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Cicloturismo

Il blog dedicato al cicloturismo ed ai viaggi in bicicletta

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  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane fa

    Cicloturismo in estate in Italia: pedalare tra paesaggi, storia e sapori L’estate in Italia è un invito aperto a salire in sella e partire. Strade bianche che attraversano colline dorate, lungomari che brillano al sole, sentieri d’alta quota che profumano di resina: il cicloturismo estivo è molto più di uno sport, è un viaggio lento che unisce scoperta, benessere e avventura. In questo articolo ti guiderò tra le destinazioni più affascinanti, i consigli pratici per pedalare in sicurezza e le esperienze uniche che solo l’Italia sa regalare. Perché scegliere il cicloturismo in Italia in estate L’Italia è un museo a cielo aperto, ma anche un grande parco naturale: in pochi chilometri puoi passare da un borgo medievale a una spiaggia incontaminata, da una strada di montagna a un vigneto che produce vini leggendari. In estate, la luce lunga e calda delle giornate offre più ore per pedalare e fermarsi a scoprire. Inoltre, il clima mediterraneo, se gestito con attenzione, permette di godere appieno del paesaggio, facendo colazione in riva al lago e tramonti spettacolari in collina. Le mete imperdibili 1. La Toscana delle strade bianche Un classico intramontabile: le colline senesi, la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Le strade bianche regalano saliscendi dolci tra cipressi e casali in pietra. Qui il cicloturismo diventa esperienza culturale: fermarsi per una ribollita o un calice di Brunello di Montalcino è parte integrante del viaggio. 2. Le Dolomiti, regno degli scalatori Per chi cerca la sfida, i passi dolomitici (come il Pordoi, il Sella, il Giau) offrono panorami mozzafiato e aria fresca anche in piena estate. Il fascino di pedalare a 2.000 metri, tra prati fioriti e pareti di roccia, ripaga ogni fatica. 3. La costa pugliese Da Polignano a Mare fino al Salento, pedalare lungo il mare Adriatico è un piacere per tutti i sensi: il profumo di salsedine, il colore turchese dell’acqua, le tappe gastronomiche a base di pesce fresco. La Puglia offre anche strade interne tra ulivi secolari e trulli. 4. I laghi del Nord Garda, Como, Maggiore: le piste ciclabili costeggiano le acque e passano attraverso borghi eleganti e giardini fioriti. Un itinerario perfetto per chi vuole alternare pedalate a bagni rinfrescanti. 5. La Sardegna interna Oltre alle spiagge da cartolina, la Sardegna offre percorsi nell’entroterra selvaggio: strade tranquille, paesaggi quasi lunari, e paesi in cui il tempo sembra essersi fermato. Consigli pratici per pedalare d’estate Partire presto: nelle ore più calde (12-16) è meglio fermarsi all’ombra o in un borgo per il pranzo. Idratazione: portare sempre due borracce e reintegrare sali minerali. Protezione solare: cappellino sotto il casco, crema ad alta protezione, occhiali da sole. Bici in ordine: freni, gomme e cambio devono essere perfetti, soprattutto in itinerari montani. Abbigliamento tecnico: leggero, traspirante e con colori chiari. Il cicloturismo non è una gara: è un invito a fermarsi. Significa entrare in un borgo, chiacchierare con un artigiano, assaggiare un formaggio locale, osservare il tramonto senza fretta. In un mon Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 1 giorno fa

    Cicloturismo, la nuova frontiera del viaggio lento Il boom del cicloturismo non è più una tendenza di nicchia: secondo l’ultimo rapporto di Isnart-Unioncamere, in Italia i viaggiatori su due ruote generano oltre 55 milioni di presenze turistiche l’anno. Un fenomeno spinto dal desiderio di libertà, dal bisogno di sostenibilità e dalla riscoperta del territorio a ritmo di pedale. La scelta dell’itinerario Dalla Via Francigena alle ciclovie lungo il Po, l’Italia offre percorsi per ogni livello. Gli esperti consigliano di calibrarli sulla propria preparazione fisica: tappe brevi e pianeggianti per chi inizia, dislivelli impegnativi solo per ciclisti allenati. Strumenti come Komoot o Bikemap permettono di pianificare il viaggio con mappe, altimetrie e recensioni di altri pedalatori. La bicicletta giusta Gravel, trekking o e-bike: il mezzo va scelto in base al percorso e al bagaglio. Prima della partenza, un check-up accurato è indispensabile: freni efficienti, cambio preciso, gomme in buono stato. “La manutenzione preventiva è il primo passo per evitare di restare fermi a bordo strada”, sottolinea un meccanico di una ciclofficina. Viaggiare leggeri Borse laterali impermeabili, abbigliamento tecnico a strati e un kit di emergenza con camera d’aria e attrezzi multifunzione. Chi viaggia su due ruote impara presto che ogni chilo in più si sente nelle gambe. Sicurezza e ritmo Il casco non è un optional. Bere regolarmente e fare pause frequenti evita cali di energia. Meglio partire presto la mattina e fermarsi pr Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 2 giorni fa

