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Cicloturismo

Il blog dedicato al cicloturismo ed ai viaggi in bicicletta

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  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 4 settimane fa

    Mobilità sostenibile: al via i lavori per una nuova pista ciclabile a Fognano Un nuovo passo verso una città più sostenibile e a misura di ciclista. Sono ufficialmente iniziati i lavori per la realizzazione di una nuova pista ciclabile che collegherà strada Chiesa di Fognano a strada Paonazza, nel segno di un progetto più ampio volto a incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. L’intervento rappresenta un tassello importante nel piano urbano della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre l’impatto del traffico veicolare privato, favorire spostamenti a basse emissioni e migliorare la sicurezza stradale per ciclisti e pedoni. Oltre alla pista ciclabile, è prevista anche l’installazione di un nuovo impianto semaforico all’intersezione con strada Vallazza, un nodo critico per la viabilità locale. L’introduzione del semaforo punta a regolare meglio i flussi di traffico e garantire maggiore protezione agli utenti più vulnerabili della strada. Le autorità locali confermano che gli interventi si inseriscono in una strategia di lungo periodo che prevede la progressiva estensione della rete ciclabile urbana, con un’attenzione particolare alle connessioni tra quartieri residenziali, aree scolastiche e zone produttive. Nei prossimi mesi, i cittadini potranno seguire l’avanzamento dei lavori e, una volta completata l’opera, beneficiare di un’infrastruttura moderna, sicura e pensata pe Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 4 settimane, 1 giorno fa

    Doppio intervento di emergenza nell’Alto Garda: ciclisti si scontrano sulla ciclabile, un ferito al pronto soccorso DRO. Serata intensa per i soccorritori dell’Alto Garda, impegnati in due emergenze a distanza di poche ore. Dopo l’intervento per un settantenne colpito da shock anafilattico in seguito alla puntura di un insetto, i sanitari sono stati chiamati nuovamente alle 19.45, lungo la pista ciclabile in direzione nord, poco dopo il centro abitato di Dro. Due ciclisti si sono scontrati e sono finiti a terra. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Dro e un’ambulanza del 118. Messa in sicurezza l’area, i soccorritori hanno prestato le prime cure ai due feriti. Uno dei ciclisti, in condizioni da valutare, è stato trasportato al pronto soccorso per accertamenti. L’altro ha riportato lesioni lievi. La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione. Possibile che l’urto sia avvenuto per una distrazione o un sorpasso azzardato. Resta alta l’attenzione sulla sicurezza della rete ciclabile della zona, particolarmente frequentata nei mesi estivi. Due interventi ravvicinati che testimoniano l’efficienza dei soccorsi locali, pronti a rispondere Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Da Passau a Vienna – Il classico intramontabile del Danubio su due ruote C’è un tratto del Danubio che ogni cicloturista sogna almeno una volta di percorrere: la tratta Passau–Vienna. Circa 320 chilometri di piste ciclabili perfettamente segnalate, immerse in paesaggi che sembrano usciti da un libro illustrato. È il percorso più famoso del Danubio, e non a caso. Il viaggio inizia a Passau, la “città dei tre fiumi”, dove il Danubio si fonde con l’Inn e l’Ilz. Da qui si segue la riva sinistra del fiume, accompagnati da antichi castelli, vigneti e piccoli villaggi bavaresi che sembrano sospesi nel tempo. Lungo la strada si incontrano gemme come Schlögen, dove il Danubio compie la sua celebre ansa a gomito, o Grein, con il suo teatro barocco tra i più antichi d’Austria. La pista ciclabile, conosciuta come Donauradweg, è quasi sempre asfaltata e pianeggiante. Ideale per tutti: dai viaggiatori solitari agli anziani su e-bike, dalle famiglie con bambini ai ciclisti più allenati. Uno dei momenti più emozionanti del viaggio è l’arrivo a Vienna. Dopo giorni di quiete, la capitale austriaca si apre all’improvviso come un sipario. E se si ha ancora energia, la città merita una visita in sella: dal Prater alla Ringstraße, dai caffè storici alla modernità del MuseumsQuartier. Consigli pratici: Il percorso è percorribile da aprile a ottobre, ma i mesi migliori restano maggio, giugno e settembre. Il vento favorevole