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9001 Miles – Viaggio in Gambia

Gambia - Ivan Bianconi

Il Gambia è un piccolo Stato circondato dal Senegal che segue il fiume Gambia che sfocia nel nell’oceano.
Sono entrato dal Senegal, poi sono andato verso Ovest, ho preso il traghetto e sono andato 40 km Sud perché avevo un non mi era mai successo di avere un ragazzo che mi aspettasse mi aspettasse arrivo cambia
Andato un pochino come 40 km a Sud perché avevo un ragazzo che mi aspettava all’arrivo, un ragazzo del Gambia che mi è venuto a prendere e mi ha portato con lui a vivere all’interno della sua famiglia.
Mi sono fermato circa una settimana poi ho rifatto il percorso all’indietro e ho ripreso il mio itinerario naturale all’interno del paese.
Il Gambia è uno stato bellissimo, è piccolo ma concentra dentro tutte le bellezze dell’Africa e poi in Gambia si ha il vero ingresso sulle strade rosse. Ho proseguito quasi toccando di nuovo il confine Nord con il Senegal, ho fatto tutta la sponda la Sud del fiume Gambia che passa proprio al centro del paese e poi sono rientrato in Senegal e di lì ho fatto tutto il Senegal fino alla Guinea-Bissau.
Il bello non è l’obiettivo, non è passare il paese per fare una lista, l’importante è viversi il posto. La vera essenza del viaggio te la danno sia i luoghi remoti che riescono a darmi quella scossa di adrenalina incredibile che mi spinge, sia le persone.
Se si passassero i posti senza incontrare le persone alla fine sarebbe come aver fatto un viaggio senza aver riflettuto, senza aver conosciuto.
Vedi queste belle linee dritte di confine, non hanno seguito niente di naturale, hanno deciso di tirare con il righello una riga e hanno diviso gli stati. Il grande problema dei conflitti tra etnie deriva da questo, perché tu unisci etnie che non sono che hanno delle usanze molto differenti e quindi crei conflitto, crei guerre.
In Gambia inizia la foresta e ci sono tantissimi spazi per il bestiame e coltivati.
In Gambia è altissimo il rischio di malaria e ci sono tanti cartelli che consigliano gli dormire sotto una zanzariera che ti può salvare la vita

Sono entrato a Banjul, la capitale del Gambia, una città relativamente piccola, poco caotica, c’è un un Boulevard lunghissimo che conduce al centro città, ci sono pali e su ogni palo c’è un messaggio riferito alla religione o a regole e comportamenti da tenere all’interno del paese.

La parte iniziale del Gambia è un grandissimo mercato, superata quell’area di spazio verde c’è un agglomerato urbano grandissimo perché c’è la capitale e poi ci sono tutti tutti i vari collegamenti.

Andare in un mercato africano potrebbe essere l’unico motivo per fare un viaggio in Africa.

Praticamente ero ero a casa di questo ragazzo che mi aveva contattato precedentemente, lui ha una organizzazione dove cerca di aiutare i bambini ad andare a scuola e a fargli avere un’educazione. Stava raccogliendo dei fondi perché stava cercando di acquistare delle biciclette per darle ai bambini in modo da permettergli di andare a scuola.
A me era piaciuto molto il suo progetto, ho fatto grazie a lui un’esperienza incredibile perché lui m’ha portato all’interno della sua famiglia quindi ho vissuto con ho vissuto con loro. Lui vive in una zona bellissima, un’area protetta, il Kamasutu National Park.
In pratica siamo quasi nella foce del fiume Gambia ed è tutta un’area salmastra incredibile, ci sono delle foreste di mangrovie piene di uccelli pieni di animali. Loro sono pescatori o raccoglitori di ostriche e quindi mi ha portato all’interno.

Avevamo preso una canoa e mi avevano portato all’interno del delta per esplorare, per cercare di vedere qualche animale per farmi vedere la loro fonte di sostentamento, la raccolta delle ostriche.

Il matrimonio è molto sentito, in Gambia il 90% è musulmano, lo sposo e la sposa si sposano, vanno nella moschea con pochissime persone, si va tutti a casa della sposa ad aspettare che gli sposi tornino e poi ci sono tutta una serie di rituali, c’era la cantante che fa gli auguri alla coppia e le persone passano soldi e poi si fa una festa, poi si prende e si ritorna tutti a casa dello sposo e lì c’è la festa con il banchetto, con la musica.

Sono poi ritornato verso la sponda, verso l’itinerario che mi ero prefissato. Inizia ad essere sempre più bello il paesaggio, con campi di riso aperti tra la foresta.
Poi ho ripreso il traghetto per ritornare verso la parte nord del fiume, quando prendi il traghetto è un caos infernale, il traghetto è lentissimo, ci sono dei cancelli enormi che sono chiusi fino a che il traghetto non attracca e le persone si attaccano tutte sulla porta che viene aperta.

AlBreda è una località abbastanza turistica in Gambia, è stata un altro luogo di morte per la conizzazione. Tu considera è sulla riva del fiume che in questo tratto è veramente ampio e c’è un’isola che è ad un chilometro un chilometro o poco più all’interno del fiume.
Praticamente quando gli inglesi hanno riconosciuto l’indipendenza del paese portarono tutti gli schiavi su quell’isola e gli dissero “Siete liberi ,a dovete tornare sulla terra ferma da soli”. Nessuno sapeva nuotare e sono tutti annegati, una cosa raccapricciante. Una cosa che deve far riflettere, che deve essere detta.

La sera cerco sempre un posto per dormire, mi sono fermato in un villaggio e qualcuno mi accompagna dal capovillaggio e mi introduce, io spiego la mia situazione e chiedo se gentilmente posso fermarmi.
Ho sempre trovato accoglienza e massima apertura e ospitalità. Il capovillaggio è un capo supremo, qualsiasi cosa accada all’interno del villaggio il capovillaggio ne è a conoscenza. Addirittura se all’interno della famiglia un marito e una moglie hanno un problema che non riescono a risolvere si recano dal capovillaggio.
Il capovillaggio è tenuto, quando arrivavo delle nuove persone a telefonare alla Polizia Locale perché ci sono villaggi molto lontani anche dalla strada principale.

Sono finito la sera in una mederza, una scuola coranica, un’esperienza molto bella.
Non riuscivamo a capirci perfettamente però mi hanno spiegato dei concetti di vita veramente profondi e belli e mi hanno invitato a restare.

Allora io ho provato ad entrare in Senegal da una frontiera non convenzionale, attraverso la regione della Casamance e praticamente è successo che mi hanno visto, hanno chiamato i militari e mi sono venuti a prendere perché quella era una zona chiusa. Mi sono venuti a prendere di notte con le jeep, con i fucili. Mi hanno portato in caserma facendomi un mucchio di domande, hanno controllato e mi hanno rilasciato la mattina successiva e poi ho potuto continuare.

Il Gambia mi insegnato tantissimo sotto tanti punti di vista. Il Gambia è un paese piccolo ma che ha un cuore grandissimo. Sono persone che hanno poco ma ti danno tanto. La lezione più grande che ho imparato è essere sempre pronto, spronato ad andare sempre avanti.
Ho visto delle persone fiere, delle persone belle che si meritano di avere una vita migliore.

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