    Lucania sospesa: pedalando da Matera a Montescaglioso tra canyon e silenzi Un viaggio a due ruote nel cuore rupestre della Basilicata, dove l’asfalto incontra la pietra millenaria C’è un momento preciso, quando si lascia alle spalle il centro storico di Matera, in cui la luce cambia. Le case in tufo si abbassano, la città si dissolve e la strada sembra sospesa tra cielo e gravine. È qui che comincia il viaggio verso Montescaglioso, un itinerario breve ma intenso,circa 35 km andata e ritorno,che concentra in pochi chilometri tutta l’essenza della Basilicata interna. Si parte pedalando sulla SP3, una lingua d’asfalto che serpeggia tra pascoli e masserie. Il vento porta l’odore della terra e delle erbe spontanee, mentre il canyon della Gravina di Matera si apre a tratti, con pareti verticali che raccontano milioni di anni di geologia e secoli di vita rupestre. La strada è un continuo saliscendi: dolci discese che invitano a lasciar correre le ruote, seguite da brevi ma energiche salite. Dopo circa 15 km si entra a Montescaglioso, borgo arroccato su un’altura e custode dell’imponente Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Dentro, silenzio e frescura accolgono il viaggiatore: affreschi medievali, chiostri e il respiro lento di un luogo fuori dal tempo. Il ritorno verso Matera offre prospettive completamente diverse: la città dei Sassi appare all’improvviso, come un miraggio scolpito nella pietra. Nei mesi di aprile e maggio, i campi si colorano di papaveri e calendule, mentre stormi di falchi grillai volteggiano in cerca di prede. Consiglio di viaggio: prima di ripartire, sedetevi in un forno del centro storico di Montescaglioso. Pane caldo, olio extravergine locale e pomodori secchi bast Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 2 giorni fa

    La costa segreta: da Maratea a Trecchina, tra blu marino e curve di montagna Un itinerario che parte dal respiro salmastro del Tirreno e finisce tra profumi di castagno e dolci di pasticceria Maratea non è solo mare. La città, stretta tra montagne e acqua, è una delle poche finestre lucane sul Tirreno e custodisce una rete di strade perfette per chi ama pedalare. Il percorso verso Trecchina è un piccolo gioiello di cicloturismo stradale: circa 30 km complessivi, con una salita che regala panorami sempre nuovi. Si parte dal porto di Maratea, dove le barche dondolano lente. La SS18 si apre subito in un susseguirsi di curve morbide, il mare a sinistra e la macchia mediterranea che sale a destra. Dopo pochi chilometri, la strada comincia ad arrampicarsi: la salita verso Trecchina è regolare, pendenza media del 5-6%, ideale per trovare il proprio ritmo. Ad ogni tornante, uno scorcio nuovo: una baia nascosta, una torre costiera, il Cristo Redentore che appare e scompare tra gli alberi. Arrivati a Trecchina, a circa 500 metri di quota, il paesaggio cambia radicalmente: qui il blu lascia spazio al verde intenso di castagneti e boschi di faggio. Il borgo è raccolto intorno alla piazza principale, perfetta per una sosta. E qui arriva il premio: la “bomba di Trecchina”, un dolce soffice e profumato farcito con crema o cioccolato, specialità che da sola vale la salita. La discesa verso Maratea è pura goduria ciclistica: asfalto in buone condizioni, curve ampie e la sensazione di planare verso il mare. Il rumore delle onde torna a farsi sentire molto prima di rivederle, e l’ultimo chilometro è una carezza di brezza marina. Consiglio di viaggio: partite all’alba. La luce radente illumina la costa con sfumature dorate, e la salita si affronta con temperature ancora miti, lasciando il res Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 3 giorni fa