soffia spesso da ovest, rendendo ideale pedalare da Passau verso Vienna. Numerose agenzie offrono servizi di tra Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    La meraviglia nascosta della Wachau – In bici tra vigneti, castelli e albicocchi Tra Melk e Krems, il Danubio attraversa uno dei suoi tratti più suggestivi: la Wachau. Patrimonio dell’Umanità UNESCO, questa valle austriaca è un piccolo paradiso per i cicloturisti, soprattutto per chi ama unire natura, cultura e sapori locali. Il percorso, lungo circa 40 chilometri, è perfetto per una gita di uno o due giorni, magari come parte del più ampio itinerario Passau-Vienna. Ma anche da sola, la Wachau vale il viaggio. Si parte da Melk, dominata dalla sua celebre abbazia benedettina, un capolavoro del barocco. Da qui, la ciclabile si snoda lungo il Danubio tra colline coperte di vigneti, paesini fiabeschi e frutteti di albicocchi. Il ritmo è rilassato, con tappe quasi obbligatorie: a Dürnstein, dove Riccardo Cuor di Leone fu imprigionato, o a Spitz, cuore della viticoltura locale. Il vino qui è una religione. Grüne Veltliner e Riesling sono i protagonisti, spesso serviti direttamente nelle Heuriger, le tipiche osterie contadine dove si possono gustare anche piatti della tradizione: lardo affumicato, pane nero, formaggi di malga. La pista alterna tratti asfaltati a strade di campagna poco trafficate. Sempre ben segnalata, si presta anche a deviazioni interessanti, come una visita in battello sull’altra sponda del fiume o una sosta nei molti piccoli musei e botteghe artigiane. Consigli pratici: Evita luglio se non ami il caldo intenso e il turismo di massa. Maggio e settembre offrono il miglior equilibrio tra clima e tranquillità. Il traghetto per attraversare il Danubio è un’esperienza Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    La Via delle Mosa — Da Namur a Dinant lungo il fiume dell’arte e della natura Tra le dolci anse della Mosa si nasconde uno dei percorsi cicloturistici più affascinanti del Belgio. Partendo dalla città di Namur, con la sua imponente cittadella affacciata sul fiume, si segue la RAVeL 1, pista ciclabile che costeggia la Mosa fino a Dinant. Un tragitto di circa 30 km, completamente pianeggiante e adatto a tutti, anche a famiglie o ciclisti meno esperti. Il paesaggio è un susseguirsi di castelli, falesie calcaree e piccoli porti fluviali. Ogni curva del fiume sembra raccontare una storia: dai battelli che solcano lentamente le acque, ai pittori impressionisti che qui trovavano ispirazione. Dinant, con la sua cattedrale gotica incastonata nella roccia e la casa natale di Adolphe Sax (sì, proprio l’inventore del sassofono), è una vera perla da esplorare a fine corsa. La ciclabile è ben tenuta, completamente asfaltata e lontana dal traffico. Lungo il tragitto si trovano diverse aree picnic, fontanelle e piccoli caffè in cui fare una pausa con vista sul fiume. Un’alternativa interessante è percorrerla in senso opposto e poi tornare con il treno, approfittan Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Fiandre in bicicletta — Tra colline, birre trappiste e storia ciclistica Le Fiandre non sono solo il cuore pulsante del ciclismo belga: sono un viaggio nella cultura e nella leggenda del pedale. Pedalare qui significa immergersi nei paesaggi iconici della Ronde van Vlaanderen, tra ciottoli tremolanti, cappelle nascoste e villaggi dove ogni bar ha la sua birra artigianale. Il percorso che ti propongo parte da Oudenaarde, città simbolo del ciclismo fiammingo, e si snoda per circa 80 km attraverso i colli che hanno fatto la storia delle Classiche del Nord. Il Muur di Geraardsbergen, il Koppenberg, il Taaienberg: nomi che ogni appassionato conosce, ma che dal vivo raccontano una storia fatta di fatica, tradizione e orgoglio locale. La segnaletica ciclabile è impeccabile, e l’intero percorso è perfettamente pedalabile anche con bici da turismo (meglio se con gomme robuste). Una sosta d’obbligo? L’abbazia di Westmalle per una Trappist autentica o il piccolo museo del ciclismo a Roeselare. I tratti sterrati non mancano, ma sono ben curati e immersi nel verde. È una tappa ideale da affrontare in primavera, magari a ridosso della Ronde, per respirare l’atmosfera delle grandi corse e god Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Grecia a pedali: il Peloponneso, viaggio lento tra mito e Mediterraneo Peloponneso – In un angolo di Grecia dove la storia