Il Gigante della Provenza: il Mont Ventoux in bicicletta
Il Mont Ventoux non è soltanto una salita: è un monumento del ciclismo europeo. Isolato, riconoscibile da chilometri di distanza, il “Gigante della Provenza” domina la pianura del Vaucluse con i suoi 1.909 metri e una fama costruita su fatica, vento e leggenda. Affrontarlo in chiave cicloturistica significa entrare in un racconto che mescola natura estrema e memoria sportiva.
Il versante più celebre parte da Bédoin, piccolo centro che vive di biciclette e caffè mattutini. I primi chilometri sono un inganno: strada larga, pendenza gentile, vigneti tutt’intorno. Poi, improvvisamente, la foresta. Da Saint-Estève in poi la salita si irrigidisce e non concede tregua: chilometri regolari sopra l’8%, silenzio interrotto solo dal respiro dei ciclisti e dal fruscio delle ruote sull’asfalto.
Usciti dal bosco, al Chalet Reynard, il paesaggio cambia di colpo. Gli alberi scompaiono e lasciano spazio a un ambiente quasi lunare. La cima è visibile, ma sembra non avvicinarsi mai. Qui il vento è spesso protagonista e il sole può essere implacabile: elementi che rendono il Ventoux una montagna da rispettare anche in un’ottica turistica.
La ricompensa, una volta in vetta, è totale. Lo sguardo spazia dalle Alpi al Massiccio Centrale, fino al Mediterraneo nelle giornate più limpide. La discesa, tecnica e veloce, restituisce al ciclista il piacere della leggerezza dopo la lunga lotta contro la gravità. Il Mont Ventoux non è un percorso per tutti, ma per chi ama le sfide iconiche resta un’esperienza imprescindibile.