    Pedalando tra giganti di roccia e silenzi alpini: la mia avventura in Valle d’Aosta La Valle d’Aosta non si limita a mostrarsi: ti avvolge. Non appena le ruote della bici hanno iniziato a girare lungo la strada che sale verso il Col de Joux, ho capito che questa non sarebbe stata una semplice uscita, ma un piccolo viaggio nel cuore delle Alpi. Partito di buon’ora da Saint-Vincent, ho affrontato i primi chilometri immerso nel fresco profumo dei boschi di conifere. La salita, dolce all’inizio e poi più decisa, mi ha regalato scorci di vallate ancora velate dalla nebbia del mattino. A ogni curva, un nuovo quadro: casette di pietra, campanili solitari, prati che già a metà agosto si tingevano di sfumature autunnali. Il bello del cicloturismo in Valle d’Aosta è che non devi scegliere tra sport e contemplazione: li hai entrambi. Dopo la fatica della salita, la discesa verso Brusson è stata pura poesia, con il vento fresco che tagliava il sudore e il lago che appariva come un gioiello turchese tra le montagne. Ho proseguito verso Ayas, costeggiando pascoli dove le mucche pascolavano placide, con il Monte Rosa a fare da sfondo imponente. Qui il tempo sembra rallentare: ogni sosta diventa occasione per un saluto, un bicchiere d’acqua, una fetta di fontina appena tagliata. Rientrare al punto di partenza, dopo quasi 80 chilometri e 1.600 metri di dislivello, è stato come chiudere un cerchio. Le gambe erano stanche, ma la mente piena di immagini e sensazioni che nessuna fotografia potrà mai restituire del tutto. La Valle d’Aosta è così: ti mette alla prova con le sue salite, ma ti ripaga sempre Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 3 giorni fa

    Vercelli punta sulla mobilità sostenibile: al via l’iter per la maxi pista ciclabile tra le aree industriali Vercelli accelera sul fronte della mobilità green. Il Comune ha confermato l’avanzamento dell’iter autorizzativo per la realizzazione di una nuova pista ciclabile di dimensioni record, destinata a diventare una delle dorsali principali del territorio. Il tracciato, lungo diversi chilometri, partirà da Caresanablot, attraverserà il cuore del capoluogo passando per piazza della stazione ferroviaria, per poi proseguire fino a Larizzate. Un percorso studiato per connettere in maniera diretta le due più importanti aree industriali della città, con l’obiettivo di facilitare gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta e ridurre l’impatto ambientale del traffico veicolare. Capofila del progetto è Palazzo di Città, che sta coordinando le varie fasi con il supporto della Regione Piemonte, ente finanziatore dell’opera. Secondo quanto dichiarato dal sindaco Roberto Scheda in un recente incontro pubblico, la conclusione dei lavori è prevista entro il 2027. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione urbana e infrastrutturale, che mira a incentivare l’uso della bicicletta non solo per il tempo libero, ma anche come mezzo di trasporto quotidiano. Se i tempi verranno rispettati, tra due anni Vercelli potrà contare su un collegamento ciclabile strategico, capace di unire le esigenze di mo Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 4 giorni fa

    Pedalando sulla Parenzana: tra gallerie, borghi e profumo di ulivi Ci sono strade che non nascono per le biciclette ma sembrano fatte apposta per loro. La Parenzana, in Istria, è una di queste. Un tempo qui passava un piccolo treno a scartamento ridotto che collegava Trieste a Parenzo. Oggi, al posto dei binari, c’è un nastro di sterrato e asfalto che attraversa colline profumate di rosmarino, uliveti secolari e borghi dove il tempo pare essersi fermato. Parto da Buje in una mattina di sole. La prima galleria mi accoglie con la sua frescura e un’eco che sembra amplificare il rumore della catena. All’uscita, il paesaggio si apre: un mare di vigneti e, in lontananza, il blu dell’Adriatico. Lungo il percorso incontro Grožnjan, il “borgo degli artisti”: stradine acciottolate, balconi fioriti e piccole gallerie d’arte dove vale la pena fermarsi. Il fondo alterna tratti compatti a sterrati più ruvidi, ma nulla che una buona gravel o una trekking non possano affrontare. Ci sono punti sosta con panchine, pannelli che raccontano la storia della ferrovia e fontanelle,preziose soprattutto nelle giornate calde. L’ultimo tratto verso Poreč regala una discesa dolce e panoramica. L’arrivo è in riva al mare: la bici appoggiata al muretto, un gelato in m Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 4 giorni fa