si respira a ogni curva, il cicloturismo trova la sua dimensione ideale. Un itinerario in bicicletta attraverso il Peloponneso è più di un viaggio: è un’immersione in paesaggi intatti, borghi senza tempo e sapori autentici. Da Corinto a Kalamata, passando per Nauplia, Leonidio e Monemvasia, il percorso si snoda per oltre 300 chilometri lungo strade secondarie, attraversando vallate d’ulivi, villaggi arroccati e spiagge deserte dove il tempo sembra essersi fermato. Dopo una sosta iniziale al celebre Canale di Corinto, il viaggio inizia davvero quando si lascia alle spalle il traffico e si entra nella regione dell’Argolide. Nauplia, con le sue fortezze veneziane e i caffè sul lungomare, è la prima tappa di charme. Ma è nel cuore dell’Arcadia, tra le gole di Leonidio e i tornanti dell’altopiano, che la bicicletta diventa strumento di scoperta e fatica appagante. Il percorso prosegue verso Monemvasia, la “Gibilterra greca”, una rocca medievale scolpita nella roccia e collegata alla terraferma da un sottile istmo. Qui si respira l’atmosfera bizantina, tra mura antiche e vicoli lastricati. La parte finale attraversa il Mani orientale, una delle regioni più selvagge e autentiche della Grecia continentale. Le strade costiere conducono infine a Kalamata, dove un tuffo nel mare e un piatto di olive l Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Cicladi in bicicletta: l’isola di Naxos tra mare, mulini e sentieri di pietra Naxos (Cicladi) – Quando si pensa alle Cicladi, vengono in mente cupole bianche, mare turchese e lunghe sieste sotto il sole. Ma per chi ama pedalare, l’isola di Naxos è una sorpresa: un paradiso per il cicloturismo, dove ogni salita è ripagata da viste mozzafiato e ogni discesa profuma di timo selvatico. Con i suoi 430 km², Naxos è la più grande delle Cicladi e offre un mix perfetto di tratti costieri e itinerari montani. Il percorso più amato dai cicloturisti parte dalla vivace Chora, il capoluogo, e si inoltra subito verso l’interno. Dopo pochi chilometri si raggiunge Chalki, antico centro bizantino, dove un caffè greco all’ombra dei gelsi è quasi un rito. Da qui si può proseguire verso Apiranthos, uno dei villaggi più alti dell’isola, noto per le sue stradine lastricate e le case in marmo. La salita è tosta, ma il panorama che si apre sulla valle e sul Mar Egeo vale ogni goccia di sudore. Il ritorno in discesa regala momenti di pura gioia ciclistica, con curve morbide e vento tra i capelli. Si scende fino alla costa ovest, toccando spiagge dorate come Plaka e Agios Prokopios, ideali per una pausa rigenerante tra un bagno e un’insalata greca. Perché scegliere Naxos? Perché è ancora autentica, meno affollata di Mykonos o Santorini, e offre paesaggi rurali punteggiati da mulini a v Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Austria in bici: un viaggio tra natura, cultura e piste perfette L’Austria è un piccolo paradiso per chi ama il cicloturismo: paesaggi mozzafiato, infrastrutture impeccabili e un’accoglienza calorosa rendono questo Paese una meta ideale per esplorare su due ruote. Dai laghi della Carinzia alle valli alpine del Tirolo, passando per le piste lungo il Danubio, ogni regione ha il suo carattere e le sue meraviglie da offrire. In questo articolo vi portiamo alla scoperta di uno degli itinerari più amati: la ciclovia del Danubio. La ciclovia del Danubio: da Passau a Vienna Uno dei percorsi ciclabili più iconici d’Europa è senza dubbio la Donauradweg, la ciclabile che segue il corso del Danubio da Passau (al confine con la Germania) fino a Vienna. Si tratta di circa 320 km di puro piacere, con un dislivello minimo e paesaggi sempre diversi: campagne verdi, vigneti, cittadine barocche e monasteri secolari. Il tracciato è asfaltato, ben segnalato e completamente separato dal traffico automobilistico in molti tratti, ideale per ogni tipo di ciclista: dai principianti alle famiglie, fino ai viaggiatori più esperti. Tappe consigliate Passau: punto di partenza perfetto, la “città dei tre fiumi” offre scorci incantevoli e un centro storico vivace. Linz: città moderna e culturale, ideale per una sosta tra arte contemporanea e cibo tradizionale. Grein e Melk: piccoli gioielli affacciati sul Danubio. Da non perdere l’imponente Abbazia di Melk, uno dei simboli del barocco austriaco. Vienna: la capitale è la degna conclusione di questo viaggio. Arrivare in bici a Vienna è un’emozione unica: si entra in città