sembrano disegnate da un artista, dove ogni curva racconta una storia e ogni panorama lascia senza fiato. La Transfăgărășan, con i suoi tornanti spettacolari e le maestose vette dei Carpazi, è uno di questi luoghi magici. Immaginatevi in sella alla vostra bicicletta, il cuore che batte forte non solo per lo sforzo, ma per la meraviglia che si svela a ogni pedalata. Qui, nella selvaggia bellezza della Romania, l’avventura ciclistica si trasforma in un’esperienza indimenticabile. La Transfăgărășan è una delle strade montane più iconiche al mondo. Con i suoi 151 chilometri di asfalto, si snoda tra paesaggi mozzafiato, attraversando valli, laghi glaciali e foreste fitte, fino a raggiungere una quota massima di 2.042 metri. Il percorso, che collega le regioni storiche della Valacchia e della Transilvania, è una sfida completa per gli amanti del ciclismo. Le salite possono raggiungere pendenze del 10%, e il dislivello complessivo supera i 1.500 metri. Non è un’impresa per tutti: richiede allenamento, determinazione e amore per l’avventura. Affrontare la Transfăgărășan significa immergersi in una natura selvaggia e incontaminata. Si parte dal Lago Vidraru, un capolavoro ingegneristico che riflette i colori delle montagne circostanti, per poi salire verso il Lago Bâlea, un luogo magico incastonato tra le cime. Il percorso include punti iconici come la Cascata Bâlea, che si tuffa per 60 metri tra le rocce, e il Castello di Poenari, carico di leggende legate a Vlad l’Impalatore. Ogni curva offre nuovi scorci, ogni salita è una conquista. Il momento migliore per affrontare la Transfăgărășan è nei mesi estivi, da luglio a settembre, quando la neve si ritira e la strada è completamente percorribile. Durante questo periodo, il clima è più stabile e le temperature sono ideali per il ciclismo, con massime che oscillano tra i 18 e i 25 gradi nelle zone più alte. È essenziale controllare le previsioni meteo, poiché anche in estate possono verificarsi improvvisi cambiamenti climatici, tipici delle montagne. Questo viaggio non è solo una prova fisica, ma anche un’esperienza che tocca l’anima. La Transfăgărășan è un richiamo per chi cerca la bellezza, la sfida e la connessione profonda con la natura. Se siete pronti, preparate la vostra bicicletta, pianificate ogni dettaglio e lasciatevi avvolgere dalla Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 3 mesi fa
La Tirreno Adriatico 2025
Il 2025 segnerà un traguardo importante nella storia del ciclismo con la 60ª edizione della Tirreno-Adriatico, conosciuta anche come la Corsa dei Due Mari. Dal 10 al 16 marzo, questo evento annuale promette di essere, ancora una volta, un banco di prova per i grandi nomi del ciclismo internazionale, consolidando il suo status di appuntamento cruciale nel calendario delle competizioni.La Tirreno-Adriatico celebra sessant’anni di storia senza interruzioni, un record di continuità che testimonia la sua rilevanza e il suo prestigio. Negli ultimi anni, i vincitori di questa corsa si sono spesso imposti anche nei Grandi Giri, come dimostrano campioni del calibro di Simon Yates, Primož Roglič, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard. L’edizione del 2025 si preannuncia quindi come un’edizione imperdibile, con un percorso variegato pensato per mettere alla prova tutte le qualità dei corridori.Il tracciato del 2025 si snoda tra Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche, offrendo una varietà di scenari, dalle pianure costiere alle salite appenniniche. La corsa partirà con una cronometro individuale a Lido di Camaiore e si concluderà, come da tradizione, a San Benedetto del Tronto. Ecco una panoramica delle tappe: Tappa 1: Lido di Camaiore-Lido di Camaiore (Cronometro Individuale, 9,9 km) La corsa inizia con una cronometro pianeggiante, un classico ormai consolidato per la Tirreno-Adriatico. Il percorso, semplice ma tecnico, si snoda lungo i lungomare di Camaiore e Viareggio. I corridori dovranno affrontare un “giro di boa” a Viareggio, al chilometro 5,4, dove sarà rilevato il tempo intermedio. La fase finale, con una svolta a S prima dell’arrivo, richiederà precisione e potenza. Ideale per i cronoman, questa prova potrebbe già dare un vantaggio cruciale in classifica generale. Tappa 2: Camaiore-Follonica (189 km) Una tappa mossa che alterna tratti pianeggianti e ondulati, perfetta per attaccanti e velocisti resistenti. Dopo la partenza da Camaiore, il percorso attraversa Montemagno e Pisa, per