    Lungo la Mura-Drava: pedalate nell’Amazzonia d’Europa La chiamano “Amazzonia d’Europa” e, dopo averci pedalato, capisco perché. La ciclovia Mura-Drava è un viaggio lento nel nord della Croazia, tra fiumi che scorrono pigri, boschi che profumano di terra e zone umide dove la vita animale è padrona. Parto da Varaždin, elegante città barocca. Dopo pochi chilometri mi ritrovo a pedalare su argini erbosi: da un lato il fiume Drava, dall’altro campi punteggiati di cicogne. Il rumore dell’acqua accompagna la pedalata, interrotto solo dal fruscio delle ruote sullo sterrato. Ogni tanto mi fermo: a osservare un airone che prende il volo, a scattare una foto a un villaggio con case di legno, a parlare con un pescatore che mi indica la strada verso un piccolo traghetto fluviale ancora in uso. Il percorso è facile: pianeggiante, ben ombreggiato e con lunghi tratti lontani dal traffico. Ma la sua bellezza sta soprattutto nella sensazione di attraversare un mondo intatto, dove la natura detta i tempi. Arrivare vicino a Osijek, dove la Drava incontra il Danubio, è come entrare in un’altra dimensione: acqua ovunque, canneti alti e una luce che al tramonto diventa dorata. In quei momenti ti rendi conto che il bello della bicicletta n Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 5 giorni fa

    Vercelli, avanti tutta sulla maxi pista ciclabile: collegherà Caresanablot a Larizzate passando per la stazione Il Comune di Vercelli accelera sull’iter autorizzativo per la realizzazione della nuova maxi pista ciclabile, un’infrastruttura destinata a cambiare la mobilità cittadina. Il tracciato, lungo diversi chilometri, partirà da Caresanablot, attraverserà la piazza della stazione ferroviaria e arriverà fino a Larizzate, creando un collegamento diretto tra le due principali aree industriali del capoluogo. Palazzo di Città è l’ente capofila di un progetto finanziato dalla Regione Piemonte, con l’obiettivo di promuovere una mobilità più sostenibile e incentivare l’uso della bicicletta non solo per il tempo libero, ma anche per gli spostamenti casa-lavoro. Secondo il cronoprogramma, l’iter dovrebbe concludersi nei prossimi mesi, per poi passare rapidamente alla fase esecutiva. Una volta completata, la pista ciclabile offrirà un collegamento sicuro e protetto per pendolari, studenti e lavoratori delle zone industriali, alleggerendo il traffico automobilistico e riducendo l’impatto ambientale. La nuova infrastruttura si inserisce nel più ampio disegno di Vercelli “città delle due ruote”, che punta a connettere quartieri, aree produttive e punti strategici, rendendo l Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 6 giorni fa

    Pedalando tra laghi e montagne: il fascino senza tempo della ciclovia del Lago di Como La Lombardia non è soltanto Milano e la sua frenesia. Basta salire in sella e puntare verso nord per scoprire un’altra anima della regione: quella fatta di acque limpide, montagne che si specchiano nei laghi e paesi che sembrano usciti da un quadro. La ciclovia del Lago di Como è uno di quei percorsi che ogni appassionato di cicloturismo dovrebbe vivere almeno una volta, unendo sport, natura e cultura in un unico viaggio. L’itinerario parte da Lecco, città manzoniana incastonata tra il Resegone e il ramo orientale del lago. Da qui, la pista ciclopedonale segue la sponda orientale, alternando tratti asfaltati a sentieri sterrati, sempre con il lago a pochi metri. Dopo una decina di chilometri, il primo borgo da cartolina: Varenna, con le sue case color pastello e il lungolago ornato di bouganville. Un breve tragitto in traghetto permette di raggiungere la sponda opposta, a Menaggio, punto strategico per esplorare la parte settentrionale del Lario. Proseguendo verso nord, il paesaggio cambia. La strada costeggia campi, oliveti e spiagge nascoste, fino ad arrivare a Colico, dove il lago si apre verso le valli alpine. Qui, i più allenati possono allungare il percorso imboccando la ciclovia della Valchiavenna, che risale lungo il fiume Mera fino a Chiavenna, regalando panorami sempre più montani. Il bello di questo itinerario non sta solo nei paesaggi: è l’atmosfera che conquista. Le piccole trattorie sul percorso offrono piatti tipici come il missoltino con polenta, i pizzoccheri valtellinesi o una semplice fetta di torta di mele fatta in casa, perfetta per ricaricare le energie. Con i suoi circa 90 km totali (inclusi i trasferimenti in traghetto), la ciclovia del Lago di Como è adatta a chiunque abbia un minimo di allenamento. E grazie alla presenza di stazioni ferroviarie lungo il percorso, è possibile modulare la lunghezza dell’itinerario in base al tempo e alle gambe a disposizione. Consiglio pratico: primavera e inizio autunno sono i momenti migliori per pedalare qui. Temperature miti, traffico ridotto e colori che rendono ogni curva una cartolina. Pedalare lungo il Lago di Como non è solo un viaggio in bicicletta: è un’esperienza che intreccia natura, storia e sapori. E, una volta tornati a cas Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 2 settimane, 6 giorni fa