costeggiando il Danubio, con il centro storico a portata di pedale. Consigli pratici Quando partire: i mesi ideali sono da maggio a settembre. A primavera i paesaggi sono verdissimi, in estate si può anche fare il bagno nel Danubio. Trasporto bici: i treni austriaci sono bike-friendly e permettono di tornare facilmente al punto di partenza. Attenzione però se si vola: ti è mai capitato di trovare la bici danneggiata all’arrivo? Meglio imballarla con cura o usare un servizio specializzato. Dove dormire: lungo il percorso ci sono numerosi alloggi bike-friendly, agriturismi e campeggi. Consigliata la prenotazione in alta stagione. Cosa mangiare: non si può pedalare senza energia! Schnitzel, gulasch e torte viennesi non mancano mai, accompagnati da una birra fresca o un bicchiere di Grüner Veltliner. Perché scegliere l’Austria in bici L’Austria investe seriamente nel cicloturismo: cartelli chiari, percorsi ben mantenuti, servizi dedicati ai ciclisti e un’attenzione particolare alla sostenibilità. Pedalare qui significa sentirsi sicuri, benvenuti e sempre immersi nella bellezza. Che si tratti di un weekend lungo o di un viaggio più esteso, l’Austria è pronta ad accogliervi con i suoi paes Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    LODI E CREMA, CICLABILE QUASI COMPLETA: IN ARRIVO 1,55 MILIONI DI EURO PER IL TRATTO FINALE Lodi e Crema saranno presto unite da una pista ciclabile continua, grazie a un finanziamento di 1.550.000 euro stanziato dalla Regione Lombardia. Il contributo è il frutto di un emendamento presentato dai consiglieri regionali del Partito Democratico Roberta Vallacchi e Matteo Piloni, che hanno fortemente sostenuto l’importanza strategica dell’opera per il territorio. «Il tratto fino a Crespiatica è già stato realizzato – hanno spiegato Vallacchi e Piloni –. Ora, con questo nuovo finanziamento, potremo completare il percorso ciclabile che collegherà in modo sicuro e sostenibile due importanti centri del territorio lombardo». L’intervento andrà a chiudere l’ultimo tratto mancante del collegamento ciclabile, offrendo un’infrastruttura moderna non solo per i pendolari, ma anche per i tanti appassionati di ciclismo e per chi sceglie la bicicletta come mezzo di mobilità quotidiana. Il progetto, oltre a incentivare l’uso di mezzi ecologici, rappresenta un passo concreto verso una mobilità più sostenibile e attenta all’ambiente. L’iniziativa ha ricevuto ampio consenso anche a livello locale, dove le amministrazioni comunali coinvolte hanno accolto con favore la notizia. L’opera rappresenta un’occasione significativa per rafforzare i legami tra i territori lodigiano e cremasco, valorizzando al contempo il patrimonio paesaggistico attraversato dal tracciato. Il completamento della ciclabile Lodi-Crema diventa così simbolo di una politica che guarda al futuro, favorendo infrastrutture che coniugano Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Dal centro al mare in bici: parte il progetto della pista ciclabile di cinque chilometri Un nuovo capitolo si apre per la mobilità sostenibile nel territorio comunale: è pronto a prendere il via il progetto della pista ciclabile che collegherà il cuore del paese alla costa, da piazza Liori fino a Maddalena spiaggia. Cinque chilometri immersi nella natura, tra il fiume Santa Lucia e la laguna, che promettono di rivoluzionare gli spostamenti locali e valorizzare il paesaggio. Grazie a un finanziamento di 2 milioni di euro stanziato dalla Città metropolitana, l’Amministrazione comunale guidata dalla Giunta Garau mette in cantiere un’infrastruttura attesa da tempo, che non solo promuove l’uso della bicicletta ma punta anche a rafforzare il legame tra centro abitato e zone costiere. Il tracciato ciclabile si inserisce in una visione più ampia, quella dei Piani Urbani Integrati (PUI), già in fase di realizzazione, che collegheranno Maddalena a Frutti d’Oro. Un disegno organico che mira a creare una rete di percorsi ciclabili e pedonali in grado di ridurre il traffico automobilistico e migliorare la qualità della vita. “Si tratta di un intervento strategico per il nostro territorio – afferma il sindaco Garau – perché promuove uno stile di vita sano, incentiva il turismo lento e contribuisce a rendere più attrattive le nostre aree naturali. Vogliamo unire la sostenibilità alla valorizzazione del paesaggio”. Il percorso sarà fruibile non solo dai ciclisti, ma anche da famiglie, camminatori e sportivi, offrendo un’alternativa concreta all’auto privata. Inoltre, sarà dotato di aree di sosta, punti panoramici e segnaletica informativa, con l’obiettivo di rendere l’esperienza piacevole e accessibile a tutti. Con l’avvio dei lavori previsto nei prossimi mesi, la città si prepara a fare un passo deciso verso una mobilità più verde e condivisa. Un progetto che non guarda solo alla viabilità, ma anche alla costruzion Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese fa

