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Stop alla violenza stradale

L’utilizzo del cellulare alla guida sta diventando, a causa della veloce modificazione delle abitudini sociali legati allo stesso, la causa maggiore degli incidenti stradali, in molti casi mortali, insieme all’alta velocità e all’utilizzo di droga e/o alcool.

Una piaga sociale che risulta ad oggi poco arginabile con la legge in vigore e con gli strumenti e procedure in dotazione agli organi di polizia sul territorio.

Scrive Marco Cavorso, delegato alla sicurezza dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) e padre di Tommaso, ucciso a 13 anni dalla violenza stradale mentre stava pedalando sulla sua bici,  nell’introduzione della petizione pubblicata su change.org ( la puoi trovare qui ).

Marco propone 2 provvedimenti:

  1. Una legge severa nei confronti dei trasgressori che preveda l’immediato ritiro della patente contestualmente alla prima contestazione
  2. la dotazione di strumenti e procedure adeguate agli organi di polizia che sorvegliano la circolazione stradale.

Ciclisti professionisti come Matteo Trentin ed Elia Viviani, ed altre 60000 persone, hanno già dato il loro contributo alla petizione.

Il tema della sicurezza stradale dei ciclisti e dei pedoni rappresenta un’emergenza nazionale.

La petizione proposta da Marco non è solo un’invocazione di aiuto ma una battaglia culturale che dobbiamo vincere. Le strade devono essere rese più sicure e accoglienti per tutti, mettendo i potenziali assassini al volante in condizione di non nuocere.

L’obiettivo della petizione sono 75000 firme.

Aiuta Marco, gli altri 60000 firmatari, i tuoi amici, i tuoi familiari e persino te a creare un futuro migliore, un futuro più sicuro.

Non parliamo di numeri, parliamo di vite.

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