    Parma punta sulle due ruote: in arrivo una nuova pista ciclabile tra Via Emilia e l’ex Salamini Parma continua a investire nella mobilità sostenibile e lo fa con un progetto concreto e ambizioso: è stato approvato dalla Giunta comunale il progetto esecutivo per la realizzazione della nuova pista ciclabile “Via Emilia – ex Salamini”. Un intervento che promette di migliorare la sicurezza di chi si sposta a piedi o in bicicletta e di rafforzare la rete di percorsi ciclabili urbani. Con un investimento complessivo di 400.000 euro, i lavori prenderanno il via nel prossimo autunno, portando alla creazione di un nuovo collegamento ciclabile strategico, sia per chi utilizza la bici quotidianamente che per chi la vive nel tempo libero. Un tracciato pensato per ciclisti e pedoni Il nuovo percorso si svilupperà in due tratti principali. Il primo, lungo circa 230 metri, sorgerà sul lato sud di Via Emilio Lepido, dove l’attuale percorso ciclopedonale sarà prolungato verso est fino a raggiungere l’imbocco del sovrappasso ciclopedonale in metallo. Qui la pista sarà bidirezionale, larga 2,5 metri, realizzata sul marciapiede con corsie riservate e pavimentazione rossa ad alta visibilità, in continuità con il cammino pedonale. Una volta superato il sovrappasso, il tracciato cambierà lato e si svilupperà per circa 835 metri lungo il lato nord della Strada Statale 9 Via Emilia, mantenendo la stessa larghezza e trasformandosi in un percorso ciclopedonale integrato, ben illuminato e sicuro. Un passo in più per una città bike-friendly Questo intervento non è solo un’opera tecnica, ma un segnale chiaro della direzione che Parma vuole prendere: una città dove muoversi in bicicletta diventa sempre più facile, sicuro e conveniente. L’aggiunta di questo nuovo collegamento va a migliorare l’accessibilità di zone periferiche e a favorire la connessione tra quartieri e servizi, con Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane fa

    Mercallo, completato il nuovo tratto ciclopedonale di via Fornace: più sicurezza e continuità per la pista del Lago di Comabbio MERCALLO (VA) – Un nuovo tassello si aggiunge alla rete di mobilità dolce della provincia di Varese. A Mercallo si sono conclusi i lavori per la realizzazione di un nuovo tratto di pista ciclopedonale in via Fornace, lungo circa 500 metri. L’intervento, finanziato dalla Provincia di Varese, ha avuto come obiettivo principale il miglioramento della sicurezza e della fruibilità della pista del Lago di Comabbio, uno dei percorsi cicloturistici più apprezzati del territorio. Il nuovo segmento è stato progettato per risolvere uno dei punti più critici del tracciato: la zona in cui la ciclopedonale si interseca con la strada aperta al traffico veicolare. Ora, grazie alla separazione più netta tra il percorso ciclopedonale e la carreggiata, la convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti sarà più sicura e ordinata. “Un intervento semplice ma fondamentale per la sicurezza e la qualità del percorso,” ha dichiarato un portavoce della Provincia. “La pista del Lago di Comabbio è una risorsa importante per il turismo lento e per la mobilità sostenibile. È nostro dovere mantenerla in buone condizioni e adeguarla alle esigenze attuali.” Con questa nuova tratta, Mercallo conferma il proprio impegno nella valorizzazione del territorio e nella promozione di stili di vita sostenibili. Il tracciato intorno al lago,che si collega anche alla ciclabile della Palude Brabbia e al circuito del Lago di Varese. Continua a crescere in sicurezza e attrattività, diventando un punto di riferimento non solo per i residenti ma anche per escursionisti e famiglie in cerca di natura e tranquillità. Il progetto è parte di un piano più ampio che la Provincia sta portando avanti per migliorare l’interconnessione delle piste esistenti, favore Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 2 giorni fa