    Inaugurata la ciclabile sospesa più lunga d’Europa: a Cavallino-Treporti nasce un nuovo simbolo del cicloturismo europeo CAVALLINO-TREPORTI (VE) – Dopo anni di progettazione e lavori, è stata completata la ciclabile sospesa più lunga d’Europa: un tracciato innovativo di 8,5 chilometri, di cui 6,5 interamente realizzati a sbalzo sulla laguna. L’opera, ribattezzata “Via del Respiro”, si inserisce nel cuore della rete cicloturistica del Veneto e rappresenta una svolta per la mobilità dolce nel Nord Italia. Aperta ufficialmente al pubblico il 18 luglio 2025, la ciclabile corre lungo via Pordelio, uno dei tratti costieri più suggestivi del litorale veneziano. La passerella ciclopedonale, interamente sopraelevata rispetto alla carreggiata, offre una vista ininterrotta sulla laguna nord, in un contesto naturalistico di alto pregio. Un’infrastruttura strategica per il turismo lento Realizzata con un investimento complessivo superiore ai 20 milioni di euro,finanziata congiuntamente dal Comune di Cavallino-Treporti e dal Provveditorato alle Opere Pubbliche. La “Via del Respiro” nasce con una duplice finalità: migliorare la sicurezza stradale lungo un’arteria storicamente trafficata, e allo stesso tempo offrire un’esperienza cicloturistica di valore internazionale. La struttura, costruita in acciaio zincato e calcestruzzo alleggerito, è dotata di parapetti trasparenti, illuminazione a LED e punti panoramici attrezzati. Il percorso è interamente percorribile in bicicletta o a piedi, ed è stato progettato per garantire accessibilità universale, anche a famiglie, ciclisti occasionali e utenti con mobilità ridotta. Una nuova icona del cicloturismo europeo Con i suoi 6,5 km sospesi, la pista di Cavallino-Treporti supera in lunghezza tutte le principali ciclabili a sbalzo esistenti in Europa, come il celebre tratto di Limone sul Garda. A differenza di molte ciclovie europee, spesso frammentate o promiscue con il traffico veicolare, la “Via del Respiro” offre continuità, sicurezza e immersione ambientale, tre elementi sempre più richiesti dai cicloturisti europei. L’opera si inserisce all’interno di un sistema più ampio: la rete ciclabile di Cavallino-Treporti supera oggi i 60 chilometri, tra pinete, valli da pesca, Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Sotto i cieli di mezzanotte – Cicloturismo tra fiordi e foreste in Norvegia Esistono luoghi dove il tempo sembra dilatarsi, e ogni chilometro percorso è un capitolo di un racconto nordico fatto di silenzi, luce e natura selvaggia. La Norvegia, con le sue infinite strade panoramiche e i fiordi scolpiti nel granito, è una di queste destinazioni. L’itinerario da Bergen a Ålesund, lungo la costa occidentale, è uno dei tratti più suggestivi del cicloturismo europeo. Un viaggio di circa 500 km tra salite impegnative e discese vertiginose, dove il paesaggio cambia continuamente: un momento stai pedalando accanto a cascate impetuose, il momento dopo sei avvolto dalla nebbia tra i pini, con una renna che ti osserva in lontananza. La bellezza di questa rotta non sta solo nei panorami mozzafiato, ma anche nella possibilità di attraversare piccole comunità norvegesi, dormire in rifugi spartani ma accoglienti, e vivere la giornata secondo il ritmo della natura. In estate, le ore di luce sembrano non finire mai: la famosa “luce del nord” illumina anche le pedalate serali, rendendo ogni uscita quasi surreale. Le condizioni climatiche richiedono una buona preparazione: il tempo può cambiare rapidamente, e alcuni tratti – soprattutto i passi montani – mettono alla prova anche i ciclisti più esperti. Ma chi affronta questa sfida viene ricompensato da un senso di libertà impareggiabile. In Norvegia, ogni pedalata è un atto di rispetto verso la terra. Un invito a rallentare, ascoltare, respirare. E ricordare che, talvo Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Sulle tracce del vento baltico – In bici lungo la costa danese