
Marocco in bicicletta: dal deserto dell’Atlante alle porte del Sahara, un viaggio che cambia il modo di pedalare
C’è un Marocco che si scopre solo al ritmo lento delle ruote, quando l’asfalto lascia spazio alle piste di terra e l’orizzonte sembra non finire mai. Il percorso che attraversa le montagne dell’Atlante e scende verso le regioni pre-sahariane è uno di quelli che restano impressi nella memoria: non solo per la fatica, ma per la potenza dei paesaggi e l’intensità dell’incontro con una terra antica. Si pedala tra villaggi in pietra, oasi improvvise e passi montani che superano i 2.000 metri, con il vento caldo che porta l’odore del deserto.
Le tappe sono un continuo cambio di scenario. Al mattino si sale tra tornanti spettacolari, con panorami che si aprono su vallate verdi e coltivate, mentre nel pomeriggio il terreno si fa più arido e i colori virano verso l’ocra e il rosso. Le strade sono spesso poco trafficate e l’accoglienza della popolazione locale diventa parte integrante del viaggio: un tè alla menta offerto lungo la strada, un saluto curioso, un sorriso che vale più di mille parole. Qui la bicicletta non è solo un mezzo, ma un passaporto per entrare davvero nel ritmo del paese.
Arrivare alle porte del Sahara, dopo giorni di pedalate, ha il sapore di una conquista. Le distanze si dilatano, il silenzio diventa quasi assoluto e ogni chilometro guadagnato sembra più prezioso. È un itinerario che richiede preparazione e spirito di adattamento, ma ripaga con un’esperienza autentica e profonda: il Marocco in bicicletta non è solo un viaggio, è un modo diverso di guardare il mondo e se stessi attraverso la fatica, la meraviglia e la strada che scorre sotto le ruote.