    Provenza in bicicletta: tra lavanda e Gorges de la Nesque SAULT (Francia) – È mattina presto e il sole illumina le colline della Provenza con una luce dorata. Dal borgo di Sault, capitale della lavanda, parte un itinerario che in poco meno di 50 chilometri regala uno spaccato autentico di questa regione del sud della Francia. La prima parte del percorso si snoda su strade tranquille, fiancheggiate da campi di lavanda e grano. A giugno e luglio il contrasto tra il viola intenso e l’oro delle spighe è un colpo d’occhio che vale il viaggio. Dopo pochi chilometri si raggiunge Aurel, piccolo villaggio medievale arroccato su una collina, dove vale la pena una breve sosta. La discesa verso Monieux introduce al tratto più spettacolare: le Gorges de la Nesque. Qui la strada si arrampica tra pareti rocciose, gallerie scavate nella pietra e panorami vertiginosi sulla valle. L’arrivo a Villes-sur-Auzon segna la fine della tappa, con la possibilità di proseguire verso il Mont Ventoux per i ciclisti più allenati. Dati tecnici Lunghezza: 47 km Dislivello: 650 m Difficoltà: media Periodo consigliato: giugno-luglio Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 2 giorni fa

    Dal Luberon al Colorado Provenzale: viaggio a pedali tra colori e storia (Francia) – Pedalare in Provenza non significa solo lavanda. Nel cuore del Luberon, un itinerario di circa 60 chilometri unisce borghi storici, colline ondulate e un paesaggio quasi desertico: il Colorado Provenzale, con le sue rocce ocra che ricordano l’Arizona. La partenza è da Apt, cittadina vivace famosa per il mercato del sabato. Si procede verso Roussillon, inserito tra i “Plus Beaux Villages de France”, dove le case sembrano scolpite nella stessa ocra delle scogliere. La strada, dolce ma continua, conduce poi a Rustrel, porta d’ingresso al Colorado Provenzale: un’area mineraria dismessa, oggi riserva naturale, dove il rosso delle rocce si mescola al verde della vegetazione mediterranea. Il rientro ad Apt attraversa vigneti e campi di girasole, con tratti pianeggianti che invitano a godersi il paesaggio. Un itinerario adatto anche a cicloturisti mediamente allenati, perfetto da affrontare in primavera e autunno per temperature più miti. Dati tecnici Lunghezza: 62 km Dislivello: 700 m Difficol Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 2 giorni fa

    Tra sabbia e vento: in bicicletta lungo la Striscia della Curonia C’è un punto in Lituania dove la terra si fa sottile, quasi un respiro di sabbia sospeso tra mare e laguna. È la Striscia della Curonia, un lembo di terra lungo 98 chilometri, patrimonio UNESCO, che separa il Mar Baltico dalla Laguna della Curonia. Percorrerla in bicicletta significa entrare in un mondo sospeso, dove ogni curva rivela un paesaggio diverso. Il viaggio inizia a Klaipėda, con una breve traversata in traghetto verso Smiltynė. Appena sbarcati, la pista ciclabile si tuffa in un tunnel verde di pini marittimi, alternando tratti d’ombra fresca a improvvise aperture sulle dune. Il vento, quasi costante, porta con sé l’odore salmastro del Baltico. Il percorso verso sud, fino a Nida, è un susseguirsi di scenari: spiagge infinite dove le onde si infrangono pigre, piccole insenature sul lato lagunare, villaggi di pescatori dalle case color pastello con decorazioni in legno intagliato. A Juodkrantė, una tappa intermedia, si può passeggiare nella “Collina delle Streghe”, un sentiero ornato da sculture in legno ispirate alle leggende locali. L’arrivo a Nida regala uno dei panorami più celebri della Lituania: la Grande Duna di Parnidis, alta quasi 53 metri, da cui si domina l’intera laguna e il mare aperto. Qui, pedalata dopo pedalata, si percepisce la forza di un paesaggio modellato dal vento e dal tempo, ma anche dalla mano dell’uomo che lo ha preservato. La ciclovia della Striscia della Curonia non è solo un itinerario, ma un viaggio sensoriale: il fruscio della sabbia sotto le ruote, il sapore salino nell’aria, il gioco di luce che cambia con le nuvole. Un luogo dove la bicicletta diventa la chiav Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 2 giorni fa