poi dirigersi verso il Livornese. Lasciata la costa a Cecina, i corridori affronteranno un tratto nell’entroterra, caratterizzato da leggere salite. La sfida si accende nel circuito finale di 20 km a Follonica, da ripetere una volta. Il finale potrebbe riservare sorprese per chi saprà approfittare degli ultimi chilometri mossi. Tappa 3: Follonica-Colfiorito (Foligno, 239 km) La tappa più lunga della corsa si preannuncia una vera maratona. Partendo da Follonica, il gruppo attraverserà la provincia di Grosseto, sfiorando il Monte Amiata, e scalerà il Passo del Lume Spento e la Foce, due salite impegnative. Dopo aver attraversato Montalcino e Chiusi, il percorso si addolcisce fino alla piana del Trasimeno, ma il finale non lascia respiro. La salita verso il Valico di Colfiorito, con i suoi 4 km impegnativi, sarà il primo test serio per i corridori in ottica classifica generale. Tappa 4: Norcia-Trasacco (184 km) Una giornata ricca di salite e valichi appenninici, sebbene il finale sia pianeggiante. Dopo la partenza da Norcia, il gruppo affronterà lunghi valichi come il Forca di Presta e il Passo delle Capannelle, salite non particolarmente ripide ma estenuanti per la loro lunghezza. L’arrivo nella piana del Fucino, a Trasacco, prevede un circuito di 14 km da ripetere due volte, un terreno ideale per i velocisti che riusciranno a superare le difficoltà della giornata. Tappa 5: Ascoli Piceno-Pergola (196 km) Questa tappa ondulata e tecnica metterà alla prova sia gli attaccanti che gli uomini di classifica. Dopo la partenza da Ascoli Piceno, si attraversano località come Amandola, Sarnano e Tolentino, con salite più o meno impegnative, tra cui il Monte San Vicino. Il finale è particolarmente selettivo: i corridori dovranno scalare il Monte Santa Croce e il Monte della Serra, due ascese ripide che richiedono grande energia. La discesa verso Pergola sarà tecnica e veloce, rendendo questa tappa imprevedibile. Tappa 6: Cartoceto-Frontignano (166 km) La regina delle tappe, la più dura e spettacolare. Con un arrivo in salita a Frontignano, questa giornata sarà decisiva per la classifica generale. I corridori affronteranno una sequenza di salite nelle Marche, tra cui il Crispiero e il Valico delle Arette, passando per il suggestivo Santuario di Macereto. L’ultima parte del percorso, che attraversa Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera, conduce alla salita finale: un’ascesa inedita, lunga e ripida, che potrebbe ribaltare completamente le gerarchie. Tappa 7: Porto Potenza Picena-San Benedetto del Tronto (147 km) L’edizione si conclude con una tappa pianeggiante, un appuntamento classico per i velocisti. Dopo una breve salita verso Santa Maria della Fede, il percorso si dirige verso Ripatransone, con una lunga discesa tecnica fino a Grottammare. Gli ultimi 80 km sono completamente piatti, con un circuito cittadino di circa 15 km a San Benedetto del Tronto da ripetere cinque volte. Una passerella finale lungo l’Adriatico, ma con la promessa di un arrivo al cardiopalma per gli sprinter. Partecipanti: Anche se le liste ufficiali dei partecipanti non sono ancora state divulgate, è probabile che i principali team del WorldTour schierino i loro leader, considerando l’importanza della Tirr preparazione per le classiche di primavera e i Grandi Giri. Curiosità: La Tirreno-Adriatico è soprannominata “La Corsa dei Due Mari” poiché collega il Mar Tirreno con l’Adriatico, offrendo un percorso variegato che attraversa paesaggi suggestivi e città ricche di storia. Immagini: Per visualizzare le mappe dettagliate delle tappe e le altimetrie, è possibile visitare il sito ufficiale della Tirreno-Adriatico.La Tirreno-Adriatico 2025 promette spettacolo e competizione di alto Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 4 mesi fa
Elba Gravel