Il rumore delle onde, il canto dei gabbiani e la pedalata che si fa più fluida sotto un cielo ampio e limpido: è questa l’esperienza che regala la ciclovia nazionale danese n. 5, meglio conosciuta come Østersøruten, la Rotta del Mar Baltico. Un itinerario di oltre 820 km che si snoda tra coste sabbiose, villaggi di pescatori, brughiere e castelli, offrendo un perfetto equilibrio tra natura, cultura e sostenibilità. È uno dei percorsi più amati dai cicloturisti in Nord Europa, e non è difficile capirne il motivo. La partenza ideale è Copenaghen, capitale bike-friendly per eccellenza. Qui, oltre il 60% dei residenti usa la bicicletta ogni giorno: infrastrutture impeccabili, piste ciclabili dedicate e una cultura della mobilità dolce rendono ogni spostamento un piacere. Da lì si prosegue verso sud, attraversando la verde Selandia e prendendo il traghetto per l’isola di Lolland, per poi dirigersi verso Funen e concludere a Sønderborg, nella penisola dello Jutland. Ogni tappa è scandita da paesaggi rilassanti e ritmi lenti: perfetti per chi cerca una vacanza attiva ma rigenerante. Le strutture ricettive sono ben distribuite, spesso a misura di ciclista, e il campeggio libero è consentito in numerose aree. Pedalare lungo la costa danese non è solo un viaggio fisico, ma anche un’immersione nei valori del vivere semplice, in armonia con la natura. Un’esperienza da consigliare a chi ama scoprire il mondo a colpi di pedal Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Croazia dell’Interno – L’anello verde del Parco di Plitvice La Croazia non è solo mare. Il cuore verde del Paese, tra foreste, laghi e villaggi rurali, offre itinerari ciclabili sorprendenti. Uno dei più affascinanti è l’anello attorno al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, patrimonio UNESCO e scrigno naturale senza pari. Punto di partenza: Rakovica, tra quiete e natura Rakovica, piccolo centro a nord del parco, è la base ideale. Qui inizia un percorso ad anello di circa 85 km, perfetto per una giornata intera o da dividere in due tappe. Le strade sono secondarie, poco trafficate, e attraversano colline, pascoli e borghi dove il tempo sembra essersi fermato. Sosta al Parco: bici a riposo, occhi in festa Il tratto centrale del tour coincide con l’ingresso al Parco di Plitvice. Le biciclette vanno lasciate fuori (non sono ammesse all’interno), ma la visita a piedi tra cascate, passerelle di legno e laghi color smeraldo vale ogni minuto. Meglio arrivare presto per evitare le folle e godersi la magia del silenzio. Pedalare tra faggi e vecchie dogane Ripresa la bici, si prosegue verso sud-est tra strade sterrate e piccoli ponti. Qui si incrociano vecchi posti di frontiera, memoria di tempi turbolenti. Oggi, però, sono solo tappe silenziose tra mucche al pascolo e profumo di fieno. Rientro a Rakovica: gambe stanche, cuore pieno Dopo l’ultima salita, il ritorno a Rakovica è accompagnato da un senso di compiutezza. Il percorso, seppur non lungo, è intenso e coinvolgente. E, come spesso accade Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Dalmata in Sella – La Costa Adriatica tra Spalato e Dubrovnik Pedalare lungo la costa dalmata significa attraversare una delle strade panoramiche più affascinanti d’Europa. Il tratto tra Spalato e Dubrovnik non è solo una sfida per le gambe, ma un viaggio tra storia, mare cristallino e villaggi sospesi nel tempo. Partenza: Spalato, tra impero e pedali Si parte dal cuore dell’antica Spalato, dove il Palazzo di Diocleziano fa da sfondo alle prime pedalate. Lasciando la città, la strada abbraccia la costa, tra pini marittimi e calette turchesi. La Jadranska Magistrala, la statale adriatica, è il nastro d’asfalto che guida il viaggio: trafficata nei mesi estivi, ma irresistibilmente suggestiva. Tappa obbligata: Makarska e il Biokovo Dopo circa 60 km, si arriva a Makarska, incastonata tra il mare e il massiccio del Biokovo. Per i più allenati, una deviazione fino al Parco Naturale Biokovo (con il celebre Skywalk panoramico) offre viste mozzafiato, e salite impegnative. Tra isole e promontori: il fascino di Pelješac Superato il nuovo ponte di Pelješac, la penisola si rivela in tutto il suo splendore: vigneti, uliveti e silenzi interrotti solo dal vento. Orebić è una sosta perfetta per riposare e gustare un bicchiere di Dingač, il vino locale. Arrivo a Dubrovnik: l’antica Ragusa Dopo circa 230 km complessivi, l’arrivo a Dubrovnik è