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Giuseppe Giannecchini

Trova l’intruso – Giuseppe Giannecchini il Biomeccanico

– foto gentilmente concessa da Peter Cole

 

Il cruccio per ogni ciclista, quel fastidio che all’inizio lieve dopo un po’ diventa un dolore insopportabile … cosa è successo ?Eppure la mia bici era perfetta….!

Come è possibile che dopo aver macinato decine di migliaia chilometri con la nostra solita posizione senza accusare dolori,improvvisamente si presenta un problema ?!

Di solito ci preoccupiamo di fare un buon bike-fit indaghiamo per ore, giorni per cercare un bravo e competente tecnico che ci aiuti ad ottenere la migliore posizione… ma dopo
guardiamoci allo specchio…ah..ah…e domandiamoci ,quando ci siamo rifatti il” look “( ma per davvero…) come fare per mantenerlo!

Giuseppe Giannecchini

Giuseppe con Jamie Wilkins

È più che sicuro che se la nostra posizione non fosse corretta dopo poche migliaia di km il corpo si lamenterebbe di sicuro e come in loop quel fastidio o quel dolore a volte anche invalidante si ripresenterebbe di sicuro sempre durante le nostre uscite in bicicletta( più evidente nelle uscite lunghe) da non confondere con un normale e ovvio adattamento posturale e muscolare in una fase di correzione della nostra posizione precedentemente sbagliata.
Di certo dopo una stagione intera o più (facendo da 10000 a 30000 km l’anno)e tutto va bene ,se si presentasse un dolore improvviso non è possibile che la posizione sia sbagliata forse invece si è alterato qualcosa, o noi siamo cambiati?

Siamo proprio sicuri che non è cambiato nulla sulla nostra bicicletta oppure è cambiato il nostro corpo ,la nostra postura,il nostro peso?
abbiamo commesso degli errori nei nostri allenamenti?
Purtroppo si nascondono delle insidie nello svolgimento del nostro sport preferito , alcune subdole e nascoste altre sono sotto i nostri occhi ma non gli diamo importanza per pigrizia , disattenzione o per inconsapevolezza.

Giuseppe Giannecchini

Cerchiamo ora di fare chiarezza sulle possibili cause di questi “ disagi” senza dare niente per scontato e distinguiamoli in 4 punti principali.

  1. ALTERAZIONE della nostra POSIZIONE -assetto ( altezza,arretramento e inclinazione della sella, posizione del manubrio, leve cambio, tacchette) per cause meccaniche di utilizzo del mezzo.
    Non è infrequente che utilizzando la nostra bicicletta su strada durante l’uscita si possa, per una buca una sollecitazione improvvisa,un serraggio sbagliato delle viti o peggio per una caduta ,spostare la sella indietro o cambiare la sua inclinazione ,ruotare il manubrio, allentarsi o spostarsi addirittura la tacchetta sotto la scarpa.
    Quindi controllate SEMPRE la vostra bicicletta prima e dopo l’uscita, magari tenete dei segni di riferimento sul reggisella o sul manubrio,verificate lo stato di usura delle tacchette e la loro posizione!
  2. ALTERAZIONE della nostra posizione-assetto PER SOSTITUZIONE COMPONENTE ( sella, scarpe,tacchette, piega manubrio,gruppo meccanico, pedivelle, pedali,telaio)
    A chi non è mai venuto in mente di aggiornare un nuovo componente?
    Sostituire una sella,un manubrio,un nuovo modello di scarpa oppure un diverso modello di pedale o un nuovo telaio?
    Per togliere magari 100 grammi dalla nostra specialissima o per emulare un nostro campione che usa un determinato componente tecnico.
    Si può fare tutto, ma dobbiamo essere certi ed essere capaci di ricreare la nostra esatta posizione di prima con attenzione e scrupolo sennò ci ritroviamo a pedalare con la bici di un’altro con ovvie conseguenze!
    Quindi prima di sostituirli controllate che siano compatibili per ricreare la nostra corretta posizione o rivolgetevi a persone qualificate o al vostro biomeccanico di fiducia per una verifica più approfondita.
  3. ALTERAZIONE della nostra posizione- assetto PER CAUSE POSTURALI sia di tipo traumatico ( caduta) sia per peggioramento- cambiamento del nostro equilibrio posturale, aumento o diminuzione del nostro peso corporeo.
    Una caduta può creare diverse ed evidenti escoriazioni ma anche invisibili blocchi articolari e/o rotazioni del bacino.
    Ma la nostra postura può anche cambiare, con il passare del tempo o svolgendo anche semplicemente la nostra attività professionale.
    Questo altera quell’equilibrio che c’era con la nostra bicicletta e il nostro assetto.
    Quindi rivolgersi ad uno specialista del settore ( fisiatra-Osteopata-chiropratico-fisioterapista) e medico sportivo per un controllo posturale è senz’altro utile prima di iniziare a “ aggeggiare” sulla nostra bicicletta spostando un po’ di qui è un po’ di la a casaccio cercando di risolvere un problema che abbiamo sulla nostra struttura ossea e muscolare con la chiave a brugola!
    Diminuendo il peso, ad esempio, sarà sicuramente da rivedere la posizione poiché aumenta la mobilità soprattutto a livello del busto ( ma anche in generale) quindi la posizione in allungamento e dislivello sul manubrio avrà bisogno di correzioni.
    Se il peso invece aumenterà in eccesso è probabile che il manubrio vada leggermente alzato.
  4. ALTERAZIONE della nostra postura PER ERRORI di ALLENAMETO.
    Ultima ma non di minore importanza l’esecuzione corretta degli esercizi e dei carichi di allenamento.
    Un’esercizio di forza-resistenza eseguito male o con un rapporto non adeguato per le nostre reali capacità può indubbiamente arrecare danni all’articolazione del ginocchio e alla schiena.
    Come pure carichi di allenamento importanti ed uscite in bicicletta, eseguiti con scarsa preparazione fisica e/o non progressività dei lavori.
    Anche una sospensione abbastanza lunga degli allenamenti può creare disturbi solitamente transitori al momento del ritorno all’attività sportiva, uno per il decadimento della condizione, l’altro per un possibile aumento di peso.

 

Conclusioni:

Ricordiamoci che il ciclista si trova in una condizione cinetica a catena chiusa determinata dalla sua posizione-assetto reciproca , di sella-manubrio-e pedali-metatarso vincolati dalle tacchette.
Ogni ALTERAZIONE di questi appoggi statici e dinamici , manubrio-sella-pedali ma anche oltremodo un cambiamento del nostro equilibrio posturale inevitabilmente altera il lavoro angolare e muscolare delle articolazioni condizionandone il rendimento biomeccanico e causando possibili risentimenti fisici.

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