Elba Gravel: avventura, panorami e riflessioni sul cicloturismo L’Isola d’Elba, con i suoi paesaggi spettacolari e percorsi variegati, è una destinazione che conosco profondamente. Solitamente, i nostri giri in bicicletta seguono il senso antiorario, mantenendo il mare sulla destra e completando il giro dell’isola. Tuttavia, per noi del Pedale Pesciatino, questa parte dell’Elba è stata a lungo inesplorata. Oggi, affrontandola per la seconda volta, ho migliorato significativamente il percorso, aggiungendo passaggi unici e straordinari che meritano sicuramente di essere ripetuti. Dopo una partenza all’alba, abbiamo preso il traghetto delle 8:20 per Rio Marina. Già durante la salita verso Rio nell’Elba, il panorama ci ha regalato momenti spettacolari. Non poteva mancare una sosta per salutare il nostro amico Agri Rebua prima di dirigerci verso Capoliveri, dove ci attendeva la prima vera salita della giornata. La strada panoramica intorno al Monte Calamite ci ha lasciato senza fiato. Uno dei momenti più suggestivi è stato il passaggio al Laghetto di Terranera, una gemma nascosta dove il verde della vegetazione incontra il blu del mare. Un mix di single track e tratti a piedi ha reso il percorso ancora più emozionante. Dopo una breve sosta alla Fonte di Coppi per ricaricare le borracce, ci siamo diretti verso la salita del Volterraio, con pendenze che raggiungono il 15%. Nonostante la fatica, il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi dalla cima ha ripagato ogni sforzo. La discesa ci ha condotti fino a località Magazzini, dove ci siamo concessi una pausa con birra, primo e secondo. Una sosta meritata prima di concludere il giro con gli ultimi 6 km. Tuttavia, il costo del traghetto al rientro ha lasciato l’amaro in bocca. All’andata abbiamo pagato 22 € a persona, mentre al ritorno il prezzo è salito a 28 €, semplicemente perché il biglietto è stato acquistato a bordo. Non si tratta di una multa, ma di un sovrapprezzo incomprensibile per una richiesta fatta direttamente prima di salire sul traghetto. Un tempo, portare una bicicletta all’Elba non aveva alcun costo aggiuntivo: si pagava solo il biglietto passeggero. Oggi, 23 persone con biciclette al seguito spenderebbero meno portando una macchina. Questo è il riflesso di una mentalità miope che penalizza il cicloturismo, una forma di turismo tematico in grado di generare flussi economici e valorizzare l’isola anche fuori stagione. Le amministrazioni locali parlano tanto di sostenibilità, green e mobilità alternativa, ma poi rendono difficile, se non sconveniente, la fruizione dell’Elba in bicicletta. Un mezzo che occupa meno spazio di un ombrellone e che potrebbe attrarre turisti disposti a vivere e condividere la bellezza di questa isola. Nonostante queste problematiche, l’Elba resta una gemma unica, e il giro “Elba Grave” è un’esperienza che consiglio di provare. Tuttavia, mi auguro che le amministrazioni comprendano presto il Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 4 mesi fa
Granfondo della Versilia – 27ª Edizione: Un'Opera d'Arte per i Primi 1000 Giovani e Forti
Granfondo della Versilia – 27ª Edizione: Un’Opera d’Arte per i Primi 1000 Giovani e Forti Quest’anno, alla 27ª edizione della Granfondo della Versilia, vogliamo celebrare il vero spirito del ciclismo e la forza interiore di ogni partecipante. Grazie alla passione e all’abilità artistica di Emy e Max, abbiamo trasformato la medaglia di quest’anno in un’opera d’arte che rappresenta non solo un traguardo, ma il trionfo personale di ogni finitore. Questa medaglia racchiude la forza, la determinazione e la vittoria di chiunque riesca a portare a termine un evento così prestigioso, indipendentemente dal tempo impiegato. L’immagine scolpita rappresenta una figura mascolina e potente, con una bicicletta sollevata verso il cielo, un gesto che simboleggia la propria vittoria personale, un momento di pura conquista e orgoglio. Questa medaglia, insieme a una maglietta esclusiva progettata per incarnare lo spirito della gara, è più di un semplice ricordo: è un pezzo unico che celebra ogni finitore come un vero vincitore. Ma l’esclusività non finisce qui. Solo i primi 1000 partecipanti avranno la possibilità di ottenere questa medaglia e questa maglietta, rendendo ogni pezzo ancora più prezioso. Seguiteci sui nostri canali social per restare aggiornati e non perdere questa opportunità unica di essere tra i 1000 “giovani e forti” che porteranno a casa un simbolo del proprio trionfo. Infine, siamo grati a Enervit , che continuerà a sostenere i nostri atleti fornendo integratori all’interno del pacco gara, accompagnando ogni ciclista in questa sfida epica. Non vediamo l’ora di celebrare con voi la forza, la passione e il coraggio di chi affronta la Granfondo della Versilia. Unisciti a noi e diventa par Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 5 mesi fa
Eroica di Gaiole in Chianti, Un Inno alla Bellezza, alla Bicicletta e alla Condivisione