un vero trionfo. Le antiche mura, il porto medievale e le strette vie acciottolate regalano un finale degno di una saga cicloturistica. È qu Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Pedalando sull’oceano – Da Porto a Lisbona lungo la costa atlantica PORTOGALLO – Un vento salmastro accompagna il ritmo delle pedalate, mentre l’Atlantico si apre maestoso sulla sinistra. Da Porto a Lisbona, il percorso ciclabile lungo la costa occidentale del Portogallo è un viaggio di scoperta tra spiagge selvagge, villaggi di pescatori e città storiche. Il tracciato, lungo circa 350 chilometri, è adatto sia ai cicloturisti esperti che ai viaggiatori in cerca di emozioni senza troppi dislivelli. La segnaletica è chiara, soprattutto nei tratti della “Ecovia Litoral” e della “EuroVelo 1 – la Rotta Atlantica”, e offre la possibilità di viaggiare in sicurezza tra piste ciclabili, strade secondarie e sentieri costieri. La partenza ideale è Porto, città dal fascino decadente e vivace. Dopo una visita alle cantine del vino omonimo, si imbocca il primo tratto verso Espinho e poi più giù, verso Aveiro – la “Venezia portoghese” – attraversando dune, riserve naturali e canali. Il cuore del viaggio è un’alternanza perfetta di natura e cultura: si pedala tra pini e eucalipti, si fanno soste a Nazaré, celebre per le onde giganti, o a Peniche, patria dei surfisti. Più a sud, il paesaggio si addolcisce, le spiagge diventano più turistiche, ma l’atmosfera rimane autentica. Fino ad arrivare a Lisbona, che accoglie i via Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Alentejo su due ruote – Tra colline, borghi e silenzi infiniti ALENTEJO, PORTOGALLO – C’è un Portogallo che pochi conoscono: quello dell’entroterra, dove il tempo scorre lento e le strade sembrano disegnate apposta per le biciclette. È l’Alentejo, una regione fatta di colline dorate, uliveti secolari e villaggi bianchi che appaiono come miraggi tra le curve. Un itinerario particolarmente suggestivo parte da Évora, patrimonio dell’UNESCO, e si snoda verso sud-est, toccando Monsaraz, Mourão e Beja, per concludersi a Mértola, vicino al confine spagnolo. Un percorso di circa 250 chilometri, su strade poco trafficate e ben asfaltate, ideale per chi ama la bicicletta come strumento di immersione nei paesaggi e nella cultura. A Évora, si inizia il viaggio tra templi romani e piazze assolate. Pedalando verso Monsaraz, si attraversano distese di vigneti e si incontrano antichi castelli su alture panoramiche. Le salite sono dolci, ma costanti: qui il ciclismo diventa meditazione, e ogni sosta è un’occasione per incontrare l’anima del Portogallo più autentico. L’Alentejo offre poco in termini di infrastrutture cicloturistiche, ma molto in termini di accoglienza rurale. Agriturismi, piccoli hotel e locande aprono le porte ai viaggiatori con semplicità e calore. E la cucina – ricca di sapori intensi, come l’agnello, il pane di Alen Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Serbia in bicicletta: un viaggio autentico tra natura, storia e ospitalità La Serbia non è ancora sulla mappa delle mete più gettonate del cicloturismo europeo. E forse è proprio questo il suo punto di forza. Chi decide di attraversarla in bicicletta si troverà immerso in un Paese autentico, sorprendente, a tratti ruvido, ma sempre capace di accogliere con il sorriso. Il nostro viaggio parte da Subotica, nel nord del Paese, quasi al confine con l’Ungheria. L’influenza austro-ungarica è visibile nell’architettura secessionista e nei colori pastello del centro storico. Da qui inizia un percorso che, seguendo in gran parte la EuroVelo 6, si snoda tra campagne, villaggi, monasteri ortodossi e città dal passato complesso ma affascinante. Pianure, fiumi e fortezze Pedalare lungo il Danubio serbo è un’esperienza tranquilla e scenografica. Le strade secondarie e le ciclabili spesso sterrate portano a luoghi ricchi di storia, come Novi Sad, la “capitale culturale” con la sua imponente fortezza di Petrovaradin. Poco più a sud, Belgrado sorprende con il suo mix tra modernità e memoria, tra i caffè alla moda del quartiere Savamala e la storica fortezza di Kalemegdan, affacciata sulla confluenza tra Sava e Danubio. Tra montagne e villaggi dimenticati Lasciata la capitale, il percorso inizia a salire. Verso Topola e le colline della Šumadija, la Serbia mostra il suo volto più rurale. I ritmi rallentano, i trattori condividono la strada con le