    Lungo il respiro verde della Lituania: pedalando tra foreste e fiumi sul percorso della Dzukija Silenzio, odore di resina, il fruscio leggero delle ruote su un sentiero di ghiaia compatta. È così che comincia il viaggio in bicicletta attraverso la regione della Dzukija, nel sud della Lituania. Un itinerario di circa 80 chilometri che unisce piccoli villaggi di legno, fiumi sinuosi e uno dei parchi naturali più vasti del Paese. Si parte da Alytus, cittadina adagiata lungo il Nemunas, dove un ponte pedonale panoramico regala una prima visione d’insieme sul paesaggio. Da qui, il tracciato si inoltra verso il Parco Nazionale della Dzukija, un mosaico di foreste di pino e betulla che nasconde una ricca fauna: caprioli, cicogne nere e persino il raro gallo cedrone. Il percorso alterna strade forestali e brevi tratti asfaltati, sempre ben segnalati. Pedalando, si attraversano villaggi come Merkinė, famoso per il suo punto panoramico alla confluenza dei fiumi Nemunas e Merkys. Una sosta qui è d’obbligo: la collina regala un colpo d’occhio che sembra un dipinto, con i fiumi che si avvolgono in anse lente e ampie. La giornata si conclude a Druskininkai, località termale nota fin dall’Ottocento. Qui le gambe possono riposare in una delle spa cittadine, mentre la mente rielabora i chilometri macinati e i volti incrociati lungo la strada: contadini intenti a lavorare la terra, anziani che vendono miele e frutti di bosco, cicloturisti stranieri con il sorriso impolverato. Questo itinerario è un invito a rallentare, a lasciarsi guidare dalla ciclicità del respiro e della pedalata, fino a sentirsi parte Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 4 giorni fa

    Da Roma a Bracciano: pedalando tra storia e natura Lasciare Roma in sella a una bicicletta è un’esperienza che sorprende ogni volta. Bastano pochi chilometri per allontanarsi dal caos cittadino e ritrovarsi immersi nel verde della campagna laziale. Una delle escursioni più suggestive in questa direzione è il percorso che collega la Capitale al lago di Bracciano, attraverso strade secondarie, boschi e scorci mozzafiato. Il viaggio inizia dal quartiere Monte Mario o da Valle Aurelia, dove è possibile imboccare la Ciclovia Francigena, un tratto urbano ben segnalato che segue il cammino dei pellegrini medievali. Superato il raccordo, il paesaggio cambia rapidamente: campi coltivati, antichi casali e il profilo dei Monti della Tolfa all’orizzonte. La prima tappa consigliata è Anguillara Sabazia, borgo affacciato direttamente sul lago di Bracciano. Un luogo ideale per una sosta: caffè sulla riva, piccole botteghe artigiane e una passeggiata sul lungolago regalano un piacevole intermezzo. Chi desidera esplorare ulteriormente può proseguire lungo la panoramica SP11 fino a Bracciano, dominata dal maestoso Castello Orsini-Odescalchi, visitabile anche in bici. Il percorso (circa 55 km, difficoltà media) alterna tratti asfaltati a brevi sterrati, e può essere completato in una giornata. Per chi preferisce un ritmo più lento, esistono B&B bike-friendly lungo il tragitto, molti dei quali offrono servizi per ciclisti. Una nota logistica: il treno regionale FL3 collega Roma con Bracciano, rendendo il ritorno semplice e comodo. Portare la bici a bordo non comporta costi aggiuntivi, ma conviene evitare le ore di punta. Questo itinerario è perfetto per chi cerca una fuga dalla città se Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 4 giorni fa

    La Via Appia Antica: un salto nel tempo a colpi di pedale Ci sono percorsi che non sono semplici tragitti: sono viaggi nella storia. La Via Appia Antica, soprannominata Regina Viarum, è uno di questi. Costruita nel 312 a.C. per collegare Roma a Brindisi, oggi è uno dei tratti più iconici per gli amanti del cicloturismo nel Lazio. Il punto di partenza ideale è Porta San Sebastiano, nei pressi delle Mura Aureliane. Da qui, l’Appia si stende tra pini marittimi, catacombe e mausolei romani, regalando una cornice unica. Il fondo stradale, lastricato e irregolare nei primi chilometri, può essere impegnativo: si consiglia l’uso di una bici gravel o MTB. L’itinerario ciclabile ufficiale segue l’antico tracciato per circa 30 km, attraversando l’area archeologica del Parco Regionale dell’Appia Antica, una delle aree verdi protette più estese d’Europa. Lungo la strada si incontrano vere e proprie meraviglie: il Circo di Massenzio, il Mausoleo di Cecilia Metella, la Villa dei Quintili. Tutto è visitabile, e spesso con ingressi scontati per chi arriva in bicicletta. Proseguendo verso Frattocchie e Santa Maria delle Mole, l’Appia diventa più scorrevole, e si immerge nel paesaggio dei Castelli Romani. Chi ha energia può estendere il tour fino a Cecchina o Albano Laziale, mentre i meno allenati possono optare per un giro ad anello, tornando a Roma attraverso vie secondarie (es. la via Appia Nuova, dotata di marciapiedi larghi e tratti ciclabili). L’esperienza è consigliata al mattino presto o nei giorni feriali, per evitare la folla pedonale. Il parco è servito da numerosi punti ristoro, fontane e officine bike-friendly, che fanno del Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 5 giorni fa