Eroica di Gaiole in Chianti: Un Inno alla Bellezza, alla Bicicletta e alla Condivisione Ci sono giorni in cui il mondo sembra fermarsi, e tutto si riduce a un’unica passione, pura e travolgente: il ciclismo. Giorni come quello dell’Eroica di Gaiole in Chianti, un evento che non è solo una corsa, ma una celebrazione della storia, della fatica e della gioia condivisa. È qui che la passione per la bicicletta trova la sua espressione più alta, in un inno al cicloturismo e alla bellezza della Toscana. Partire alle 6:00 del mattino, nel buio freddo di Gaiole, con la luce tenue delle candele che guida i primi passi, è come entrare in un sogno. Il primo timbro sulla mia credenziale, come un pellegrino di Santiago, segna l’inizio della mia nona Eroica. Con il glorioso Pedale Pesciatino, ci siamo presentati alla partenza, pronti ad affrontare una sfida che ogni anno ci lega sempre più profondamente alla nostra passione. L’Eroica, giunta alla sua 27ª edizione, non è solo un viaggio attraverso le colline e le strade bianche del Chianti: è un viaggio nel tempo. Un pellegrinaggio che ci lega, pellegrini moderni, a quelle antiche sensazioni di libertà, sfida e scoperta. Non posso non pensare al patron di questo evento, Giancarlo Brocci, che con la sua visione trent’anni fa ha dato vita a questo sogno. Una follia, ma d’altronde, le follie fanno gli uomini grandi e le cose uniche. Brocci non si nega mai a un’intervista, a un saluto, a una stretta di mano e a una fotografia. È un grande uomo, un uomo grande. Oggi l’Eroica è conosciuta in tutto il mondo, un punto di riferimento per le bici storiche, un vero faro per gli appassionati di ciclismo vintage. E ogni anno lui è lì, con noi, a ricordarci l’importanza di credere nelle proprie visioni. Quest’anno, come ogni anno, la mia Eroica è iniziata con il primo timbro sulla mia “credenziale”, un gesto che mi riporta ai pellegrinaggi di Santiago. Indossando la gloriosa maglia del Pedale Pesciatino, ho pedalato fianco a fianco con amici e nuovi compagni di viaggio. Il freddo pungente della mattina ha fatto da cornice ai primi chilometri, sotto un cielo carico di nubi, che pareva volerci mettere alla prova sin dall’inizio. La prima destinazione è una delle più spettacolari: uno dei momenti più suggestivi dell’Eroica è stato il passaggio al castello di Brolio, dove le piccole luci attaccate alle biciclette e le candele che illuminano la salita hanno creato un’atmosfera quasi mistica. Tra asfalto e sterrato, si sale immersi in questo spettacolo notturno che rende l’Eroica un’esperienza unica. Dopo una quarantina di chilometri, arriviamo in Piazza del Campo, conosciuta in tutto il mondo per il Palio di Siena e, da 10 anni, anche per le Strade Bianche, altro capolavoro di Giancarlo Brocci. Questo uomo potrebbe essere eletto “uomo dell’anno” per il turismo tematico. Vedere la piazza addobbata per l’occasione è uno spettacolo che ogni volta riesce a stupire, come se fosse la prima. Come ogni anno, ci siamo addentrati nelle strade sterrate, con la salita verso Murlo a fare da giudice: la prima risposta allo stato delle gambe, ripida, fangosa, implacabile. È qui che la fatica comincia a farsi sentire davvero. Ma l’Eroica non è solo fatica. È anche condivisione. A Murlo, il ristoro ci accoglie come un abbraccio caloroso. I meccanici eroici di un’epoca passata, con la loro maestria e pochi mezzi a disposizione, riparano le biciclette che “urlano fatica, dolore e vecchiaia”, come vecchie glorie che non vogliono arrendersi. Le storie si intrecciano, le facce conosciute ritornano: amici incontrati in tanti altri eventi ciclistici, compagni di viaggio in questa avventura senza tempo. Poi, il gruppo si era ormai sfaldato. Il nostro capitano aveva deciso di pedalare da solo, per mettere alla prova le proprie gambe e vivere la sua quarta Eroica in piena libertà. Rimasi con Diego, una giovane promessa, che avevo convinto solo una settimana prima a partecipare. Non ha mai mollato un attimo ed è volato fino al traguardo, conquistando il titolo di “eroico”. Un risultato incredibile, per un giovane che un anno fa non avrebbe mai immaginato di poter affrontare una sfida del genere. Ripartiamo ancora col freddo, alcuni di noi fermi ad aggiustare le loro eroiche biciclette. L’unico pensiero che mi viene in mente è: le Sante Marie, 11 km di puro dolore. Un dolore che alla fine diventa gioia infinita. Ci fermiamo al ristoro ad Asciano, dove ho imparato che bisogna mangiare poco e le cose giuste, salutando amici che conosciamo da una vita, persone che incontriamo a ogni evento. E poi ci dirigiamo verso la foto che non può mancare, al ceppo di Fabio Cancellara. Le Sante Marie, la salita delle salite, è lì, pronta a metterci alla prova come sempre. 