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Lungo l’Aare: il cuore della Svizzera visto dal sellino

C’è un modo lento, silenzioso e sorprendentemente intimo per attraversare la Svizzera. È quello che segue il corso dell’Aare, il fiume più lungo interamente compreso nel territorio elvetico, trasformato in una delle ciclovie più affascinanti d’Europa. La Aare Route, itinerario nazionale numero 8 della rete SchweizMobil, è un viaggio che unisce natura, città storiche e una qualità delle infrastrutture che resta un modello per tutto il continente.

Il percorso si snoda per circa 305 chilometri, da Oberwald, nel Canton Vallese, fino a Koblenz, dove l’Aare confluisce nel Reno. Un tracciato prevalentemente pianeggiante, ben segnalato e adatto a un pubblico ampio: famiglie, cicloturisti alle prime armi, ma anche viaggiatori esperti in cerca di un’esperienza rilassata e continua.

Dalle sorgenti alpine ai laghi

La partenza è già una dichiarazione d’intenti. Oberwald, piccolo villaggio alpino ai piedi del passo della Furka, introduce subito l’elemento dominante del viaggio: l’acqua. L’Aare nasce qui, tra pascoli e vette ancora severe, e accompagna il ciclista con discrezione, senza mai imporsi, ma restando sempre presente.

I primi chilometri scorrono tra paesaggi alpini aperti, gallerie ciclabili e prati ordinati. La discesa è dolce, mai tecnica, e permette di godere del panorama senza affanno. Poco alla volta, la valle si allarga e il fiume si fa più largo, fino ad accompagnare il ciclista verso uno dei punti più iconici dell’itinerario: il Lago di Brienz.

Qui la ciclovia regala immagini quasi irreali. Acque turchesi, battelli storici che solcano il lago, villaggi di legno perfettamente conservati. È una Svizzera da cartolina, ma vissuta da una prospettiva privilegiata: quella della bicicletta.

Interlaken, Berna e il volto urbano del fiume

Dopo Interlaken, porta naturale tra il Lago di Brienz e quello di Thun, il percorso entra in una fase più urbana, senza mai perdere fascino. Berna, capitale federale e patrimonio UNESCO, è uno dei passaggi più memorabili. Si pedala lungo l’Aare mentre il centro storico, arroccato su un’ansa del fiume, si svela tra arcate medievali e torri di arenaria.

È uno di quei momenti in cui il cicloturismo mostra tutta la sua forza narrativa: non si “attraversa” una città, la si vive. Ci si ferma, si parcheggia la bici, si cammina sotto i portici, si osserva il ritmo lento dei bernesi che, d’estate, non disdegnano un bagno nelle acque del fiume.

Natura, centrali idroelettriche e campagna ordinata

Lasciata Berna, l’Aare Route segue un tracciato sempre più verde. Il fiume diventa protagonista assoluto, incanalato, a tratti selvaggio, a tratti domato da centrali idroelettriche che raccontano un altro volto della Svizzera: quello dell’ingegneria e della gestione sostenibile delle risorse.

Si pedala tra aree naturali protette, boschi fluviali e campagne geometriche, dove ogni dettaglio sembra al suo posto. Le superfici sono impeccabili: asfalto liscio, sterrati compatti, segnaletica chiara a ogni bivio. È una ciclovia che non richiede mappe ossessive né GPS costanti: basta seguire il simbolo azzurro con il numero 8.

Arrivo a Koblenz: quando i fiumi si incontrano

L’arrivo a Koblenz, piccolo centro al confine con la Germania, è discreto ma simbolico. Qui l’Aare si fonde con il Reno e il viaggio trova una conclusione naturale, quasi inevitabile. Non c’è un traguardo monumentale, ma la consapevolezza di aver attraversato un intero Paese seguendo il filo dell’acqua.

Perché scegliere la Aare Route

La Aare Route non è una sfida sportiva, né un percorso estremo. È un viaggio di continuità, ideale per chi cerca regolarità, bellezza costante e servizi di alto livello. Treni frequenti, alloggi bike-friendly, fontanelle, aree di sosta: tutto è pensato per il ciclista.

È la dimostrazione concreta che il cicloturismo può essere trasporto, racconto e scoperta, senza bisogno di inseguire record o dislivelli impossibili. Lungo l’Aare, la Svizzera si lascia attraversare con calma. E, pedalata dopo pedalata, convince.

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