    Tragedia all’alba: tre ciclisti uccisi da un’auto a Terlizzi TERLIZZI (Bari), 3 agosto 2025 — Una domenica mattina trasformata in tragedia. Intorno alle otto, lungo la Strada Provinciale 231, nei pressi di Terlizzi, un’auto ha investito un gruppo di quattro ciclisti, tutti originari di Andria. Tre di loro sono morti sul colpo, mentre un quarto lotta tra la vita e la morte in un letto d’ospedale. Alla guida del veicolo, un uomo residente a Corato, rimasto solo lievemente ferito. È stato lui a dare l’allarme ai soccorsi, che sono arrivati tempestivamente sul posto. Ambulanze del 118, carabinieri, agenti della polizia locale di Terlizzi e Ruvo di Puglia hanno trovato una scena straziante: biciclette sbriciolate sull’asfalto, corpi esanimi e uno dei ciclisti agonizzante. Le autorità stanno cercando di far luce sulla dinamica dell’incidente. Non è ancora chiaro se si sia trattato di una distrazione, di un malore o di una velocità eccessiva. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. L’auto è stata posta sotto sequestro per gli accertamenti tecnici. Intanto, l’impatto emotivo sulle comunità è devastante. I ciclisti erano amici, uniti dalla passione per la bicicletta, e molto noti nella loro città. Il sindaco di Terlizzi ha espresso vicinanza alle famiglie: “Una tragedia che ci lascia attoniti. Le nostre strade devono diventare luoghi sicuri, non teatri di morte. È ora di agire, non solo di piangere.” Il bilancio delle vittime tra i ciclisti italiani continua a salire. Secondo i dati più recenti, nel 2025 si contano in media tre decessi ogni settimana: un numero che suona come una condanna, soprattutto in un Paese che promuove la mobilità sostenibile ma fatica a proteggere chi la pratica. Questa tragedia rilancia l’urgenza di interventi strutturali: corsie ciclabili sicure, controlli più severi sulla velocità, educazione stradale capillare. Perché la strada non dovrebbe mai essere un campo minato per chi sceglie una vita attiva e rispettosa dell’ambiente. Oggi Terlizzi e Andria piangono tre vite spezzate. E con loro, un’intera comunità ciclisti Continua a leggere

  • Matteo ha scritto un nuovo articolo 3 settimane, 6 giorni fa

    Vedano Olona, al via i lavori per la nuova ciclopedonale: più sicurezza e un accesso diretto al Parco Pineta VEDANO OLONA – È partito in questi giorni il cantiere per la realizzazione di un nuovo tratto di pista ciclopedonale in via Nino Bixio, a Vedano Olona. Si tratta di un’opera breve nella sua estensione – poche centinaia di metri – ma dal valore strategico per la mobilità dolce e la sicurezza stradale. Il nuovo segmento, infatti, prolungherà il tracciato esistente lungo tutta via Bixio, garantendo continuità al percorso dedicato a pedoni e ciclisti. Ma non solo: il progetto interviene su un nodo viabilistico particolarmente critico, la curva all’altezza della rotonda sulla Sp 65, all’incrocio tra via San Siro e via don Monza. Una zona segnalata più volte dai residenti per la scarsa visibilità e il rischio elevato per chi si sposta a piedi o in bicicletta, specialmente nelle ore serali. Con il completamento dei lavori, previsto nelle prossime settimane, sarà inoltre attivato un nuovo accesso diretto al Parco Pineta, uno dei principali polmoni verdi della zona. Un collegamento importante non solo per gli amanti della natura e dello sport all’aria aperta, ma anche in chiave di promozione della mobilità sostenibile. “Interveniamo per rendere più sicuro un punto critico della rete stradale e per valorizzare un’infrastruttura che incentiva gli spostamenti non motorizzati,” fanno sapere dal Comune. L’opera rientra infatti in un piano più ampio di riqualificazione urbana, orientato alla sostenibilità e alla vivibilità del territorio. Per i cittadini di Vedano, una piccola opera che promette grandi benefici: più sicurezza, più verd Continua a leggere

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