11 km di puro dolore che, alla fine, si trasformano in gioia. Con i miei 54 anni sulle spalle, la mia soddisfazione più grande è stata quella di non mettere piede a terra, un’impresa che non credevo possibile quest’anno. Eppure, eccola lì, la foto sotto il cartello, un sorriso che racconta più di mille parole. Ma il viaggio non finisce qui. Ancora fatica, ancora salite, ancora strade bianche, sterrato e asfalto. Mangia e bevi, fino all’ultimo ristoro, quello di Castelnuovo Berardenga. È l’ultimo punto di ristoro, dove possiamo concederci qualcosa in più, qualcosa che prima non potevamo mangiare per la fatica che ci aspettava. Ma anche qui, ho dovuto ricordare al mio giovane compagno Diego che non era ancora finita: mancavano ancora 35 km, e con essi altre salite e fatica. Con lui abbiamo sellato di nuovo le biciclette, pronti a pedalare ancora una volta. La catena urlava sotto la sporcizia della strada, ma nonostante tutto, ci ha portato in fondo. E al traguardo, un applauso a mani alte ci ha accolto, un saluto all’impresa gloriosa che si chiama Eroica. La mia Eroica di quest’anno è stata di 135 km con 2384 metri di dislivello. Ogni chilometro è stato un’emozione, una lotta contro se stessi, contro il tempo e contro la fatica. Noi toscani siamo abituati alla bellezza che ci circonda, quasi drogati da essa. Non ci rendiamo conto di quanto questa bellezza sia così folgorante per chi viene da fuori. Ogni volta che guardo questi paesaggi, mi viene in mente una frase che utilizzo spesso, ispirata dal film La Casa di Carta, mentre a Firenze si osserva il David di Michelangelo: “Signori, continuate a coltivare la bellezza”. Questa frase risuona nel mio cuore ogni volta che pedalo tra queste terre. L’Eroica non è solo un evento, è un’esperienza che cambia la vita, come dimostra l’aneddoto che ho vissuto la sera, dopo una cena tra amici e qualche bicchiere di grappa. Ho incontrato una coppia di australiani, lei di origini italiane, madre napoletana e padre siciliano. Dieci edizioni fa sono venuti a Gaiole senza sapere nulla dell’Eroica, e come dico spesso, questa corsa è come una droga: da quel giorno non hanno più smesso di tornare. Tanto che hanno comprato una casa proprio qui, nel cuore del Chianti. La moglie ha persino creato un’attività di cicloturismo, portando altri pellegrini moderni a vivere l’Eroica come la punta di diamante del loro viaggio. La bellezza della fatica, il gusto dell’impresa: ecco quello che in tre parole racchiude lo spirito dell’Eroica. L’Eroica non è solo una corsa, è un viaggio nell’anima di chi crede che la bellezza si trovi nei dettagli, nella fatica e nella condivisione. Vieni a scop Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 5 mesi fa
da Ajaccio a Bonifacio
Diario di Bordo – Giorno 4: Ajaccio → Bonifacio Il quarto giorno del mio viaggio in bicicletta in Corsica è iniziato con una scelta ponderata: invece di fermarmi a Porto Vecchio, come previsto inizialmente, ho deciso di concludere la tappa odierna a Bonifacio. La decisione è stata dettata anche dalle valutazioni sulle strutture ricettive ei loro costi. Un cambio di programma, ma con la stessa voglia di scoprire. Alle 9:00 ero già in sella, pronto a partire con una temperatura che si aggirava intorno ai 15°C. Il cielo sembrava promettere una tregua dalla pioggia, ma quella sensazione familiare che il tempo poteva cambiare da un momento all’altro non mi ha mai abbandonato. Ho imparato a convivere con questo: il meteo imprevedibile è parte del viaggio. Il tragitto di uscita da Ajaccio ha confermato ciò che ormai è diventato quasi una consuetudine per chi, come me, viaggia in bici: le ciclabili, se esistono, si interrompono e ti ritrovi su superstrade che sfidano ogni logica di sicurezza. Nonostante i controlli sulle tracce e su Google Maps, la via suggerita sembrava voler insistere su quei percorsi pericolosi. Ma passare su una superstrada non è un’opzione accettabile. Ho dovuto adattarmi, cercando strade secondarie che, sebbene più lunghe, fossero decisamente più sicure. Dopo una lunga pedalata, è arrivato il momento di affrontare la sesta salita della giornata. Un test per la mia resistenza fisica e mentale. La salita è iniziata all’80º km, un’ascesa di circa 5 km, ma l’ultimo tratto, con una pendenza del 16%, mi ha davvero messo alla prova. Non saprei nemmeno dire esattamente dove mi