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Britannia 500: Cuore e Acciaio

Le spalle ciondolano mentre le gambe sono tese quando le mani cercano sulle leve, inutilmente, quel pignone in più che sulla salita servirebbe ad essere agile. La vecchia bici di mio padre queste strade le ha già fatte, senza barrette, e senza abbigliamento tecnico.
Sei pignoni grandi come vecchi vinili a 45 giri accoppiati a corone a 33giri, montati sull’acciaio, suonano una canzone nostalgia, “Eroica”.
Ma cosa c’è nella testa di chi sceglie le bici storiche?
Quando comincio a pedalare la mia Profeta è spigolosa. Non c’è nulla al posto che conosco a parte la sella che è inaspettatamente comoda. Dopo pochi chilometri, però, tutto diventa più familiare, più accogliente e comincio a scrutare il paesaggio chiedendomi dove sono tutti i ciclisti visto che non ne incontro nemmeno uno se non alla fonte mentre riempio la borraccia.
Curiosamente mi salutano a mezza bocca, perché la vecchia Profeta del mio papà ha messo in soggezione le loro bici fiammanti con manubrio Vision.
Il piccolo viaggio che sto pedalando si allunga, anzi raddoppia. Tutte le curve e le salite aprono alla curiosità di voler scoprire che cosa troverò oltre, adesso che l’acciaio di papà risponde morbido e la gamba si è rassegnata ai 45 e 33 giri.

L’attacco allo sterrato è come un manuale della bicicletta storica, ti spiega pedalata dopo pedalata come funziona. Inserisco il rapportone e inizio a pedalare, su questa bici che sembra non smuoversi mai. In salita ci vogliono le braccia a tirare su il telaio, e se pensavo di non farcela mi sbagliavo. Perché poi alla fine pestata dopo pestata è finita. Faccio u

na foto, guardo la ghiaia della strada e le ruote bianche dalla polvere. Sono arrivato su una collina e penso che dietro di me c’è mio padre che ridendo mi dice che sono una piappa. Ora vado avanti e penso che sì, è una bizzarria, misurarsi con una bicicletta di altri tempi è come tenere tra i pensieri tutto il proprio passato e vedere quanto questo è ancora presente. Arriverò più tardi, e quando sarò al bar chiederò una birra media, con il sudore e la maglia di lanetta che si appiccica addosso posso dire che non so quanti chilometri ho fatto ne in quanto tempo. La bici d’epoca è una bici comoda, spartana ma sicura, che chiede passione e sogni e ti ricompensa con una risata e una birra ghiacciata ad ogni giro. Sì, sono pronto a partire da viaggiatore e attraversare l’Inghilterra per partecipare ad Eroica 500, sicuramente sarà una bella pedalata, e arrivando a Nottingham lì si che potrò dire i primi numeri, quelli di quanti pub e scorci incantati ho visto con la bici di papà.

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