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Sulla spina dorsale della Baja California: 1.700 km tra oceano, deserto e silenzi

Pedalare lungo la Baja California non è solo un viaggio: è una prova di resistenza, di adattamento e di meraviglia continua.

La penisola della Baja California si allunga per oltre 1.700 chilometri tra l’Oceano Pacifico e il Mar di Cortez. Un nastro d’asfalto la Carretera Transpeninsular (MX-1) – collega Tijuana a Cabo San Lucas ed è diventato negli anni uno dei percorsi più iconici per il cicloturismo d’avventura.

Qui il paesaggio è il vero protagonista. Cactus giganti, distese desertiche, scogliere battute dal vento e improvvise baie turchesi si alternano senza preavviso. Le tappe sono lunghe, i servizi radi, l’acqua una risorsa da pianificare con attenzione. Ma è proprio questa essenzialità a rendere la Baja un’esperienza unica.

Dal punto di vista ciclistico, il percorso è impegnativo ma lineare: carreggiata spesso stretta, traffico variabile, continui saliscendi che mettono alla prova le gambe più che le grandi pendenze. Il clima è secco, con temperature elevate soprattutto nella parte centrale della penisola, dove l’ombra è un concetto astratto.

A sorprendere è anche l’aspetto umano. Nei piccoli villaggi si viene accolti con curiosità e gentilezza, tra minimarket improvvisati, missioni storiche e pescatori che offrono un pasto caldo senza troppe domande. La Baja insegna la lentezza e l’autosufficienza, ma regala in cambio uno dei sensi di libertà più puri che si possano provare in bicicletta.

È un percorso per chi cerca spazi aperti, solitudine e orizzonti lunghissimi. Non per fuggire dal mondo, ma per rimetterlo a fuoco, un colpo di pedale alla volta.

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