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TRANS AMERICA BIKE RACE

Ilaria Corli, 28 anni – Ultracycler.

Laureata in Matematica e Management dello Sport, attualmente frequenta la Facoltà di Scienze Motorie presso l’Università di Ferrara. Istruttrice di Triathlon e Atletica della Polisportiva Centese e dell’Atletica Corriferrara, in particolare si occupa del settore giovanile che ad oggi comprende 40 ragazzi e ragazze dai 6 ai 17 anni.

Ha partecipato a numerose competizioni podistiche fino alla mezza maratona, ciclistiche, di duathlon e di triathlon. Amante dei lunghi viaggi in solitaria, a piedi o sulle due ruote, per le emozioni di avventura, libertà e crescita interiore che riesce a realizzare.

www.ilariacorli.com

https://www.facebook.com/Ilaria-Corli-Ultracycling-780548928699256/

ESPERIENZE PASSATE

2013 → Barcellona – Ferrara in solitaria, 1200 km in 6 giorni

2014 → Ferrara – Oslo in solitaria, 2400 km in 12 giorni

2015 → Ferrara – Caponord in solitaria, 4300 km in 30 giorni

Mentre i primi due viaggi hanno avuto prevalentemente una connotazione di sfida personale, con l’esperienza di Caponord 2015 Ilaria ha deciso di condividere il proprio percorso di crescita in quanto inserito in diversi contesti.

L’itinerario rappresenta in primo luogo il simbolo della sua voglia di viaggiare e della sensazione di libertà che solo la bicicletta è in grado di offrire, ma anche l’evoluzione che il ciclismo femminile e l’intero movimento cicloturistico stanno vivendo negli ultimi anni.

Il progetto Caponord è partito infatti da una Ferrara “città delle biciclette”, che grazie ai recenti interventi di viabilità ciclabile, permette a sempre più persone di utilizzare un mezzo ecologico per gli spostamenti quotidiani, e al contempo tenersi in forma all’aria aperta.

PROGETTO 2016

La sfida per il 2016 è il passaggio dai lunghi viaggi in solitaria ed autonomia al confronto e alla competizione ultracycling, mantenendo la caratteristica dell’autosufficienza ed indipendenza: la TRANS AMERICA BIKE RACE, competizione coast to coast di 6.800 km non stop con 65.000 metri di dislivello attraverso 10 Stati, con partenza da Astoria (Oregon, costa Pacifico) il 4 giugno e arrivo a Yorktown (Virginia, costa Atlantico), in autonomia completa senza equipaggi al seguito. Ilaria dovrà provvedere senza aiuti esterni a tutte le esigenze connesse alla competizione: l’approvvigionamento alimentare, le gestione dei pernottamenti e delle eventuali pedalate notturne, le riparazioni meccaniche e quant’altro necessario e complementare alla gara vera e propria. percorso della Trans America Bike Race si sviluppa quasi interamente lungo l’itinerario Cicloturistico denominato “Bikecentennial ’76” percorso per la prima volta nell’estate del 1976 da oltre 4.000 ciclisti per commemorare il bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Come tappa di avvicinamento principale è prevista la partecipazione alla Race Acrross Italy (Adriatico –Tirreno – Adriatico) prevista per il 23 aprile 2016 valida come prima prova del Campionato Italiano Ultracycling: 808 km non stop con 11.000 metri di dislivello con partenza ed arrivo a Silvi Marina (Te) con giro di boa ad Anzio (Lt) e passaggio attraverso il Parco Nazionale dell’Abruzzo.

Ilaria e Caponord

“Perché Caponord: la scelta della meta del viaggio 2015 rappresenta la realizzazione di un sogno che avevo nel cassetto dal 2010, quando per la prima volta nella mia vita sono salita su una bici da corsa, quella di mio nonno. E’ stato l’anno in cui ho iniziato a praticare triathlon e dei miei primi viaggetti in solitaria. In quell’anno suonavo in un gruppo musicale, e ricordo che più di una volta ho raggiunto la mia band sulla mia bici a 100/150 km da casa, per poi salire sul palco. Con la passione per la bicicletta ho iniziato a documentarmi, a guardare video tutorial su youtube per imparare da sola a stringere i freni, a cambiare la catena, ma anche a fare operazioni elementari come la semplice sostituzione o riparazione della camera d’aria a seguito di una foratura. Mi sono iscritta a vari forum di cicloturisti, dove mi sono sentita immedesimata con molti di loro. Le mete che più leggevo erano al nord, per la grande rete ciclabile del centro Europa e parallelamente per la cultura ciclistica dei paesi anglosassoni.

Leggevo tanti articoli e blog di viaggi che avevano come meta il Capo più settentrionale d’Europa, meta simbolica di molti ciclisti da tutta Europa. Ma i km per me allora erano tanti, troppi, non avevo esperienza. E l’elemento che più mi spaventava del nord è stato il meteo, la piogge quotidiane, il freddo delle montagne che avrebbe richiesto un equipaggiamento invernale oltre che estivo.

La prima scelta di viaggio è stata dunque la Spagna, Barcellona. L’idea di uscire di casa in bici e di arrivare in Spagna, per me amante dei paesi caldi, mi affascinava molto, ma come prima esperienza ho trovato più semplice imbarcare la bici in un grande scatolone e percorrere la strada a ritroso, piuttosto che arrivare in aeroporto alla ricerca disperata di un qualsiasi contenitore dove imbarcare il mio mezzo. Furono 6 giorni durissimi, soprattutto perché non avevo trovato il modo di mettere un portapacchi sull’unica bici da corsa che avevo, cosi decisi di tenere sulle spalle un grosso zaino, del peso di circa 8 kg, che mi massacrò letteralmente le spalle da non riuscire quasi più a stringere i freni gli ultimi due giorni. Questo primo viaggio fu un’esperienza bellissima, di libertà e al contempo una prova con me stessa e mi pentii di aver scoperto la bici solo cosi tardi.

L’anno successivo, ossia lo scorso anno, mi allenai di più, e decisi anche io di percorrere le tanto quotate piste ciclabili del centro europa di Austria, Germania, Danimarca. La meta fu scelta ad Oslo, per comodità di volo diretto di ritorno.

Mi attrezzai questa volta con un portapacchi adeguato, e decisi di viaggiare nella direzione che prediligevo, ossia con la partenza da casa. Raddoppiai i giorni e i km, e quando arrivai sentii che dentro di me la strada non era finita, ma il vento continuava ancora a soffiare verso nord, e che l’anno successivo sarei stata pronta anche io per arrivare a Nordkapp.

In quanto donna, ci tengo a valorizzare l’evoluzione del ciclismo femminile e dell’intero cicloturismo degli ultimi anni. Sono sempre di più le ragazze che si avvicinano alla bicicletta sia come valida alternativa sportiva, che per il senso di libertà e per la vicinanza con la natura che pochi altri sport sanno dare.”

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