biciclette, e ogni villaggio è un piccolo mondo a parte. È qui che si percepisce il calore umano: un bicchiere d’acqua offerto, un saluto, un invito a fermarsi per una rakija fatta in casa. Chi ha gamba e voglia di esplorare può deviare verso il Parco Nazionale di Tara o attraversare i canyon della Ovčar-Kablar, tappe impegnative ma spettacolari, dove la natura prende il sopravvento. Nis: l’anima del sud Il viaggio si conclude a Niš, una delle città più antiche d’Europa, culla dell’imperatore romano Costantino. Qui la storia è palpabile: dalla torre dei teschi (Ćele Kula) alle vestigia ottomane, passando per la vivace atmosfera universitaria. È un punto d’arrivo perfetto per chi vuole capire davvero l’anima balcanica: complessa, fiera, mai banale. Consigli pratici Strade: le condizioni variano molto. Alcuni tratti della EuroVelo 6 sono asfaltati, altri sterrati. Una gravel o una bici da trekking è l’ideale. Segnaletica: presente ma non sempre affidabile. Una buona mappa offline è consigliata. Ospitalità: calda e spontanea. I campeggi sono pochi, ma molti locali offrono ospitalità anche in casa. Cibo: abbondante e sostanzioso. Non perdete il ćevapi, il kajmak e, ovviamente, la rakija. Perché andare? Perché la Serbia in bicicletta è un viaggio fuori dalle rotte comuni, dove ogni chilometro racconta una storia e ogni incontro lascia qualcosa. Non è la destinazione più facile, né la più patinata. Ma è vera. E oggi, nel mo Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 1 mese, 1 settimana fa

    Verona pedala verso il futuro: due nuovi itinerari ciclabili approvati dalla Giunta Verona compie un nuovo e concreto passo verso una mobilità urbana più sostenibile, sicura e al passo coi tempi. La Giunta comunale ha recentemente dato il via libera all’inserimento nel Programma triennale delle opere pubbliche di due importanti progetti ciclabili che interesseranno ampie aree della città, potenziando i collegamenti tra quartieri e migliorando la vivibilità complessiva. Si tratta di due nuovi itinerari strategici, destinati a rafforzare l’infrastruttura ciclabile esistente e a offrire soluzioni concrete a chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, che sia per studio, lavoro o svago. Collegamento tra San Martino Buonalbergo e Via Unità d’Italia Il primo progetto riguarda un asse ciclabile fondamentale che si snoda da Via Marotto, nella zona di San Martino Buonalbergo, fino a intercettare la ciclabile denominata “Aia”. Questo tratto attraverserà l’abitato di San Michele, collegandosi infine al percorso già esistente su Via Unità d’Italia, una delle arterie principali per l’accesso al centro cittadino. L’intervento mira a garantire maggiore sicurezza e continuità agli spostamenti in bici in una zona ad alta densità scolastica e lavorativa. Grazie a questa nuova connessione, studenti e pendolari avranno a disposizione un’infrastruttura moderna e sicura, capace di ridurre il traffico automobilistico e incentivare una mobilità attiva, più salutare e rispettosa dell’ambiente. Da San Michele a Via Mefistofele, passando per le piscine comunali Il secondo intervento, altrettanto significativo, interessa l’area orientale della città. Il nuovo itinerario ciclabile collegherà San Michele con via Mefistofele, snodandosi lungo via Montelungo, dove sorgono le piscine comunali, punto di riferimento sportivo per centinaia di veronesi. Questo tracciato si integrerà in modo armonico con la rete ciclabile preesistente, migliorando il collegamento tra le periferie e i quartieri centrali. L’obiettivo è facilitare l’accesso ai servizi e incentivare l’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani, anche in aree meno centrali ma fortemente frequentate. Un investimento sul futuro Entrambi i progetti rappresentano un tassello fondamentale nel disegno di una Verona più ciclabile, a misura di cittadino e attenta alle sfide ambientali del presente. L’Amministrazione comunale conferma così la volontà di investire in infrastrutture che promuovano la mobilità dolce, contribuendo a ridurre l’impatto del traffico urbano e a migliorare la qualità dell’aria. Gli interventi, inseriti nel Programma triennale delle opere pubbliche, saranno oggetto di progettazione esecutiva nei prossimi mesi, con l’obiettivo di avviare i lavori entro il prossimo anno. Verona si prepara dunque a pedalare con Continua a leggere

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