La Parenzana: la ferrovia che è diventata una delle ciclabili più belle d’Europa
C’è una linea sottile che unisce Trieste alla costa istriana. Non è più una ferrovia, anche se per decenni lo è stata. Oggi si chiama Parenzana ed è uno dei percorsi cicloturistici più affascinanti d’Europa, un viaggio lento tra Italia, Slovenia e Croazia, capace di unire storia, natura e mare.
Nata all’inizio del Novecento come ferrovia a scartamento ridotto, la Parenzana collegava Trieste a Parenzo (Poreč), attraversando l’entroterra istriano. Oggi quel tracciato è rinato come ciclovia e conserva intatto il suo spirito: gallerie scavate nella roccia, ponti in pietra, stazioni fantasma trasformate in punti di sosta.
Il tratto croato è probabilmente il più suggestivo. Da Buje a Motovun, fino a scendere verso Poreč, si pedala tra vigneti, uliveti e colline che sembrano dipinte. Motovun, arroccata e spettacolare, è una tappa obbligatoria: arrivarci in bici, dopo chilometri di sterrato dolce e panorami infiniti, dà un senso pieno al viaggio.
Il fondo è per lo più compatto e adatto a gravel e trekking bike. Il dislivello non manca, ma è sempre gentile, figlio della pendenza ferroviaria. È un percorso che non chiede prestazioni, ma attenzione: ai dettagli, ai silenzi, ai profumi della macchia mediterranea.
La Parenzana è più di una ciclabile: è un esempio perfetto di come il turismo lento possa restituire vita a un’infrastruttura dimenticata. Qui si pedala dentro la storia, con il mare che appare all’improvviso come una promessa mantenuta.
Ideale in primavera e in autunno, è una di quelle strade che non si attraversano soltanto: si ricordano.
