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Più pesce contro il rischio cardiovascolare

Più pesce contro il rischio cardiovascolare ed in particolare contro lo scompenso cardiaco

Il rischio di scompenso cardiaco costituisce un importante problema di salute che sembra poter essere modulato,  almeno in parte, sia dallo stile di vita sia da alcuni cibi che possono essere consumati.  Infatti livelli di assunzione elevati di acidi grassi omega-3 sono stati associati sia alla riduzione dell’infiammazione sistemica, sia allo stress ossidativo che al miglioramento della funzionalità cardiaca e muscolare. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che il consumo di pesce e di acidi grassi polinsaturi può influenzare favorevolmente la patogenesi delle malattie cardiache. Riporto quindi uno studio interessante nel quale sono state analizzate 84493 donne in menopausa.

A tali donne sono stati registrati per 10 anni  (tramite dei questionari)  i livelli di consumo di pesce, le diverse modalità di preparazione (al forno/alla griglia o fritto), l’apporto di acidi grassi omega-3 e di acidi grassi trans assunti con la dieta.

Dall’analisi dei risultati emerge innanzitutto una forte correlazione tra il numero di porzioni settimanali di pesce al forno o alla griglia e la riduzione del rischio di scompenso, che è massima per coloro che ne consumavano 5 o più porzioni. Al contrario è stato evidenziato che il rischio di scompenso risulta aumentato in modo dose- dipendente in relazione ai livelli di assunzione di pesce fritto consumato per 1 o più porzioni alla settimana

Possiamo quindi concludere che queste osservazioni suggeriscono l’effetto protettivo in donne in menopausa, con alto rischio cardiovascolare, del consumo elevato di pesce al forno e alla griglia, ma non del pesce fritto.

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