trovassi, ma il senso di sfida e fatica ha reso ogni metro conquistato un’impresa. Ho dovuto fermarmi, riprendere fiato, e mi sono concesso una pausa con due banane e due pesche. Ripartito con energia, non ho potuto evitare un incontro ravvicinato con la pioggia. Giusto dietro una curva, le gocce hanno iniziato a cadere. E naturalmente, come sempre accade, pioggia e discesa si sono combinati per offrirmi un’altra sfida. Le temperature durante la giornata hanno oscillato tra i 12°C ei 26°C, ma ho accettato con serenità questa alternanza di freddo e umidità, sapendo che fa parte del gioco del viaggiare in bicicletta: ci si bagna, ci si asciuga, e si continua a pedalare. Proseguendo il percorso, il paesaggio ha iniziato a mutare. Gli ultimi chilometri prima di raggiungere Bonifacio sembravano provenire da un altro pianeta. La strada era solitaria, come se fossi l’unico viaggiatore in questo angolo sperduto di mondo. Le rocce attorno a me si coloravano di verde e rosso, e il tutto assumeva un aspetto quasi lunare, in netto contrasto con l’azzurro del mare che intravedevo in lontananza. Poi, ecco Bonifacio. Uno spettacolo che toglie il fiato. Il castello, arroccato su un promontorio calcareo, sembrava aggrapparsi disperatamente alla roccia, con le unghie e con i denti. C’è una drammaticità in quella visione, un senso di sfida contro il tempo e gli elementi naturali. Prima o poi, quella roccia cederà, e il castello dovrà arrendersi alla forza della natura. Ma per ora, rimane lì, maestoso e fragile allo stesso tempo. Durante il percorso ho avuto la fortuna di ammirare anche la Torre di Roccapina, una torre genovese del XVI secolo, https://maps.app.goo.gl/nidLR9Z9MbHDb4eVA che domina dall’alto con una vista spettacolare sul mare. È difficile non fermarsi a contemplare la meraviglia della sua posizione, quasi scolpita dalla mano dell’uomo e della natura insieme. A completare il quadro, la famosa formazione rocciosa del “Leone di Roccapina”, un guardiano naturale di questo tratto di costa. La giornata si è conclusa così, con Bonifacio che mi ha accolto come solo questa antica città può fare: con la sua bellezza aspra e la sua storia incisa nella pietra. Un giorno che non dimenticherò facilmente, dove ogni curva, ogni salita e ogni sfida hanno Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 5 mesi fa
da Porto ad Ajaccio
Diario di viaggio – Giorno 3: Porto → Ajaccio Il terzo giorno inizia con una piccola colazione, quasi simbolica, una tazza di caffè e qualche boccone per accompagnarmi all’alba di una nuova avventura. Il ricordo della fame di ieri mi suggerisce di tenere leggero il pasto, ma la strada mi attende e non voglio perdere tempo. Sono le nove del mattino quando mi metto in sella, con Ajaccio come meta, distante circa 100 chilometri, forse qualcosa in meno. Il cielo è coperto e non promette nulla di buono, ma la voglia di esplorare è più forte di qualsiasi incertezza meteorologica. I primi chilometri si rivelano una sfida: una salita di 11 chilometri sotto una pioggia battente. La fatica è tanta, ma poi ecco apparire le Calanche di Piana, spettacolari formazioni rocciose rosse che emergono dalla costa come sculture millenarie. Le loro forme quasi surreali catturano il mio sguardo e, per un momento, riescono a cancellare ogni traccia di negatività, quasi facendo dimenticare il freddo che penetra sotto gli abiti bagnati. Perché chiunque vada in bicicletta lo sa: il problema non è tanto la pioggia, quanto il freddo che ti entra dentro, soprattutto in discesa. Ma non sono solo in questo viaggio. Incontro altri ciclisti lungo il percorso, tutti spinti dallo stesso desiderio di continuare, di scoprire, di andare avanti nonostante il tempo avverso. C’è una sorta di complicità silenziosa tra noi, uno scambio muto che ci unisce in una sfida comune. La discesa si conclude, e con essa anche la pioggia sembra concederci una tregua. Mi fermo per un caffè caldo, un piccolo ristoro che mi riporta un po’ di calore. Ma la pausa dura poco: quattro curve più avanti e la pioggia riprende, quasi beffarda, come se volesse accompagnarmi per tutto il tragitto. Nonostante questo, il paesaggio che mi circonda è di una bellezza mozzafiato. Pedalando lungo la costa, posso ammirare il mare in tempesta che si infrange contro le scogliere, mentre la vegetazione selvaggia sembra resistere impavida. È uno spettacolo che riempie gli occhi e il cuore, e mi ricorda perché amo così tanto questi viaggi in bicicletta. Il percorso mi porta sempre più vicino ad Ajaccio, ma prima di concludere la giornata, una riflessione mi attraversa la mente. Amo fotografare i ponti. I ponti sono più che semplici strutture, sono simboli di connessione, unioni tra ciò che è separato. Che si tratti di rive, montagne o generazioni, i ponti rappresentano un passaggio, un andare avanti, un unire ciò che sembrava distante. Non esistono in natura; sono l’uomo che li crea, una delle sue sfide più grandi con la fisica e se stesso, e una delle poche cose che riesce a fare senza danneggiare troppo il pianeta. Alla fine, dopo una lunga giornata di pioggia e fatica, arrivo finalmente ad Ajaccio, e il sole mi accoglie come un premio inaspettato. Come se non bastasse, riesco persino a trovare il tempo per un tuffo rinfrescante in piscina. Un finale perfetto per una giornata intensa, fatta d Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 5 mesi fa
ile-Rousse Porto via Calvi
Diario di bordo – Giorno 2: Isola Rossa → Porto (via Calvi) Il mattino mi accoglie con un cielo incerto, mentre le prime luci sfiorano timidamente Isola Rossa ile-Rousse. Alle nove in punto, decido di partire, anche se la temperatura, con i suoi 20 gradi, sembra sfidarmi. Sono troppo vestito, forse, ma meglio così, per affrontare una giornata che promette di essere intensa. Nonostante il cielo velato, l’energia è quella giusta, il cuore batte al ritmo di quella miscela inebriante di salite, discese e il profumo della macchia mediterranea. La strada è un invito costante, un’onda di asfalto che si snoda tra colline verdi e tratti che sembrano tuffarsi nel blu profondo del mare. Ogni curva è una sorpresa, uno scorcio di Corsica che mi sussurra all’orecchio, facendomi sentire piccolo di fronte alla grandezza di questa natura primordiale. Il mare, a volte nascosto, a volte così vicino da sentire il profumo della salsedine, è un compagno silenzioso, mentre le montagne imponenti mi osservano dall’alto, come antichi guardiani. Quando arrivo a Calvi, sento il richiamo della cittadella che veglia sul mare, un luogo dove il tempo sembra rallentare. Mi fermo, e il silenzio del mare che lambisce la costa è interrotto solo dal mio respiro. Mi concedo un attimo per assaporare la bellezza di questo luogo. Il cicloturismo non è solo pedalare, ma anche fermarsi, respirare, sentirsi parte di ciò che ci circonda. Riprendo la strada verso Porto, e ogni chilometro che percorro mi immerge ancora di più in questa terra selvaggia. L’asfalto, a tratti perfetto, in altri punti un po’ ruvido, non è un ostacolo ma parte del viaggio. È un richiamo a tornare, un invito a rifare questo percorso, a rivivere queste emozioni. Qui, in mezzo alla natura, alle rocce rosse che si ergono come sculture e al mare azzurro che lambisce la costa, sento di essere esattamente dove dovrei essere. La luce del giorno inizia a sfumare, e mentre mi avvicino a Porto, il tramonto dipinge il cielo di colori caldi. Questa giornata, seppur non sempre baciata dal sole, mi ha dato una sensazione profonda, quella del vero cicloturismo, del vero cicloviaggiatore. Ogni salita affrontata, ogni discesa conquistata, ogni chilometro percorso in questo paesaggio aspro e meraviglioso, ha risvegliato in me uno spirito di avventura, una connessione con la strada e con me stesso. Arrivato a Porto, trovo rifugio tra le rocce, mentre il mare continua a cantare la sua melodia. La stanchezza si dissolve nel piacere di aver vissuto una giornata perfetta, in cui la natura mi Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 5 mesi fa
L'inizio di un'avventura in Corsica Île-Rousse
Diario di bordo – Giorno 1 – L’inizio di un’avventura in Corsica Île-Rousse Il giorno è appena nato quando la sveglia suona, segnando l’inizio di una nuova avventura. Alle quattro del mattino, il cielo è ancora avvolto nell’oscurità, ma c’è qualcosa di magico nel prepararsi a partire prima dell’alba. Il traghetto ci attende a Livorno, pronto a portarci verso le coste selvagge della Corsica. L’aria del porto è intrisa di salsedine e aspettativa, mentre le prime luci si riflettono pigramente sulle acque tranquille. Il traghetto della Moby, seppur lontano dall’essere confortevole o pulito, è l’unica via per raggiungere l’isola. Attraverso il mare, le onde ci cullano in un lento abbraccio, mentre lo sguardo si perde all’orizzonte. La traversata, che avrebbe dovuto essere rapida, si allunga con un’ora e mezza di ritardo. Sei ore in mare, ma ogni minuto avvicina un sogno: la Corsica. Finalmente, dopo tanta attesa, le coste di Bastia si rivelano all’orizzonte, rocciose e maestose. Il vento porta con sé il profumo dell’isola, un misto di mare e vegetazione selvaggia. Da Bastia mi dirigo verso Isola Rossa, una cittadina affacciata su acque cristalline, dove il tempo sembra rallentare. Le sue strade strette, i colori caldi delle case e il ritmo pacato della vita locale mi accolgono come un vecchio amico. Senza il pranzo alle spalle, ma con la voglia di assaporare ogni istante, mi concedo un aperitivo, osservando il sole che si tuffa nel mare. È solo il primo giorno, ma già sento che la Corsica ha tanto da svelare. Domani, la strada mi porterà verso nuovi orizzonti, c Continua a leggere
-
Redazione ha scritto un nuovo articolo 1 anno, 5 mesi fa
bike hotel Olmuccio Corsica
Scoprire l’Hotel Hôtel Résidence *** Olmuccio : il luogo perfetto per una pausa cicloturistica tra Bastia e Bonifacio Situato in una posizione strategica sulla costa orientale della Corsica, l’Hotel Residence Olmuccio è la soluzione ideale per chi pratica cicloturismo e cerca un punto di appoggio comodo e accogliente, sia prima che dopo l’imbarco da Bastia o Bonifacio. Questo angolo di paradiso combina il comfort con la vicinanza a magnifiche spiagge e un’accoglienza che fa sentire ogni ospite come a casa. 1. Ubicazione perfetta L’Hotel Olmuccio si trova a breve distanza da Bonifacio e Bastia, due principali porti di imbarco per la Corsica, il che lo rende una tappa obbligata per chi desidera esplorare l’isola in bicicletta. La sua posizione consente di evitare il traffico delle città e di immergersi subito nella tranquillità naturale che solo la Corsica può offrire. Che tu stia arrivando o partendo dall’isola, questa è una fermata che ti permetterà di ricaricare le energie. 2. Servizi di qualità Oltre alla sua posizione strategica, l’Hotel Olmuccio offre una serie di servizi pensati per rendere il soggiorno dei cicloturisti il più rilassante e piacevole possibile. Dalla piscina immersa nel verde, perfetta per rilassarsi dopo una giornata di pedalate, alla vicinanza al mare, che offre la possibilità di rigenerarsi con un tuffo nelle limpide acque del Mediterraneo, ogni dettaglio è curato con attenzione. Gli ampi spazi verdi invitano a godersi momenti di pace e relax, mentre le stanze e gli appartamenti sono pensati per garantire comfort anche dopo le fatiche della giornata. 3. Accoglienza e disponibilità Uno dei punti di forza dell’Hotel Olmuccio è senza dubbio la gentilezza e la disponibilità del personale. Sin dal primo contatto, si percepisce un’autentica volontà di venire incontro alle esigenze degli ospiti, sia per fornire informazioni sui percorsi cicloturistici, sia per soddisfare richieste particolari legate alle necessità dei viaggiatori su due ruote. La qualità dell’accoglienza è ciò che rende questa struttura unica e amata da chi la sceglie. 4. Relax e comfort La struttura mette a disposizione camere confortevoli e appartamenti spaziosi, ideali per gruppi o famiglie che viaggiano insieme. Oltre alla piscina, gli ospiti possono godere di ampi spazi verdi e aree relax, perfette per recuperare energie prima di ripartire alla scoperta della Corsica. La vicinanza alle spiagge incontaminate offre l’opportunità di godere di giornate al mare in totale tranquillità. Non c’è niente di meglio, dopo una lunga pedalata, che rinfrescarsi in piscina o godersi il panorama circostante. 5. Un rifugio tra mare e montagna Circondato dalla natura, l’Hotel Olmuccio è la base perfetta per esplorare la Corsica in bicicletta, con percorsi che si snodano tra mare e montagna, offrendo panorami mozzafiato. Le strade secondarie poco trafficate rendono la zona ideale per il cicloturismo, permettendo agli appassionati di pedalare in tutta sicurezza. La varietà di paesaggi, tra costa e montagna, rappresenta una cornice ideale per chi vuole godersi ogni chilometro in bicicletta. Un’esperienza che ci ha conquistato Torneremo sicuramente in Corsica con un gruppo di ciclisti, e l’Hotel Olmuccio sarà una delle nostre mete sicure. La nostra visita è stata organizzata in modo anonimo, un dettaglio che ci ha permesso di valutare realmente il valore di questa struttura, dalla qualità dei servizi all’autenticità dell’accoglienza. Ci vediamo presto presto! Contatti Per ulteriori informazioni o per prenotare il tuo soggiorno: Sito web http://www.olmuccio.com E Continua a leggere
- Carica di più